I vagabondi del Dharma

Di

Editore: Mondadori

4.0
(1010)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 204 | Formato: Altri

Isbn-10: 8804121734 | Isbn-13: 9788804121732 | Data di pubblicazione:  | Edizione 6

Traduttore: De Cristofaro M.

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida

Genere: Narrativa & Letteratura , Viaggi

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'amore per la montagna

    Non fermatevi al nome dell'autore, Jack Kerouac, oppure al titolo, i Vagabondi del Dharma. Non è roba da frikkettoni. È un libro bellissimo, l'ascesa al Matterhorn Peak è meravigliosa.
    Uno dei libri c ...continua

    Non fermatevi al nome dell'autore, Jack Kerouac, oppure al titolo, i Vagabondi del Dharma. Non è roba da frikkettoni. È un libro bellissimo, l'ascesa al Matterhorn Peak è meravigliosa.
    Uno dei libri che ho più amato degli ultimi anni.

    ha scritto il 

  • 4

    Alla ricerca della consapevolezza.

    Riletto rigorosamente al sole, durante le escursioni mattutine in compagnia di Maura il mio infaticabile cane, metà bulldog e metà pastore corso. Un po’ come cantava il buon Georges Moustaki: metà pir ...continua

    Riletto rigorosamente al sole, durante le escursioni mattutine in compagnia di Maura il mio infaticabile cane, metà bulldog e metà pastore corso. Un po’ come cantava il buon Georges Moustaki: metà pirata e metà artista…
    I vagabondi del Dharma lo puoi capire e godere solo se entri nell’atmosfera della beat generation, quel magico periodo fatto di ricerca spirituale guardando verso oriente, di smodate bevute, di fughe e di ragazze con la fascia in fronte. Va letto come si legge un reperto storico, un periodo che ossigenò il mondo, procurandogli un leggero capogiro. Leggetelo tutti, amiche e amici, ma, mi raccomando, rigorosamente al sole. Possibilmente bevendo masala chai.
    Nota: Gary Snyder, che nel romanzo interpreta Japhy, vive ancora, è attivo e, pare abbia trascorso dieci anni in un monastero Zen.

    ha scritto il 

  • 3

    Meraviglioso artista triste che sa ridere di sé.

    Un'esperienza di lettura nuova, per me, dopo Bukowsky, Miller, Burroughs. JK è un pazzo Sognatore.
    Chissà se ne esistono ancora come lui...

    ha scritto il 

  • 4

    Beat Zen Generation

    Un gruppetto di beatnicks, i vagabondi, in viaggio spirituale: al di fuori degli schemi della società e del suo consumismo, tra isolamento, haiku e meditazioni buddiste, bevute e sessualità libera (qu ...continua

    Un gruppetto di beatnicks, i vagabondi, in viaggio spirituale: al di fuori degli schemi della società e del suo consumismo, tra isolamento, haiku e meditazioni buddiste, bevute e sessualità libera (quasi rituale), scalate in montagna e ritrovi in spiagge solitarie...alla ricerca dell'autenticità, della Verità.
    Per la prima metà del libro mi sono un pò annoiata, l'impressione era che Kerouac avesse scritto di getto, senza alcun metodo, limitandosi a fare la cronaca di accadimenti che si susseguivano in modo a volte ripetitivo e sconclusionato...fuori dagli schemi anche nella narrazione, appunto. Poi pian piano, proseguendo nella lettura, il disordine si è messo in ordine, la confusione è diventata chiara e tutto ha trovato senso. O forse il senso è proprio che di senso non ce n'è.

    "Siamo forse angeli caduti che si sono rifiutati di credere che nulla è nulla e perciò, per averne la prova, siamo nati per perdere uno dopo l'altro i nostri cari e gli amici preferiti e infine la nostra stessa vita? [...] O denti serrati della terra, dove ci porterà tutto questo se non a qualche dolce eternità dorata, per provare che ci siamo tutti sbagliati, per provare che la prova stessa era nulla..."

    ha scritto il 

  • 4

    Jack vive per alcune settimane ad alta quota, in completa solitudine, in un capanno di tronchi d'albero e pavimento di fango. Fa esercizi di meditazione. La mattina si mette a testa in giù e gambe in ...continua

    Jack vive per alcune settimane ad alta quota, in completa solitudine, in un capanno di tronchi d'albero e pavimento di fango. Fa esercizi di meditazione. La mattina si mette a testa in giù e gambe in aria ( in questa maniera guarisce anche dalla tromboflebite ) e vede le montagne da un'altra prospettiva ( " le montagne mi apparivano come tante piccole bolle sospese nel vuoto rovesciato (...) mi resi conto che sia io che loro eravamo a testa giù contro un superficiale globo di terra nell'infinito spazio vuoto."

    ha scritto il 

  • 4

    Vivere semplicemente sulla strada non basta più, rimane necessario ma non sufficiente, quello che serve è uno scopo o meglio una radice che ti ancori alla terra nel bel mezzo del peregrinare.

    Non cred ...continua

    Vivere semplicemente sulla strada non basta più, rimane necessario ma non sufficiente, quello che serve è uno scopo o meglio una radice che ti ancori alla terra nel bel mezzo del peregrinare.

    Non credendo nella narrazione quotidiana del produci, consuma, crepa, Kerouac ricerca e trova questa forza nel Buddhismo, una ricerca spirituale sincera per quanto disordinata ed alcolica, che insegue con costanza e determinazione.
    Sempre contro, anche meditando o vivendo sulle montagne.

    Mi permetto di consigliare di approfondire la cultura Zen: molto affascinante.

    ha scritto il 

  • 4

    Zaino in spalla

    Forse tutti vaneggiano almeno una volta nella vita di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo ad assaporare la libertà. E per libertà qui si intende quella scomoda e faticosa, dove l’unico comp ...continua

    Forse tutti vaneggiano almeno una volta nella vita di mollare tutto e andarsene in giro per il mondo ad assaporare la libertà. E per libertà qui si intende quella scomoda e faticosa, dove l’unico compagno di viaggio certo lo si porta strettamente avvinghiato sulle spalle. In questa fantasia si possono confondere miriade di motivazioni e aspettative, che ognuno vagheggia a modo suo, ma sempre in affascinante contrasto con la vita ordinaria, tranquilla e stabile, nel ripetersi costante delle giornate. Tra i tanti sognatori però, solo alcuni compiono quel passo, Kerouac è uno di questi, e in “Vagabondi del Dharma” ci racconta a modo suo la sua esperienza, dove orientalismo e anticonformismo si mescolano a un profondo malessere personale. Nella sua prosa spontanea, si racconta Jack, mettendosi a nudo forse più di quanto non voglia.

    ha scritto il 

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