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I sommersi e i salvati

Di ,

Editore: Einaudi

4.4
(1869)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 197 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Giapponese , Spagnolo , Olandese , Polacco , Chi semplificata

Isbn-10: 8806186523 | Isbn-13: 9788806186524 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Postfazione: Walter Barberis

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Biography , Fiction & Literature , History

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Descrizione del libro
Ouali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali letecniche per annientare la personalità di un individuo? Ouali rapporti sicreano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la "zonagrigia" della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibilecapire dall'interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibileribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di una esperienza estrema? Lerisposte dell'autore di Se questo è un uomo nel suo ultimo e per certi versipiù importante libro sui Lager nazisti. Un saggio per capire il Novecento ericostruire un'antropologia dell'uomo contemporaneo.
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  • 0

    Ogni tanto Levi va riletto, per rimettere le cose al posto giusto sulla grande catastrofe: in mezzo a tanta fiction qui si ritrova l'essenza delle cose, le domande di un vero intellettuale, le risposte di un grande scrittore, le verità di un testimone.

    ha scritto il 

  • 5

    Un autentico capolavoro di analisi sulla storia del male e del bene.

    L'ultimo libro di Primo Levi: un'analisi a tutte le domande che quest'uomo si è posto nella sua vita contro tutti i malvagi "perchè"? Che ha dovuto affrontare.
    Uno storico vero, mite e non di parte, umile, essenziale nel descrivere la catastrofe del nostro tempo, la Soah.
    Le sue risposte, ancora ...continua

    L'ultimo libro di Primo Levi: un'analisi a tutte le domande che quest'uomo si è posto nella sua vita contro tutti i malvagi "perchè"? Che ha dovuto affrontare. Uno storico vero, mite e non di parte, umile, essenziale nel descrivere la catastrofe del nostro tempo, la Soah. Le sue risposte, ancora così interessanti e attuali. Questo libro deve essere letto, insieme almeno ai suoi primi due libri, per non dimenticare mai.

    ha scritto il 

  • 4

    Bha, cosa posso dire di più di quello che è già stato detto/scritto sull'argomento?
    E' raccapricciante vedere fino a che punto l'essere umano, quello comunemente ritenuto "intelligente", si può spingere, in preda alla follia. Ok, Hitler era uno ed era più scemo di una merda, ma non è che tutti i ...continua

    Bha, cosa posso dire di più di quello che è già stato detto/scritto sull'argomento? E' raccapricciante vedere fino a che punto l'essere umano, quello comunemente ritenuto "intelligente", si può spingere, in preda alla follia. Ok, Hitler era uno ed era più scemo di una merda, ma non è che tutti i suoi seguaci fossero da meno.

    ha scritto il 

  • 4

    Un’analisi lucida e scevra di qualsiasi retorica dell’esperienza dei campi di concentramento. Molto interessante l’analisi delle relazioni interpersonali che si creavano all’interno dei campi e di quell’area grigia che esisteva all’interno dei campi dei collaboratori,


    Levi mette in eviden ...continua

    Un’analisi lucida e scevra di qualsiasi retorica dell’esperienza dei campi di concentramento. Molto interessante l’analisi delle relazioni interpersonali che si creavano all’interno dei campi e di quell’area grigia che esisteva all’interno dei campi dei collaboratori,

    Levi mette in evidenza che la nostra percezione di cosa furono i campi di concentramento nazisti è solo parziale perché i racconti che abbiamo ascoltato vengono quasi esclusivamente da sopravvissuti che riuscirono a ricavarsi delle nicchie di privilegio, anche a spese dei compagni, ed a sfuggire alle prove più dure.

    ha scritto il 

  • 0

    sofferente

    Libro bellissimo, che si pone interrogativi che sono ancora senza risposta, e alla fine si sfilaccia e si disunisce, in qualche modo mimando il percorso dell'annaspare della nostra mente che si perde a cercare il bandolo di una matassa non ancora sciolta: la prevaricazione elevata a scienza, lo s ...continua

