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I vicerè

By Federico De Roberto

(66)

| Hardcover | 9788817046725

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Book Description

Nel momento in cui la storia siciliana si fa storia italiana, De Roberto affonda con gelido distacco il suo bisturi nel "decadimento fisico e morale di una stirpe esausta", e se ne serve per rappresentare la cancrena di un'intera nazione. Il racconto Continue

Nel momento in cui la storia siciliana si fa storia italiana, De Roberto affonda con gelido distacco il suo bisturi nel "decadimento fisico e morale di una stirpe esausta", e se ne serve per rappresentare la cancrena di un'intera nazione. Il racconto si svolge tutto fra un testamento e un comizio: il primo apre il romanzo, testimoniando l'antico familismo feudale, il secondo lo chiude, dando voce alla mistificazione risorgimentale, al trasformismo, alla demagogia della nuova politica. Saranno le parole dell'ultimo erede della famiglia a segnare la pace fatta tra vecchio e nuovo: "Ora che l'Italia è fatta, dobbiamo fare gli affari nostri". Prefazione di Giovanni Sabbatucci.

330 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Letture estive

    Finalmente, complice una vacanza al mare, ho letto e finito "i Vicerè"..grande saga familaire quella degli Uzeda, sullo sfondo delle guerre garibaldine alla conquista del sud.
    Per capire un pezzo di storia d'Italia e in particolare del periodo risorg ...(continue)

    Finalmente, complice una vacanza al mare, ho letto e finito "i Vicerè"..grande saga familaire quella degli Uzeda, sullo sfondo delle guerre garibaldine alla conquista del sud.
    Per capire un pezzo di storia d'Italia e in particolare del periodo risorgimentale, un romanzo storico da leggere o prima o dopo il Gattopardo.

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    Luca Guido said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Appassionante e anche divertente, è sicuramente un libro da leggere.
    P.S.: adoro don Blasco.

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    **Stefania** said on Aug 8, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    "In questa casa chi fa il rivoluzionario e chi il borbonico; così sono certi di trovarsi bene, qualunque cosa avvenga!"

    Più leggo romanzi classici e più sono dell'idea che dovrei leggerli tutti :-)
    "I Viceré" di De Roberto è entrato nella mia libreria quasi per caso, non l'avevo mai sentito nominare prima, ma l'ho acquistato a scatola chiusa appena la Newton Compton l ...(continue)

    Più leggo romanzi classici e più sono dell'idea che dovrei leggerli tutti :-)
    "I Viceré" di De Roberto è entrato nella mia libreria quasi per caso, non l'avevo mai sentito nominare prima, ma l'ho acquistato a scatola chiusa appena la Newton Compton lo ha pubblicato nella nuova versione "mini mammut" ad un prezzo conveniente e in un formato bello e resistente, un affare!
    Non sapevo praticamente nulla di ciò che mi attendeva e sono rimasta piacevolmente colpita dallo stile di scrittura arguto e intenso dell'autore, che nonostante il secolo e più che ci distanzia e nonostante la complessità degli elementi esposti, riesce ad essere attualissimo e scorrevole.
    Non dico che "I Viceré" non sia un romanzo impegnativo, anzi lo è molto e ora che l'ho finito sono convinta che per coglierne al meglio tutte le innumerevoli sfumature di particolari e tutta la vastità della tematica trattata sarebbe da rileggere una seconda volta. Eppure, se avessi saputo in anticipo a grandi linee di cosa narrava mi sarei aspettata un "mattone" molto peggiore.
    "I Viceré" altri non è che un romanzo di genere storico e saga famigliare della famiglia siciliana Uzeda di Francalanza, una nobile stirpe discendente da Viceré spagnoli. (Io già che non amo le saghe famigliari e che di romanzi storici ne ho una cultura molto esigua non pensavo che potessi apprezzare uno così, ma invece mi è piaciuto e pure tanto!) Tramite le vicissitudini di questa famiglia reale, al cui interno l'autore descrive con sagacia e fine umorismo tutte le vicende dei suoi membri, il lettore viene a conoscenza di tutti i terribili difetti che affliggono la società dell'epoca narrata, ma che sono tristemente e incredibilmente attuali anche rispetto alla società odierna. Tutto è in repentino movimento, nulla rimane immutato, le usanze si evolvono, la politica cambia (il romanzo è ambientato nel pieno del risorgimento e dell'unificazione italiana, quindi lo sfondo storico è colmo di cambiamenti di tutti i tipi), ma le persone rimangono le stesse, con tutti i loro difetti di avidità, sete di potere, corruzione, odio e meschinità.
    “No, la nostra razza non è degenerata: è sempre la stessa” ecco una frase chiave del romanzo che chiarifica in tutto e per tutto il concetto sopra descritto, l'autore è inoltre strabiliantemente abile nel descrivere i suoi personaggi, risultano vividi e realistici come non mai, ed è al tempo stesso abilissimo nel descrivere il contesto storico narrato, fornendone uno spaccato preciso e facilmente intellegibile anche per chi come me non ha mai amato e studiato la storia. Da leggere!

