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I sommersi e i salvati

By Primo Levi, Tzvetan Todorov (Preface), Walter Barberis (Afterword)

(1469)

| Paperback | 9788806186524

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Book Description

Ouali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali letecniche per annientare la personalità di un individuo? Ouali rapporti sicreano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la "zonagrigia" della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibilecapire dContinue

Ouali sono le strutture gerarchiche di un sistema autoritario e quali letecniche per annientare la personalità di un individuo? Ouali rapporti sicreano tra oppressori e oppressi? Chi sono gli esseri che abitano la "zonagrigia" della collaborazione? Come si costruisce un mostro? Era possibilecapire dall'interno la logica della macchina dello sterminio? Era possibileribellarsi? E ancora: come funziona la memoria di una esperienza estrema? Lerisposte dell'autore di Se questo è un uomo nel suo ultimo e per certi versipiù importante libro sui Lager nazisti. Un saggio per capire il Novecento ericostruire un'antropologia dell'uomo contemporaneo.

6 Reviews

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  • 4 people find this helpful

    Non ho letto Levi in gioventù:
    La ricostruzione della storia, le testimonianze qualunque fossero, anche drammatiche come quella del nazismo, mi apparivano  come ridondanti,  pesanti, ripetitive.
    In fondo la storia non  è  il cammino, atroce ma banale, dell'uomo verso la civiltà?

    Vabbè, ero giovane ... (continue)

    Non ho letto Levi in gioventù:
    La ricostruzione della storia, le testimonianze qualunque fossero, anche drammatiche come quella del nazismo, mi apparivano  come ridondanti,  pesanti, ripetitive.
    In fondo la storia non  è  il cammino, atroce ma banale, dell'uomo verso la civiltà?

    Vabbè, ero giovane e credevo nel futuro. 
    Venute a mancare queste due condizioni (la prima soprattutto) mi sono innamorata di Levi.
    Il suo raccontare pacato, lucido, quasi da voce narrante di storie altrui, 
    infonde  la sicurezza e la tranquillità della mano di un padre che accompagna 
    il figlio per un sentiero pericoloso (o almeno così era la mano di mio papà, per me).
    Non alza mai la voce, cammina lentamente fra i ricordi.
     Come un anatomopatologo davanti al cadavere illustra e spiega, taglia e seziona, fra lo sgomento, il ribrezzo, il dolore  dei non addetti.

    E nell'attesa di leggere "la tregua" mi chiedo se ci fossi stata io, li.
    Fra gli ebrei o i tedeschi, fra i Kapò o gli Häftlinge, da che parte mi avrebbe portato il destino?
    Quali reazioni, che scelte, quanta lucidità ?
    Sommersi o salvati?

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    MiKappa said on Feb 10, 2012 about the Hardcover edition | 1 feedback

  • 3 people find this helpful

    Solitamente non leggo saggi, ammetto, faccio fatica, ma questo di Primo Levi è altro. Qui l autore analizza, con varie soluzioni, del perchè di certi comportamenti, di chi era il più forte e comandava e di chi stava li prigioniero nei campi . Lo fa in maniera molto chiara e semplice, per questo l'ho ... (continue)

    Solitamente non leggo saggi, ammetto, faccio fatica, ma questo di Primo Levi è altro. Qui l autore analizza, con varie soluzioni, del perchè di certi comportamenti, di chi era il più forte e comandava e di chi stava li prigioniero nei campi . Lo fa in maniera molto chiara e semplice, per questo l'ho letto con grande interesse. Ho fatto un po' di fatica nel capitolo "L'intelletuale di Auschwitz, che dovrò probabilmente rileggere.
    Mi hanno colpito queste righe:

    "Veramente si è indotti a pensare che, nel Terzo Reich, la scelta migliore, la scelta imposta dall'alto, fosse quella che comportava la massima afflizione, il massimo spreco di sofferenza fisica e morale. Il "nemico" non doveva soltanto morire, ma morire nel tormento.

    Non penso sia necessario aggiungere altro.

