I viaggi di Gulliver

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton

3.9
(4236)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 203 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Tedesco , Giapponese , Francese , Chi tradizionale , Greco , Portoghese , Lettone , Catalano , Olandese , Polacco , Ceco , Croato , Rumeno

Isbn-10: 8854111082 | Isbn-13: 9788854111080 | Data di pubblicazione: 

Curatore: U. Dèttore

Disponibile anche come: Tascabile economico , Altri , Copertina rigida , Rilegato in pelle , CD audio , Copertina morbida e spillati , eBook , Cofanetto

Genere: Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy , Viaggi

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  • 3

    Lemuel Gulliver è il terzo di cinque figli,e diventa chirurgo,per passione studia l'arte della navigazione e questo,unito alla sua profession lo porterà ad allontanarsi dalla sua casa,dalla moglie e d ...continua

    Lemuel Gulliver è il terzo di cinque figli,e diventa chirurgo,per passione studia l'arte della navigazione e questo,unito alla sua profession lo porterà ad allontanarsi dalla sua casa,dalla moglie e dai figli,spinto dall'innata voglia di scoprire nuove terre,nuove usanze e nuovi popoli.
    Il 4 maggio 1699 al largo delle Indie Orientali una tempesta investe la nave su cui è imbarcato come chirurgo,la nave affonda ma Gulliver riesce a mettersi in salvo a bordo di una scialuppa;purtroppo anche questa piccola imbarcazione ha la peggio rispetto alla furia del mare e si rovescia.
    Gulliver si risveglia stordito e legato,anche i capelli sono ancorati al suolo da piccole funi e scorge una creatura di fattezze umane ma alta solamente sei pollici armata di arco e frecce.
    Ben presto scopre di essere approdato in un paese sconosciuto,Lilliput,abitato da questi piccoli uomini e ne impara usanze e costumi,lingua compresa.
    Tra tante disavventure e incidenti Gulliver scoprirà vari popoli,in varie parti della terra,i piccoli lillipuziani,un popolo di dimensioni gogantesche,isole fluttuanti e molte altre stranezze.
    Un romanzo che è prima di tutto una critica ai vizi e alle debolezze del genere umano,ma che erroneamente è scambiato solamente per un racconto per ragazzi.
    Protagonista indiscusso è Gulliver,non ci sono infatti altri protagonisti di rilievo.
    Una lettura particolare,a tratti un po ripetitiva,ma che nel complesso non ho disdegnato calcolando anche l'epoca in cui è stato scritto questo romanzo(la prima edizione è infatti del 1726)
    Un romanzo che è una vera e propria critica della società e delle sue debolezze.
    Nel complesso ho trovato molto godibile la prima parte e l'ultima;le parti centrali del romanzo,come già detto mi sono sembrate un po troppo ripetitive(naufragio,approdo in un luogo sconosciuto,incontro con il sovrano...)

    ha scritto il 

  • 3

    meno pesante di quel che pensavo. tolte le prime due parti ambientate a lilliput e nella terra dei giganti, note, il resto non lo conoscevo e mi è piaciuto. è un libro interessante perché Swift attrav ...continua

    meno pesante di quel che pensavo. tolte le prime due parti ambientate a lilliput e nella terra dei giganti, note, il resto non lo conoscevo e mi è piaciuto. è un libro interessante perché Swift attraverso i viaggi assurdi del suo protagonista mette in luce pregi e difetti della società inglese del tempo. l'ho trovato arguto. bella lettura.

    ha scritto il 

  • 3

    Spacciato erroneamente come classico per ragazzi, I viaggi di Gulliver è un romanzo che offre al lettore molti più spunti riflessivi. Io stessa ad inizio lettura mi aspettavo un romanzo avventuroso at ...continua

    Spacciato erroneamente come classico per ragazzi, I viaggi di Gulliver è un romanzo che offre al lettore molti più spunti riflessivi. Io stessa ad inizio lettura mi aspettavo un romanzo avventuroso attraverso cui potessi viaggiare con la fantasia, ed in parte è stato così: il celeberrimo protagonista Lemuel Gulliver si imbarca in viaggi che in teria dovrebbero essere brevi ma ogni qualvolta succede sempre qualche inconveniente, o disavventura, e finisce per approdare su paesi a lui sconosciuti e incontrare popolazioni così diverse dal resto dell'umanità che ne rimarrà ogni volta colpito.
    Il libro è diviso in quattro parti, in cui ovviamente si parla di quattro viaggi, mondi e popolazioni diverse: la prima, la più celebre, ha come ambientazione l'isola di Lilliput e i suoi piccoli abitanti governati da un Re e un Regina molto altezzosi; Brobdingnag vede protagonista invece dei giganti e il protagonista si troverà ad essere un minuscolo fenomeno da baraccone; Laputa invece è un'isola volante che ospita per lo più matematici e aspiranti inventori che spesso però non arrivano a nulla di concreto; e infine ci sarà l'incontro con gli Houyhnhnm, cavalli saggi e razionali, che gli cambierà la vita.

