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I supereroi

Di

Editore: Bompiani

3.2
(51)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 429 | Formato: Altri

Isbn-10: 884526209X | Isbn-13: 9788845262098 | Data di pubblicazione: 

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Ada e Leonardo, con la loro storia d'amore, sono i protagonisti di una grande saga contemporanea. Dai tempi dell'università, negli anni Settanta, fino ai giorni nostri, tutto ha inizio di mattina: quella della prima volta in cui si fa l'amore, del giorno di un attentato, di un tradimento o della nascita di un figlio; quella di un ricordo che ne scatena altri, in fila, alla ricerca di un nesso che forse neppure c'è. E proprio di mattina, infatti, che il mondo interno e quello esterno si mettono in comunicazione. Scandita da caffè e sigarette, si snoda la semplice e sorprendente storia di Ada e Leonardo e di tutti quelli che, come loro, si credono dei supereroi. Li osserviamo, fragili, arroganti, geniali e perversi, affezionandoci alla loro vita, a quella dei loro genitori, dei loro amici e dei loro amori. Intanto la Storia, la Grande Storia, continua a scorrere: a volte tocca i protagonisti molto da vicino e a volte passa lontanissima da loro, così lontano da fare ancora più paura. Come accade nella vita, le ore e i gesti si susseguono senza disegni prestabiliti. Mattina dopo mattina, ognuno dei personaggi impugna la cinepresa e narra la propria storia zoomando su dettagli che rimarrebbero altrimenti invisibili. Ed è così che ogni pagina de I supereroi diventa toccante e avvince, nell'inseguire le connessioni tra le incredibili, normalissime trame dell'esistenza.
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  • 2

    Il libro più lungo e difficile della Bernardini

    Questo è sicuramente il libro più impegnativo della Bernardini che io abbia letto fin'ora. Li ho letti tutti, tranne la fine dell'amore, che ho abbandonato e mi riprometto di finire un giorno. Anche questo è un libro che avevo iniziato e subito lasciato perdere. Ma poi, anni dopo, ho deciso di co ...continua

    Questo è sicuramente il libro più impegnativo della Bernardini che io abbia letto fin'ora. Li ho letti tutti, tranne la fine dell'amore, che ho abbandonato e mi riprometto di finire un giorno. Anche questo è un libro che avevo iniziato e subito lasciato perdere. Ma poi, anni dopo, ho deciso di concedergli una seconda possibilità. Un libro strano: si assiste all'intreccio delle vite dei vari personaggi, li si accompagna per un lungo pezzo di strada, dalla loro gioventù all'età adulta o alla completa maturità. Ma nei momenti decisivi, tutte le volte che la trama ha una svolta, che accade qualcosa di importante, Ilaria decide di sfumare. E di riprendere il racconto ad un mese o più, a volte anni, di distanza. Lasciando che sia il lettore a indovinare, a ricostruire, come un certo evento abbia inciso su questo o quel protagonista. Sembra di quei conoscenti che non sono davvero nostri amici intimi e dei quali sentiamo raccontare le vicende soltanto per interposta persona, a intervalli periodici, senza mai essere presenti nei momenti cruciali delle loro esistenze. Eppure sentiamo che alcune loro esperienze, la loro esistenza e le somiglianze, così come le loro differenze con la nostra, ci accomunano e ci incuriosiscono. Così che non possiamo far a meno di interessarci alle loro vicende, pur mantenendo sempre un certo distacco. Ho letto molte recensioni critiche nei confronti di questo libro, eppure lo ritengo un tentativo coraggioso e difficile di scrivere qualcosa di diverso dal solito. Dallo stile abituale della Bernardini che tanto mi piace. E ho la netta impressione che nemmeno per lei sia stato un libro semplice da concludere. In parte è un libro senza né capo né coda ma forse sta proprio in questo la sua particolarità.

