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I silenzi degli innocenti

Sono le vittime di trent'anni di violenza, da Piazza Fontana a oggi. Dopo anni di silenzio, la parola finalmente a loro: a chi non ha mai avuto modo di raccontare la verità

Di ,

Editore: BUR Biblioteca Univ. Rizzoli

4.1
(79)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 252 | Formato: Copertina morbida e spillati

Isbn-10: 8817013439 | Isbn-13: 9788817013437 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Crime , History , Political

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Descrizione del libro
Quasi 600 morti e 5000 feriti. E in più il calvario dei loro familiari. È ilcosto umano di una guerra dichiarata non solo contro lo Stato. Questo libro dàvoce a chi non l'ha mai avuta. Anzi, a coloro cui è stata, in mille modi,negata. Solo i carnefici sono stati chiamati a testimoniare su quei terribilianni. L'Italia, allora, rischia di essere l'unico paese al mondo doveparadossalmente la storia la si lascia scrivere dagli sconfitti, dagli exterroristi. Avvicinando le vittime (scampati o sopravvissuti a stragi e adattentati) e i loro familiari, mostrando loro interesse e facendoli parlare,si ascoltano racconti di delusioni, di solitudine e di disinteresse da partedelle istituzioni.
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  • 5

    ...acquistato e letto e riletto....non riesco a farmene una ragione che possa essere successo tutto ciò!
    Durante la prima lettura e nelle successive nel mio animo cresce rabbia,sgomento e .... mi commuovo ogni volta...

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro difficilissimo da leggere. Ogni pagina è un peso che cade sullo stomaco.
    Grida di scandali, ma lo fa in maniera tanto sottile che il lettore si rende conto di star piangendo solo quando bagna la pagina.
    Prima o poi riuscirò a finirlo, quando avrò la predisposizione d'animo ad ...continua

    Un libro difficilissimo da leggere. Ogni pagina è un peso che cade sullo stomaco.
    Grida di scandali, ma lo fa in maniera tanto sottile che il lettore si rende conto di star piangendo solo quando bagna la pagina.
    Prima o poi riuscirò a finirlo, quando avrò la predisposizione d'animo adatta.

    ha scritto il 

  • 4

    Credo che conoscere sia il modo fondamentale perchè non si possa e non si debba dimenticare.
    Ecco perchè mi circondo di libri come questo.. Credo sia una speranza per cercare di dare ai miei figli un futuro che non conosca atti simili!

    ha scritto il 

  • 5

    E' uno dei libri più commoventi che abbia mai letto. Come è possibile uccidere a sangue freddo per un'ideologia ? Si può fare per rabbia, per denaro, per piacere... ma come si può non essere assaliti da un minimo di rimorso di coscienza, dopo aver pedinato per giorni uomini inermi, senza possibil ...continua

    E' uno dei libri più commoventi che abbia mai letto. Come è possibile uccidere a sangue freddo per un'ideologia ? Si può fare per rabbia, per denaro, per piacere... ma come si può non essere assaliti da un minimo di rimorso di coscienza, dopo aver pedinato per giorni uomini inermi, senza possibilità di difesa, dopo averli visti con i figli, con le loro famiglie, sul loro lavoro ?? Come si può accumulare tanto odio dopo settimane o mesi e non avere altro desiderio che quello di ucciderli ??? Perché ???

    ha scritto il 

  • 3

    I Silenzi degli innocenti ( 2006 )

    2006. Giovanni Fasanella, Antonella Grippo. Rizzoli Editore, Bur, collana "Futuropassato", prima edizione 2006.


    Questo è il resoconto della guerra invisibile e mai dichiarata combattuta negli anni di piombo. La vita quotidiana di tanta gente : la spesa, la scuola, la vacanza, le incombenz ...continua

