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I tre moschettieri

Di

Editore: Einaudi (ET, 512)

4.3
(4950)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 643 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese , Spagnolo , Chi tradizionale , Catalano , Tedesco , Ceco , Olandese , Portoghese , Finlandese , Giapponese

Isbn-10: 8806190288 | Isbn-13: 9788806190286 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marisa Zini ; Prefazione: Giorgio Manganelli

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina morbida e spillati , Cofanetto , eBook

Genere: Fiction & Literature , History , Sports, Outdoors & Adventure

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Descrizione del libro
Il giovane d'Artagnan va a Parigi in cerca di fortuna. Divenuto amico dei moschettieri Porthos, Athos e Aramis, entra con loro al servizio del re. I quattro devono combattere le trame del cardinale Richelieu e della perfida Milady de Winter. Salveranno l'onore della regina che imprudentemente aveva regalato al duca di Buckingham, come pegno d'amore, una collana di diamanti avuta in dono dal marito Luigi XIII. Giustizieranno Milady, che aveva fatto uccidere il duca e una cameriera amata da d'Artagnan. Questi, riconciliatosi col cardinale, verrà promosso luogotenente, Athos si ritirerà in campagna, Porthos si sposerà e Aramis si farà abate.
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  • 5

    Bellissimo

    Se ancora non lo avete fatto leggetelo subito. E non dite che conoscete già la storia: leggere il romanzo di Dumas è tutta un'altra cosa. Scritto benissimo, appassiona, diverte e non annoia mai. Ho ad ...continua

    Se ancora non lo avete fatto leggetelo subito. E non dite che conoscete già la storia: leggere il romanzo di Dumas è tutta un'altra cosa. Scritto benissimo, appassiona, diverte e non annoia mai. Ho adorato tutti i personaggi: il protagonista D'Artagnan, il saggio Athos, il sanguigno Porthos e il pacato Aramis. Poi Milady, uno dei cattivi più riusciti della letteratura: malvagia e intrigante, odiosa ma al tempo stesso terribilmente affascinante per il lettore. Sarebbero da menzionare anche tutti gli altri personaggi, ma sono davvero troppi. Il massimo che si può dare su Anobii sono 5 stelle, io se potessi assegnerei una costellazione.

    ha scritto il 

  • 0

    Bello, bello! A parte quella sequenza di capitoli incentrati sull'insopportabile Milady verso la fine del libro, non ho niente da obiettare. L'ho letto davvero volentieri.

    ha scritto il 

  • 4

    Il voto riflette un giudizio sullo stile di scrittura di questa pietra miliare della letteratura e sulla capacità dell'autore di andare ad incastrare eventi storici con le avventure dei suoi personagg ...continua

    Il voto riflette un giudizio sullo stile di scrittura di questa pietra miliare della letteratura e sulla capacità dell'autore di andare ad incastrare eventi storici con le avventure dei suoi personaggi. Ammetto, infatti, di aver faticato a portare avanti questa lettura, trovando più difficoltosa la lunghissima parte centrale del romanzo. Sul finale, dove la protagonista assoluta diventa Milady, è come se riacquistasse quel brio che avevo trovato all'inizio, con la celeberrima avventura per recuperare le punte di diamante della regina. Forse non era il momento giusto o forse non sono fatto per i romanzi cappa e spada.

    ha scritto il 

  • 5

    Grande capolavoro

    Mi sono accostata alla lettura di questo impressionante tomo spinta da un'amica. Devo dire che non la ringrazierò mai abbastanza! "I tre moschettieri" è un romanzo bellissimo, maestoso, che intrattien ...continua

    Mi sono accostata alla lettura di questo impressionante tomo spinta da un'amica. Devo dire che non la ringrazierò mai abbastanza! "I tre moschettieri" è un romanzo bellissimo, maestoso, che intrattiene e si lascia leggere senza troppa fatica. Non avrei mai pensato di appassionarmi tanto alle vicende di D'Artagnan e compagni.
    Leggetelo!

    ha scritto il 

  • 5

    Straordinaria lettura di intrighi e avventura

    Definire questo romanzo di Dumas (padre) "d'appendice", "di avventura" significa ridurne la bellezza e l'importanza. Nasce sì come romanzo a puntate a metà Ottocento, ma rappresenta, a mio parere, uno ...continua

