Ice Blue

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Publisher: Mira

4.0
(58)

Language: English | Number of Pages: 384 | Format: Mass Market Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Portuguese , Polish , Italian

Isbn-10: 0778324788 | Isbn-13: 9780778324782 | Publish date: 

Also available as: Hardcover , eBook

Category: Mystery & Thrillers

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Book Description
Museum curator Summer Hawthorne considered the exquisite ice-blue ceramic bowl given to her by her beloved Japanese nanny a treasure of sentimental value—until somebody tried to kill her for it.

The priceless relic is about to ignite a global power struggle that must be stopped at all costs. It's a desperate situation, and international operative Takashi O'Brien has received his directive: everybody is expendable. Everybody. Especially the woman who is getting dangerously under his skin as the lethal game crosses the Pacific to the remote and beautiful mountains of Japan, where the truth can be as seductive as it is deadly….

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  • 3

    no esta mal este libro, pero me esperaba muchisimo mas
    Yo pensaba que iban a contar lo que le paso Taka al ayudar en el anterior libro a genevieve, pero ni lo mencionan... tampoco me ha terminado de ...continue

    no esta mal este libro, pero me esperaba muchisimo mas
    Yo pensaba que iban a contar lo que le paso Taka al ayudar en el anterior libro a genevieve, pero ni lo mencionan... tampoco me ha terminado de llenar este personaje
    Summer es un personaje que al principio me gustaba pero luego no me ha terminado de convencer... y el final ha sido un YA TA?

    un seis para este libro

    said on 

  • 4

    intenso

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2015/11/recensione-cuore-di-ghiaccio-di-anne_17.html
    Un semplice vaso, un ricordo più sentimentale e affettivo, Summer Hawthorne pensa sia troppo esagerata tu ...continue

    http://labibliotecadellibraio.blogspot.it/2015/11/recensione-cuore-di-ghiaccio-di-anne_17.html
    Un semplice vaso, un ricordo più sentimentale e affettivo, Summer Hawthorne pensa sia troppo esagerata tutta questa attenzione, ma non si fida di lasciarla in mani estranee e poi quella sensazione di essere osservata...

    Era l'uomo del museo, quello alto,
    con gli occhiali da sole.
    Non li indossava più.
    ...quel tizio era almeno in parte asiatico.
    Anche nel buio, si vedeva che era bellissimo.
    Zigomi alti, perfetti;
    occhi esotici, di una sfumatura indefinita;
    viso longilineo;
    e una bocca carnosa, sensuale.

    Takashi O'Brien, cuore di ghiaccio, inviato dal Comitato per salvaguardare l'umanità e uccidere chiunque gli si pari davanti, è un uomo freddo, calcolatore, uno sguardo imperscrutabile, osserva quella giovane donna che non sa di essere la destinataria di un mandato di morte, ma chi farà per primo la propria mossa?

    Si immise in una strada meno affollata,
    accostò e si voltò a guardarla.
    Aveva gli occhi azzurri,
    ed era più bella di quanto avesse notato.
    Non portava trucco,
    e una manciata di efelidi le spruzzava il naso.
    Non aveva mai ucciso qualcuno con le lentiggini.

    Summer Hawthorne, sa di essere in pericolo, quel vaso è molto di più di ciò che sembra, l'urna che Hana le aveva dato in custodia, portava con se un segreto, che se svelato avrebbe scatenato l'Apocalisse, ma come fare a proteggerlo? E soprattutto come può proteggere se stessa?

    La sensazione di quel corpo contro il suo lo scosse fin nel midollo.
    La fissò, le mani già sul collo,
    e fece l'impensabile: si sporse in avanti e mise la bocca sulla sua...
    E all'improvviso non era abbastanza.
    Non sarebbe mai stato abbastanza.

    Oltre ogni logica, oltre ogni prospettiva, Takashi non riesce ad allontanarla, Summer le è entrata dentro, non può più aspettare, ma sarà la decisione giusta?
    Intanto intorno a loro morte, attentati, rapimenti impongono misure drastiche.