    2006. Giovanni Fasanella, Antonella Grippo. Rizzoli Editore, Bur, collana "Futuropassato", prima edizione 2006.

    Questo è il resoconto della guerra invisibile e mai dichiarata combattuta negli anni di piombo. La vita quotidiana di tanta gente : la spesa, la scuola, la vacanza, le incombenze domestiche, le piccole e grandi abitudini consolidate in anni di matrimoni,vite con i figli, i padri e le madri. E d' improvviso la morte. Destini che si compiono, tragiche coincidenze, premonizioni, sospetti, schegge, sangue. Pozze di sangue, schizzi di sangue, sangue sui sedili delle macchine, sull' asfalto. Lunghe scie sanguinose. Quasi 600 i morti e 5000 i feriti ma un' elenco preciso ancora non c'è . I silenzi degli innocenti, plurale. Un libro dedicato alle vittime del terrorismo, definizione che negli anni ha perso la sua connotazione pietosa per diventare asettica, puramente convenzionale. Le vittime sono state per trent' anni una categoria scomoda, un intralcio, attraversate per di più dalla paura e dalla vergogna, << di trasformare il nostro dramma in una professione>>. Bombe nei treni, agguati mattinieri sulla porta di casa, lungo i marciapiedi delle nostre città, nelle università, sulle soglie dei giornali e delle Procure della Repubblica. Parole di nuovo conio: gambizzare, gambizzato. L'italia è l' unico paese al mondo, dicono Fasanella e Grippa, dove la storia l' hanno spiegata gli assassini. Dopo interminabili istruttorie, processi, interviste ai colpevoli, dopo una quantità di saggi, pamphlet, istant book, dopo aver conosciuto le storie personali di Moretti Mario, Morucci Mario, Segio Sergio, Balzerani Valentina, ( e scusate se non li ricordo tutti ), finalmente la parola agli innocenti, ai familiari dei morti ammazzati. Una ventina di testimonianze da leggersi in punta di piedi con vergogna e dolore ( dove eravamo, cosa pensavamo, quali dibattiti abbiamo seguito, quali libri abbiamo letto per capire tanto poco ?).
    Una ventina di testimonianze: mogli ,figli e figlie stupiti di essere interpellati, invitati a parlare. Una seduta di autocoscienza per chi affronta da lettore o lettrice questo libro e un coro di voci, prima esitanti e poi sempre più forti per chi ha sperimentato la violenza politica sulla propria carne. Familiari di vittime illustri , Moro, Coco, Tobagi, D'Antona e gente senza volto e senza nome. Ma poi anche i nomi sono venuti fuori a dare un volto ai morti, soprattutto ai più giovani, ai bambini. : Nadia e Caterina Nencioni nove anni la prima, sei mesi la seconda, strage di via dei Georgofili. Angela Fresu, tre anni il cui corpicino nebulizzato forse si trovava sopra la bomba della stazione di Bologna. Marco Russo, Italicus, Stefano Mattei, rogo di Primavalle. Una Spoon River italiana che sbatte sul "dopo", sul vuoto dei sopravvissuti ; chi si è tolto la vita, chi è rimasto totalmente solo, di chi si è ritrovato a vivere il resto della vita mutilato,accecato, ustionato, chi ha tirato avanti una famiglia con le unghie e coi denti, chi è fuggito dall' Italia, chi ha fondato associazioni. Storie tutte diverse e tutte uguali : grida , sirene, lo sguardo del Killer, il laccio emostatico dopo la gambizzazione, vigili del fuoco, medici pietosi. E lo Stato ( lo Stato ! - il grido indimenticabile della vedova dell' agente Montinari, uomo della scorta di Falcone in quel terribile funerale) lo stato che se ne frega, manda medaglie e uomini di mezza tacca ai funerali, intralcia l' ottenimento delle pensioni, dei risarcimenti, delle borse di studio e che arriva a chiedere il rimborso dei biglietti dei treni esplosi ( su questa frase mi sono fermata a lungo ) . E poi la rabbia, la nausea, il disgusto dei sopravvissuti di fronte alle fortune letterarie, giornalistiche e politiche che le istituzioni e i media ofrono agli assassini e ai loro fiancheggiatori ). Si può solo sperare che le vittime non siano mai più lasciate sole ; che la vicinanza, la sollecitudine, le cerimonie riparatorie di certa parte dello Stato ( gli ultimi tre presidenti della Repubblica ) prosegua . Ha spiegato Gemma Calabresi come siano importanti per i familiari questi riconoscimenti, queste medaglie, queste targhe commemorative, anche tardive, per spazzare via il senso di isolamento , fallimento e solitudine di trent' anni di silenzio.
    In questo libro sembra di percepire, oltre la morte, la ferita che si rimargina, la vita che va avanti, il dolore che brucia e purifica. Le ricerche di una via d'uscita individuali e collettive : ansiolitici, terapie individuali e di gruppo, monasteri, impegno civile, sport, musica, poesia ,letture, teatro. Il percorso mite e rigoroso di chi consuma tempo e denaro ed energia per far comprendere al potere che si può andare oltre l' odio e ricordare i morti, anzi festeggiarli con una legge : tutti. Il libro è del 2006. Oggi esiste la legge e la giornata della memoria. Di qui si potrà ripartire, dice Gemma Calabresi in un' altro libro. Sempre con la maledetta voglia di capire, di sapere cosa c'è dietro, sempre con quella maledetta sensazione che dietro tutto ci sia << qualcuno o qualcosa >>. Ciò che fa male non è soltanto che lo Stato abbia lasciato sole le vittime. Quel che fa più male è che non si approfitti delle loro storie, della loro purezza, della loro umanità esemplare, per diventare, noi, più civili, meno selvaggi, meno indifferenti.
    Dopo questo libro ci sono stati i libri di Calabresi, di Sabina Rossa, di Benedetta Tobagi, di Umberto Ambrosoli : tanti piccoli tasselli che , spero, concorrano a renderci quello che auspicavo sopra : più "normali", più umani, meno italiani, più europei.