    ha scritto il 

  • 0

    Piatto come le tette della Parietti prima dell'avvento della chirurgia plastica

    Se si scrive un romanzo di oltre 400 pagine abbracciando un periodo storico che va dal 1970 all'oggi, è impossibile non rendere conto degli avvenimenti storici e dei cambiamenti antropologici. Nel 1970 andavamo ancora in bicicletta, oggi giriamo con gli Eurostar. Voglio dire, tutte queste innovaz ...continua

    Se si scrive un romanzo di oltre 400 pagine abbracciando un periodo storico che va dal 1970 all'oggi, è impossibile non rendere conto degli avvenimenti storici e dei cambiamenti antropologici. Nel 1970 andavamo ancora in bicicletta, oggi giriamo con gli Eurostar. Voglio dire, tutte queste innovazioni ci sono state e hanno cambiato il nostro modo di vivere. Un romanzo queste cose deve registrarle, se viene scritto come questi I supereroi. Se poi il romanzo è un capolavoro, renderà conto di come questi cambiamenti e avvenimenti hanno inciso sulla psicologia dell'essere umano, sulla sua visione del mondo. Tutto questo non c'è in questo romanzo, che si limita a essere un insieme di fatti che succedono ai personaggi. Senza nessuna conseguenza psicologica. Certo, nel 1970 non c'erano le mail o i cellulare, oggi sì, ma il romanzo è incapace di rendere conto di un solo cambiamento che questo causa nelle vite dei suoi personaggi. Per di più ci sono anche delle leggere imprecisioni e anche la lingua usata dai personaggi è identica dall'inizio alla fine. Ma noi non parliamo oggi come parlavamo nel 1970. Insomma, un disastro. E questa impressione di piattume derivata dalla fretta con cui l'autrice passa sui fatti e sulle vite. Terribile.

    ha scritto il 

  • 3

    Credibile, frammentato, che stupisce

    Non è un libro facile e scorrevole, ma comunque mi ha talmente incuriosita da farmelo finire. A poco a poco le vite dei protagonisti mi hanno coinvolta, stupita, commossa. Soprattutto stupita. L'autrice racconta scene di vita quotidiana buttandoci dentro delle rivelazioni. È un modo di raccontare ...continua

    Non è un libro facile e scorrevole, ma comunque mi ha talmente incuriosita da farmelo finire. A poco a poco le vite dei protagonisti mi hanno coinvolta, stupita, commossa. Soprattutto stupita. L'autrice racconta scene di vita quotidiana buttandoci dentro delle rivelazioni. È un modo di raccontare frammentato, come se si stessero guardando delle fotografie di una famiglia e ci fosse lì vicino a te qualcuno che ti racocntasse gli episodi "ah sì quella volta che abbiamo scoperto...". Forse un po' noioso a tratti, ma interessante. Racconta sia la Storia che le storie, anche molto particolari e inusuali, di persone che risultano vere e credibili.

    ha scritto il 

  • 1

    Libro orrendo, inutile, discutibilissimo sotto l'aspetto della pretenziosità storica e linguistica (odiosissimo l'abuso delle parentesi finalizzate a riportare i pensieri più banali: mi ci adeguo anch'io così aprendone e chiudendone una!). Da starne alla larga.

    ha scritto il 

  • 4

    Gioventù, amore e anni ’70. Tutti insieme nello stesso romanzo, il più delle volte mi fanno storcere il naso. Ilaria però apre il suo volumone con una citazione di “Weak become heroes” dei The Streets. Vien da pensare: ehi, ma allora siamo tra amici. Partire dal passato per portare la narrazione ...continua

