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I vendicatori angelici

Di

Editore: Adelphi

3.8
(109)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 362 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8845906256 | Isbn-13: 9788845906251 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Bianca Candian

Disponibile anche come: Copertina rigida

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 4

    Suggestivo.
    Non sono particolarmente ferrata nei romanzi di formazione, ma fin dai primi capitoli ho intuito una profonda differenza fra questo romanzo e gli altri. Una nota gotica? Un sospetto? Una malcelata crudeltà? Non lo so... Ma non mi sbagliavo! Un bel romanzo, ben scritto, ben svolt ...continua

    Suggestivo.
    Non sono particolarmente ferrata nei romanzi di formazione, ma fin dai primi capitoli ho intuito una profonda differenza fra questo romanzo e gli altri. Una nota gotica? Un sospetto? Una malcelata crudeltà? Non lo so... Ma non mi sbagliavo! Un bel romanzo, ben scritto, ben svolto, ben pensato. Inusuale e suggestivo.

    ha scritto il 

  • 0

    Recensione

    La trama, per sommi capi.
    Due giovani e sfortunate amiche vagano tra Francia e Inghilterra di fine '800 cercando di costruirsi un futuro. Dovranno lottare per la propria vita costruendosi quei princìpi che nessuno gli ha mai dato.

    Fuori l’autore.
    Karen Blixen è uno degli pseudo ...continua

    La trama, per sommi capi.
    Due giovani e sfortunate amiche vagano tra Francia e Inghilterra di fine '800 cercando di costruirsi un futuro. Dovranno lottare per la propria vita costruendosi quei princìpi che nessuno gli ha mai dato.

    Fuori l’autore.
    Karen Blixen è uno degli pseudonimi di Karen Christentze Dinesen, baronessa von Blixen-Finecke (Rungsted 1885 – Copenaghen 1962). E' stata una grandissima scrittrice la cui fama è stata divorata da "La mia Africa", che - opinione personale - non è la cosa migliore che ha scritto; provate le "Sette storie gotiche", per esempio.

    La recensione in senso stretto.
    Il romanzo si prensenta come un classico romanzo di formazione per signorine di metà Ottocento, dato che proprio di quello va parlando. Ma qualcosa stona da subito, perché Blixen vuiole mettere alla prova sia la nostra capacità di leggere tra le righe quello che è nascosto, sia la sua capacità di costruire una metafora per un'Europa disgregata dal nazismo. Ebbene sì, tutto il romanzo non è che un'allegoria - ma non è necessario saperlo. Quello che conta è che due ragazze sole, abbandonate e diversissime possono trovare l'una nell'altra la forza di opporsi a un destino troppo grande e feroce, trovando di che ispirarsi nei propri sentimenti e nell'arte. Non c'è orrore che viene loro risparmiato, ma tutto è filtrato dalla loro intelligenza e dal loro infinito amore per la vita che si trovano a vivere, e contro questi beni dell'umana natura neanche il male più acuto può vincere.
    In un certo senso è un romanzo di grande speranza, dato che è stato pubblicato in un paese occupato dai nazisti; eppure, come tutti i grandi romanzi, risponde a una domanda fondamentale per l'animo umano (perché il Male non può vincere troppo a lungo?) senza usare lo stratagemma della fede, la fuga nella magia, l'illusione dell'impossibile. Per questo il suo valore va oltre le contingenze storiche nelle quali - e per le quali - è stato scritto.

    Perché dovrei leggerlo.
    Perché i pregiudizi sui vecchi romanzi sono sempre duri a morire. Leggiamoli, punto.
    Perché alla fine il Bene vince sempre (o no?).
    Perché solo i romanzi possono assumere un forma banale ed essere rivoluzionari. Ci fanno rischiare di fare gran brutte figure.

    ha scritto il 

  • 4

    Non male come libro,mi ha fatto molto riflettere sul bene e sul male che la Blixen ha narrato tramite le protagoniste Lucan e Zosine,ragazze giovani ingenue che affrontano ostacoli difficili trionfando il male con qualche dubbio. La narrazione è semplice ;)

    ha scritto il 

  • 5

    il "mio" primo libro

    Letetura scolastica consigliata.... e con gli occhi di una ragazza indecisa su quale piega avrebbe preso la sua vita, l'ho trovato fantastico...
    Ancora oggi me lo ricordo e ricordo il senso di inquietudine e il dolore.... devo rileggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Giocando sapientemente con le convenzioni dei romanzi vittoriani (fanciulle in pericolo, nobili cavalieri che suscitano palpitazioni d'amore, governanti, servi ambigui, viaggi nelle colonie e via dicendo), e ribaltanto continuamente le prospettive (per cui il nemico non è mai chi o quello che ci ...continua

    Giocando sapientemente con le convenzioni dei romanzi vittoriani (fanciulle in pericolo, nobili cavalieri che suscitano palpitazioni d'amore, governanti, servi ambigui, viaggi nelle colonie e via dicendo), e ribaltanto continuamente le prospettive (per cui il nemico non è mai chi o quello che ci si aspettava), Karen Blixen costruisce un raffinatissimo congegno narrativo, che rende un'immagine efficace della seduzione e dell'astuzia del Male (il libro fu scritto durante la Seconda Guerra Mondiale, mentre la Danimarca era occupata dai tedeschi, e in ogni sua pagina si respira un'aria di assedio, di claustrofobia), e dà prova del suo migliore talento: la gioia e la grazia di raccontare.

    ha scritto il