I vostri padri, dove sono? E i profeti, vivono forse per sempre?

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.5
(154)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 185 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese

Isbn-10: 8804652306 | Isbn-13: 9788804652304 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Rossari

Disponibile anche come: eBook

Genere: Narrativa & Letteratura

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Descrizione del libro
Se tutte le generazioni sono una generazione perduta, tutti i loro protagonisti si sono di volta in volta chiesti: come siamo arrivati fin qui? Ora se lo chiede Thomas, un trentenne che ha appena rapito un astronauta della NASA, l'ha chiuso in una base militare abbandonata sulla costa della California, e si prepara a interrogarlo. Ha delle domande precise e urgenti: che fine hanno fatto i grandiosi ideali di conquista dello spazio che avevano fatto sognare milioni di cittadini? Cosa è successo alle ambizioni della loro brillantissima generazione? Sono forse fallite? La risposta porta altre domande. Così Thomas prende un nuovo ostaggio: un politico del Congresso destinato anche lui al folle interrogatorio. Perché la nazione è arrivata a questo punto catastrofico? La risposta porta altre domande. Thomas si vede costretto a rapire una persona dopo l'altra, tutte legate a lui da un filo sottile ma decisivo: un insegnante pedofilo, un poliziotto implicato nella morte di un ragazzo di origine vietnamita, fino ad arrivare a sua madre. Con un gioco di equilibrio tra fatti reali e la loro percezione deformata dalla psiche allucinatoria di Thomas, tra le minime frustrazioni individuali e le grandi speranze nazionali disattese, il ventunesimo secolo è messo a nudo con le sue atrocità e le finte illusioni. Mentre riprende la forma classica del dialogo filosofico, in bilico tra indagine morale e virtuosismo narrativo, tra situazioni provocatoriamente divertenti e spirale tragica, Dave Eggers pone al fondo un'unica incalzante domanda, la domanda di un'intera generazione: ora che il sogno americano è finito, cosa ci rimane?
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  • 4

    Solitamente regalo libri che ho letto e amato. Con questo avevo fatto un'eccezione, ma alla Feltrinelli di Centrale si camminava sulle nuvole...

    «Ce l’ho fatta. Sei davvero qui. Uno scrittore. Cristo. ...continua

    Solitamente regalo libri che ho letto e amato. Con questo avevo fatto un'eccezione, ma alla Feltrinelli di Centrale si camminava sulle nuvole...

    «Ce l’ho fatta. Sei davvero qui. Uno scrittore. Cristo.»
    «Chi è?»
    «Avrai mal di testa. Per colpa del cloroformio.»
    «Cosa? Dove sono? Dove siamo? Tu chi cazzo sei?»
    «Non mi conosci.»
    «Cosa? No. Cos’è questa?»
    «Quella? È una catena. È attaccata a quel palo. Non tirare.»
    «Porca troia. Porca troia.»
    «Ti ho detto di non tirare. Voglio anche dirti subito quanto mi dispiace che tu sia finito qui in questo modo.»
    «Chi sei?»
    «Non ci conosciamo, Eggers. E proprio non volevo trascinarti qui così. Insomma, avrei preferito bermi una birretta con te una volta o l’altra, ma tu non rispondevi mai alle mie lettere e poi ho visto che passavi in città e allora... Davvero, non tirare. Ti farai male alla gamba.»
    «Che cazzo ci faccio qui?»
    «Eggers... Dave. Posso chiamarti Dave? Sei qui, perchè io una recensione a sto libro la voglio scrivere e, insomma, devo dire che parte col botto, no? Cacchio, i dialoghi... il mio pane! Cioè, io li adoro i libri tutti a dialogo, davvero. E poi chissà cosa mi immaginavo all'inizio. Un tipo che rapisce un astronauta per dirgli chissà che. Pensavo che avesse perfezionato la macchina del tempo per permettergli finalmente di salire su quel cazzo di Shuttle, per dire. Qualcosa del genere. E poi che fai? Mi tiri fuori la storia di un comune svitato? Sai quando ho iniziato a odiare Thomas? Quando dice alla ragazza la frase sul sorriso. Aspetta, te la leggo "Però ti sei fermata a parlare con me. Mi hai sorriso in un certo modo." Ecco! Lo sai, Dave, quanti svitati del cazzo l'hanno detta a me sta frase? Lo sai? Lo sai che si finisce per uscire e non sorridere più per paura di incontrare un Thomas che ti incatena ad una colonna solo perchè hai il sorriso magggico? Vaffanculo tutti i Thomas! Da lì ho sperato che un cecchino gli facesse saltare il cervello, a lui e a tutti gli svitati che ho incontrato io. E lo avevi fatto simpatico, sto Thomas, fino a quel punto almeno. Sì, lo so, è un nervo scoperto per me. Lo so, non ti preoccupare, che qui si parla di una generazione di gente senza spina dorsale. Lo so che questo è un libro sulla responsabilità e sul fatto di scaricare le colpe sempre sugli altri: la mamma, la scuola, la politica... Lo so, Dave, davvero. Solo che mi andava di rapire uno scrittore e incatenarlo in cantina. Avrei potuto prenderne un altro, è vero, qualcuno che sarebbe anche stato felice, magari, di farsi legare da me, ma mi sei capitato tu e... Non ti preoccupare, non ho intenzione di farti del male. Forse.»