    Nonostante l'anno di pubblicazione, il 1726, il romanzo di Swift sembra quasi essere uscito dalla penna di un autore nel Novecento: lo stile è lineare e per nulla pesante, la narrazione e la prosa hanno una fluidità non indifferente per un romanzo così lontano da noi, ma quello che ho più apprezzato è stato il fatto che l'autore non si perde in chiacchiere inutili, il brodo non viene eccessivamente allungato nonostante qualche piccola ripetizione quà e là..
    Il libro non rientra proprio nella mia "comfort zone" ma l'ho trovato ugualmente piacevole e curioso, ammiro la fantasia dell'autore nell'aver saputo ricreare avventure e popoli così diversi dal mondo reale e dall'uomo ma soprattutto ho apprezzato la poco celata critica al mondo umano. A dirla tutta, spesso Swift pecca di misantropia, soprattutto nelle ultime due parti la sua critica si fa particolarmente accesa ma, a voler essere del tutto cinica, proprio quest'ultima parte è quella che ho apprezzato maggiormente: questi animali eleganti descritti in maniera così reale e dotati di razionalità e saggezza, le sentenze che escono dalla bocca del capo mandria quando Gulliver gli racconta come vive la sua realtà, sono pensieri che spesso possono toccare la mente di uomini che capiscono, vedono e ragionano.

    Dopo averlo letto, difficilmente un lettore lo potrà mai considerare un libro per bambini perchè è un esempio lampante di romanzo satirico che ha un proprio intento, quello di mostrare l'umanità nella proprio bassezza e ci riesce al cento per cento: mi viene da pensare infatti alle creature controllate dai cavalli, gli Yahoo, esseri così repellenti ma così vicini all'uomo da notarne immediatamente le affinità. Ogni parte in cui è suddiviso il libro è un pretesto per criticare ferocemente la società e il comportamento umano: deridere le convenzioni sociali, il sistema giudiziario, la politica e il potere. Quello che traspare quindi è un odio quasi viscerale nei confronti dell'uomo in generale, spesso anche alla figura della donna non viene data importanza positiva, verso cui l'autore non ha nessuna speranza di miglioramento,, le parole del capo dei cavalli ne sono un esempio:

    'Mio piccolo amico Grildrig, mi ha fatto un gran panegirico della tua patria, dimostrandomi che le qualità essenziali per diventare un legislatore sono l'ignoranza, l'ozio e il vizio; che le leggi sono spiegate, interpretate ed applicate in maniera ineccepibile da quanti hanno interesse e abilità nel pervertirle, confonderle ed eluderle.....Da quanto dai detto non appare affatto che, ad un certo ruolo nella società, debba corrispondere una certa condotta di vita, e tanto meno che i nobili vengano dichiarati tali in nome della loro virtù, che i preti vengono promossi per la pietà e la dottrina, i soldati per il valore, i giudici per l'integrità, i senatori per l'amore del paese, i cancellieri per la saggezza.....non posso far altro che considerare la maggior parte dei tuoi compatrioti la razza più perniciosa di vermiciattoli detestabili a cui la natura abbia permesso di strisciare sulla faccia della terra.'

    Non c'è da meravigliarsi se da questo viaggio Gulliver tornerà completamente cambiato, incapace di vivere a contatto con altri umani, con serie difficoltà a sopportare anche i soli gesti della propria famiglia.
    Ripeto che questo romanzo offre al lettore molti punti su cui riflettere, molti dei giudizi espressi potrebbero infastidire alcuni ma rendere più partecipi altri, dal canto mio non posso dire che la critica feroce dell'autore mi abbia annoiata perchè mi ha intrattenuta e mi ha trovata d'accordo, ancora oggi, su molti aspetti.
    E' un libro che può piacere come no ma, in ogni caso, gli va riconosciuto il grande merito di essere, dopo quasi trecento anni, brutalmente attuale.

    ha scritto il 

  • 5

    Ironico, amaro, illuminante Swift

    Ingiustamente considerato per troppo tempo una mera lettura per ragazzi, I viaggi di Gulliver è in realtà tra i primi e migliori esempi di narrativa satirica, denunciante comportamenti, manie e pregiu ...continua

    Ingiustamente considerato per troppo tempo una mera lettura per ragazzi, I viaggi di Gulliver è in realtà tra i primi e migliori esempi di narrativa satirica, denunciante comportamenti, manie e pregiudizi ahinoi ancora diffusi oggi, a distanza di tre secoli.