    ha scritto il 

  • 2

    Il ricordo di parenti ed amici di quelle povere
    vite ingiustamente spezzate.
    Soprattutto quelle così giovani di coloro che morirono alla stazione di Bologna.
    Una pena infinita.

    ha scritto il 

  • 5

    Vergogna di stato (il minuscolo è voluto)

    Un bel libro ...
    Le vittime di una stagione assurda si raccontano e tutte, o quasi, hanno sempre la solita domanda....

    Perchè lo stato (il minuscolo è voluto) non ci ha tutelato prima e ci ha abbandonato dopo?
    Perchè gli ex-br hanno oggi posti di tutto rispetto e noi al massimo u ...continua

    Un bel libro ...
    Le vittime di una stagione assurda si raccontano e tutte, o quasi, hanno sempre la solita domanda....

    Perchè lo stato (il minuscolo è voluto) non ci ha tutelato prima e ci ha abbandonato dopo?
    Perchè gli ex-br hanno oggi posti di tutto rispetto e noi al massimo una medaglia al valore?
    Perchè l'essere stata vittima è quasi un fastidio che deve subire lo stato?

    Forse la risposta è nella connivenza tra chi voleva fare la rivoluzione senza il popolo e chi (lo stato) aveva bisogno di un nemico per legittimare il suo potere

    ha scritto il 

  • 5

    Finalmente l'ho finito. E' stato molto faticoso leggerlo. In ogni testimonianza, mi saliva un groppo in gola difficile da far scendere. Frequentando l'università, immedesimarsi nei ragazzi che hanno vissuto quel periodo sulla propria pelle è inevitabile. E mi chiedo: come è potuto accadere tutto ...continua

    Finalmente l'ho finito. E' stato molto faticoso leggerlo. In ogni testimonianza, mi saliva un groppo in gola difficile da far scendere. Frequentando l'università, immedesimarsi nei ragazzi che hanno vissuto quel periodo sulla propria pelle è inevitabile. E mi chiedo: come è potuto accadere tutto ciò? Lo so è una domanda che non avrà mai risposta. Cmq, anche se doloroso, è un libro che va letto, perchè dobbiamo tutti conoscere il nostro passato e non dobbiamo mai dimenticarlo.

    ha scritto il