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I surfisti di Internet

Di

Editore: Feltrinelli

3.3
(56)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 248 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8807815613 | Isbn-13: 9788807815614 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Giuliana Giobbi

Disponibile anche come: Altri

Genere: Business & Economics , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Il volume, scritto in forma di diario, ripercorre l'esperienza disorientante di un navigatore perso nella rete, per l'infinità di porti a cui si può attaccare, in un universo pieno di leggende metropolitane, donne cyborg, transessuali, vecchi sciovinisti, ufologi, giocatori di ogni età, che si ritrovano giorno e notte, da tutte le parti del mondo, in bar virtuali per scambiare due chiacchiere o trattare degli argomenti più bizzarri. A partire dai giorni in cui l'autrice non era che una novellina sino alle sessioni con i gruppi di sostegno per drogati-da-Internet, la seguiamo nel suo viaggio del cyberspazio, una dimensione per molti più presente, concreta e "vivibile" della "realtà".
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  • 3

    L'età della pietra... di internet

    Il libro è ironico, simpatico, antico. Archeologia di internet, per gli appassionari di storia del web sicuramente una testimonianza da tenere presente.

    ha scritto il 

  • 4

    I primitivi grugniti della rete

    La prima impressione di questo libro è un'idea di nostalgia per l'anarchia informatica.
    Il mondo che ci presenta Herz è popolato da retomani persi in chat alle 5 del mattino e fantastici mondi immaginari come le MOO.


    Nonostante possa apparire primitivo l'Internet di allora gli insul ...continua

    La prima impressione di questo libro è un'idea di nostalgia per l'anarchia informatica. Il mondo che ci presenta Herz è popolato da retomani persi in chat alle 5 del mattino e fantastici mondi immaginari come le MOO.

    Nonostante possa apparire primitivo l'Internet di allora gli insulti, gli smanettoni, le realtà fittizie e la dipendenza sono tutt'oggi presenti, una piccola eredità di quel mondo di connessioni ballerine e modem attaccati alle rete telefonica.

    La cosa che più colpisce il lettore è l'ingenuità e la primitività delle rete di allora che, sebbene avesse già i suoi lati oscuri e, a volte, leggi crudeli (il pubblico ludibrio dei novellini, le gare di insulti... insomma tutta quella roba da duri) è la mancanza di una onnipresente pubblicità e fini commerciali: internet allora era -perlopiù- popolata da gruppi di chat, realtà virtuali che non si prefiggevano particolari fini se non passare il tempo in futili e piacevoli chiacchiere (dai più svariati contenuti). Ma nonostante tutto J. Herz non può che caderne preda ed, infine, nauseata dalla rete popolata da spettri, "spersonale" e capace di annullare ogni contatto e necessità di una realtà materiale, decide di farla finita con un suicidio virtuale anticipando le forme di seppuku che oggi danno filo da torcere ai social network.

    Una bella testimonianza di un passato che ha contribuito alla rete di oggi.

    PS: come non richiamare alla mente l'immagine dell'impiegato Dilbert risucchiato dallo schermo del suo computer?

    ha scritto il 

  • 4

    gli albori

    ...del web. Ho letto questo libro quando era una novità, cioè ormai circa 15 anni. Risfogliandolo ora, molte delle cose sembrano appartenere alla preistoria, ma ai tempi l'avevo trovato interessante, ben scritto e, per un pivellino come me, da un certo punto di vista illuminante.

    ha scritto il 

  • 2

    Mah. Il titolo e il retro di copertina suggerivano che fosse uno studio della "società di internet", invece si è rivelato il racconto (reale o di fantasia non importa) dell'esperienza individuale di una persona "persa nella rete". Niente di che.

    ha scritto il 

  • 0

    Ho letto questo libro quando ancora non conoscevo internet e l'universo parallelo delle chat, quando mi sembrava insensato passare tutta la notte a parlare con un emerito sconosciuto. Eppure...

    ha scritto il 

  • 4

    La Herz questa volta ci parla degli albori di internet e delle sue avventure, il tutto quasi fosse un romanzo di viaggio in una località esotica.
    Un cyber safari in un'epoca lontana, dove internet era abitata solo dai suoi nativi: i geek e i nerd, legittimi proprietati del web.

    Giudiz ...continua

    La Herz questa volta ci parla degli albori di internet e delle sue avventure, il tutto quasi fosse un romanzo di viaggio in una località esotica.
    Un cyber safari in un'epoca lontana, dove internet era abitata solo dai suoi nativi: i geek e i nerd, legittimi proprietati del web.

    Giudizio: consigliato ai nerd nostalgici.

    ha scritto il