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I viaggi di Gulliver

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton

3.9
(3961)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Francese , Chi tradizionale , Greco , Portoghese , Lettone , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Croato , Rumeno

Isbn-10: 8854111082 | Isbn-13: 9788854111080 | Data di pubblicazione: 

Curatore: U. Dèttore

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook , Cofanetto

Genere: Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy , Travel

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Descrizione del libro
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  • 3

    due parti

    Noioso nella prima parte, anche perché l’argomento dei lillipuziani è trito e ri-trito, diventa geniale nella seconda, specialmente per quanto riguarda le considerazioni politiche e quando mette in evidenza quanto l’uomo sia diventato un pessimo animale, in contrasto con la natura e con la logica ...continua

    Noioso nella prima parte, anche perché l’argomento dei lillipuziani è trito e ri-trito, diventa geniale nella seconda, specialmente per quanto riguarda le considerazioni politiche e quando mette in evidenza quanto l’uomo sia diventato un pessimo animale, in contrasto con la natura e con la logica.

    ha scritto il 

  • 5

    Gulliver e i lillipuziani

    Gulliver è un medico inglese a cui piace viaggiare.
    Tutto ha inizio quando il mercantile sul quale era a borgo naufraga a causa di una forte tempesta.
    Gulliver si salva per miracolo e giunge a riva a nuoto sull’isola dei lillipuziani, dove si ritroverà ad essere un gigante rispetto ag ...continua

    Gulliver è un medico inglese a cui piace viaggiare.
    Tutto ha inizio quando il mercantile sul quale era a borgo naufraga a causa di una forte tempesta.
    Gulliver si salva per miracolo e giunge a riva a nuoto sull’isola dei lillipuziani, dove si ritroverà ad essere un gigante rispetto agli abitanti del posto.
    In un primo momento verrà tenuto prigioniero da questi esserini, ma fortunatamente con il passare dei giorni riuscirà a conquistare la loro fiducia.
    In questa isola aiuterà i suoi ospitanti, ma le loro richieste con il passare del tempo diventeranno man mano troppo crudeli e questo medico farà di tutto per cercare di scappare.
    Le sue disavventure però non finiranno qui, a Gulliver capiteranno moltissime altre peripezie.

    Questo libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1726 e successivamente è stato riveduto nel 1735.
    È un romanzo fantastico pieno di satira che prende “un po’” in giro l’Inghilterra e la Francia di quel periodo.
    Si tratta di un libro molto descrittivo che ci metterà in contatto con gli usi ed i costumi dei popoli che il protagonista incontrerà nel suo cammino.
    La descrizione degli eventi è stata fatta in maniera logica e temporale quindi si può dire che la fabula e l’intreccio coincidono alla perfezione.
    Inoltre i vari eventi raccontati dal protagonista vengono narrati direttamente dai suoi flashback.

    Che altro dire?
    Mi sento di consigliare questo libro per poter viaggiare con la fantasia insieme a Gulliver.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    L'opera di Jonathan Swift più famosa, nonché quella più erroneamente spacciata per storia per bambini, almeno in Italia. Effettivamente i viaggi e l'avventura potrebbero affascinare un bambino o un pre-adolescente, ma poi sarebbe bello rileggerlo da grandi e riscoprire una storia completamente di ...continua

    L'opera di Jonathan Swift più famosa, nonché quella più erroneamente spacciata per storia per bambini, almeno in Italia. Effettivamente i viaggi e l'avventura potrebbero affascinare un bambino o un pre-adolescente, ma poi sarebbe bello rileggerlo da grandi e riscoprire una storia completamente diversa. Perché sebbene sia il viaggio il tema centrale, hanno una grande rilevanza anche i toni usati dall'autore che celano messaggi molto più oscuri e il modo in cui Swift distrugge una ad una le salde convinzioni che permettono ad ogni uomo di vivere in pace nella società e in mezzo agli altri.