    Definire questo romanzo di Dumas (padre) "d'appendice", "di avventura" significa ridurne la bellezza e l'importanza. Nasce sì come romanzo a puntate a metà Ottocento, ma rappresenta, a mio parere, uno dei capisaldi della letteratura francesce e non solo.
    Tutto il mondo conosce D'Artagnan, ma probabilmente non tutti sanno come si sono svolte le cose, nella storia raccontata da Dumas, che a sua volta si è servito di fonti sia storiche sia romanzate: siamo nel 1625, il giovane guascone, ventenne, arriva in città dalla provincia con il sogno di diventare moschettiere, per servire e proteggere il Re (Luigi XIII): in mano ha solo una lettera di raccomandazioni per M. de Treville, capo del corpo dei moschettieri, che però gli viene rubata da un uomo misterioso ("l'uomo di Meung"). Sfrontato, temerario e attaccabrighe, si trova a scontrarsi in duello con quelli che diventeranno i suoi migliori amici, ovvero Athos, Porthos e Aramis, fedelissimi moschettieri del re.
    Mentre l'amicizia tra i quattro si solidifica, avendo loro compreso il valore del ragazzo e la sua volontà di servire Sua Maestà, D'Artagnan sventa il rapimento della moglie del suo padrone di casa, Constance Bonacieux, guardarobiera della Regina Anna, della quale il guascone si innamora perdutamente.
    Madame Bonacieux è al corrente della relazione intensa e contrastata tra la Regina e il Duca di Buckingham, potentissimo uomo di governo inglese, nonchè acerrimo nemico della corona francese: i due si scrivono e incontrano di nascosto e durante uno degli incontri la regina offre come pegno d'amore al duca due fermagli regalatigli dal marito il re.
    Qui entra in scena il cardinale Richelieu, braccio destro del Re, arrivista e macchinatore, innamorato non corrisposto della regina e pertanto interessato alla vendetta: viene a sapere della relazione clandestina, ne mette al corrente il re, che chiede proprio quei fermagli alla regina; presa dal panico, si confida con Constance, che chiede l'aiuto di D'Artagnan per questa missione pericolosissima: recarsi in Inghilterra dal Duca, riavere i fermagli e conservare la dignità.
    Inizia così la storia d'amore del nostro aspirante moschettiere con Constance. Richelieu però ha occhi e spie su tutto il paese, fa seguire D'Artagnan dal misterioso uomo che gli aveva rubato la lettera di raccomandazioni e gli mette alle calcagna anche una donna, sua perfida emissaria: Milady, donna dal passato misterioso, da poco vedova e interessata all'eredità del marito che potrebbe arrivarle se ne sposasse il fratello, il conte di Wardes.
    Di ritorno dalla missione, D'Artagnan subisce il rapimento di Constance da parte degli uomini del cardinale e incontra Milady, che capisce essere una protagonista nelle trame di Richelieu e che potrebbe ricavarne dei vantaggi; ciononostante se ne infatua e con l'inganno la possiede: scopertosi poi lo scambio di persona, Milady è accecata dalla rabbia e giura che si vendicherà di D'Artagnan.
    Nel frattempo, è stata dichiarata guerra tra Francia e Inghilterra, e la Francia è anche divisa dalla lotta tra cattolici e protestanti (questi ultimi sono appoggiati dalla corona inglese); i tre moschettieri e il guascone vengono inviati in guerra a La Rochelle e si distinguono sul campo per coraggio e astuzia, suscitando l'interesse del cardinale, il quale desidera entrino al suo servizio nonostante sappia che sono realisti e non certo cardinalisti e che probabilmente gli nascondono qualcosa.
    E Constance? E' stata imprigionata, poi liberata dalla regina che la fa rinchiudere in un convento di carmelitane in attesa che passi il pericolo; ella attende con impazienza notizie dall'amato D'Artagnan, che seppur per breve tempo infatuato di Milady, non ha smesso di pensarla. D'altro canto Milady ha ricevuto dal cardinale un ordine terribile: uccidere Buckingham, utilizzando i mezzi che meglio conosce: l'inganno, la propria avvenenza e la furbizia. Milady è demoniaca e devia anche le menti più pure, come quella di Felton, soldato incaricato di sorvegliarla quando, nel tentativo di approdare in terra inglese per portare a termine la propira missione, viene scoperta e imprigionata dal cognato conte di Waldes, avvisato da D'Artagnan e i mischettieri delle trame perdife della donna.
    Non racconterò il finale del romanzo, che in molti già conosceranno: 600 pagine di quello che potremmo oggigiorno considerare un libro di spionaggio e di guerra, ma anche un libro sull'amore che in questo caso ha mosso guerre, omicidi e rappresaglie.
    Dumas scrive benissimo, la sua penna di quasi 200 anni fa sembra attualissima: personaggi caratterizzati in maniera esemplare, intrighi degni dei più sofisticati servizi segreti, un incastro incredibile di luoghi, protagonisti, vicende, fatti storici mossi dall'alto con mani sapienti.
    Nel romanzo ci sono molti riferimenti letterari e alcune piacevoli citazioni; c'è anche però la denuncia della Chiesa corrotta e lasciva (possibile a Dumas forse perchè narra di vicende risalenti a 200 anni addietro), una visione ironica dell'amore e una concezione integerrima e assoluta dell'amicizia.
    Da leggere, e ancora leggere.

    A cura di Ilaria

    ha scritto il 

  • 3

    uno per tutti, tutti per uno!