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    eccentrika said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    E poi non ditemi che con i classici non si va sul sicuro!
    Questo libro unisce due degli elementi che maggiormente apprezzo in un romanza: saga familiare e Storia (e quindi già aveva dei punti a suo favore). Vi ho poi trovato maestria nello stile e ne ...(continue)

    E poi non ditemi che con i classici non si va sul sicuro!
    Questo libro unisce due degli elementi che maggiormente apprezzo in un romanza: saga familiare e Storia (e quindi già aveva dei punti a suo favore). Vi ho poi trovato maestria nello stile e nel ritmo, grande capacità nel tratteggiare i personaggi (dopo un'iniziale confusione per comprendere i legami fra gli stessi dato che sono numerosissimi) e un intreccio interessante.
    Se dovessi trovare un sottotitolo mi verrebbe da dire "Il Gattopardo cattivo"... Davvero tremendi i personaggi: tutti quelli che celano una parvenza di bene soccombono o sono destinati alla frustrazione!
    Insomma, non voglio farla troppo lunga: quando ci si trova davanti alla Letteratura un motivo di apprezzamento c'è sempre.

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    Ncy It said on Jul 27, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    “No, la nostra razza non è degenerata: è sempre la stessa” (Consalvo Uzeda)

    Il romanzo è uno spaccato, molto articolato e solido, di storia siciliana del secondo ottocento filtrata attraverso le vicende di una famiglia dell’alta nobiltà borbonica.
    Dal punto di vista letterario si rivela un romanzo di puro impianto naturalist ...(continue)

    Il romanzo è uno spaccato, molto articolato e solido, di storia siciliana del secondo ottocento filtrata attraverso le vicende di una famiglia dell’alta nobiltà borbonica.
    Dal punto di vista letterario si rivela un romanzo di puro impianto naturalistico che non sfigura nei confronti delle opere delle più celebrate letterature europee, per l’ampiezza della concezione corale e per il respiro storico in grado di evocare con efficacia, anche oggi dopo 150 anni, lo spessore sociale e civile di una società alle prese con i rivolgimenti politici e militari del Risorgimento italiano.

    Su questo sfondo storico, l’autore pone in primo piano la stirpe degli Uzeda che sembra condannata dalla stessa sua natura di casta avida, arrogante, corrotta (nel corpo da legami consanguinei e nell’anima da una secolare abitudine all’abuso del potere), lacerata da infiniti e interminabili conflitti interni immancabilmente mirati all’appropriazione e all’accumulo di ricchezza e potere.

    Ma il percorso narrativo iniziato con la morte della vecchia onnipotente duchessa, la cui fine sembrava prefigurare la decadenza definitiva della famiglia, si conclude col trionfale comizio di Consalvo, ultimo discendente del casato, che, malgrado la sua storia e le sue idee, verrà eletto deputato (di sinistra…) dalla folla acclamante dimostrando di avere brillantemente appreso la sottile arte del trasformismo e, tanto per parafrasare l’opera che mostra i legami più evidenti con questo romanzo, del “gattopardismo”.

    E a sottolinearne l’abilità nell’assimilare le lezioni della storia (e della vita) De Roberto sembra giustapporre al trascinante discorso pubblico il monologo privato del “vero” Consalvo all’attonita zia dove, con perfetta lucidità e calcolato cinismo, egli sembra enucleare dall’analisi delle singole vicende la filosofia del potere degli Uzeda, o del potere tout court.

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    Ubik said on Jul 25, 2014 | 4 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Lettura riparatrice

    Del romanzo di De Roberto avevo letto solo pagine antologiche. Adesso sono contenta di aver colmato una grave lacuna. La lettura è stata per me piacevole anche se a tratti pesante per la dovizia di particolari.Ho cercato anche di capire perchè questo ...(continue)

    Del romanzo di De Roberto avevo letto solo pagine antologiche. Adesso sono contenta di aver colmato una grave lacuna. La lettura è stata per me piacevole anche se a tratti pesante per la dovizia di particolari.Ho cercato anche di capire perchè questo autore ai suoi tempi non ha avuto successo. Si muoveva attorno a Verga e ai rappresentanti del Verismo e forse più degli altri ha messo in atto i canoni di questa corrente letteraria: il documento umano, l'impersonalità dello scrittore.Ecco, per me, questo gli ha impedito di raggiungere quella poesia che troviamo in alcune pagine del Verga.

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    Maria Impelluso said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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