    Libro bellissimo, che si pone interrogativi che sono ancora senza risposta, e alla fine si sfilaccia e si disunisce, in qualche modo mimando il percorso dell'annaspare della nostra mente che si perde a cercare il bandolo di una matassa non ancora sciolta: la prevaricazione elevata a scienza, lo sterminio elevato ad industria. Levi è come un lampadaro che tenta di illuminare una strada buia: fallisce, e lo sa, eppure non rinuncia a scrivere anche se in trasparenza si inrtavede già l'epilogo vero di questo libro e del suo percorso, una tromba delle scale.

    ha scritto il 

  • 5

    perché l'olocausto è potuto esistere? perché i prigionieri, in numero soverchiante, non si sono ribellati? perché hanno accettato tutto questo? tutte le risposte in un doloroso saggio di primo levi.

    ha scritto il 

  • 5

    Dalla nota biografica e fortuna critica

    Riporto parte dell'intervento di Giovanni Raboni in merito al libro.


    "Non si potrebbe dare peggior torto all'ultimo libro di Primo Levi che lodarlo d'ufficio in considerazione della gravità dei temi che affronta, dell'indiscutibile nobiltà delle idee che esprime e della quantità di soffere ...continua

    Riporto parte dell'intervento di Giovanni Raboni in merito al libro.

    "Non si potrebbe dare peggior torto all'ultimo libro di Primo Levi che lodarlo d'ufficio in considerazione della gravità dei temi che affronta, dell'indiscutibile nobiltà delle idee che esprime e della quantità di sofferenza -sofferenza personale, personalmente vissuta- depositata in esso. Tutte queste cose sono vere,naturalmente, ma non penso sia questo il punto. Non credo, voglio dire, che Levi abbia voluto scrivere un libro nobile o edificante [...] Levi non vuole il nostro consenso, ma il nostro disagio; vuole, appunto, "irritarci", noi lettori che non abbiamo commesso, ma nemmeno subito, violenze e soprusi come quelli che lui ha subiti, e che troppe volte abbiamo rinunciato a sapere di più, a capire, a rivoltarci. L'importanza e la tempestività del libro consistono invece nel riproporci la verità, la nuda, insuperabile oggettività dei fatti, e nell'innalzarle come una barricata contro le tentazioni dell'oblio o più ancora contro il fascino insinuante, forse incontrollabile, in ogni caso troppe volte incontrollato, del'<<interpretazione>>, e del pensiero che interpreta e non giudica. I sommersi e i salvati è, dalla prima all'ultima pagina, una sfida alle sottigliezze dell'intelligenza in nome di un solido, dolente senso comune; una sfida alle labirintiche delizie della complessità in nome di una memoria elementare, opaca, faticosa; una sfida alle meraviglie dell'irrazionale in nome di una razionalità rozzamente, eroicamente irriducibile"

    ha scritto il 

  • 5

    Levi fu un grand'uomo.
    Vittima della strage nazista, ma capace di obbiettività, di senso critico, e capace anche di mettersi nei panni dei suoi aguzzini, per capire, per comprendere il senso di ciò che è stato, e che ha vissuto sulla sua pelle.
    Primo Levi ci prova, constata, ragiona, ma una vera ...continua

    Levi fu un grand'uomo. Vittima della strage nazista, ma capace di obbiettività, di senso critico, e capace anche di mettersi nei panni dei suoi aguzzini, per capire, per comprendere il senso di ciò che è stato, e che ha vissuto sulla sua pelle. Primo Levi ci prova, constata, ragiona, ma una vera spiegazione di ciò che è stato non è riuscito a trovarla, neanche dalle numerose lettere ricevute da umerosi tedeschi all'uscita di "Se questo è un uomo" in Germania.

    ha scritto il 

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