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I sotterranei

Di

Editore: Feltrinelli

3.7
(1048)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: | Formato: Paperback

Isbn-10: A000022073 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri

Genere: Biography , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Re della beat generation, papa dei beatnik, Omero dell'età di James Dean, Jack Kerouac è stato senza dubbio la più singolare figura di scrittore del dopoguerra americano. Canadese di nascita, autore di un romanzo di fattura classica, Metropoli e città (che fu lodato dalla critica), raggiunse la fama con Sulla strada e I sotterranei. E' questa la storia dell'amore fra un bianco e una nera, amore commosso e nevrotico tra due esseri che si rincorrono e si respingono, nell'ambiente delle caves di San Francisco popolate di giovani ribelli a ogni morale sociale, i cui idoli sono il jazz, la velocità, il sesso, la droga e la libertà individuale: giovani "disperati e inquieti, che credono nella vita ma respingono i sistemi morali e sociali precostituiti e vogliono scoprirne da sé dei nuovi." Processato per "oscenità" alla sua prima apparizione, il romanzo fu assolto con una sentenza che riconosceva "la bellezza lirica di alcune sue immagini, la forza e il ritmo del racconto, la ricerca accurata di richiami ed espressioni come elementi che consentono al collegio di pervenire alla conclusione che il romanzo è opera non pornografica e non oscena: è invece opera d'arte."
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  • 0

    Ritorno alla musica

    Rileggerlo è ricordare "Jukebox all'idrogeno" e " on then road". Dopo anni di prosa afona sentire di nuovo quella musica affascina. La prosa/poesia di Kerouac è una luce finalmente ritrovata al di fuo ...continua

    Rileggerlo è ricordare "Jukebox all'idrogeno" e " on then road". Dopo anni di prosa afona sentire di nuovo quella musica affascina. La prosa/poesia di Kerouac è una luce finalmente ritrovata al di fuori del marasma di racconti scritti in una lingua priva di vita propria. IPSE DIXIT:))

    ha scritto il 

  • 5

    I Sotterranei

    All'inizio dell'estate del 1953 Jack Kerouac è a New York, vive con la madre in una casa comprata prima del Natale '52, e decide di partire per un nuovo viaggio verso la California. Lavora per un po' ...continua

    All'inizio dell'estate del 1953 Jack Kerouac è a New York, vive con la madre in una casa comprata prima del Natale '52, e decide di partire per un nuovo viaggio verso la California. Lavora per un po' su una nave mercantile, ma l'esperienza lo delude e così a metà agosto è di nuovo a New York. Qui accade che conosce e instaura una relazione con una ragazza di colore che frequenta il Greenwich Village di Allen Ginsberg e compagni. I due mesi successivi sono frenetici e appassionati, e appena la relazione giunge al termine Jack la descrive in un manoscritto steso in tre notti, senza pausa: I Sotterranei. [...]
    Leggi tutta la recensione: http://beatblog2.blogspot.it/2015/02/kerouac-i-sotterranei.html

    ha scritto il 

  • 3

    "Donna che puó davvero vivere con me nella profonda solitudine dei boschi e al tempo stesso risplendere nelle sfavillanti Parigi (così è) e invecchiare con me nel mio capanno di pace."

    Milano. Nelle coperte avvolta dal raffreddore. Dopo la lettura di "Sulla Strada" che mi aveva lasciato quasi del tutto impassibile, ho deciso di concedere a Kerouac un'altra possibilità. E devo dire c ...continua

    Milano. Nelle coperte avvolta dal raffreddore. Dopo la lettura di "Sulla Strada" che mi aveva lasciato quasi del tutto impassibile, ho deciso di concedere a Kerouac un'altra possibilità. E devo dire che sto cominciando a capirlo, forse col prossimo l'avrò fatto in toto. Stavolta sono riuscita a farmi assorbire dagli elenchi di aggettivi, dalla prosa scombinata e veloce, "come il jazz" dice Kerouac. Ma anche la musica jazz ha bisogno di disciplina, mentre ne "I sotterranei" ogni tanto mi perdevo e neanche capivo dove Kerouac mi stava portando. Non male, ma sempre troppo sconclusionato per i miei gusti, senza contare che non mi sono affezionata a nessuno dei personaggi, che ho trovato parecchio irritanti.
    Ma non temere, Jack, ti darò un'altra possibilità.