    I viaggi di Gulliver iniziano dalla necessità del protagonista di guadagnarsi da vivere e lo fa lavorando come chirurgo di bordo delle navi mercantili inglesi che all'epoca seguivano rotte che andavano da un punto all'altro della terra. Sarà poi una disgrazia naturale (un naufragio) a spiaggiarlo sulle rive di Lilliput, il primo fantastico paese visitato da Gulliver: ha così inizio una lunga serie di viaggi che gli farà conoscere popoli straordinari come i giganteschi brobdingnaghiani o gli uomini dell'isola volante, o gli stregoni dell'isola di Luggnagg e infine gli houyhnhnms e gli yahoo, intervallati da continui ritorni in patria e partenze dettate dal caso o dalla volontà di Gulliver.
    Nonostante ogni viaggio ci venga descritto con minuziosi dettagli fisici (al punto da conoscere anche le precise coordinate geografiche di questi luoghi) in realtà si tratta di un viaggio di natura spirituale: non è Gulliver che conosce gli usi e costumi di altri popoli, ma è attraverso la curiosità di questi straordinari popoli che comincerà l'analisi della società inglese, delle convinzioni umane e dell'uomo nello specifico; analisi che lo porterà ad una totale sfiducia e disgusto per il genere umano e gli renderà sempre più difficile vivere nel mondo civilizzato. Notiamo infatti che mentre nelle prime avventure Gulliver sente spesso la mancanza della propria famiglia e del suo mondo, col susseguirsi dei viaggi sarà sempre maggiore il desiderio di staccarsi dalla sua società e di esplorare l'ignoto; e dalla natura come causa principale di questi viaggi, diventerà poi l'uomo ad abbandonarlo su queste isole, sempre per mezzo di atti vili.
    Swift costringe quindi Gulliver a questo viaggio metafisico: la curiosità nutrita da questi popoli - va poi aperta una parentesi a parte sulle particolarità di queste civiltà - porterà il nostro protagonista a descrivere la società inglese ai lillipuziani per primi stando attento a mantenere alto l'onor di patria essendo consapevole già di alcune macchie che però ogni cittadino cerca di ignorare, ma sarà uno sforzo inutile, poiché ad ogni racconto ne consegue un confronto e così la piccola crepa aperta dai brobdingnaghiani diventa una vera e propria voragine con gli houyhnhnms. Ma prima di arrivare alla comunità equina ci sono altri incontri importanti per Gulliver: prima gli uomini dell'isola volante esibiranno una crudeltà tipicamente umana, quella della minaccia che proviene dall'alto (il sovrano dell'isola di Laputa si fa rispettare dai suoi sudditi terrestri con il pericolo che rappresenterebbe la sosta di una grande isola volante nel cielo) e quella dell'esclusione sociale di chi è diverso e non segue la moda; poi gli stregoni luggnagghiani mostreranno come anche l'antichità abbia avuto la sua corruzione, crudeltà e disonestà, minando alla salda convinzione di ogni epoca di credere che quella passata sia stata tanto più maestosa ed esemplare della propria; e poi verrà sfatato anche il mito dell'immortalità, vista come una condanna ad un eterna vecchiaia. Dopo tutte queste stangate, non dovrebbe stupire come mai una volta arrivato sull'isola dei cavalli Gulliver sarà disgustato dalla vista degli yahoo, che tra tutti i popoli è quello che per sembianze e dimensioni è più simile all'uomo. Ma a questo punto facciamo un'ultima e devastante scoperta: non solo classificato come moralmente inferiore e per di più umiliato dall'essere accostato alla specie rozza degli yahoo, ma l'uomo viene decretato anche inferiore a questa stessa specie, poiché in uno scontro fisico saremmo noi a perdere. Dopo questo definitivo colpo di grazia Gulliver viene cacciato e a malincuore è costretto a tornare a casa; ma è ormai una ben magra consolazione, poiché il suo equilibrio con l'altro è spezzato e persino la vista della sua stessa famiglia gli è rivoltante.
    Il libro si conclude con una dichiarazione del personaggio/Swift: quei popoli che l'uomo conquista con la forza e col sangue in realtà avevano molta più dignità nel loro stile di vita naturale e semplice. Quello che prima dicevo che meritava un'altra parentesi è il mito del buon selvaggio che emerge dal romanzo: tutti questi popoli incontrati vivono ad un livello premoderno, con scarse conoscenze "tecnologiche"; nonostante questo, tutti, senza alcuna eccezione, trattano Gulliver come ospite, nutrendolo anche a loro svantaggio, curandolo e insegnandogli la propria lingua. È proprio quest'ultimo punto forse quello più importante, perché l'insegnamento della lingua indica una volontà di comprensione, cosa di cui gli "europei" non si cura(va)no quando da un nuovo paese cercavano di trarne più vantaggi economici possibili. L'ammirazione di Gulliver per questi popoli è quasi istintiva, perché sente di essere diventato parte di una comunità in cui in realtà è un estraneo.

