I ventitre giorni della citta di Alba

Di

Editore: Mondadori

4.0
(520)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 146 | Formato: Paperback

Isbn-10: A000027206 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Altri , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Scienze Sociali

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Descrizione del libro
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  • 4

    L'esordio di Fenoglio nel 1952: dodici racconti sulla Resistenza e non, storie brevi o molto brevi narrate con grande realismo, capacità introspettiva e scrittura essenziale. Ho apprezzato particolarm ...continua

    L'esordio di Fenoglio nel 1952: dodici racconti sulla Resistenza e non, storie brevi o molto brevi narrate con grande realismo, capacità introspettiva e scrittura essenziale. Ho apprezzato particolarmente “Un altro muro” e “Ettore va al lavoro”.

    ha scritto il 

  • 3

    Mi aspettavo di meglio

    Come sempre aprile è il mese dedicato alle letture resistenziali.
    Purtroppo dopo Il partigiano Johnny questo mi ha un po' deluso.
    Un paio di cose che mi sento di segnalare:
    - Il racconto iniziale che ...continua

    Come sempre aprile è il mese dedicato alle letture resistenziali.
    Purtroppo dopo Il partigiano Johnny questo mi ha un po' deluso.
    Un paio di cose che mi sento di segnalare:
    - Il racconto iniziale che dá il titolo alla raccolta é senza dubbio il migliore ma mi ha riportato alla memoria una frase di Buenaventura Durruti: "L'indisciplina al fronte e l'imborghesimento in retrovia porteranno alla vittoria dei fascisti". Ecco direi che ad Alba è andata proprio così.
    - per il resto una delusione cocente dagli azzurri o badogliani, chiamateli come volete, per quel che mi riguarda un po' troppo poco partigiani (cioè che parteggiano). Da "non sono andato con i comunisti perché hanno il commissario politico e a me la politica non interessa" a "se mi salvo la pelle non mi interesserò mai più di politica o di quel che mi succede intorno". Dopo aver letto un libro sui Gap direi che proprio non c'è paragone

    ha scritto il 

  • 2

    Chiedo scusa a Fenoglio...

    Quando i miei figli portano a casa delle proposte di lettura fatte dai loro insegnanti, ho sempre l'abitudine di dare subito una sbirciatina. Se vedo libri che non ho ancora letto, non posso fare a me ...continua

    Quando i miei figli portano a casa delle proposte di lettura fatte dai loro insegnanti, ho sempre l'abitudine di dare subito una sbirciatina. Se vedo libri che non ho ancora letto, non posso fare a meno di cimentarmi nella loro lettura. E così ho fatto, per questo breve libro di Fenoglio.

    Dodici racconti, gran parte dei quali sulla resistenza partigiana. Scrittura chiara, cruda, lucida e ineccepibile. Puro realismo.

    Una cronaca di alcuni avvenimenti della resistenza, rappresentata tramite una immagine del partigiano non proprio eroica nella sua lotta fatta con mezzi di fortuna contro fascisti e tedeschi. Persone comuni, con i loro difetti e con le loro debolezze che si cimentano in una guerra spesso personale.

    Non ci sono atti di eroismo nei racconti, non ci sono ideali. I protagonisti sono ragazzi incoscienti, opportunisti, ladri, persone senza ideali e che uccidono quasi con piacere. Una rappresentazione quindi tutta in negativo (o forse semplicemente fedele?) dell'opposizione armata al fascismo.

    Non sono quindi racconti celebrativi (e meno male, se no sarebbe propaganda), non sono racconti storici, non sono racconti particolarmente toccanti, non sono racconti emozionanti, non sono racconti educativi.

    Non so che racconti siano, visto che non sono sicuro di averne capito il senso. Ma (sarò fucilato per questo, lo so) mi hanno annoiato a morte.
    Mi domando perché la lettura di questo libro sia spesso consigliata nelle scuole. Se è solo per mostrare l'orrore della guerra, credo ci siano centinaia di libri migliori di questo.

    ha scritto il 

  • 0

    Incipit

    Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944.........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/i-ventitre-giorni-della-citta-di-alba-beppe-fen ...continua

    Alba la presero in duemila il 10 ottobre e la persero in duecento il 2 novembre dell’anno 1944.........

    http://www.incipitmania.com/incipit-per-titolo/v/i-ventitre-giorni-della-citta-di-alba-beppe-fenoglio/

    ha scritto il 

  • 5

    Ripensare, rivelare, resistere

    Gianfranco Contini definì questo testo una “trascrizione prettamente esistenziale” della Resistenza. Sono racconti dal sapore e gusto barbarico che in linea con una poetica della brevitas drammatica d ...continua

