Create your own shelf sign up

Together we find better books

[−]
  • Search Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Identity

By

Publisher: HarperCollins Publishers Inc

3.7
(1568)

Language:English | Number of Pages: 176 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) German , French , Italian , Spanish

Isbn-10: 0060930314 | Isbn-13: 9780060930318 | Publish date:  | Edition 1st HarperPerennial Ed

Also available as: Hardcover , Audio Cassette , Others

Category: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Philosophy

Do you like Identity ?
Join aNobii to see if your friends read it, and discover similar books!

Sign up for free
Book Description

There are situations in which we fail for a moment to recognize the person we are with, in which the identity of the other is erased while we simultaneously doubt our own. This also happens with couples--indeed, above all with couples, because lovers fear more than anything else "losing sight" of the loved one.

With stunning artfulness in expanding and playing variations on the meaningful moment, Milan Kundera has made this situation--and the vague sense of panic it inspires--the very fabric of his new novel. Here brevity goes hand in hand with intensity, and a moment of bewilderment marks the start of a labyrinthine journey during which the reader repeatedly crosses the border between the real and the unreal, between what occurs in the world outside and what the mind creates in its solitude.

Of all contemporary writers, only Kundera can transform such a hidden and disconcerting perception into the material for a novel, one of his finest, most painful, and most enlightening. Which, surprisingly, turns out to be a love story.

Sorting by
  • 4

    Lo capisci e apprezzi solo alla fine. 3 STELLE E MEZZO

    Man mano che leggevo mi chiedevo dove fosse Kundera. Non lo riconoscevo e questo mi deludeva un po'. In effetti è diverso dai soliti: niente digressioni, trama non troppo consistente. Di solito quando leggi Kundera mi sento riempito di qualcosa di enorme, mi sento ammaliato, mi ritrovo a riflett ...continue

    Man mano che leggevo mi chiedevo dove fosse Kundera. Non lo riconoscevo e questo mi deludeva un po'. In effetti è diverso dai soliti: niente digressioni, trama non troppo consistente. Di solito quando leggi Kundera mi sento riempito di qualcosa di enorme, mi sento ammaliato, mi ritrovo a riflettere a lungo. Questa volta succedeva poco. Nel finale, però, ho detto: ecco dov'era finito Kundera, si è risparmiato per l'ultima pagina. E il finale ha aiutato ad apprezzare l'intero libro. E' geniale come mostra il problema dell'identità, dalla paura di non riconoscere più la persona amata fino all'assurdità dell'incomprensione tra i protagonisti. Kundera ci porta a chiederci: ma quindi, è davvero reale quel che credo? E' realmente vero quel che vedo? Kundera ci induce a dubitare di noi stessi, delle nostre visioni, dei nostri pensieri.In questo è maestro, questa è la potenza del romanzo. Questo è pirandellianamente il romanzo del dubbio.
    "L'identità" mi ha comunque lasciato meno rispetto agli altri di Kundera che ho letto. E' quello che ho apprezzato meno.

    said on 

  • 4

    Cosa accade quando in una comunissima coppia si modificano le dinamiche interne? Cosa accade se la donna si accorge di non essere più oggetto di attenzione da parte degli altri uomini? O se l'uomo teme di non riconoscere più la donna amata? Kundera indaga con maestria nell'animo dei due protagoni ...continue

    Cosa accade quando in una comunissima coppia si modificano le dinamiche interne? Cosa accade se la donna si accorge di non essere più oggetto di attenzione da parte degli altri uomini? O se l'uomo teme di non riconoscere più la donna amata? Kundera indaga con maestria nell'animo dei due protagonisti svelandone i pensieri più intimi e sviscerandone davanti i nostri occhi i lati più oscuri.

    said on 

  • 4

    Concordo con quanto scritto sul retro di copertina de L'IDENTITÀ di Kundera. La paura di ritrovarsi di fronte ad una persona che amiamo e a cui non riconosciamo più "la stessa identità" è sempre in agguato, spesso basta un solo gesto o una risposta dataci senza pensare per farcelo credere. Accade ...continue