    ha scritto il 

  • 3

    Ai limiti dell'assurdo, ma solo ai limiti. La necessitá di avere un "grande" obbiettivo, un "grande sogno", un "grande" nemico, un "grande" scopo altrimenti ci si sente irrimediabilmente persi. E sola ...continua

    Ai limiti dell'assurdo, ma solo ai limiti. La necessitá di avere un "grande" obbiettivo, un "grande sogno", un "grande" nemico, un "grande" scopo altrimenti ci si sente irrimediabilmente persi. E solamente "vivere sani e salvi" appare incredibilmente triste.

    ha scritto il 

  • 3

    Solo dialogo, nessuna parte in prosa, una scelta di struttura narrativa molto semplice per raccontare il disagio di giovane uomo americano alle prese con la delusione e il bisogno di trovare dei respo ...continua

    Solo dialogo, nessuna parte in prosa, una scelta di struttura narrativa molto semplice per raccontare il disagio di giovane uomo americano alle prese con la delusione e il bisogno di trovare dei responsabili per il proprio fallimento esistenziale.
    Spesso incapace di capire cosa gli viene effettivamente detto, Thomas (il protagonista) tende a interpretare parole e gesti creando una propria realtà, una personale contro-storia nella quale credere ciecamente.
    Alla ricerca di risposte, Thomas incatena (letteralmente) i propri interlocutori uno ad uno, costringendoli a parlare con lui, rapendoli uno alla volta, a seconda delle nuove domande che ogni dialogo gli propone.
    Con un'ironia di fondo per la situazione che rasenta il grottesco (ma non lo raggiunge mai), Eggers mette sul tavolo lo sbandamento delle nuove generazioni, fragili e individualiste, alla ricerca di qualcuno che decida per loro o che si assuma le colpe delle loro incapacità. Ma qualche volta può anche esserci del vero, in questa necessità di capire e di individuare dove lo Stato, il governo, la società ha deluso, ha mancato, si è arresa.

    ha scritto il 

  • 5

    Qualcuno potrà legittimamente sostenere che le conversazioni presentate nel libro siano poco credibili, ma risultano così avvincenti che te ne dimentichi dopo poche righe. A mio parere un piccolo prez ...continua

    Qualcuno potrà legittimamente sostenere che le conversazioni presentate nel libro siano poco credibili, ma risultano così avvincenti che te ne dimentichi dopo poche righe. A mio parere un piccolo prezioso gioiello di scrittura.

    ha scritto il 

  • 3

    Un ragazzo "confuso" in cera di risposte, inizia rapendo un astronauta e via con la ricerca della verità con altre vittime. Inizia così un dialogo/interrogatorio in cui il protagonista si interroga su ...continua

    Un ragazzo "confuso" in cera di risposte, inizia rapendo un astronauta e via con la ricerca della verità con altre vittime. Inizia così un dialogo/interrogatorio in cui il protagonista si interroga sul perchè della morte dell'amico, spaziando su temi quali pedofilia/solitudine/famiglia/politica. Questa la sintesi a 30 pagine della conclusione.
    Conclusione: finale aperto, estremamente deludente, per il resto lettura piacevole e interessante.

    ha scritto il 

  • 4

    Eggers ad oggi rimane per me una sicurezza, ho letteralmente divorato questo libro. Una storia che rapisce fin dai primi paragrafi, in bilico fra una sottile linea di confine del verosimile che io app ...continua

    Eggers ad oggi rimane per me una sicurezza, ho letteralmente divorato questo libro. Una storia che rapisce fin dai primi paragrafi, in bilico fra una sottile linea di confine del verosimile che io apprezzo sempre particolarmente.
    Piccoli schizzi a matita di una vita che cerca risposte, consigli, un senso, nella vita di altri personaggi. Molto bello.

    ha scritto il 

  • 5

    Brillante e coraggioso

    La genialità di Eggers emerge chiaramente in quest’opera. Sotto il profilo narrativo, l’autore compie una scelta che definire coraggiosa è riduttivo: non c’è mai una mediazione della voce narrante, tu ...continua

    La genialità di Eggers emerge chiaramente in quest’opera. Sotto il profilo narrativo, l’autore compie una scelta che definire coraggiosa è riduttivo: non c’è mai una mediazione della voce narrante, tutto il testo scorre come un confronto in presa diretta fra i protagonisti. Tenendo alta l’attenzione del lettore, inchiodata sui rapidi scambi, Eggers riesce a non sacrificare l’omogeneità della trama, evitando con cura le zone d’ombra che avrebbero potuto mettere a repentaglio la solidità dell’opera. L’idea di fondo, quella dei rapimenti seriali compiuti da una persona in cerca di risposte sulla vita, si rivela vincente dall’inizio alla fine: nell’ultima battuta del testo, e non vi spoilero nulla, c’è il senso profondo di questo viaggio letterario.

    ha scritto il 

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