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I terribili segreti di Maxwell Sim

Di

Editore: Mondolibri

3.4
(2147)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 368 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Tedesco

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Copertina morbida e spillati , Paperback , Altri , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    Non quello che ti aspetti.

    Non so bene per quale motivo, ma non mi aspettavo assolutamente un libro del genere. Avevo letto qualcosa dell'autore (La famiglia Winshaw e La Casa del Sonno) ed ero rimasto piacevolmente colpito sia ...continua

    Non so bene per quale motivo, ma non mi aspettavo assolutamente un libro del genere. Avevo letto qualcosa dell'autore (La famiglia Winshaw e La Casa del Sonno) ed ero rimasto piacevolmente colpito sia per lo stile che per i contenuti. Questo libro invece non mi è piaciuto molto, anche se ho dato 3 stelle. Innanzi tutto si trascina molto. La scelta di un io narrante che parla in prima persona e racconta tutto come se tu stessi li di fianco a lui non è molto azzeccata (o almeno, a me non è piaciuta). Poi la storia è complicata. Non si capisce bene da che parte l'autore voglia andare a parare fino alla fine. Se avete la pazienza di arrivare fino alla fine rimarrete abbastanza stupiti, e forse a bocca asciutta.

    ha scritto il 

  • 1

    Coe, questa volta mi hai delusa...

    di Coe ho letto tanto, la famiglia Winshaw è uno dei miei libri preferiti e consiglio di partire da quello se ci si avvicina all'autore per la prima volta.
    questa è a mio parere una delle prove peggi ...continua

    di Coe ho letto tanto, la famiglia Winshaw è uno dei miei libri preferiti e consiglio di partire da quello se ci si avvicina all'autore per la prima volta.
    questa è a mio parere una delle prove peggiori. l'ho trovato lento e irrisolto, stanco e affannato quanto il protagonista. e nemmeno il colpo di scena finale ha risollevato la narrazione.
    amo Coe... per vedere il bicchiere mezzo pieno mi dico che lo stile, le lettere, i saggi e i racconti inseriti nella narrazione servono per rendere l'idea della fatica del guardarsi dentro, del viaggio reale e metaforico compiuto dal protagonista... bene l'idea l'ha resa benissimo... non ho abbandonato il libro solo perché tendo a non farlo mai, ma è stata proprio una gran fatica.

    ha scritto il 

  • 4

    En ocasiones divertido, en ocasiones amargo. Fuera de mi lectura habitual, en ocasiones he llegado a pensar que acabaría abandonándolo, pero al final ha merecido la pena. Aunque precisamente el final ...continua

    En ocasiones divertido, en ocasiones amargo. Fuera de mi lectura habitual, en ocasiones he llegado a pensar que acabaría abandonándolo, pero al final ha merecido la pena. Aunque precisamente el final me ha resultado un poco artificial.

    ha scritto il 

  • 4

    il solito coe. non delude.

    All'inizio sembra un libro noioso, a causa dell'argomento (un uomo di mezza età, che si sente e viene visto come un mediocre, non a torto, che nemmeno si interroga sulla sua vita, ma è la vita che lo ...continua

    All'inizio sembra un libro noioso, a causa dell'argomento (un uomo di mezza età, che si sente e viene visto come un mediocre, non a torto, che nemmeno si interroga sulla sua vita, ma è la vita che lo pone in strade da cui non è in grado di invertire rotta, che scopre accidentalmente una serie di cose che dovrebbero "innervosirlo", suscitargli reazioni che non è nemmeno in grado di produrre, che perde tutto e nemmeno se ne preoccupa), tuttavia l'idea di scrivere sempre attraverso il punto di vista dell'uomo mediocre, con tutta la sua fallacità e tutte le sue debolezze, mettere a nudo quello che normalmente non è così in bella vista, ti fa quasi "simpatizzare" per un uomo qualunque che si trova "intrappolato" nella sua vita, che va avanti anche senza di lui.
    scritto bene, di quel bene che non ti annoia a leggerlo e che quasi hai paura a finirlo.
    pessimo il finale : come rovinare un libro di 300 pagine in poche righe.
    poi, sarò stata poco attenta, ma all'inizio ho capito che moriva, ci sono rimasta quasi male quando mi sono resa conto che non era così.
    il "colpo di scena" finale stona troppo con la mediocrità che aleggia in tutto il romanzo, tuttavia, nonostante la delusione, non posso condannare un bel romanzo per un pessimo finale.
    coe non è mai fuoriluogo. nulla viene lasciato al caso, anche le digressioni, apparentemente più "stonate", sono perfette e mai banali. grande cura del particolare.