    Gioventù, amore e anni ’70. Tutti insieme nello stesso romanzo, il più delle volte mi fanno storcere il naso. Ilaria però apre il suo volumone con una citazione di “Weak become heroes” dei The Streets. Vien da pensare: ehi, ma allora siamo tra amici. Partire dal passato per portare la narrazione ai giorni nostri è uno strumento molto efficace per raccontare una storia. Però capita spesso che diventi solo un comodo escamotage. E invece no. Ne I supereroi i personaggi vivono in un presente sospeso e allo stesso tempo in divenire, persuadendo il lettore che presente non è solo il tempo verbale, ma è soprattutto un modo di vedere le cose, di farle. Coinvolti in un perenne confronto con la realtà—che sì, ok, pare un po’ nebbiosa, e non solo per molotov, sigarette, polvere—Ada e Leonardo, Maria e Francesca, Lupo e altri, ci offrono uno sguardo analitico e allo stesso tempo appassionato verso tutto ciò che li circonda. E la risposta fondamentale alla vita l’universo e tutto quanto rimane quella di mantenere sempre viva la speranza di diventare eroi. Girate la voce a tutti gli autostoppisti galattici di vostra conoscenza.

    CLARA MIRANDA-SCHERFFIG

    ha scritto il 

  • 0

    sto solo cercando di ricordarmi come diavolo può aver fatto questo libro a finire nella mia lista dei desideri.
    di solito accetto consigli di lettura da gente che mai, MAI, non stroncherebbe un libro così piatto, scritto a caso.
    credo di non conoscere nessuno che potrebbe arrivare alla fine, fig ...continua

    sto solo cercando di ricordarmi come diavolo può aver fatto questo libro a finire nella mia lista dei desideri. di solito accetto consigli di lettura da gente che mai, MAI, non stroncherebbe un libro così piatto, scritto a caso. credo di non conoscere nessuno che potrebbe arrivare alla fine, figurarsi consigliarlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Il titolo è a caso

    No, non il mio titolo al commento, ma proprio il titolo del libro.
    Secondo me Ilaria Bernardini ha chiesto ad un passante una parola a caso.
    Comunque.
    Il libro non mi ha lasciata indifferente fin dall'inizio... un po' perchè non capivo cosa accadeva, dove si svolgevano i fatti, di cosa parlavano ...continua

    No, non il mio titolo al commento, ma proprio il titolo del libro. Secondo me Ilaria Bernardini ha chiesto ad un passante una parola a caso. Comunque. Il libro non mi ha lasciata indifferente fin dall'inizio... un po' perchè non capivo cosa accadeva, dove si svolgevano i fatti, di cosa parlavano, e questa cosa mi incuriosiva e mi irritava. Ma è così: l'autrice comincia a raccontare senza tanto badare d'aiutare il lettore a capire: mese, anno e si parte con la narrazione di ciò che capita in quel preciso istante e Ada, e di conseguenza a Silvia, Maria, Francesca, Lupo, Leonardo e Rosso. Narrazione in terza persona inframmezzata da passaggi in prima persona molto azzeccati. Assoluta sospensione del giudizio su ogni cosa accada. E' un libro curioso, un po' voyeuristico, ma che alla fine ti lascia il ricordo di tante piccole cose, i protagonisti sono anaffettivi , o descritti in modo anaffettivo, eppure quando hai finito il libro ti rendi conti di esserti affezionato a loro. Forse persino a quel bastardo di Rosso. Anzi, no, a Rosso no.

    ha scritto il 

  • 4

    Eppure.

    Ho iniziato questo libro con grandi aspettative,
    in parte deluse (determinati personaggi un po' troppo prevedibili, determinati ambienti un po' troppo "milanesi", determinati dialoghi un po' troppo).
    Eppure. Eppure alla Bernardini riesce la magia di fare sopravvivere i suoi personaggi, ai quali ...continua

    Ho iniziato questo libro con grandi aspettative, in parte deluse (determinati personaggi un po' troppo prevedibili, determinati ambienti un po' troppo "milanesi", determinati dialoghi un po' troppo). Eppure. Eppure alla Bernardini riesce la magia di fare sopravvivere i suoi personaggi, ai quali spesso ripenso, come fossero amici che non sento da un po'. Consiglio, insomma.

    ha scritto il