Hooray! You have added the first book to your bookshelf. Check it out now!
Create your own shelf sign up
[−]
  • Search Digit-count Valid ISBN Invalid ISBN Valid Barcode Invalid Barcode

I vinti non dimenticano

I crimini ignorati della nostra guerra civile

By Giampaolo Pansa

(162)

| Hardcover | 9788817041157

Like I vinti non dimenticano ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free

Book Description

Le storie inedite di sangue e violenza che completano e concludono "Il sangue dei vinti", uscito nel 2003. Questo nuovo libro parte dalle vicende di molte zone dell'Italia centrale e del nord, da quelle di Ancona, di Firenze con i suoi cecchini fasci Continue

Le storie inedite di sangue e violenza che completano e concludono "Il sangue dei vinti", uscito nel 2003. Questo nuovo libro parte dalle vicende di molte zone dell'Italia centrale e del nord, da quelle di Ancona, di Firenze con i suoi cecchini fascisti, di Siena con gli stupri dei marocchini francesi, di Grosseto, Prato, Pistoia e Lucca. Si passa poi a Trieste, a Gorizia, a Fiume ed ai servizi segreti di Tito e al ruolo che ebbero nelle deportazioni naziste del 1945; ognuna di queste storie rivelerà al suo lettore un lato sconosciuto del nostro dopoguerra e presenterà un personaggio, molti dei quali femminili. Dalle pagine del libro affiorano le voci dei parenti delle vittime e la pietà umana di un grande scrittore.
I vinti non dimenticano parla di guerra civile, di resistenza, di fascismo, antifascismo, crimini e orrori, ma questa volta più che in passato guarda ad altro, suggerendo la tesi che non solo c'è ancora una memoria solo in apparenza lontana a pesare su di noi, ma quelle ferite sono state riaperte in modo traumatico proprio dal clima politico degli ultimi sedici anni. È una posizione d'attacco, che farà discutere, e molto. Pansa, contestato - qualche volta non solo a parole -, rilancia la sfida. Continua a raccogliere testimonianze, ma qui soprattutto lo fa da una biblioteca. Il libro è costruito in forma di dialogo con la figura della bibliotecaria Livia Bianchi, già presente nel Sangue dei vinti. Non è proprio un dialogo socratico, visto che i due sono sostanzialmente d'accordo su tutto. Ma è un dialogo vivace, al limite dell'ammicco privato, quasi a stemperare il peso dei documenti che or l'uno or l'altro estraggono da uno scaffale immaginario.

18 Reviews

Login or Sign Up to write a review
  • 1 person finds this helpful

    Patetico e vomitevole

    Dovrebbe essere un libro con valenza storica?
    Allora PRETENDO una bibliografia.

    Is this helpful?

    Sary_Gal said on Sep 26, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    GUERRE CIVILI BARBARE.

    Premettiamo che il giornalista è un pò di parte, ma al di là di questo raconta eventi del dopoguerra molto tragici e che si conoscono poco. Per l'autore in base agli eventi e alle testimonianze, i partigiani comunisti si sono comportanti uguale ai fa ...(continue)

    Premettiamo che il giornalista è un pò di parte, ma al di là di questo raconta eventi del dopoguerra molto tragici e che si conoscono poco. Per l'autore in base agli eventi e alle testimonianze, i partigiani comunisti si sono comportanti uguale ai fascisti ammazzando e vendicandosi dei fascisti non solo militari ma sopratutto civili, maschi e femmine. Per queste ultime, possiamo ben immaginare a cosa siano potute andare incontro: supri, violenze e omicidi.
    lo stesso vale per le vittime di coloro che ci hanno liberato dai fascisti. i bombardamenti secondo il gionalista hanno mietuto più vittime della guerra stessa.
    ora cisi chiede due cose
    1. se il fascismo non fosse stato tanto violento e se non avesse fatto ciò che ha fatto, ci sarebbe stata tanta violenza vendicativa?
    2. Quando i partigiani uccidevano un fascista, i fascisti uccidevano dieci se no più di prigioni di guerra partigiani o non. Se la reazione dei fascistie e dei tedeshi non fosse statta così truce, ci sarebbero state ancora tante violenze da aprte dei partigiani o sarebbero state almeno la metà? E' la stessa domanda che si pone livia Bianchi, interlocutrice dell'autore.

    L'autore poi aferma: "Tutte le guerre civili suscitano sempre un odio profondo... Chi vince non è quasi mai generoso nei confronti di chi a perso".
    In questo libro però l'autore afferma che lui non si repuita più un fascista o altro ma solo un anarchico liberale....

