I tre evangelisti

Chi è morto alzi la mano - Un po' più in là sulla destra - Io sono il Tenebroso

Di

Editore: Einaudi (Super ET)

4.0
(484)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 702 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8806202413 | Isbn-13: 9788806202415 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Margherita Botto , Maurizia Balmelli

Genere: Criminalità , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
In Chi è morto alzi la mano un faggio è misteriosamente spuntato dal nulla nel giardino della cantante lirica Sophia Siméonidis, potrebbe essere uno scherzo, lo strano regalo di un ammiratore oppure un sinistro presagio. Ma quando nel giro di poche settimane una piccola strada residenziale di Parigi diverrà teatro di un omicidio ci vorrà molto intuito per riuscire a raccapezzarsi. Tre giovani storici disoccupati e squattrinati non sembrano la squadra più idonea per risolvere un caso di omicidio delicato e sfuggente, eppure a volte istinto e improvvisazione arrivano più lontano di quanto si possa immaginare... In Un po' più in là sulla destra, Louis Kehlweiler, mentre è in appostamento su una panchina, trova per terra un frammento di osso umano. Una traccia perduta dentro la città. All'apparenza ormai definitivamente. Eppure Kehlweiler la segue, con i suoi soliti due aiutanti. La segue con ostinazione e ossessione fino ad arrivare in un piccolo villaggio della Bretagna... In Io sono il tenebroso due giovani donne sono uccise a Parigi a colpi di forbice. La polizia è convinta di essere a un passo dal colpevole, il serial killer pronto a colpire ancora. Ma le cose, come sempre, non hanno mai una faccia sola... Un altro caso per l'ex poliziotto deluso dalla vita e i tre storici improvvisati detective.
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  • 4

    Un po' più in là sulla destra: quattro stelline.
    Questa volta non solo per i tre disperati che vivono nalla topaia tirando a campare, ma anche e soprattutto per la comparsa di Luois Kehlweiler e dell' ...continua

    Un po' più in là sulla destra: quattro stelline.
    Questa volta non solo per i tre disperati che vivono nalla topaia tirando a campare, ma anche e soprattutto per la comparsa di Luois Kehlweiler e dell'inseparabile rospo Bufo. Forse principalmente per Bufo.
    E, al solito, del giallo chissenefrega:)

    ha scritto il 

  • 4

    Chi è morto alzi la mano: quattro stelline. E non tanto per l'intreccio del giallo, di cui più vai avanti a leggere e meno ti importa, ma per San Marco, San Matteo e san Luca, il padrino e le loro dis ...continua

    Chi è morto alzi la mano: quattro stelline. E non tanto per l'intreccio del giallo, di cui più vai avanti a leggere e meno ti importa, ma per San Marco, San Matteo e san Luca, il padrino e le loro disavventure ( oaaventure) nella topaia.

    ha scritto il 

  • 4

    Io che non ho mai amato i gialli, quest'estate ho trovato in Fred Vargas una deliziosa opzione per i momenti di lettura leggera. Il giallo infatti è quasi sempre un pretesto per mettere in scena i suo ...continua

    Io che non ho mai amato i gialli, quest'estate ho trovato in Fred Vargas una deliziosa opzione per i momenti di lettura leggera. Il giallo infatti è quasi sempre un pretesto per mettere in scena i suoi (irrealissimi) adorabili personaggi. Consigliatissima questa trilogia, così come quella dedicata al commissario Adamsberg, per "staccare" da letture pesanti senza perdere in qualità.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Purtroppo non riesco più a fare a meno di Vargas. Piacevole nei romanzi del commissario spalatore di nuvole, quanto gradevole nelle vicende degli evangelisti.
    Personaggi ben delineati, ironici, curios ...continua

    Purtroppo non riesco più a fare a meno di Vargas. Piacevole nei romanzi del commissario spalatore di nuvole, quanto gradevole nelle vicende degli evangelisti.
    Personaggi ben delineati, ironici, curiosi e strampalati quanto basta, ma con un acume straordinario: questa volta si tratta dei "tre evangelisti" e dell'ex poliziotto che non riesce a stare lontano dai guai e dalle indagini. Familiare e accattivante l'atmosfera che si respira nella "topaia", il covo dei tre evangelisti più il vecchio Vandoosler, sarà il luogo di una Parigi assolutamente popolare, dove vengono ospitate varie umanità (la nipote di Sophie ed il suo bambino nel primo romanzo, Clement il tocco nell'ultimo). L'impressione mai pesante che ho leggendo i suoi romanzi polar è che stia sempre per accadere qualcosa di nuovo e inaspettato e che l'assassino sia sempre uno dei personaggi già noti, ma non si capisce quale. Lo consiglio a chi desidera leggere qualcosa di non scontato, di scorrevole, di poliziesco, con un'abbondante dose di ironia che non guasta.

    ha scritto il 

  • 3

    La mia sconfinata intelligenza mi suggerisce che, nell'approccio ad uno scrittore [scrittrice] che non conosco, sia opportuno non iniziare, chessò, da un racconto breve, ma direttamente da una trilogi ...continua

    La mia sconfinata intelligenza mi suggerisce che, nell'approccio ad uno scrittore [scrittrice] che non conosco, sia opportuno non iniziare, chessò, da un racconto breve, ma direttamente da una trilogia di romanzi. No, giusto così nel caso il [la] Vargas mi facesse cacare, mi tocchi sorbire non uno, ma tre libri in uno. Uno e trino. I tre evangelisti (occhei che mi applicavo poco, ma dai tanti anni di catechismo, mi porto dietro che gli evangelisti erano quattro - insomma all'appello mi manca Giovanni) mi son rimasti così cosà. Tratti molto bene (l'albero che appare o la costruzione sopra Gerard de Nerval), tratti abbastanza male (il pozzo senza fondo, la falangetta defecata, il gioco degli astragali). Troppo macchiette i personaggi. Troppo stravaganti i cognomi. Troppo immotivatamente stralunate certe situazioni.
    Comunque meglio di tanto altro che c'è in giro.
    Prossima volta provo con la eptalogia di Adamsberg…

    ha scritto il 

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