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I vangeli

Di

Editore: Einaudi

4.0
(6)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 267 | Formato: Altri

Isbn-10: 8806124986 | Isbn-13: 9788806124984 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: N. Tommaseo

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Descrizione del libro
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  • 3

    dopo avere letto l'edizione dei Vangeli nel formato, che penso standard, fornito in qualsiasi albergo statunitense, ho deciso di acquistare e leggere la traduzione del Tommaseo (ignorando quella che già possedevo, ed. Paoline): mal me ne incolse! Colui (il traduttore) pare più interessato all'est ...continua

    dopo avere letto l'edizione dei Vangeli nel formato, che penso standard, fornito in qualsiasi albergo statunitense, ho deciso di acquistare e leggere la traduzione del Tommaseo (ignorando quella che già possedevo, ed. Paoline): mal me ne incolse! Colui (il traduttore) pare più interessato all'estetica della sua opra che ai contenuti (miscredente!) ignorandone acriticamente le ambiguità (talebano!). Insomma, se tenete l'edizione classica, non sprecate dindi in questa.

    ha scritto il 

  • 5

    Luca, XXIII

    Leggo con prevedibile ammirazione, che ne "L'Artefice" di Borges, nel quale le grazie del verso convivono con quelle della prosa, c'è una poesia che ha per tema l'innocenza. Lo spunto è singolare. Borges si ferma ad analizzare il testo di Luca, al momento della crocifissione, e precisamente il mo ...continua

    Leggo con prevedibile ammirazione, che ne "L'Artefice" di Borges, nel quale le grazie del verso convivono con quelle della prosa, c'è una poesia che ha per tema l'innocenza. Lo spunto è singolare. Borges si ferma ad analizzare il testo di Luca, al momento della crocifissione, e precisamente il momento della redenzione del "buon" ladrone. Ci dice che non sappiamo nulla di lui, tranne che la storia tramanda da secoli la sua storia per sole poche parole che ha detto e per la fortunata coincidenza di morire nel giorno stesso in cui moriva Dio e affianco a lui (Il procedimento dei vangeli è affine ad altri autori sommi, se ci pensate bene sappiamo molto più del Conte Ugolino o di Lady Macbeth di cui ci vengono rivelati pochi tratti indimenticabili che di Leopoldo Bloom, ebreo multispiato dublinese, eroe tragicomico di Joyce). Borges ci dice che quell'uomo, o meglio la scena che lo vede protagonista direi io, resta indimenticabile ma non si ferma qui. Ci dice anche, anzi insinua, con appassionata lucidità, che "l'ingenuità di questo amico di Gesù Cristo, il candore che fece sì che chiedesse e avesse il Paradiso dall'ignominia della sua condanna, fu quello che così spesso lo spinse al peccato e all'avventura insanguinata". Questa stessa ipotesi si potrebbe postularla per molti passi evangelici. La precisione dei dettagli e dell'ambivalenze fa di questi libri quattro meravigliosi poemi in prosa, come li definì il crocifisso Oscar Wilde. Mi pare superfluo aggiungere che la storia dell'umanità gira attorno a poche storie: un uomo che si crede Dio e viene crocifisso per salvarci, una guerra decennale tra troiani e greci, le peripezie in mare di un uomo di astuzia e alto ingegno, l'archetipa battaglia di Waterloo.

    ha scritto il