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I sotterranei

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(1035)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000022073 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Re della beat generation, papa dei beatnik, Omero dell'età di James Dean, Jack Kerouac è stato senza dubbio la più singolare figura di scrittore del dopoguerra americano. Canadese di nascita, autore di un romanzo di fattura classica, Metropoli e città (che fu lodato dalla critica), raggiunse la fama con Sulla strada e I sotterranei. E' questa la storia dell'amore fra un bianco e una nera, amore commosso e nevrotico tra due esseri che si rincorrono e si respingono, nell'ambiente delle caves di San Francisco popolate di giovani ribelli a ogni morale sociale, i cui idoli sono il jazz, la velocità, il sesso, la droga e la libertà individuale: giovani "disperati e inquieti, che credono nella vita ma respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da sé dei nuovi." Processato per "oscenità" alla sua prima apparizione, il romanzo fu assolto con una sentenza che riconosceva "la bellezza lirica di alcune sue immagini, la forza e il ritmo del racconto, la ricerca accurata di richiami ed espressioni come elementi che consentono al collegio di pervenire alla conclusione che il romanzo è opera non pornografica e non oscena: è invece opera d'arte."
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  • 4

    Confessioni da fare

    [...] perché questa è un'altra confessione da fare - e molte ne farò prima che abbiam finito - sono un sensuale grezzo, e maschio, non ci posso far niente ho tendenze lascive e via di seguito come ...continua

    [...] perché questa è un'altra confessione da fare - e molte ne farò prima che abbiam finito - sono un sensuale grezzo, e maschio, non ci posso far niente ho tendenze lascive e via di seguito come quasi tutti i miei lettori maschi certo - e visto che una confessione tira l'altra, sono canuck, ho imparato l'inglese solo a cinque sei anni, a sedici parlavo incheccando e a scuola ero un bimbone triste a parte poi dopo la pallacanestro nessuno avrebbe detto che sarei mai riuscito a cavarmela al mondo (scarsa fiducia in sé) e mi avrebbero messo in un manicomio per inadattabilità. [...]

    ha scritto il 

  • 5

    Kerouac scrive musica (lo hanno già detto, lo so). Si legge e si rilegge come si ascoltano e si riascoltano i Concerti Brandemburghesi. E più passa il tempo, più ci si emoziona.

    ha scritto il 

  • 4

    il poeta dalla dolcezza stridente: Jack Kerouac.

    In America nel primo dopoguerra toccò a Fitzgerald farsi portatore di uno stile e di un modo di essere assai diverso e poco rassicurante per la "Middle Class" degli States; era la "lost generation" ...continua