    Gianfranco Contini definì questo testo una “trascrizione prettamente esistenziale” della Resistenza. Sono racconti dal sapore e gusto barbarico che in linea con una poetica della brevitas drammatica descrivono la lotta di liberazione sulle Langhe, tra attacchi, rastrellamenti, imboscate, fucilazioni, insieme al contesto, la natura, le colline, le stagioni, la memoria, in un processo artistico e letterario di continua riscrittura e rifacimento. Si può dire che Fenoglio sulla pagina dia vita ad un incessante ripensamento di un io che si sente partecipe di un noi, un testimone immediato del dolore della mortalità che mai si arrende alla natura selvaggia e primitiva della guerra e della storia. Convivono nel suo dettato orchestrazione e essenzialità, nobiltà ideale e incoerenza del reale, semplicità della volontà e ferocia del coraggio. Il partigiano di queste storie è indagato con oggettività psicologica e intensità visiva, in un doloroso dare avere con la morte nel quale la sofferenza disorganizzata e l'inesperto valore vengono percepiti e trattati con sensibilità e ironia profondamente umani e appassionati. La fisicità del paesaggio rappresenta il teatro di una molteplicità di voci in uno stile aspro e secco e marcato da una tonalità epica, con un punto di vista sempre antieroico e antiretorico. La fluidità e l'energia della lingua sono strumenti per inscenare il presente in metafore e allegorie di carattere assoluto, tragico e esemplare. Non c'è altro modo di rivivere il passato al quale apparteniamo che la testimonianza autenticamente etica di una vocazione nella quale si identificano letteratura e vita, eroismo e sconfitta, coraggio e disillusione, finitezza e destino.

    ha scritto il 

  • 4

    Riprendo dopo quasi vent’anni i racconti partigiani ambientati in un territorio che ormai conosco a menadito. Li ritrovo tutti perfetti come tanti anni fa, con il linguaggio agro e rude e gli echi dia ...continua

    Riprendo dopo quasi vent’anni i racconti partigiani ambientati in un territorio che ormai conosco a menadito. Li ritrovo tutti perfetti come tanti anni fa, con il linguaggio agro e rude e gli echi dialettali, l’universo contadino, l’odore della guerra partigiana e l’odore autentico della morte, gli afrori dei giovani desiderosi di andare in campagna a far l’amore, le difficoltà di tornare ad una vita normale dopo il solco incolmabile scavato dalla guerra.
    La guerra partigiana è raccontata con tale realismo, con le sue regole spietate, primordiali e universalmente semplici, che mi ricorda certi brani di Per chi suona la campana. Un’altra guerra civile appunto.
    Non c’è classifica con Fenoglio. Tutti i racconti si assiepano attorno al podio. Ettore va al lavoro è così perfetto che è rimangono vivi in me il senso di malessere e angoscia creati dal racconto. Alcuni temi, come spiega del resto bene Dante Isella nella sua presentazione al libro, saranno poi ripresi nel bellissimo La paga del Sabato (Ettore va al lavoro e Nove lune).

    ha scritto il 

  • 4

    Niente di sorprendente per un lettore del 2015, ma resta una raccolta di racconti utile in quanto narrazione autentica e di facile lettura degli aspetti piú prosaici della Resistenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Niente di sorprendente per un lettore del 2015, ma resta una raccolta di racconti utile in quanto narrazione autentica e di facile lettura degli aspetti piú prosaici della Resistenza.

    ha scritto il 

  • 4

    Anche questo era uno dei libri da portare per l'esame di letteratura italiana. Credevo dovesse essere il più pesante di tutti e invece mi sono ricreduta.
    Ci sono dodici brevi racconti, i primi sei più ...continua

    Anche questo era uno dei libri da portare per l'esame di letteratura italiana. Credevo dovesse essere il più pesante di tutti e invece mi sono ricreduta.
    Ci sono dodici brevi racconti, i primi sei più esplicitamente legati alla storia partigiana, i secondi sei più a tematica "civile".
    Di queste storie ho amato moltissimo la naturalezza e l'umanità. Fenoglio racconta le vicende in maniera diretta, senza mezzi termini e, per quanto a volte possa sembrare crudo, fa sentire sempre a proprio agio.

    ha scritto il 

  • 4

    Vita Partigiana

    Incredibile come Fenoglio riesce a farci immergere totalmente nella vita partigiana e immedesimarci nelle paure, nelle speranze e nei sogni di quegli uomini/ragazzini che hanno vissuto la guerra per l ...continua

    Incredibile come Fenoglio riesce a farci immergere totalmente nella vita partigiana e immedesimarci nelle paure, nelle speranze e nei sogni di quegli uomini/ragazzini che hanno vissuto la guerra per liberarci dalla dittatura!

    ha scritto il