    Dumas senza dubbio è un maestro della letteratura per ragazzi dell'800, questo libro è un intreccio tra storia Francese metà 600 e le avventure dei tre celebberimi moschettieri Athos, Portos, Aramis c ...continua

    Dumas senza dubbio è un maestro della letteratura per ragazzi dell'800, questo libro è un intreccio tra storia Francese metà 600 e le avventure dei tre celebberimi moschettieri Athos, Portos, Aramis con il giovane guascone D'Artagnan arrivato a Parigi con il sogno di diventare moschettiere del Re.
    L'inizio del racconto coinvolge molto, è un susseguirsi di colpi di scena, scontri e intrighi di corte, ma a metà libro il racconto mi ha un pò annoiata, ho fatto un pò fatica a continuare, ma superata questa fase, il libro ritorna scorrevole e interessante, dove la storia si concentra su Miledy e Athos, personaggi ben caratterizzati e pieni di carisma, qui ci sono rivelazioni e colpi di scena che toccano la tragedia....
    Ho dato solo 3 stelle perchè ritengo che il libro sia troppo lungo, e in certi punti davvero prolisso, peccato perchè sarebbe stato davvero un gran capolavoro della letteratura classica per ragazzi, almeno per me!

    ha scritto il 

  • 4

    Posso dire che Dumas sia entrato a pieni voti nella top ten dei miei autori preferiti! Infatti, seppur dopo una partenza un po' lenta, ho preso il via grazie ai colpi di scena e al ritmo sempre più in ...continua

    Posso dire che Dumas sia entrato a pieni voti nella top ten dei miei autori preferiti! Infatti, seppur dopo una partenza un po' lenta, ho preso il via grazie ai colpi di scena e al ritmo sempre più incalzante ed ironico che ho ritrovato in pochi altri grandi classici. La lettura è perciò molto scorrevole ed essendo il romanzo uscito a puntate, si presta bene anche ad essere interrotto e poi ripreso, grazie ai rimandi che l'autore stesso fa nel corso della narrazione. I personaggi sono ben caratterizzati, specie quelli perfidi e il finale sorprendente e deludente al tempo stesso a seconda del personaggio. Consigliato!

    Trovo che il saggio introduttivo di Pierre Tranouez nell'edizione della Mondadori sia una spoilerata pazzesca sugli altri due capitoli della trilogia.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    Dumas usa l’espediente del manoscritto, ma aggiunge che i lettori dovranno incolpare lui nel caso la storia non dovesse suscitare interesse (non il conte de la Fère, autore del falso manoscritto). Già ...continua

    Dumas usa l’espediente del manoscritto, ma aggiunge che i lettori dovranno incolpare lui nel caso la storia non dovesse suscitare interesse (non il conte de la Fère, autore del falso manoscritto). Già da questo si può notare quanto in realtà l’autore prevedesse il successo della propria opera.
    La vicenda è un intreccio continuo di avventure e duelli che vedono come protagonisti tre moschettieri – Athos, Portos e Aramis – e D’Artagnan, giovane guascone giunto a Parigi per mettersi al servizio del Re di Francia e combattere con onore per il bene e la giustizia.
    I personaggi che ho preferito sono Athos e Milady: oltre al misterioso passato che li lega irrimediabilmente l’uno all’altra, mi ha colpito la loro somiglianza nel carattere e al contempo il loro essere agli antipodi. Entrambi hanno, infatti, un temperamento freddo, calcolatore, quasi cinico, ma Athos è un vero uomo d’onore – pronto a rischiare la vita per i propri amici e ideali, nobile d’animo e difensore della giustizia –, mentre Milady è un’assassina, complice del cardinale e pronta a tutto pur di vendicarsi del torto subito (D’Artagnan l’aveva ingannata fingendosi il suo amante). Nonostante la freddezza che li caratterizza, entrambi sono preda di passioni che li rendono più “umani”: basti pensare a quando Athos rivela di essere stato sposato con Milady oppure al momento in cui rivede la moglie che credeva morta; Milady si rivela una donna appassionata quando trascorre la notte con D’Artagnan, per poi mostrarsi crudele non appena scopre l’inganno tesole dal guascone. Insomma, personaggi a tutto tondo, con caratteri forti e punti deboli.

    ha scritto il 

  • 4

    Finito!!! Sinceramente, vedendo la mole del primo volume, all'inizio ho pensato al "solito" mattone. La realtà è stata del tutto diversa: ritmo frenetico, intreccio intrigante, colpi di scena a iosa, ...continua

    Finito!!! Sinceramente, vedendo la mole del primo volume, all'inizio ho pensato al "solito" mattone. La realtà è stata del tutto diversa: ritmo frenetico, intreccio intrigante, colpi di scena a iosa, tutto "condito" da richiami storici (molto, molto "liberi"). In ogni caso, una lettura godibilissima, che mi ha fatto tanta compagnia in queste serate dell'ultimo mese o poco più. Non vedo l'ora di attaccare con il seguito. Consigliato.

    ha scritto il 

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