    ha scritto il 

  • 4

    Confessioni da fare

    [...] perché questa è un'altra confessione da fare - e molte ne farò prima che abbiam finito - sono un sensuale grezzo, e maschio, non ci posso far niente ho tendenze lascive e via di seguito come qua ...continua

    [...] perché questa è un'altra confessione da fare - e molte ne farò prima che abbiam finito - sono un sensuale grezzo, e maschio, non ci posso far niente ho tendenze lascive e via di seguito come quasi tutti i miei lettori maschi certo - e visto che una confessione tira l'altra, sono canuck, ho imparato l'inglese solo a cinque sei anni, a sedici parlavo incheccando e a scuola ero un bimbone triste a parte poi dopo la pallacanestro nessuno avrebbe detto che sarei mai riuscito a cavarmela al mondo (scarsa fiducia in sé) e mi avrebbero messo in un manicomio per inadattabilità. [...]

    ha scritto il 

  • 5

    Kerouac scrive musica (lo hanno già detto, lo so). Si legge e si rilegge come si ascoltano e si riascoltano i Concerti Brandemburghesi. E più passa il tempo, più ci si emoziona.

    ha scritto il 

  • 4

    il poeta dalla dolcezza stridente: Jack Kerouac.

    In America nel primo dopoguerra toccò a Fitzgerald farsi portatore
    di uno stile e di un modo di essere assai diverso e poco rassicurante per la "Middle Class" degli States; era la "lost generation" e ...continua

    In America nel primo dopoguerra toccò a Fitzgerald farsi portatore
    di uno stile e di un modo di essere assai diverso e poco rassicurante per la "Middle Class" degli States; era la "lost generation" e per un decennio i giovani pensarono e agirono con la frenetica aritmia del jazz e dell'alcool. Nel secondo dopoguerra toccò invece a Jack Kerouac creare uno stile di vita e un nuovo modo di concepire la letteratura; tra N.Y. e Los Angeles si formò quindi un nuovo movimento: la "Beat Generation"e si vennero a formare nuove tecniche di scrittura tra cui " la prosa spontanea", metodo che Kerouac spiegò molto bene nel suo volume "Un mondo battuto dal vento" e che forse riuscì a metterlo nella miglior pratica proprio ne "I sotterranei".
    Per capirsi meglio "Prosa spontanea" non è dadaismo, né libero flusso di coscienza, non rientra nell'automatismo surrealista e nemmeno negli stati di trance in cui l'inconscio si svuota, non è andare a briglia sciolta e nemmeno associazioni irrazionali di idee. Con questo metodo Kerouac analizzava la propria coscienza ma
    più che la componente psicologica era importante quella letteraria
    e quindi il metodo era funzionale al racconto: ciò che scrivo è tutt'uno con quello che scrivo...non si può dividere tanto che è ancora il jazz a far da musa,nel senso che lo scrittore sentiva nell'improvvisazione del be-bop nei suoi allunghi per poi deviare e tornare,il fulcro generale da dove ripartiva la sua penna spontanea come le folli sonorità del "bop" nel suo timbro, nel suo angolo visivo, nel descrivere le notti dei sotterranei.
    Affinché Kerouac ricercava l'essenza delle immagini in vocaboli si dilatava anche la sua intensità espressiva e la sua "prosa spontanea" diventava, assieme ai concetti Zen acquisiti, uno strumento di consapevolezza...la stessa che lo spinse a scrivere nel 1953 uno dei suoi romanzi più tristi e più riusciti in base ai concetti espressi fin d'ora.
    La vicenda narrata ne "I sotterranei" è la storia d'amore autobiografica tra Leo-Jack e una ragazza di colore, Mardou-Allen Lee...l'inizio è bruciante e premette l'umore dei protagonisti,
    i chiaro/scuri del loro amore e della loro vita, proprio come il grande Charlie Parker con il suo sax, Kerouac rifondava i ritmi di una storia d'amore, staccandosi dalla melodia convenzionale con una serie di improvvisazioni per poi comporre una serie di varianti del tema principale. Così fluivano le immagini di vita quotidiana, pensieri disgressioni paranoie dove il tema d'amore si perdeva tra le immagini e i personaggi le sbronze e le discussioni letterarie...fino alle pause, quelle che Kerouac chiamava "gli spacchi" dove si può percepire il mio cambio di tempo a verbo e lo sguardo disincantato e sbronzo di chi della devianza ha fatto una bandiera e lo ha fatto in piena consapevolezza. La trasgressione che il sistema trasforma in business è la chiave di svolta del rifiuto di Kerouac e della sua imprendibile fantasia; da qualunque parte la si veda ho visto un gruppo di poeti che una via l'hanno tentata, "I sotterranei" è l'esempio di ciò che stride, quella forma di ribellismo che urta la nostra parte più ipocrita e nascosta...questo era quel poeta vagabondo frocio e puttaniere: la parte più libera di quegli U.S.A. primi anni '60,bravi soldati repubblicani che "con dio dalla loro parte" bruciarono ancora qualche negretto. Kerouac era una poesia e un disagio contro tutto ciò: la pace di una libellula nella sua mano tremante di alcolizzato...nei sotterranei, dove alla fine il barista gridava: RAGAZZI SI CHIUDE. e nell'alba liberi come albatros...verso il mare del mondo. Si correva.