    Quel che colpisce di più è come Swift si stagli quale antesignano degli esponenti dell'Illuminismo maturo, e in particolare di coloro che, nei contes philosophiques, addolcivano la medicina amara della realtà con il miele della forma narrativa, con il pungente valore aggiunto di una sferzante ironia. Ironia che troviamo più o meno costantemente nell'opera in oggetto. Come quando, per via dell'ingratitudine di un sovrano guerrafondaio di Lilliput che Gulliver ha avuto la colpa di non lusingare, il protagonista è condannato alla "magnanima" sentenza di essere solo accecato e non giustiziato. O come quando si ritraggono gli assurdi cittadini-scienziati di Laputa come a tal punto persi dietro alle proprie elucubrazioni da non accorgersi di come le mogli mettano loro le corna davanti ai loro occhi.

    Il punto di vista dell'autore irlandese, così come appare soprattutto nelle parti ambientate a Brobdingnag e nel paese degli Houyhnhnm e degli Yahoo, è quello di un moralista scettico, di un satiro che getta il seme del dubbio, sia pure con la dovuta prudenza richiesta dai tempi. Trovo che uno dei maggiori pregi dello scrittore sia stato nel non voler imporre a tutti i costi con quest'opera un'idea, o quantomeno di non cercare di farlo con arroganza (Swift, se vogliamo, fu un Voltaire senza spocchia), e di aver mostrato come facendo uso, con indubitabile maestria, di variazioni di dimensioni o quant'altro si possano favorire una coscienza e una comprensione maggiori delle società - non fittizie ma non per questo meno bizzarre - in cui viviamo.

    Con I viaggi di Gulliver insomma si può godere dell'indubbio privilegio, confinante con il prodigio (è uno dei sortilegi che regala la grande letteratura), di poter esaminare le cose da una prospettiva nuova, originale, rivelatrice. Sono, quelli di Gulliver, viaggi fantastici intrisi di realtà. Amara, certo (e non a caso, al ritorno, il protagonista diverrà un misantropo recluso). Ma la presa di coscienza, per il lettore, è una base da cui si può ripartire.

    ha scritto il 

  • 4

    Swift narra le avventure dell'avventuriero Gulliver... Gli accade di tutto: prima va in un paese dove gli abitanti sono piccoli come formiche, poi viaggia in un'isola volante dove tutte le convenzioni ...continua

    Swift narra le avventure dell'avventuriero Gulliver... Gli accade di tutto: prima va in un paese dove gli abitanti sono piccoli come formiche, poi viaggia in un'isola volante dove tutte le convenzioni sociali sono ribaltate, poi va in un paese dove sono tutti giganti, poi va in un popolo di primitivi... Lo scrittore narra tali vicende fantasiosie come pretesto per prendere in giro ed ironizzare sul modo in cui l'uomo, nella storia, domina gli altri con la forza della politica, della religione, dello sfruttamento per proprio tornaconto. Molto interessante, soprattutto perchè è possibile leggerlo in varie chiavi sociologiche.

    ha scritto il 

  • 5

    Grulliver negli States.

    “Chi ha vinto le elezioni negli Usa?”; la domanda degli occhi appena scollati. Scoperta la risposta (Trump, ma come…) ho pensato a una azione pratica e utile da intentare, e siccome non me ne è sovven ...continua

    “Chi ha vinto le elezioni negli Usa?”; la domanda degli occhi appena scollati. Scoperta la risposta (Trump, ma come…) ho pensato a una azione pratica e utile da intentare, e siccome non me ne è sovvenuta nessuna lì per lì, sono andato a sfogliare “I viaggi di Grulliver”, nella traduzione di Vincenzo Gueglio – ci ho messo più di cinque anni per trovare questo volume della Collana I classici classici della Frassinelli, e quando, dopo almeno tre tentativi falliti, sono riuscito a metterci su le mani, è stato il più irriperibile e tra i pochi a non essere stato ripubblicato presso altre case editrici, neanche il tempo di gioirne che mi sono ricordato di aver perso, perché prestato, altri due volumi della stessa Collana, quelli di Apuleio e quello di Malot: mi manca la stoffa, ovvero la severa intransigenza del collezionista.