    "Imparerai a vederla come un danno inevitabile.
    Talvolta bisogna rinunciare a quel che si ama per sopravvivere."
    Takashi le lasciò la mano.
    "Hai mai dovuto farlo?"
    Lui si voltò a guardarla per un tempo talmente lungo che sarebbe potuto essere pericoloso, ma sembrava avere una sorta di sesto senso quando si trattava del traffico.
    "Sto per farlo adesso" replicò.

    Terzo romanzo della serie romantic suspense di Anne Stuart, ICE, che onestamente in un primo momento non mi ha coinvolta pienamente, ma si sa la Stuart, sa scrivere, sa ambientare e sa creare trame che anche se iniziano in sordina si evolvono in un modo così istantaneo che ti ritrovi a leggere pagina dopo pagina con una voglia, con una frenesia che pochi autori riescono a fare. Questo volta devo dire che la caratterizzazione maschile mi ha lasciata perplessa all'inizio, ho cercato di immaginare e fantasticare su questo uomo così camaleontico, dai tratti asiatici, ma che all'occasione potevano anche diventare ispanici, occhi di ghiaccio come il suo cuore, un legame con la Yakuza, e poi il suo lavoro per il Comitato. Takashi sembra essere immune ai sentimenti, ma quando i suoi occhi si posano su quelli di Summer, qualcosa cambia, e sarà difficile per lui portare a termine l'amaro compito di ucciderla. Le sue mani posate su quell'esile collo, più che stringere accarezzano, e scendono lungo un percorso inarrestabile. Lei, invece, è tutto l'opposto di ciò che potrebbe sembrare, una giovane donna, cresciuta tra i fasti hollywoodiani, poco si conosce realmente del suo passato, della sua ostinazione, del suo amore verso la tata giapponese che l'ha accolta sotto la propria ala insegnandole, parlandole, cullandola. Ed è proprio Hana che le lascerà un'eredità importante, da custodire, da conservare.
    Come siamo oramai abituati, i romanzi della Stuart non si limitano solo a un abbondante romanticismo, ma devo dire che la tensione invece tipica dei suspense si sposano a meraviglia, e così tra fughe rocambolesche, si inseriscono scintille di passione, dove c'è desiderio c'è anche tormento, dove c'è paura c'è trasporto. Ecco quello che si trova leggendo questo romanzo, e non solo.

    Della serie ICE, trovate qui le recensioni:
    #1 Black Ice - Ghiaccio nero (recensione)
    #2 Cold as ice - Freddo come il ghiaccio - (recensione)
    #3 Ice blue - Cuore di ghiaccio
    #4 Ice storm - Tempesta di ghiaccio
    #4.5 Married to it
    #5 Fire and ice
    #6 On thin ice

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    3

    Un passo avanti rispetto al secondo capitolo della serie, ma non mi ha convinta fino in fondo.
    La parte suspence è ben costruita, ha la giusta dose di avventura, anche se questo temutissimo Shirosama ...continue

    Un passo avanti rispetto al secondo capitolo della serie, ma non mi ha convinta fino in fondo.
    La parte suspence è ben costruita, ha la giusta dose di avventura, anche se questo temutissimo Shirosama sembra più un fumetto che un cattivo credibile, e tutto ciò che riguarda la sua setta è poco credibile come il suo capo.
    Il romanzo non ha nulla di originale, lo schema narrativo è lo stesso dei due precedenti romanzi: lei fanciulla in pericolo; lui, temutissimo agente segreto che non guarda in faccia a nessuno nel suo lavoro, dovrebbe ucciderla, invece si fa infinocchiare, si innamora come un adolescente in calore, disattende gli ordini e la scarrozza in giro per il mondo in barba al suo capo.
    Il finale l'ho trovato molto ben costruito, niente smancerie, in puro stile Stuart, ma comunque diretto e intenso.