    Is this helpful?

    Jeaemy said on Feb 17, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    E' crudo, realistico ma non facile da finire, la natura umana non è sempre facile da accettare ed in questo libro...... la guerra fa emergere l'indole dell'uomo.

    Is this helpful?

    Matilde di Canossa said on Sep 24, 2012 | Add your feedback

  • 2 people find this helpful

    Una lezione di Storia (con la "S" maiuscola), che per assurdo, che assurdo assolutamente non è, analizza i grandi fatti partendo come dice l'autore dal basso, scoprendo le identità, i mestieri e le vite di chi la Storia non l'avrà decisa, ma l'ha vis ...(continue)

    Una lezione di Storia (con la "S" maiuscola), che per assurdo, che assurdo assolutamente non è, analizza i grandi fatti partendo come dice l'autore dal basso, scoprendo le identità, i mestieri e le vite di chi la Storia non l'avrà decisa, ma l'ha vissuta completamente sulla propria pelle.
    Una lezione di Storia perchè tratta i morti dei vincitori come i morti dei vinti... alla stessa stregua, senza discriminazione. Come vittime di assassini e di grandi violenze.
    La morale che ne ho tratto, insieme alle altre, non è che i comunisti sono stati più cattivi dei fascisti, NO! Ma che entrambi erano accecati dalla voglia di prendere/conservare il potere. Tanto da ammazzare non il nemico, ma persone che non c'entravano nulla con la guerra o la resistenza.
    Come "il sangue dei vinti" il libro è strutturato come dialogo tra Pansa e Livia, una bibliotecaria di Firenze.
    Da leggere senza pregiudizi e con la mente aperta e pronta agli orrori.

    Is this helpful?

    Gibi81 said on Aug 13, 2012 | Add your feedback

  • 4 people find this helpful

    I vinti non dimenticano

    Un'attenta e dettagliata raccolta di testimonianze inerenti accadimenti ed episodi avvenuti durante la guerra fratricida in Italia dal 1943 al 1945, ma anche oltre fino al 1948; una guerra civile di una crudeltà immane dove le atrocità, le ingiustizi ...(continue)

    Un'attenta e dettagliata raccolta di testimonianze inerenti accadimenti ed episodi avvenuti durante la guerra fratricida in Italia dal 1943 al 1945, ma anche oltre fino al 1948; una guerra civile di una crudeltà immane dove le atrocità, le ingiustizie, gli odi, le vendette e rappresaglie furono perpretate da ambo le parti, da coloro che avevano ideali diversi, da coloro che si contrapponevano, ma anche all'interno di fazioni che perseguivano, almeno all'apparenza, lo stesso obiettivo. Tanti episodi, dunque, che non sono stati mai scritti nei libri di storia o, almeno, mai letti prima dal sottoscritto; due facce di una stessa medaglia incorniciata nell'assurdità della guerra che genera mostri e dimentica la "pietas" verso altri esseri umani. Un libro, quindi, di cui consiglio la lettura al fine di poter valutare altri punti di vista in merito al contesto storico in esame.

    Is this helpful?

    Ferruccio said on Dec 26, 2011 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Mamma mia che mattone. Per carità, cose vere, sacrosante, da approfondire, da capire, da comprendere. Rispetto la svolta revisionista dell'autore, però è quasi più angosciante la lettura che l'argomento. Dialoghi falsi come una moneta da tre euro tra ...(continue)

    Mamma mia che mattone. Per carità, cose vere, sacrosante, da approfondire, da capire, da comprendere. Rispetto la svolta revisionista dell'autore, però è quasi più angosciante la lettura che l'argomento. Dialoghi falsi come una moneta da tre euro tra gli autori, se levi dal libro la parola "accoppati" alla fine viene 20 pagine più corto. Un vero sforzo arrivare alla fine. Detto questo, mi sento molto in sintonia con l'autore, del resto a me il presidente con la pipa non ha mai convinto. Sarò sbagliato io ma ogni giorno sono più convinto che c'è molto molto molto marciume rosso nel nostro immediato dopoguerra.

    Is this helpful?

    Andrea said on Jul 19, 2011 | 1 feedback

Book Details

  • Rating:
    (162)
    • 5 stars
    • 4 stars
    • 3 stars
    • 2 stars
    • 1 star
  • Hardcover 486 Pages
  • ISBN-10: 8817041157
  • ISBN-13: 9788817041157
  • Publisher: Rizzoli
  • Publish date: 2010-01-01
  • Also available as: Paperback
Improve_data of this book

Groups with this in collection

Margin notes of this book