    Concordo con quanto scritto sul retro di copertina de L'IDENTITÀ di Kundera. La paura di ritrovarsi di fronte ad una persona che amiamo e a cui non riconosciamo più "la stessa identità" è sempre in agguato, spesso basta un solo gesto o una risposta dataci senza pensare per farcelo credere. Accade allora, che costringiamo e ci costringiamo a non voler abbassare mai lo sguardo per paura che l'altro si trasformi. La paura di tutto questo potrebbe avere conseguenze ben più gravi e Kundera le materializza nel suo testo. Un argomento su cui riflettere.

    said on 

  • 3

    In pratica L'identità (1997) comincia là dove finiva Seta (1996) di Baricco .
    Ma siccome sarebbe una comica pensare che un tessitore di idee come Kundera sia andato a ripescare, rovesciandolo come un guanto, un espediente narrativo dell'anno prima di uno scrittore italiano, so ...continue

    In pratica L'identità (1997) comincia là dove finiva Seta (1996) di Baricco .
    Ma siccome sarebbe una comica pensare che un tessitore di idee come Kundera sia andato a ripescare, rovesciandolo come un guanto, un espediente narrativo dell'anno prima di uno scrittore italiano, sono portata a pensare che sia semplicemente uno di quei casi in cui a due artisti è venuta, indipendentemente l'uno dall'altro, la stessa idea, con svolgimenti ed esiti diversissimi.

    Per la verità, Kundera riesce a nasconderlo fino a due terzi del romanzo, ma purtroppo la storia va avanti così fiaccamente che al lettore viene spontaneo pensare che sia quella la soluzione, e purtroppo ci azzecca.
    Dico purtroppo perché non ci sono molte tracce, qui, del Kundera maior, quello che ci ha dato i suoi capolavori. Forse tutto preso dalla novità dello scrivere in francese, ci consegna qui personaggi e storia ben poco appassionanti, malgrado il tema in sé non sia certo secondario.

    Poi, certo, è una cotonina fragile, ma cosparsa qua e là di vere perle. Solo che, per uno che ci ha abituati come solo i suoi lettori sanno, è una magra consolazione.

    said on 

  • *** This comment contains spoilers! ***

    5

    5* cum laude. Frasi sparse di un libro sporcato di maschilismo ma ugualmente prezioso

    "Il suicidio sarebbe un tradimento, il rifiuto dell'attesa, la rinuncia alla sopportazione"


    "...l'unica ragion d'essere dell'amicizia: fornire all'altro uno specchio in cui possa contemplare la propria immagine di un tempo..."


    "No, non di uno sguardo d'amore ha bisogno Chantal, ma d ...continue

    "Il suicidio sarebbe un tradimento, il rifiuto dell'attesa, la rinuncia alla sopportazione"

    "...l'unica ragion d'essere dell'amicizia: fornire all'altro uno specchio in cui possa contemplare la propria immagine di un tempo..."

    "No, non di uno sguardo d'amore ha bisogno Chantal, ma di una profusione di sguardi estranei, volgari, concupiscenti, che si posino su di lei senza simpatia né predilezione di sorta, senza affetto né gentilezza - in modo inequivocabile e fatale"

    "Com'è nata l'amicizia? Sicuramente come alleanza contro le avversità. Forse oggi un'alleanza di questo genere non rappresenta più una necessità vitale"

    "E' vero che tutti vorrebbero avere un'intensa vita sessuale, ma è anche vero che tutti odiano il sesso in quanto causa di infelicità, di frustrazione, di invidia, di complessi e di sofferenze"

    "Due esseri che si amano, soli, isolati dal resto del mondo...è molto bello! Ma di che cosa parlerebbero, tutto il tempo?" Per quanto spregevole sia il mondo, essi ne hanno bisogno per potersi parlare"

    "Non è un fallimento rinunciare agli studi, ma quello a cui ho rinunciato allora erano le mie ambizioni"

    "La sua condizione lo pone al di là del bello e del brutto"

    "Jean Marc rappresenta l'abolizione di tutte le possibilità, la riduzione della sua vita a una sola possibilità"

    "Solo una grandissima intelligenza è capace di conferire un senso logico alle idee insensate"

    said on 

  • 3

    "...l'eco dei tuoi passi sul marciapiede mi fa pensare a tutte le strade che non ho percorso, e che si ramificano come le fronde di un albero".