    said on 

  • 3

    Cuore di ghiaccio

    Il romanzo non è pessimo, tutt’altro, la Stuart è una che conosce il suo mestiere, ma la lettura mi è stata completamente rovinata dal fatto che Cuore di ghiaccio è quasi identico al romanzo preceden ...continue

    Il romanzo non è pessimo, tutt’altro, la Stuart è una che conosce il suo mestiere, ma la lettura mi è stata completamente rovinata dal fatto che Cuore di ghiaccio è quasi identico al romanzo precedente della serie, risultando però molto meno intenso ed emozionante. Se proprio la Stuart voleva ripetersi, poteva aspettare almeno qualche libro, così che leggere la stessa storia fosse meno fastidioso! Il paragone con Cold as Ice viene naturale: l’autrice lì aveva imbastito una trama sì assurda, ma era stata talmente abile da farmi bere tutto d’un sorso il romanzo fregandomene della verosimiglianza. Cuore di ghiaccio invece non riesce ad andare oltre il ridicolo, soprattutto nel finale. Due piccole note:1) ma quanto ho odiato la protagonista! 2) la prima scena di sesso è forse la più brutta e meno romantica che mi sia mai capitato di leggere nella mia lunga “carriera” di lettrice rosa. VOTO 6+

    said on 

  • 4

    (commento pubblicato nel blog New Adult Italia: http://newadultitalia.blogspot.it/2015/10/recensione-doppia-cuore-di-ghiaccio-di.html#more)
    Ecco, questa è la Stuart Che mi piace! Il primo romanzo dell ...continue