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    ^___^Rigoletto^___^ said on Jan 24, 2012 | 1 feedback

  • 1 person find this helpful

    Primo Levi è stato un assoluto genio. Uno scrittore eccezionale, limpido, lucido e trasparente, senza mai una parola di troppo, sempre preciso, dritto al punto. In questo libro, che è un saggio e non un racconto, non un romanzo biografico, forse ha dato il meglio di sè. </p><p>Assolutame ... (continue)

    Primo Levi è stato un assoluto genio. Uno scrittore eccezionale, limpido, lucido e trasparente, senza mai una parola di troppo, sempre preciso, dritto al punto. In questo libro, che è un saggio e non un racconto, non un romanzo biografico, forse ha dato il meglio di sè. </p><p>Assolutamente imprescindibile. Dolorosissimo il capitolo sulla Vergogna, forse l'espressione più profonda della condanna che Levi si è portato addosso fino alla fine.</p><p>"hai vergogna perchè sei vivo al posto di un altro? Ed in specie, di un uomo più generoso, più sensibile, più savio, più utile, più degno di te? Non lo puoi escludere: ti esamini, passi in rassegna i tuoi ricordi, sperando di ritrovarli tutti, e che nessuno di loro si sia mascherato o travestito; no, non trovi trasgressioni palesi, non hai soppiantato nessuno, non hai picchiato (ma ne avresti avuto la forza?), non hai accettato cariche (ma non di sono state offerte...), non hai rubato il pane di nessuno; tuttavia non lo puoi escludere. E' solo una supposizione, anzi, l'ombra di un sospetto: che ognuno sia il Caino di suo fratello, che ognuno di noi abbia soppiantato il suo prossimo, e viva in vece sua. E' una supposizione ma rode; si è annidata profonda, come un tarlo, non si vede dal di fuori, ma rode e stride". Pag 62-63

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    Giulionga said on Mar 2, 2008 | Add your feedback

  • "il dolore è la sola forza che si crei dal nulla, senza spesa e senza fatica. Basta non vedere, non ascoltare, non fare".

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    n! said on Feb 2, 2012 about the Others edition | Add your feedback

  • Ci viene chiesto dai giovani tanto più spesso e tanto più insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, di che stoffa erano fatti, i nostri "aguzzini". Il termine allude ai nostri ex-custodi delle SS, ma a mio parere è improprio: fa pensare a individui distorti, nati male, sadici ... (continue)

    Ci viene chiesto dai giovani tanto più spesso e tanto più insistentemente quanto più quel tempo si allontana, chi erano, di che stoffa erano fatti, i nostri "aguzzini". Il termine allude ai nostri ex-custodi delle SS, ma a mio parere è improprio: fa pensare a individui distorti, nati male, sadici, affetti da un vizio d'origine. Invece erano fatti dell nostra stessa stoffa, erano esseri umani medi, mediamente intelligenti, mediamente malvagi: salvo eccezioni, non erano mostri, avevano il nostro stesso viso, ma erano stati educati male. Erano in massima parte gregari e funzionari rozzi e diligenti: alcuni fanaticamente convinti del verbo nazista, molti indifferenti, o paurosi di punizioni, o desiderosi di fare carriera o troppo ubbidienti
    Qualunque altra parola mi sembra inessenziale su questo libro così necessario.

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    elalma said on Jan 29, 2012 | 1 feedback

  • Leggere questo libro è come precipitare al rallentatore in un abisso di sofferenza e di dolore.Un'inimmaginabile lunga catena di soprusi,di terrore,di violenze gratuite,di assassinii a sangue freddo,di sfruttamento del lavoro,di sadismo inconcepibile.Luoghi dove la sopravvivenza era dovuta al sapere ... (continue)

    Leggere questo libro è come precipitare al rallentatore in un abisso di sofferenza e di dolore.Un'inimmaginabile lunga catena di soprusi,di terrore,di violenze gratuite,di assassinii a sangue freddo,di sfruttamento del lavoro,di sadismo inconcepibile.Luoghi dove la sopravvivenza era dovuta al sapere un mestiere,all'essere temporaneamente utile alla macchina dell'orrore,che ti avrebbe per un momento spinto fuori dal suo tritacarne umano,ma solo per rigettartici dopo con un ghigno sprezzante di soddisfazione.Io che ho avuto l'onore di conoscere personalmente scampati a quell'orrore capisco quanto fosse labile il confine tra essere sommersi e morire atrocemente o essere salvati e avere una misera possibilità di tornare alla luce della vita,che poi era una luce falsa perchè velata per sempre dalle immagini di quell'orrore e dall'insopportabilità di tutto quell'inferno umano.

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    Monellaccio08 said on Jan 16, 2012 about the Hardcover edition | Add your feedback

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