    “Adesso che la vicinanza delle fiamme e la fatica durata nel tentativo di domarle mi avevano scaldato per bene, il vino cominciava a far sentire i suoi effetti, insomma, avevo urgente bisogno di andare d’urina; ne feci con tale abbondanza e dirigendone il getto così abilmente nei punti giusti che tempo tre minuti l’incendio fu completamente spento e il resto di quel nobile palazzo, eretto con la fatica di tante generazioni, fu sottratto alla distruzione.”

    Oh, ecco come salvare il Nordamerica da una sua eventuale autocombustione.

    Swift, conservatore misogino e vieppiù misantropo e con una avanzante sindrome di Ménière che da un po’ sospetto di avere anche io, resta un’ottimo rimedio contro questa epoca di populismi e rancori degli ex-primi che primi non lo sono mai stati per merito ma per circostanza storica e di schiacciante superiorità tecnologica se non numerica, con l’aiutino di manganelli e rastrellamenti più sì che no, ma in tempi più recenti basta avere tutt’e due piedi nella comunicazione e sbraitare come un guappo di cartone, alla Salvini per intenderci, per ricordarci che ragionevole proposta swiftiana sia diventata la democra così com’è.

    Bisogna viaggiare nella stupidità umana, nella propria innanzitutto, nella speranza di riuscire a fare ritorno prima o poi nel porto di una intelligenza condivisa e abitabile.

    “(…) in ogni caso gli errori commessi per ignoranza da una persona virtuosa e in buona fede non potranno mai avere le conseguenza disastrose per il bene pubblico che invece hanno i maneggi dell'uomo corrotto e straordinariamente abile, per giunta, nell’organizzare, moltiplicare e difendere le proprie malefatte.”

    Iniziai una prima volta a leggere “I viaggi di Gulliver” molti anni fa, da bambino (non credo me lo abbiano regalato, quindi non so da dove saltò fuori quel cofanetto con dentro un libro di Jack London e uno di Salgari e uno di Kipling e questo di Swift; London lo amai immediatamente, raccontava di un cane, Salgari mi ha regalato una adolescenza bassa di immaginazione fatta recitare a occhi aperti agli altri amici di marciapiede; Kipling non mi prese per niente e Swift: non riuscii a superare la piccola Lilliput: troppo grande la fantasia che richiedeva quella microscopicità), e mi tirai indietro, non ero ancora capace di ricreare quei paesi, quei mondi, nella mia testa. Passi un cane lupo nella foresta, passi una masnada di pirati, ma io gigante in mezzo ai lillipuziani era troppo per me, non sapevo divertirmi per il ribaltamento delle proporzioni, e delle logiche del mondo, di cui non ne sapevo, e verso le quali Swift mi mise sull’avviso, senza neanche me ne accorgessi.

    A leggerli adesso: quanto durano poco i viaggi di Grulliver! Molto più assennati di quelli che specie durante le estati ho fatto io. I suoi viaggi attorno all’eterno ora e all’eterno qui della stupidità umana, eterna proprio perché sempre uguale a sé stessa, noiosissima, esaspertante, letale.

    Di Trump non so molto ma non faccio nessuna fatica a credere non abbia mai letto il romanzo di Swift. Trump ne è tutt’al più un potenziale personaggio, e è questo l’angosciante destino che tocca a chi non affronta i romanzi epocali: non scampare al ridicolo del ripeterne il tipo già individuato e smascherato. Diventare il colpevole di sciagure già previste e raccontate centinaia di volte, sciagure sempre tremende e sempre più imperdonabili. Essere stupidi ma esserlo in un modo nuovo sarebbe comunque un buon risultato, ma non c’è mai niente di nuovo nella stupidità, proprio per questo è così stupida.

    Grulliver dovrebbe spiegarmi alcuni proporzioni che mi hanno lasciato dubbioso (“le oche sono grandi all’incirca come un nostro passero” dice a Lilliput, quindi o le oche di Lilliput erano molto più grosse di quanto lo siano le nostre oche rispetto a noi, oppure i passeri di cui era a conoscenza Grulliver erano molto più piccolo di quanto non lo siano i nostri passeri con noi, o è Gueglio che ha fatto una bellissima traduzione ma avrà scambiato un moscone per un passero) e come mai sua moglie e i suoi figli dopo ogni sua assenza dalla durata di anni se lo riprendessero in casa in maniera acritica e addirittura affettuosa. Molto probabilmente la moglie di Grulliver era sempre la stessa, ma i suoi figli suoi-suoi non devono esserlo mai stati.