    (commento pubblicato nel blog New Adult Italia: http://newadultitalia.blogspot.it/2015/10/recensione-doppia-cuore-di-ghiaccio-di.html#more)
    Ecco, questa è la Stuart Che mi piace! Il primo romanzo della serie Ice, "Ghiaccio nero" (già pubblicato in precedenza come "L’interprete"), mi era piaciuto molto; il secondo, "Freddo come il ghiaccio", decisamente meno (e so anche di non essere l’unica). Con "Cuore di ghiaccio", a mio avviso, rientriamo negli standard elevati di questa autrice, che solitamente per me è una garanzia sotto molteplici aspetti.
    Le dinamiche sono sostanzialmente le stesse in tutti i romanzi della serie letti finora: un agente segreto, all’occorrenza killer spietato, è costretto a passare del tempo a stretto contatto con una giovane donna innocente che, per caso e suo malgrado, si trova coinvolta in un pericoloso groviglio di intrighi e crimini internazionali. La prassi imposta dal Comitato – l’agenzia segreta a cui fanno capo questi agenti – implicherebbe una eliminazione fisica, possibilmente indolore, di testimoni e soggetti “scomodi”; ma, ovviamente, come cantava Gianni Morandi nella “libera interpretazione” italiana di "Solitary man" di Neil Diamond, “l’amore, lo sai, scioglie i cuori di ghiaccio”…
    In questo caso, la protagonista, Summer, si scopre improvvisamente essere la chiave dell’attuazione di un progetto di sterminio di massa propugnato da uno psicopatico santone e dalla sua setta di fanatici: la sua tata giapponese infatti, prima di morire in un incidente (che ovviamente non aveva nulla di incidentale), le aveva affidato una preziosa urna antica, insieme a una serie di indizi (di cui però la ragazza non è consapevole) necessari per dar vita al rito di “purificazione” che avrebbe innescato l’Armageddon. E’ così che la tranquilla, ignara Summer si ritrova al centro di un fuoco incrociato: da un lato lo Shirosama e suoi scagnozzi biancovestiti e dall’altro Takashi O’Brien, inviato dal Comitato per sventare il piano criminale, recuperare l’urna e, se necessario, eliminare la ragazza e i segreti che inconsapevolmente nasconde.
    Ok, veniamo all’elemento cruciale, ché tanto noi che amiamo la Stuart sempre lì ci andiamo a fissare: Takashi, detto Taka. Porcalocaassassina! Uno di quei protagonisti “da caldana”, capaci di risvegliare ovaie dormienti e ricoperte da rovi come Rosaspina. Come suggerisce il nome, mezzosangue (madre giapponese e padre americano), fisico da manzo occidentale con muscoli d’acciaio e penetranti, esotici occhi neri. Cattivo, glaciale e spietato quanto basta – del resto non è che alla Stuart dobbiamo insegnarle come fare i bad boys… -, ma, se necessario, guardia del corpo senza pari. Sin dall’inizio, sa di avere il compito di eliminare Summer non appena recuperata l’urna (una vittima innocente sacrificabile, un male necessario da compiere in vista di un bene superiore: salvare la vita a centinaia di migliaia di persone) e, a dire il vero, per un paio di volte ci va anche vicino…ma alla fine non ci riesce e continua a salvarla dai ripetuti tentativi di rapimento da parte dello Shirosama. Per gran parte del romanzo ci troviamo di fronte al conflitto interno di Taka, che si traduce in comportamenti difficilmente interpretabili da Summer: deve fidarsi o no? Quest’uomo dal fascino magnetico è il suo salvatore o il suo boia? Quella che a mano a mano diventa certa e palpabile è l’attrazione reciproca tra i due…
    Anche Summer, per quanto mi riguarda, è una protagonista interessante. Già, perché qui i cuori di ghiaccio in realtà sono due. Taka è addestrato ad essere un killer freddo, lucido e spietato; Summer è emotivamente “congelata” a causa di un terribile trauma subito nell’infanzia. Ha smesso di piangere molti anni prima e ora non ci riesce più. Tanto che una delle cose che più colpiscono il suo sicario-salvatore è la sua capacità di mantenere calma e sangue freddo nelle situazioni più drammatiche e rischiose. Ha un solo problema: soffre di attacchi di panico se deve volare…ma per fortuna Taka possiede un farmaco apparentemente efficacissimo in questi casi e che in molte vorremmo provare (capisciammé)!
    Non vorrei però essere fuorviante rispetto a questo: ci sono alcune scene hot, come è normale che sia in un RS, ma non si tratta assolutamente di uno di quei romanzi – che personalmente detesto – in cui i protagonisti danno vita ad improvvisi e furiosi accoppiamenti nelle situazioni più pericolose e improbabili (ne ricordo ancora con disgusto uno in cui i protagonisti, inseguiti da sicari mentre si trovano su un traghetto, si infilano dentro il bagagliaio di un’auto a trom*are come se non ci fosse un domani…). L’attrazione è quasi immediata per entrambi, ma lo sviluppo da un punto di vista sia fisico che emotivo è assolutamente graduale e credibile.
    C’è poco da dire sulla trama, abbastanza prevedibile, mentre la forza del romanzo, secondo me, sta in un buon bilanciamento tra la parte action e quella rosa e nel rendere la tensione, sessuale ma non solo, che scorre tra i protagonisti.
    Non assegno il massimo del punteggio, sia perché avrei gradito un maggiore approfondimento degli antecedenti traumatici di cui entrambi i protagonisti sono stati vittime (Summer nell’infanzia e Taka in tempi più recenti), sia perché ho trovato l’epilogo veramente idiota e fuori luogo… Del resto alla Stuart si rimproverano sempre i finali “frettolosi”, ma secondo me le vengono molto meglio quelli! Comunque, consigliatissimo, soprattutto a chi ha già apprezzato "Ghiaccio nero".

    said on 

  • 5

    SPETTACOLARE!