    Sicuramente una lettura per niente natalizia, ma di certo l'ho trovata attualissima e mi sono lasciata catturare perché oltre alle allusioni, Swift ha creato dei veri e propri micro-mondi, con così tanta dovizia di particolari e addirittura le coordinate geografiche precise da farti provare quella magica sensazione che uscendo potresti davvero scovare questi posti negli angoli più remoti della terra.

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro attuale oggi come ieri. E domani?

    Questo libro, capolavoro assoluto di Jonathan Swift, costituisce una lucida, impietosa e - purtroppo - del tutto veritiera analisi dell'essere umano, con i suoi innumerevoli vizi.
    Certe pagine potrebbero essere scritte ieri.
    Come non dare ragione al cavallo sapiente (ultimo dei viaggi ...continua

    Questo libro, capolavoro assoluto di Jonathan Swift, costituisce una lucida, impietosa e - purtroppo - del tutto veritiera analisi dell'essere umano, con i suoi innumerevoli vizi.
    Certe pagine potrebbero essere scritte ieri.
    Come non dare ragione al cavallo sapiente (ultimo dei viaggi di Gulliver) che - come segnalato da un altro lettore - afferma: "Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità". Insomma, meglio gli scimmieschi "Yahoo" piuttosto che gli uomini che usano la razionalità per prevaricare, uccidere, distruggere, rovinare, se stessi e l'ambiente circostante.
    NON è assolutamente un libro da bambini: i primi 2 capitoli, con i lillipuziani e gli uomini giganti, sono in realtà quelli meno significativi del libro.
    Oltre ai già citati cavalli sapienti dell'ultimo capitolo, ricorderei la breve ma straordinaria parte dedicata agli "immortali" (quelli che nascono con un disco in fronte), nella quale Swift smonta totalmente uno dei più classici miti umani, quello dell'immortalità.

    ha scritto il 

  • 5

    Ácida crítica con humor

    Obra cumbre del siglo XVIII, donde utilizando la sátira y la ironía, critica la sociedad, la política, la sociedad intelectual, la economía, la moral, la ciencia (donde ridiculiza a científicos y diversas ramas de la ciencia muy duramente pero con gran sentido del humor), la religión, etc. de su ...continua

    Obra cumbre del siglo XVIII, donde utilizando la sátira y la ironía, critica la sociedad, la política, la sociedad intelectual, la economía, la moral, la ciencia (donde ridiculiza a científicos y diversas ramas de la ciencia muy duramente pero con gran sentido del humor), la religión, etc. de su tiempo. También incluye varios pasajes eróticos, de un tono subido para su época.
    Me gustaría saber quién fue el “lumbreras” que cogió la novela, la cortó, censuró, manipuló el estilo, el fondo y el espíritu de la obra, para convertirla en una cursi adaptación para la literatura infantil.
    Muy recomendable.