    Grulliver viaggia tra i minuscoli e i maiuscoli, tra i cavalli saggi (tra di loro è di uso corrente il modo di dire “matto come un umano”) e “a Laputa, Balnibarbi, Luggnagg, Glubbdubdrib e Giappone”. Che bugiardone, Swift, come non lo sapessimo tutti che il Giappone non esiste, e che Trump non potrebbe mai diventare il 45mo presidente gliuessé.

    ha scritto il 

  • 4

    Dire la propria...

    ...su un classico è sempre difficile, dire qualcosa su I viaggi di Gulliver ancora di più, visto che dal suo libro abbiamo tratto e usiamo svariate parole, prima fra tutte proprio lillipuziano per ind ...continua

    ...su un classico è sempre difficile, dire qualcosa su I viaggi di Gulliver ancora di più, visto che dal suo libro abbiamo tratto e usiamo svariate parole, prima fra tutte proprio lillipuziano per indicare qualcosa di estremamente piccolo. La storia è nota, Gulliver è un medico di bordo prima e capitano poi, che nel corso di naufragi e ammutinamenti si ritrova gigante a Lilliput, minuscolo a Brobdingnag, in volo su di un'isola a Laputa, a colloquio con scienziati e negromanti, passa per il Giappone fino ad approdare nel saggio mondo dei cavalli Houyhnhnm. Intervallando tra un viaggio e l'altro brevi soggiorni nella natia Inghilterra, Gulliver è un viaggiatore infaticabile anche se a volte sembra un po' ottuso. L'incontro con i cavalli saggi lo segnerà per sempre e, una volta tornato a casa, farà fatica a riabituarsi alla barbarie degli esseri umani. Raccontando le sue impressioni e gli strani popoli che incontra Swift fa una satira feroce dell'Inghilterra del suo tempo, attirandosi infatti non pochi guai, e anche se un buon apparato di note rende alcuni riferimenti più chiari a noi lettori moderni, in generale le avventure patite da Gulliver riescono divertenti anche dopo quasi 3 secoli.

    ha scritto il 

  • 4

    . Se pensate di trovare le avventure proiettate nel grande schermo, rimarrete delusi. Questo romanzo è una condanna all'umanità, odio puro e viscerale verso il genere umano , condito da sarcasmo e da ...continua

    . Se pensate di trovare le avventure proiettate nel grande schermo, rimarrete delusi. Questo romanzo è una condanna all'umanità, odio puro e viscerale verso il genere umano , condito da sarcasmo e da disgustose descrizioni . Non riesco a descrivervi la sensazione che mi ha dato questo libro , lo si può capire solo leggendolo. Due parole sull'autore le voglio dire però , non ho mai incontrato nel mondo della lettura un uomo tanto misantropo come lui ( e spesso e volentieri non si può contraddire ) . Poi, cosa si sia fumato per fare questi viaggi non ne ho idea , ebbene sì , credo fortemente nella loro percezione reale. Caro Jonathan, nel tuo ultimo capitolo accennavi alla paura di entrare nell'oblio , bè ti assicuro che 290 anni dopo sei ancora tra noi, e che tu sia stato allora un vero profeta , lo dimostrano le righe che hai scritto , perché nel 2016 non solo non è cambiato nulla , ma la situazione è peggiorata dastricamente! P.s. ora capisco perché nel film , il protagonista impazzisce , mi ero sempre chiesta perché un così divertente viaggio tra lillibuziani lo abbia reso una persona depressa e allucinata . Ma questa è un'altra storia. A voi lettori non mi resta che dirvi , Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 1

    Ad Alta Voce Radio 3 RAI

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-dd267460-26b5-4c6e-900d-98b576beee4c&type=A#

    Lo stile è abbastanza lontano dal gusto di ...continua

    http://www.adaltavoce.rai.it/dl/portaleRadio/Programmi/Page-9fe19bce-1c27-4b63-b41e-2d7581d21374?set=ContentSet-dd267460-26b5-4c6e-900d-98b576beee4c&type=A#

    Lo stile è abbastanza lontano dal gusto di oggi. La critica sociale sottesa non sono riuscita a coglierla. L'elemento fantastico (pur ammettendo l'abilità di Swift) non sono mai riuscita ad apprezzarlo. E poi Chiara Guidi legge davvero male (e non è la prima volta che lo noto). E' faticoso seguirla con la sua andatura a singhiozzo e i suoi continui cambiamenti di tono. Non fa per me. Mi dispiace.

    ha scritto il 

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