    In America nel primo dopoguerra toccò a Fitzgerald farsi portatore di uno stile e di un modo di essere assai diverso e poco rassicurante per la "Middle Class" degli States; era la "lost generation" e per un decennio i giovani pensarono e agirono con la frenetica aritmia del jazz e dell'alcool. Nel secondo dopoguerra toccò invece a Jack Kerouac creare uno stile di vita e un nuovo modo di concepire la letteratura; tra N.Y. e Los Angeles si formò quindi un nuovo movimento: la "Beat Generation"e si vennero a formare nuove tecniche di scrittura tra cui " la prosa spontanea", metodo che Kerouac spiegò molto bene nel suo volume "Un mondo battuto dal vento" e che forse riuscì a metterlo nella miglior pratica proprio ne "I sotterranei". Per capirsi meglio "Prosa spontanea" non è dadaismo, né libero flusso di coscienza, non rientra nell'automatismo surrealista e nemmeno negli stati di trance in cui l'inconscio si svuota, non è andare a briglia sciolta e nemmeno associazioni irrazionali di idee. Con questo metodo Kerouac analizzava la propria coscienza ma più che la componente psicologica era importante quella letteraria e quindi il metodo era funzionale al racconto: ciò che scrivo è tutt'uno con quello che scrivo...non si può dividere tanto che è ancora il jazz a far da musa,nel senso che lo scrittore sentiva nell'improvvisazione del be-bop nei suoi allunghi per poi deviare e tornare,il fulcro generale da dove ripartiva la sua penna spontanea come le folli sonorità del "bop" nel suo timbro, nel suo angolo visivo, nel descrivere le notti dei sotterranei. Affinché Kerouac ricercava l'essenza delle immagini in vocaboli si dilatava anche la sua intensità espressiva e la sua "prosa spontanea" diventava, assieme ai concetti Zen acquisiti, uno strumento di consapevolezza...la stessa che lo spinse a scrivere nel 1953 uno dei suoi romanzi più tristi e più riusciti in base ai concetti espressi fin d'ora. La vicenda narrata ne "I sotterranei" è la storia d'amore autobiografica tra Leo-Jack e una ragazza di colore, Mardou-Allen Lee...l'inizio è bruciante e premette l'umore dei protagonisti, i chiaro/scuri del loro amore e della loro vita, proprio come il grande Charlie Parker con il suo sax, Kerouac rifondava i ritmi di una storia d'amore, staccandosi dalla melodia convenzionale con una serie di improvvisazioni per poi comporre una serie di varianti del tema principale. Così fluivano le immagini di vita quotidiana, pensieri disgressioni paranoie dove il tema d'amore si perdeva tra le immagini e i personaggi le sbronze e le discussioni letterarie...fino alle pause, quelle che Kerouac chiamava "gli spacchi" dove si può percepire il mio cambio di tempo a verbo e lo sguardo disincantato e sbronzo di chi della devianza ha fatto una bandiera e lo ha fatto in piena consapevolezza. La trasgressione che il sistema trasforma in business è la chiave di svolta del rifiuto di Kerouac e della sua imprendibile fantasia; da qualunque parte la si veda ho visto un gruppo di poeti che una via l'hanno tentata, "I sotterranei" è l'esempio di ciò che stride, quella forma di ribellismo che urta la nostra parte più ipocrita e nascosta...questo era quel poeta vagabondo frocio e puttaniere: la parte più libera di quegli U.S.A. primi anni '60,bravi soldati repubblicani che "con dio dalla loro parte" bruciarono ancora qualche negretto. Kerouac era una poesia e un disagio contro tutto ciò: la pace di una libellula nella sua mano tremante di alcolizzato...nei sotterranei, dove alla fine il barista gridava: RAGAZZI SI CHIUDE. e nell'alba liberi come albatros...verso il mare del mondo. Si correva.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo libro che leggo di Kerouac è questo e mi ha catturato in modo profondo, così ho seguito ogni parola al ritmo che lui le ha dato. Sono stata a Frisco con i meravigliosi e tristi ...continua

    Il primo libro che leggo di Kerouac è questo e mi ha catturato in modo profondo, così ho seguito ogni parola al ritmo che lui le ha dato. Sono stata a Frisco con i meravigliosi e tristi protagonisti di questa storia, viaggiando nelle loro nervose e alcoliche notti. Ed è proprio la notte a farla da padrona ne "I sotterranei", come se questi fossero un vero e proprio stato mentale che tutto avvolge e impregna di sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Rispetto agli altri libri di Kerouac questo è abbastanza diverso. Ovvero in questo c'è molto più sentimento,tristezza e gelosia. Ho scoperto un Jack nuovo che va oltre alla droga,al bere e al ...continua

    Rispetto agli altri libri di Kerouac questo è abbastanza diverso. Ovvero in questo c'è molto più sentimento,tristezza e gelosia. Ho scoperto un Jack nuovo che va oltre alla droga,al bere e al cosiddetto "sesso libero".

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro Kerouac, dopo Sulla strada, era quello che ci voleva. La sua scrittura fluente, fluida, riesce ad avvolgere, a trascinare come su un'onda. A volte pecca forse un po' di superbia, e travolge, ...continua

    Un altro Kerouac, dopo Sulla strada, era quello che ci voleva. La sua scrittura fluente, fluida, riesce ad avvolgere, a trascinare come su un'onda. A volte pecca forse un po' di superbia, e travolge, per un attimo si perde di vista l'orizzonte, l'onda sommerge e bisogna trattenere il respiro, aprire bene gli occhi e guardare dentro lo stream of consciousness. Però le vicende non mancano, e nemmeno i personaggi, che si compenetrano bene tra loro, senza sovrastarsi: è un romanzo di sguardi ammiccanti, di non detto, di azione e reazione, di aspettative deluse e piccole ripicche. Veramente pochi sono i momenti di esplicita dichiarazione, forse due, in cui l'amore e i progetti per il futuro sono sempre mescolati in un garbuglio di sentimenti, parole che si rincorrono spezzandosi, frasi sospese, verbi mancati. Non esiste una fine, non c'è nemmeno stato un inizio.