    "No, voglio soltanto guardarti".

    Jean-Marc e Chantal si amano.
    Kundera ci mostra i pensieri di un uomo che ama una donna, ma teme di non riconoscerla più, e di una donna che ama un uomo, ma ha mille volti e avvampa e sogna e scappa.
    E il sogno e la realtà si mesco ...continue

    "No, voglio soltanto guardarti".

    Jean-Marc e Chantal si amano.
    Kundera ci mostra i pensieri di un uomo che ama una donna, ma teme di non riconoscerla più, e di una donna che ama un uomo, ma ha mille volti e avvampa e sogna e scappa.
    E il sogno e la realtà si mescolano. Dov'è la frontiera? La frontiera, dov'è?

    Tante tematiche in poche pagine. Tantissimi spunti su cui pensare. L'amicizia. La noia. Il silenzio. Le fantasie. La gelosia. La vita. Le illusioni. La realtà, l'identità qual è?

    "Lascerò la lampada accesa per tutta la notte. Tutte le notti."

    said on 

  • 4

    Sembra che tutti i romanzi di Kundera siano di per sé capitoli distinti di un unico romanzo. Essi infatti si richiamano, ciascuno condensa, prelude o conclude l’altro. Come ne L’insostenibile leggerezza dell’essere in questo romanzo non mancano i sogni. I sogni qui tendono a ignorare e a svalutar ...continue

    Sembra che tutti i romanzi di Kundera siano di per sé capitoli distinti di un unico romanzo. Essi infatti si richiamano, ciascuno condensa, prelude o conclude l’altro. Come ne L’insostenibile leggerezza dell’essere in questo romanzo non mancano i sogni. I sogni qui tendono a ignorare e a svalutare il presente, abolendolo, concentrandosi su un passato che lo nasconde. Forse è meglio non decriptare simboli che rischierebbero di catapultarci in una realtà che cerchiamo, inconsciamente, di non guardare in faccia. Da una parte si sceglie di risiedere in un luogo sospeso (una forma di leggerezza), dall’altra arriva il momento delle domande. Scoppia il dilemma della propria identità, si scopre di non averne una, che si sta divenendo trasparenti. Il presente si mostra arcigno e malevolo, e tutto perché abbiamo deciso di tenere i piedi per terra, recuperando una certa pesantezza dell’essere. Ne vale la pena? Questo il quesito di fondo.

    Chantal, la protagonista di questa storia, improvvisamente apre gli occhi e si rende conto di una verità per lei sconcertante:

    Vivo in un mondo nel quale gli uomini non si volteranno mai più a guardarmi.

    Ciò è il segnale di un timore che si fa ossessione. Teme l’abbandono, di perdere Jean-Marc, di non saperne più nulla. Pure Jean-Marc è oppresso da un’identica preoccupazione.

    Perché gli uomini non si voltano a guardarla? Semplicemente perché è invisibile, trasparente, priva di identità. Lo stesso Jean-Marc in lontananza non è in grado di distinguerla dalle altre, è incapace di riconoscerla.

    Chantal è un personaggio indefinibile, composito fino all’inverosimile: al mattino è una persona, all’uscita dal lavoro un’altra, assume un tono di voce inconsueto, alto. Persino i gesti, in un dato contesto, diventano artificiosi, scissi dalla sua persona:

    «Ho immaginato che tu eri un’altra.»
    «In che senso?»
    «Che eri diversa da come ti immaginavo io. Che mi ero ingannato sulla tua identità.»

    Tuttavia è riduttivo condurre il tutto al fatto che Chantal abbia due volti: uno conformista e uno anticonformista, uno pubblico (tra colleghi) e uno privato, l’uno leggero e incosciente, l’altro pesante e problematico.

    I due volti non si alternano affatto ma emergono di volta in volta seguendo alchimie indecifrabili. Il conformismo può confondersi nell’anticonformismo, il debole può mostrarsi forte, il forte può farsi debole. L’anticonformismo non sempre è un bene, il conformismo può permettere di recuperare l’identità perduta.

    Per leggere l'intera recensione: http://scrittevolmente.com/2013/04/26/recensione-lidentita-di-milan-kundera/

    said on 

Sorting by