    ha scritto il 

  • 5

    Il primo libro che leggo di Kerouac è questo e mi ha catturato in modo profondo, così ho seguito ogni parola al ritmo che lui le ha dato. Sono stata a Frisco con i meravigliosi e tristi protagonisti d ...continua

    Il primo libro che leggo di Kerouac è questo e mi ha catturato in modo profondo, così ho seguito ogni parola al ritmo che lui le ha dato. Sono stata a Frisco con i meravigliosi e tristi protagonisti di questa storia, viaggiando nelle loro nervose e alcoliche notti. Ed è proprio la notte a farla da padrona ne "I sotterranei", come se questi fossero un vero e proprio stato mentale che tutto avvolge e impregna di sé.

    ha scritto il 

  • 4

    Rispetto agli altri libri di Kerouac questo è abbastanza diverso. Ovvero in questo c'è molto più sentimento,tristezza e gelosia. Ho scoperto un Jack nuovo che va oltre alla droga,al bere e al cosiddet ...continua

    Rispetto agli altri libri di Kerouac questo è abbastanza diverso. Ovvero in questo c'è molto più sentimento,tristezza e gelosia. Ho scoperto un Jack nuovo che va oltre alla droga,al bere e al cosiddetto "sesso libero".

    ha scritto il 

  • 4

    Un altro Kerouac, dopo Sulla strada, era quello che ci voleva. La sua scrittura fluente, fluida, riesce ad avvolgere, a trascinare come su un'onda. A volte pecca forse un po' di superbia, e travolge, ...continua

    Un altro Kerouac, dopo Sulla strada, era quello che ci voleva. La sua scrittura fluente, fluida, riesce ad avvolgere, a trascinare come su un'onda. A volte pecca forse un po' di superbia, e travolge, per un attimo si perde di vista l'orizzonte, l'onda sommerge e bisogna trattenere il respiro, aprire bene gli occhi e guardare dentro lo stream of consciousness. Però le vicende non mancano, e nemmeno i personaggi, che si compenetrano bene tra loro, senza sovrastarsi: è un romanzo di sguardi ammiccanti, di non detto, di azione e reazione, di aspettative deluse e piccole ripicche. Veramente pochi sono i momenti di esplicita dichiarazione, forse due, in cui l'amore e i progetti per il futuro sono sempre mescolati in un garbuglio di sentimenti, parole che si rincorrono spezzandosi, frasi sospese, verbi mancati. Non esiste una fine, non c'è nemmeno stato un inizio.

    ha scritto il 

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