I sotterranei

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Re della beat generation, papa dei beatnik, Omero dell'età di James Dean, Jack Kerouac è stato senza dubbio la più singolare figura di scrittore del dopoguerra americano. Canadese di nascita, autore di un romanzo di fattura classica, Metropoli e ... Continua
Ha scritto il 18/12/16
Una lunghissima poesia, un gemito devastante.
Affascinante fuga nella mente di un'anima perduta, un viaggio nel "sogno" di un uomo non comune, anche se flippato, drogato e alcoolizzato come tanti. Un'esperienza esistenziale la sua lettura. Se stupefacenti ed alcool consentono ad un artista di ...Continua
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Ha scritto il 30/05/16
Quando la letteratura diventa musica! Benzedrina! Sperimentale
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Ha scritto il 22/03/16
Mai letto nulla di Kerouac finora. Fiume in piena che non straripa mai. Logorante e bello. Ho apprezzato molto la prosa nonostante la complessità nel metterla costantemente a fuoco; mentre ho apprezzato meno il filo narrativo, abbastanza banale. ...Continua
Ha scritto il 21/02/15
Ritorno alla musica
Rileggerlo è ricordare "Jukebox all'idrogeno" e " on then road". Dopo anni di prosa afona sentire di nuovo quella musica affascina. La prosa/poesia di Kerouac è una luce finalmente ritrovata al di fuori del marasma di racconti scritti in una ...Continua
Ha scritto il 01/02/15
I Sotterranei
All'inizio dell'estate del 1953 Jack Kerouac è a New York, vive con la madre in una casa comprata prima del Natale '52, e decide di partire per un nuovo viaggio verso la California. Lavora per un po' su una nave mercantile, ma l'esperienza lo ...Continua

Ha scritto il Nov 11, 2012, 11:32
[...] lei ride a vedere le buffe figure della luce riflessa della luna che danza come uno scarabeo nell'acqua della notte ululante fresca liscia.
Ha scritto il Nov 09, 2012, 18:46
(i ragazzi battono i cordoni del marciapiede perché nelle fogne allagate credono di vedere simboli)
Ha scritto il Nov 09, 2012, 18:45
Perché la chiave del coraggio è la vergogna e i visi indistinti del treno che passa distinguono sulla pianura solo volti di vagabondi [...]
Ha scritto il Nov 09, 2012, 18:44
[...] perché ora la morte ripiega le grandi ali sulla mia finestra, lo vedo, lo sento, lo annuso, lo vedo nel floscio penzolare delle mie camicie di lungo corso, neo-vecchie, alla moda del fuori moda, delle cravatte che paiono serpi appese e che ...Continua
Ha scritto il Dec 28, 2011, 18:30
- .. il destino è di correre sempre dietro a quelle che non ti vogliono - (..) era incapace di vedere le mie virtù del resto ormai affogate sotto anni di droga e di voglia di morire, di mollare, mollare tutto e dimenticare tutto, morire a stelle ...Continua

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