Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

I signori Golovlev

By Michail Saltykov Scedrin

(63)

| Others | 9788876843228

Like I signori Golovlev ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

11 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    *** This comment contains spoilers! ***

    L'opera in questione mi ricorda, per certi versi, "Una famiglia decaduta" di Leskov: in entrambi i casi, si parla, seppur in modo diverso, si intende, del crollo esteriore e psicologico di una famiglia, in entrambi i casi, "maledetta".
    Juduska, con ...(continue)

    L'opera in questione mi ricorda, per certi versi, "Una famiglia decaduta" di Leskov: in entrambi i casi, si parla, seppur in modo diverso, si intende, del crollo esteriore e psicologico di una famiglia, in entrambi i casi, "maledetta".
    Juduska, con la sua ipocrisia "cristiana", ha martirizzato non solo i propri familiari e domestici, ma anche i lettori.
    Ultime cento pagine degne di nota, davvero.

    Is this helpful?

    EmptyWords said on Jul 31, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una sorta di "Buddenbrook" della letteratura russa: la magistrale narrazione della decadenza materiale e morale di una famiglia di ricchi proprietari terrieri dopo l'abolizione della servitù della gleba nel 1861. Alcune figure memorabili (Arina Petro ...(continue)

    Una sorta di "Buddenbrook" della letteratura russa: la magistrale narrazione della decadenza materiale e morale di una famiglia di ricchi proprietari terrieri dopo l'abolizione della servitù della gleba nel 1861. Alcune figure memorabili (Arina Petrovna, il perfido figlio Porfirij, l'aspirante attrice Anninka) e certe stupende descrizioni di paesaggi aggiungono ulteriore fascino a un'opera che è un capolavoro.

    Is this helpful?

    IlRosso said on Jan 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    "Golovlëvo è la morte, maligna, dalle vuote viscere; è la morte che insidia eternamente una nuova vittima."

    Is this helpful?

    Dont said on May 28, 2013 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Saltykov-Scedrin ebbe un'infanzia difficile, per dirla con un eufemismo. Alla morte della madre nel 1875, egli iniziò a scrivere questo romanzo dapprima come racconti separati ed in seguito come unica opera. Questo ottimo romanzo è il tipico ritratto ...(continue)

    Saltykov-Scedrin ebbe un'infanzia difficile, per dirla con un eufemismo. Alla morte della madre nel 1875, egli iniziò a scrivere questo romanzo dapprima come racconti separati ed in seguito come unica opera. Questo ottimo romanzo è il tipico ritratto della decadenza nobiliare russa del XIX secolo. La matrona russa Arina Petrovna, protagonista del romanzo, altri non è che una trasposizione letteraria della madre dell'autore, alla quale associa una serie di famigliari picareschi, a cominciare dai figli: l'inetto Stëpka l'Idiota, lo schivo e scontroso Pavel e il viscido e falso bigotto Porfirij Vladimiyč. Ultime ma non meno importanti, le due nipoti che partono per divenire attrici e giungono a contatto di circoli viziosi e torbidi, lasciando la tenuta di Golovlëvo al suo destino. Una storia puramente tardo-zarista, triste ma magistralmente descritta.

    Is this helpful?

    Jethro Tull Maniac said on Apr 11, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    A volte angosciante, soffocante, nel descrivere la Russia infinita.

    Is this helpful?

    Lollo said on Mar 6, 2012 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    "Che cosa è successo?! Dove sono.. tutti?"

    In questo romanzo i ruoli di vittima e carnefice, buono e cattivo, sanguisuga e svenato si intrecciano di continuo. All’inizio, quando viene presentata Arina, sembra che peggio non ci sia, ma poi il romanzo lascia sempre più spazio a Porfirij, non pe ...(continue)

    In questo romanzo i ruoli di vittima e carnefice, buono e cattivo, sanguisuga e svenato si intrecciano di continuo. All’inizio, quando viene presentata Arina, sembra che peggio non ci sia, ma poi il romanzo lascia sempre più spazio a Porfirij, non per niente soprannominato Giuda o Vampiro, dal quale anche Arina si lascia raggirare.
    Già, perché il vampiro con la sua parlantina riesce a circuire chiunque, ficcando da per tutto il "buon Dio" o la "carissima mammina", tutto permeato dai cerimoniali da "buon parente", dai rituali da "buon cristiano", dai discorsi edificanti, dalla “legge”. Tutta forma e niente sostanza, un’esistenza apatica ed ipocrita fino al ridicolo, un inutile affaccendarsi e vaniloqui senza fine..

    Eppure, nonostante tutto, sia lui che Arina – come tutti gli altri fra l’altro – mi fanno un’infinita pena! Il loro sembra essere un incorreggibile vizio di famiglia, un qualcosa di innato, senza speranza, che li fa agire per il peggio senza esserne consapevoli, senza pensare alle conseguenze. Il problema è proprio questo: non hanno coscienza e la coscienza li illumina – se mai li illumina – solo quando ormai è troppo tardi, come per Giuda:

    << Era invecchiato, si era allontanato dalla civiltà, aveva un piede nella fossa, e non c’era una creatura che avesse pietà di lui. Perché era solo? Perché sentiva intorno a sé non solo indifferenza, ma anche odio? Perché tutto ciò che lo aveva sfiorato era morto? […] A che cosa aveva portato tutta la sua vita? Perché aveva mentito, detto parole vuote, ostacolato, accumulato? Anche dal punto di vista materiale, dal punto di vista dell’eredità, chi avrebbe beneficiato dei risultati di quella vita? Chi? […] Che cosa è successo?! Dove sono.. tutti?..>>

    Ma durante tutta la sua vita Porfirij, sempre impegnato nei suoi pensieri oziosi, non aveva mai pensato a ciò. E le ultime righe del libro fanno presagire che tutto si ripeterà, che la tragedia familiare che abbiamo appena finito di leggere continuerà con le generazioni future (a partire dai pochi membri rimasti vivi).

    Is this helpful?

    Marina said on Jul 16, 2011 | Add your feedback

Book Details

Improve_data of this book