    Ho appena finito di leggerlo e... mi viene in mente solo questa parola.
    Il *lui* della situazione è da sincope: spietato e dolce in un sol colpo, è un ossimoro che la Stuart riesce a rendere magnifica ...continue

    Ho appena finito di leggerlo e... mi viene in mente solo questa parola.
    Il *lui* della situazione è da sincope: spietato e dolce in un sol colpo, è un ossimoro che la Stuart riesce a rendere magnificamente.
    Ed anche *lei* non è da meno... dimostra una forza sorprendente ed un gran carattere, pur non manifestandoli apertamente: il suo atteggiamento, apparentemente passivo, in realtà è esattamente l'opposto.

    said on 

  • 4

    Non male per niente, anche se poteva essere più coraggioso. Per un terzo del libro ho faticato ad ingranare, era troppo uguale ai precedenti della serie. Poi la Stuart trova il coraggio di differenzia ...continue

    Non male per niente, anche se poteva essere più coraggioso. Per un terzo del libro ho faticato ad ingranare, era troppo uguale ai precedenti della serie. Poi la Stuart trova il coraggio di differenziare Taka dai protagonisti precedenti e si riprende tutto il romanzo. Non male anche Summer, anche se la storia del trauma infantile poteva anche non esistere, tanto è pretestuosa. E si nota anche la disattenzione nella parte suspense, soprattutto sulla resa dei conti al santuario. E' tutto un po' troppo stiracchiato (e anche la Stuart se ne rende conto, perché tenta giustificazioni) per essere scorrevole. Veramente bello però il finale, molto significativo.
    Non entra nei miei DIK, ma è di sicuro un buon libro. Attendo con trepidazione la storia di Madame Lambert, personaggio sempre più sfaccettato e interessante.

    said on 

  • 5

    Nota: lavoro.
    ---
    "Summer Hawthorne non stava trascorrendo una serata particolarmente piacevole, nonostante continuasse a sorridere e a dire alle persone giuste ciò che si aspettavano..." ...continue

    Nota: lavoro.
    ---
    "Summer Hawthorne non stava trascorrendo una serata particolarmente piacevole, nonostante continuasse a sorridere e a dire alle persone giuste ciò che si aspettavano..."

    said on 

  • 5

    “Para la conservadora de museo Summer Hawthorne, aquella vasija de cerámica azul hielo que le había regalado su niñera japonesa era un tesoro de gran valor sentimental... hasta que alguien intentó mat ...continue

