I sensi incantati

Di

Editore: CDE (su licenza Mondadori)

3.0
(294)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 249 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000029703 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità

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Descrizione del libro
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    Un percorso reale e immaginario di superamento della depressione.

    La Cerva-fiore deve essere del Cancro, come me, compagna del limpido e inquieto destino che fu di autori apparentemente all'opposto: Proust ed Hemingway, ma del simbolo che dicono più esposto alla dep ...continua

    La Cerva-fiore deve essere del Cancro, come me, compagna del limpido e inquieto destino che fu di autori apparentemente all'opposto: Proust ed Hemingway, ma del simbolo che dicono più esposto alla depressione anche Sartre e Pirandello, Leopardi, Kafka e Majacovsky, di cui esploravo la biografia, trovando perlomeno nei loro guai - da pignolo ricercatore del mal comune - sconcertanti affinità. (pag. 36)

    Io ho sempre saputo (e ho cercato, umilmente, di comunicarlo) che l'Universo ha una coscienza veggente, di cui il mio singolare caso umano è un microscopico specchio, un simbolo. Con l'armonia del più luminoso degli spartiti musicali, da essa è nato un progetto che si rivolge a un fine, e il fine consiste nella volontà potente, sconfinata, che la vita, al di là delle apparenze, non conosca la morte. (pag. 258)

    ha scritto il 

  • 4

    Presagio di folaghe indovine

    La trama sfuma come un'impressione percepita, intravista, che si cerca di afferrare ma poi, di fatto, sfugge senza concretizzarsi in nulla.
    Uno scrittore in crisi magico-esistenzialista ritrova un equ ...continua

    La trama sfuma come un'impressione percepita, intravista, che si cerca di afferrare ma poi, di fatto, sfugge senza concretizzarsi in nulla.
    Uno scrittore in crisi magico-esistenzialista ritrova un equilibrio grazie a una "guida" spirituale che lo aiuterà a ricomporre il sé e il suo passato. Pezzi di vita, ricordi sparsi, la fede imparata da piccoli che ogni cosa, ogni persona, non si dissolva mai completamente.
    Più che la trama, è la scrittura la parte migliore del romanzo.

    "La verità si costruisce ali perfette, come certi lepidotteri nella fase ultima del loro sviluppo. Ali suggestive e convincenti, per colori e forme, e la farfalla vola via, dobbiamo lasciarla volare."

    ha scritto il 

  • 0

    Non mi coinvolge, mi annoia...l'ho abbandonato

    L'ho cominciato a leggere ma mi sono fermata a pag 37. Non mi riesce a coinvolgere, ecco tutto.

    Sembrerebbe interessante, eppure mi ha abbastanza annoiato in questi primi capitoli. Pensieri dell'autor ...continua

    L'ho cominciato a leggere ma mi sono fermata a pag 37. Non mi riesce a coinvolgere, ecco tutto.

    Sembrerebbe interessante, eppure mi ha abbastanza annoiato in questi primi capitoli. Pensieri dell'autore che non sono riusciti a farmi entrare in sintonia con lui, nessuna emozione particolare.

    Si, lo so, ho letto probabilmente troppo poco per poter esprimere un giudizio, ma tant'è!

    ha scritto il 

  • 0

    L'ho letto un po' per noia

    Non mi è piaciuto molto a dire il vero.
    L'ho letto un po' per noia e un po' perché allora, che ero una ragazzina, mi era sembrato qualcosa di importante.

    ha scritto il 

  • 4

    Bevilacqua mette a nudo, in questo romanzo, una fase della sua esistenza molto fragile, particolare e intima. Cerca di uscire da una depressione lasciandosi travolgere dai poteri paranormali, dall’occ ...continua

    Bevilacqua mette a nudo, in questo romanzo, una fase della sua esistenza molto fragile, particolare e intima. Cerca di uscire da una depressione lasciandosi travolgere dai poteri paranormali, dall’occulto e dall’amore per una sensitiva (Miriam) che è alla base del suo “riprendersi” la vita. La vicenda presente è spesso interrotta dai ricordi d’infanzia, dove ci viene presentata la figura della nonna (la madre di mia madre) che aveva colloqui con il defunto marito. Quindi lo scrittore ci comunica una discendenza vicina al paranormale e la rafforza quando asserisce che il volto di Miriam gli era apparso in una visione, dieci anni prima, in Tibet. E’ molto evidente che Bevilacqua ha vissuto questo scorcio di vita in maniera molto intensa lasciando che i suoi sensi ne fossero, appunto, incantati. Certo, se ci confrontiamo razionalmente con la vicenda narrata (si pensi all’amico Tano che lievitava in aria), ci risulterà normale porci un sacco di domande. Una per tutte: dove finisce la realtà e dove inizia l’incanto? Ma forse è giusto che tale interrogativo rimanga sospeso e che ci lasciamo incantare un po’ anche noi dalle pagine di un romanzo senz’altro interessante e che lascia aperte le porte del mistero.

    ha scritto il 

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