    Mi nota: 9.

    ha scritto il 

  • 5

    «Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità»


    E' questo lo stesso libro illustrato che da bambina leggevo e rileggevo, immaginando di v ...continua

    «Quando un essere che pretende di essere razionale si macchia di tutte le atrocità a cui avete accennato comincio allora a pensare che la ragione usata male sia peggio della naturale brutalità»

    E' questo lo stesso libro illustrato che da bambina leggevo e rileggevo, immaginando di viaggiare anch'io in mondi lontani popolati giganti, cavalli parlanti e creaturine minuscole?
    Un po sì. Ma in gran parte no.
    Quando ho deciso di leggere la versione integrale de I viaggi di Gulliver mi aspettavo grandi cose, e invece ho trovato immense cose.
    Attraverso i viaggi del protagonista, in un crescendo che dai piccoli lillipuziani arriva all'affascinante e quasi ultraterrena terra degli Houyhnhnms, i magnifici cavallli dotati di intelletto superiore ed esempio della societas perfecta, Swift muove un'impietosa critica alla società corrotta del suo tempo, giocando con il lettore grazie ad una prosa brillante ed un'ironia affilata come la lama di un rasoio. Estremamente profonde e significative le conversazioni tra Gulliver e il suo padrone Houyhnhmn, dove il romanzo raggiunge il suo apogeo. E orribilmente realistico il ritratto dell'umanità nei ributtanti yahoo, nei loro vizi, nel loro degrado.
    Un libro da leggere. Da leggere da bambini per sognare e fantasticare, da adulti per riflettere e meditare.

    ha scritto il 

  • 4

    Bello e avventuroso

    Questo libro narra le due principali avventure di Gulliver immaginate dal capo Jonatan Swift. La prima avventura Gulliver approda in un'isola dove vivono dei nani piccolissimi, lui dopo una lunga avventura con una nave costruita dai nani parte e approda in un'isola di giganti che mangiano qualsia ...continua

    Questo libro narra le due principali avventure di Gulliver immaginate dal capo Jonatan Swift. La prima avventura Gulliver approda in un'isola dove vivono dei nani piccolissimi, lui dopo una lunga avventura con una nave costruita dai nani parte e approda in un'isola di giganti che mangiano qualsiasi cosa che approda nella loro isola. E dopo una notte....

    ha scritto il 

  • 5

    Nel 1726 usciva in Inghilterra "I viaggi di Gulliver" nell'ormai famigerata forma del romanzo autobiografico. Da allora sono passati quasi tre secoli e il libro di Jonathan Swift (che a quel tempo lo scrisse sotto pseudonimo) è diventato uno dei classici intramontabili della letteratura. E' famos ...continua