    “Para la conservadora de museo Summer Hawthorne, aquella vasija de cerámica azul hielo que le había regalado su niñera japonesa era un tesoro de gran valor sentimental... hasta que alguien intentó matarla para hacerse con ella.
    Aquella reliquia de valor incalculable estaba a punto de desatar una lucha de poder a la que había que poner freno a toda costa. Era una situación desesperada y el agente internacional Takashi O’Brien había recibido órdenes precisas: nadie era imprescindible. Nada. Y mucho menos aquella mujer a la que se estaba acercando peligrosamente a medida que aquel juego letal se acercaba también a las montañas de Japón, donde la verdad podía resultar tan seductora como mortal...” (Sinopsis extraída de Autoras en la Sombra).
    Hielo azul constituye la tercera entrega de la serie “Hielo” de la autora de novela romántica Anne Stuart.
    En esta ocasión es la historia de Takashi O’Brien, misterioso agente al que ya habíamos conocido anteriormente, y Summer Hawthorne, conservadora de arte a la que no habíamos visto antes, la que ocupa sus páginas.
    Summer es una mujer que cualquiera podría considerar normal, con un trabajo bastante normal y un coche demasiado viejo para su propia seguridad. No obstante, la herencia que su niñera le dejó tras su muerte ha puesto patas arriba esa existencia tan normal y la ha convertido en el objetivo de una peligrosa secta que desea hacerse con esos tesoros…
    Y con ella misma.
    Así pues, sabiendo que el Shirosama, líder espiritual de la “Hermandad del Conocimiento Verdadero”, es el que ha estado detrás del asalto a su propia casa, decide exponer alegremente en el museo ese objeto aparentemente tan codiciado, en un intento de desviar la atención de aquellos hombres.
    Summer no tiene ni idea de por qué aquella vieja vasija despierta semejante interés y por eso cuando, tras la exposición, alguien la golpea y la mete en el maletero de un coche no puede entender qué es lo que sucede. Por eso, cuando el coche en el que la han secuestrado comienza a ser perseguido y el ruido de los disparos la hacen ponerse a temblar, no comprende cómo ha acabado en una situación como esa. Sólo cuando aquel atractivo desconocido la saca del compartimento, la monta en su deportivo y comienza a recorrer las calles a toda velocidad, empieza a comprender lo que sucede. Se ha metido en un lío, en uno muy gordo, y no está segura de si ha emprendido la huida al lado del bueno o del malo de la película.
    Takashi O’Brien no es un caballero andante. Ni siquiera es un buen hombre. Es un agente acostumbrado a actuar según las circunstancias, a tomar las decisiones oportunas en cada momento, por muy drásticas que estas sean. Es un hombre acostumbrado a lidiar con la muerte. Por eso aquella misión debería ser pan comido. Porque arrancarle una vasija a una niña malcriada de Hollywood no puede ser tan complicado. Se ha enfrentado a misiones más duras y a enemigos peores que una secta de lunáticos.
    Pero cuando observa a la mujer que permanece sentada en el asiento del acompañante, aparentemente tranquila a pesar de lo sucedido, comienza a plantearse que tal vez las cosas no sean tan sencillas. Cuando, poco a poco, su mundo se viene abajo, la tensión se acumula, el peso sobre sus hombros aumenta y las desgracias la golpean sin darle tregua, él espera que se desmorone. Mas ella no lo hace y es entonces cuando Takashi se da cuenta de que tiene un problema. Summer no es como él había pensado y deshacerse de ella no le resultará tan sencillo ya que ella le gusta. Le gusta mucho. Aun así, es un profesional y cuando llegue el momento actuará tal y como se espera de él. Eso sí, procurará que no sufra.
    Tras leer Hielo negro, decidí que me gustaba el estilo de Anne Stuart, al menos en lo que a esta serie se refería. Así pues, me preparé para ponerme con el siguiente libro, Frío como el hielo. Mas una crítica que, tal vez, no debiera haber leído me llevó a saltarme deliberadamente esa entrega. Y es que creo que todavía no estoy preparada para enfrentarme a Peter. De este modo, tras ponerme en antecedentes (es necesario saber una serie de cosas sobre Takashi antes de leer su novela) me sumergí en la historia de este individuo.
    Lo primero que llama la atención en Takashi es que es más cercano que sus predecesores. Evidentemente, tal y como su profesión exige y fiel a la caracterización que Anne Stuart suele hacer de sus personajes masculinos, es un tipo frío, distante, capaz de hacer lo que sea necesario para seguir adelante. No obstante, a lo largo de la novela hay ligeros detalles que lo distancian de Bastien y Peter. Las ligeras sonrisa que en ocasiones se le escapan. La preocupación que, a veces, demuestran sus actos. El modo en el que trata a la protagonista. Lo cierto es que, incluso, podría considerarse un personaje dulce. Tan dulce como puede ser un despiadado agente del Comité, pero dulce al fin y al cabo.
    Asimismo, la fortaleza de Summer también es curiosa. A medida que avanza el libro se va haciendo evidente de dónde lo ha sacado, pero en un primer momento desconcierta. Desconcierta incluso al propio Taka que no sabe qué debe hacer para conseguir lo que quiere de ella.
    En lo que al estilo se refiere, como suele ser habitual en la autora, estamos ante una novela de ritmo trepidante, escasez de escenas románticas y palabras bonitas, pero repleta de acciones que hablan por sí solas. Los personajes secundarios, como siempre, resultan, en su mayoría, misteriosos, oscuros, y dejan la puerta abierta a nuevas historias.
    Para mí, una novela de sobresaliente que, contrariamente a lo que suele suceder con Anne Stuart, es recomendable incluso para las más románticas. Le doy un 9.
    Por cierto…
    ¡¡SPOILER!!
    El final es de lo mejor de la novela. La autora tiene una capacidad sorprendente para crear finales que, sin grandes declaraciones ni cierres excesivamente sentimentales, te dejan soñando despierta.

    said on