    ha scritto il 

  • 4

    Le auto sono come persone. Ogni giorno andiamo in giro in mezzo alla ressa, corriamo di qua e di là, arriviamo quasi a toccarci ma in realtà c'è pochissimo contatto. Tutti quegli scontri mancati, tutte quelle possibilità perse. E' inquietante, a pensarci

    Max è un uomo in viaggio per ritrovare se stesso, in cerca di una nuova dimensione e soprattutto di una nuova speranza nel futuro, dopo il fallimento che fino a quel momento è stata la sua vita.
    E anc ...continua

    Max è un uomo in viaggio per ritrovare se stesso, in cerca di una nuova dimensione e soprattutto di una nuova speranza nel futuro, dopo il fallimento che fino a quel momento è stata la sua vita.
    E anche la narrazione è un viaggio al ritroso nel tempo, una ricostruzione impietosa degli episodi e delle circostanze che hanno decretato quel fallimento, che man mano porta alla luce il fardello di frustrazioni con cui Max ha dovuto fare i conti sin da bambino.
    Max, in fondo, è uno di noi, uno come tanti altri, con una banale esistenza, un lavoro che non lo soddisfa, degli affetti talmente blandi da dissolversi senza lasciare traccia, delle amicizie superficiali e inutili.
    Descrivendo Max e la sua vita Coe vuole in fondo parlare della fragilità dell'uomo moderno, che tende a non scegliere ma solo ad adeguarsi alle circostanze e agli eventi, come fosse prosciugato di ogni volontà, incapace di essere protagonista della propria esistenza.
    "He's a real Nowhere Man,
    sitting in his Nowhere Land,
    making all his nowhere plans for nobody.
    Doesn't have a point of view,
    knows not where he's going to,
    isn't he a bit like you and me?"
    (Nowhere Man - Beatles)

    Il momento più amaro è l'acquisita consapevolezza del fallimento, lo sguardo impietoso e lucido con cui Max guarda a se stesso e alla propria esistenza fatta di niente, improvvisamente folgorato dall'amara presa di coscienza della propria solitudine spaventosa e del suo abisso umano e sentimentale.
    Ma in fondo al tunnel, per tutti, c'è sempre una luce che salva dalle tenebre.
    Peccato per il finale, che ho trovato assolutamente inadeguato

    ha scritto il 

  • 4

    Mi è piaciuto! Inizialmente non è stato facile seguire l'iter costruttivo, che sembrava un pò confuso, poi tutto torna perchè Coe è capace di ricollegare i vari tasselli di una storia sicuramente affa ...continua

    Mi è piaciuto! Inizialmente non è stato facile seguire l'iter costruttivo, che sembrava un pò confuso, poi tutto torna perchè Coe è capace di ricollegare i vari tasselli di una storia sicuramente affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    “ Avremmo voluto, avremmo dovuto, avremmo potuto “

    L'effetto che mi procura leggere Coe , che ritengo uno degli scrittori contemporanei più interessanti , è quello che si prova ogni volta che si incontra un amico che non si vedeva da tanto : basta poc ...continua

    L'effetto che mi procura leggere Coe , che ritengo uno degli scrittori contemporanei più interessanti , è quello che si prova ogni volta che si incontra un amico che non si vedeva da tanto : basta poco per ritrovare il piacere di stare in sua compagnia come se il tempo non fosse trascorso affatto dall'ultima volta .
    La storia, scritta col consueto stile brillante che caratterizza l'autore , è centrata per l'appunto su Maxwell Sim , uno sventurato di mezz'età entrato in uno stato di profonda depressione in conseguenza del naufragio del suo matrimonio , e si sviluppa con trovate fantasiose anche se non del tutto nuove (l'idea di “dialogare ” con la voce del navigatore è stata copiata da “Notte buia niente stelle di Stephen King o viceversa? ), prendendo soprattutto quota nella seconda parte , sicuramente la migliore , dove viene approfondita la contorta figura del padre , prima di arrivare ad un finale in buona parte scontato anche se originale .
    Ancora una volta lo scrittore si rivela efficacissimo nel tratteggiare con arguzia ed acutezza i suoi personaggi , per lo più scelti nell'ampio panorama costituito da quell'umanità di “ non vincenti” dell'Inghilterra del post Thatcherismo , ed anche se il romanzo è da collocarsi un gradino sotto a quelli più famosi come “La famiglia Winshaw “, “La banda dei brocchi” (ed il suo seguito “Circolo chiuso”) , è comunque tale da risultare gradevole e divertente .
    Le quattro stelle sono probabilmente abbondanti ma , come ho premesso , Coe è un amico ….

    ha scritto il 

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