    Nel 1726 usciva in Inghilterra "I viaggi di Gulliver" nell'ormai famigerata forma del romanzo autobiografico. Da allora sono passati quasi tre secoli e il libro di Jonathan Swift (che a quel tempo lo scrisse sotto pseudonimo) è diventato uno dei classici intramontabili della letteratura. E' famoso al punto che molti, a forza di sentirlo citare, pensano erroneamente di conoscere il romanzo ancor prima di leggerlo. Ma sbagliano di grosso.
    Per quanto vecchio possa essere, "I viaggi di Gulliver" affronta i peccati originali che l'umanità trascina con sé dall'alba della civiltà. Così, ci scontriamo con i guerrafondai Lillipuziani, con la loro sete di potere, i loro intrighi politici e le loro malefatte.
    All'estremo opposto abbiamo invece il paese degli Houyhnm, i cavalli parlanti, di fronte alla cui perfezione morale Gulliver deve fare i conti con la miserabile condizione umana. In confronto agli Houyhnm, gli esseri umani sono yahoo, termine usato dagli stessi cavalli per indicare un tipo di bestie molto simili agli uomini che vivono nel loro paese. All'inizio Gulliver proverà a convincere gli Houynhm del contrario ma saranno le sue medesime parole a togliere ogni dubbio agli interlocutori e a se stesso.
    E' dunque il viaggio nel paese degli Houyhnm, pieno di sentenze morali, a costituire la parte più significativa del romanzo. Mentre la prima metà del volume è tutto sommato divertente, nei capitoli dedicati ai cavalli parlanti sopraggiunge l'amarezza. Facendo un esempio, viene da rabbrividire leggendo la risposta di un Houyhnm dopo che il viaggiatore ha finito di spiegargli il mare di guerre in cui affoga l'umanità:
    "Quando un essere che si vanta ragionevole può essere capace di tutte le atrocità cui avete accennato, comincio allora a temere che la ragione male adoperata sia qualche cosa di peggio della stessa naturale bestialità".
    Ecco invece un piccolissimo estratto di ciò che Gulliver afferma sulla sua stessa specie di appartenenza:
    "C'è fra noi una classe di uomini che fin dalla giovinezza si è esercitata nell'arte di dimostrare con parole moltiplicate a bella posta che il bianco è nero, e il nero è bianco, a seconda dell'onorario. Di questa classe di uomini tutti gli altri sono schiavi".
    Parole taglienti, amare, tristi, dolorose, disseminano questa lunga parte dell'opera, che qui si fa seria, al contrario dei capitoli precedenti, impostati in un'ottica parzialmente umoristica, a partire dall'uso dei nomi dei luoghi su cui il viaggiatore va a naufragare: Brobdingnag, Balnibarbi, Luggnagg, Glubbdubdrib...
    Umoristica è la natura stessa dei viaggi, aventi come protagonista un uomo che, nonostante le ripetute disavventure, una volta tornato a casa riprende di nuovo a salpare, sprezzante del pericolo. E ripetutamente, dopo ogni spavalda partenza per i mari, finisce in qualche guaio che lo fa naufragare ancora e ancora, senza tregua.
    Per quanto i critici delimitino "I viaggi di Gulliver" attorno allo steccato della satira nei confronti della società inglese dell'epoca, è pur vero che il romanzo di Swift può considerarsi un'opera di fantasia a tutti gli effetti, che leggeremo e racconteremo ai nostri bambini, che sarà sempre letta dai ragazzi e dagli adulti di ogni età come una storia di avventura ad ambientazione fantastica, alla stregua di un Pinocchio o di un Ventimila leghe sotto i mari.
    E' opinione di alcuni quella di considerare "I viaggi di Gulliver" la prima opera di fantascienza che sia stata scritta. In fondo, cosa c'è di tanto diverso dalla science fiction? Ai viaggi marittimi di Gulliver si accostano quelli spaziali, che sono sempre viaggi di esplorazione perché, mentre oggi la fantascienza esplora pianeti sconosciuti, nel 1726 non si conosceva la mappa completa dei continenti e delle isole del pianeta, e i viaggi marittimi presentavano ancora un parziale velo di mistero. Di conseguenza si potrebbe fare un accostamento tra i Lillipuziani e gli alieni della letteratura fantascientifica del Novecento: sono entrambi abitanti di mondi inesplorati per l'epoca a cui fanno riferimento. Come molte opere di fantascienza, infine, "I viaggi di Gulliver" è un libro di evasione da cui non si evade, perché affronta argomenti che riguardano profondamente la condizione umana e la società.
    La traduzione di Carlo Formichi negli Oscar Mondadori si fa apprezzare per lo stile antico e raffinato. Ma anche e soprattutto per la ricchezza di vocaboli utilizzati (indice di una grande padronanza della lingua italiana oltre a quella inglese), tale da rendere la lettura d'una musicalità che si è perduta nella maggior parte delle opere fantastiche odierne, capace di rendere piacevoli persino le descrizioni lunghe e dettagliate degli strani luoghi affrontati dal viaggiatore, che ad esempio, nel figurare l'isola volante di Laputa, si lascia andare a una lunga spiegazione pseudoscientifica della sua fluttuazione, e ne dettaglia inoltre la struttura e l'organizzazione.
    A ciò va aggiunta una scrittura variegata e insolita che riesce a tenere vivo l'interesse per l'intera durata del libro. Insomma, una favola si deve scrivere come una favola. Un Pinocchio scritto come un telegramma non renderebbe. E un Gulliver si deve scrivere come un Gulliver. Allora sì che ci si diverte. E la fantasia si accende come tanti fuochi d'artificio.

    http://clarkevivo.blogspot.it/2014/07/i-viaggi-di-gulliver-tra-divertimento-e.html

    ha scritto il 

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