    ha scritto il 

  • 0

    secondo me dietro gli armadi ci sono degli insetti piccoli piccoli che vivono lì

    e aspettano le vacanze per venire fuori e fare cagnara

    stupidi come gli armadi non ci sono altri ...continua

    secondo me dietro gli armadi ci sono degli insetti piccoli piccoli che vivono lì

    e aspettano le vacanze per venire fuori e fare cagnara

    stupidi come gli armadi non ci sono altri mobili assolutamente no

    gli armadi sono stupidi e inutili quasi quanto il ferro da stiro

    ho visto la foto di bersani, in stazione per il febbraio che viene

    io vorrei sapere chi gliel'ha consigliato di mettersi in posa così

    secondo me è uno che fa l'insegnante al liceo e insegna francese, secondo me oppure latino

    oppure ha entrambe le abilitazioni ma insegna francese, che ci sono più cattedre

    e poi fai delle belle gite

    ha scritto il 

  • 4

    Non e' stato semplice leggere questo romanzo. La punteggiatura e la prosa dell'autore,che danza da un argomento all'altro per analogia, non sempre sono di facile comprensione per il lettore. E'la ...continua

    Non e' stato semplice leggere questo romanzo. La punteggiatura e la prosa dell'autore,che danza da un argomento all'altro per analogia, non sempre sono di facile comprensione per il lettore. E'la storia di un amore maledetto tra Jack Kerouac e Mardou Fox, una ragazza afro-americana tossicodipendente. Forse non si tratta di una storia d'amore ma dell'incapacità di amare.Le incomprensioni,i pregiudizi,le gelosie condizionano anche i rapporti fra persone libere dalle convenzioni sociali e dagli aspetti formali della comunità. Con questo brano,Kerouac fa capire al meglio la vita ai tempi della beat e della nuova generazione che ha dato il via ad una vera e propria rivoluzione.

    ha scritto il 

  • 2

    Anche stavolta il vecchio Jack non mi ha colpito, anzi. Dopo aver letto Sulla Strada, che avevo trovato un bel romanzo, ma non così stupefacente come spesso si dice del più romanzo del fondatore ...continua

    Anche stavolta il vecchio Jack non mi ha colpito, anzi. Dopo aver letto Sulla Strada, che avevo trovato un bel romanzo, ma non così stupefacente come spesso si dice del più romanzo del fondatore della Beat, decido di dargli un’altra possibilità e comincio “I Sotterranei”. Il romanzo parla della storia di Leo (Kerouac) e di una bella ragazza di colore, Mardou. I due si conoscono ad una festa, lui la corteggia, finisce per farla innamorare, fino poi a rovinare tutto a causa della sua gelosia nei confronti di un altro ragazzo di nome Yuri. Leo aveva infatti sognato che Mardou una notte lo avesse tradito con Yuri, ed è così convinto della veridicità di questo sogno che finisce per litigare con entrambi e perdere l’amore della bella Mardou. Se già di per sé la storia non è né tanto originale e né profondamente coinvolgente, ciò che gli dà il colpo di grazia è lo stile estremizzato che Kerouac usa in questo romanzo. Si serve infatti della prosa spontanea, ma diversamente di come fa in “Sulla strada” in questo libro lo estremizza troppo, a mio modo di vedere. Ci troviamo quindi a leggere di periodi lunghissimi con solo un punto e due virgole, per non parlare delle mille volte che apre diversi argomenti senza poi chiuderli. La storia, che già di per sé non è molto avvincente, finisce così per risultare lenta ed a tratti noiosa, molto noiosa. Ho impiegato una settimana per leggere questo libricino che è poco più di 120 pagine, perché non riuscivo ad andare oltre le 10/15 pagine al giorno,e molte volte perdevo il filo di quello che stavo leggendo, salvo poi riprenderlo ( e capire alcuni concetti) solo uno o due giorni dopo con il seguito del libro. Insomma se già “Sulla strada” non mi aveva entusiasmato, questo non ha di certo migliorato la mia considerazione per Kerouac, che reputo un grande scrittore, ma non ai livelli di Bukowski o Burroughs ( per citare due suoi contemporanei). In sostanza un libro che consiglio solo a chi ama veramente questo scrittore.

    ha scritto il 

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