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Idi di Marzo

Di

Editore: Mondadori

3.5
(1861)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 261 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8804592710 | Isbn-13: 9788804592716 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Paperback , Altri

Genere: Fiction & Literature , History , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 3

    dimenticabilissimo

    C'è la solita accurata ricostruzione storica...per il resto se ne può fare a meno. Ma questo secondo me vale per il 90% dei libri di Manfredi...che continuo a leggere solo perchè continuano a prestarmeli!

    ha scritto il 

  • 4

    Nonostante si sappia cosa è successo nelle Idi di Marzo del 44 a.C., l'autore ha la capacità di creare un intreccio interessante, unito ad una scrittura convincente e piacevole da leggere.

    ha scritto il 

  • 3

    Ho letto diversi libri di Manfredi e ho acquistato questo romanzo senza preoccuparmi molto della trama perché pensavo che fosse un’avventura entusiasmante e ricca di mistero, come la maggior parte delle altre. In realtà dopo qualche capitolo mi sono resa conto che era un libro diverso, senza molt ...continua

    Ho letto diversi libri di Manfredi e ho acquistato questo romanzo senza preoccuparmi molto della trama perché pensavo che fosse un’avventura entusiasmante e ricca di mistero, come la maggior parte delle altre. In realtà dopo qualche capitolo mi sono resa conto che era un libro diverso, senza molta suspance ma carico di intrighi politici, con informazioni svelate solo in parte, come pezzi di un puzzle appartenenti ad un disegno più grande, che avrebbe cambiato il mondo per sempre.
    La storia la conoscono tutti: il grande generale, console e dittatore Giulio Cesare che, dopo essere tornato a Roma in seguito ad una vittoriosa campagna militare, viene assassinato durante una seduta del senato nel giorno delle idi di marzo, cioè il 15 del mese. Manfredi, nel suo libro, racconta i giorni precedenti il fatidico appuntamento con il destino. Durante il romanzo assistiamo agli sforzi degli amici di Cesare per impedire la congiura e scoprire chi sono gli artefici e gli organizzatori dell’atto. Nello stesso tempo seguiamo i progressi e le drastiche decisioni che sono costretti a prendere i congiurati per distogliere ogni sospetto da loro e compiere la loro missione. Un particolare che mi ha colpito profondamente è il fatto che i nemici di Cesare non agiscono per scopi personali o per odio verso il dittatore, ma desiderano porre fine alla vita del console per salvare la Repubblica, così da rendere di nuovo liberi i romani. Avevano un ideale, uno scopo più grande di loro, volevano liberare il popolo dal giogo della tirannia e dal potere di un solo uomo, inconcepibile per l’idea di libertà e di governo romano.
    Il Giulio Cesare illustrato dall’autore è molto complesso. È principalmente un uomo, con le sue debolezze, i suoi punti di forza, la paura di non sapere di chi fidarsi, le incertezze tipiche della politica e il timore di compiere l’azione sbagliata condannando a morte tanti valorosi soldati. Mi è piaciuto molto come protagonista perché non raffigurava solo il grande comandante che portò Roma alla vittoria in Gallia, Spagna e Britannia, ma aveva delle incertezze, dei dubbi che lo portavano a ragionare, a mettersi in discussione e a migliorarsi sempre di più.
    L’unica pecca del romanzo, che è un aspetto negativo solo dal mio punto di vista, è che il libro era poco scorrevole, ho fatto veramente molta fatica per arrivare alla fine. Però, essendo un thriller politico, penso che sia normale dilungarsi in digressioni politiche e lunghe descrizioni delle azioni dei congiurati ma, non essendoci abituata, ho trovato molte parti noiose. Spesso perdevo il filo del discorso e non riuscivo a capire di quale personaggio era il pov in quel preciso momento, dato che in ogni capitolo cambiava spesso sia il luogo che il protagonista dell’azione.

    ha scritto il 

  • 4

    Poi Silvio Salvidieno osservò in mezzo all'eccitazione generale

    lo sguardo di Cesare. I suoi occhi grigi, illuminati da una luce stanca, quasi intermittente, esprimevano solo fatica di vivere, uno sforzo ormai insopportabile. Occhi di un uomo che poteva muovere i suoi passi solo verso l'impossibile o verso la morte.

    ha scritto il 

  • 3

    Da grandi poteri derivano grandi responsabilità

    Manfredi è una garanzia nel proporci la storia romanzata. Anche questi ultimi giorni di Cesare sono davvero illustrati bene. Sembra esserci un po' la morale dell'uomo ragno "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità" e dal libro si evince come Cesare è consumato, triste, distrutto da tutto ...continua

    Manfredi è una garanzia nel proporci la storia romanzata. Anche questi ultimi giorni di Cesare sono davvero illustrati bene. Sembra esserci un po' la morale dell'uomo ragno "Da grandi poteri derivano grandi responsabilità" e dal libro si evince come Cesare è consumato, triste, distrutto da tutto il suo potere. Nota negativa, ma non è colpa di Manfredi, sono i mille nomi di persone e luoghi romani dell'epoca che sono tutti uguali e a volte si perde il filo. Lettura per appassionati del genere.

    ha scritto il 

  • 5

    Siempre me ha gustado la historia de Roma, y también la novela histórica, así que este libro, que es una simbiosis de las dos cosas, me ha encantado. Se trata de las últimas 48 horas de vida de César ¿un tirano o el salvador de la República? ¿Un amigo o un enemigo?


    Lo que sí eché en falta ...continua

    Siempre me ha gustado la historia de Roma, y también la novela histórica, así que este libro, que es una simbiosis de las dos cosas, me ha encantado. Se trata de las últimas 48 horas de vida de César ¿un tirano o el salvador de la República? ¿Un amigo o un enemigo?

    Lo que sí eché en falta es que se hubiera extendido un poco más en los sucesos ocurridos tras la muerte de César, pero así se mantienen la esencia y el ritmo trepidante a lo largo de toda la novela.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante

    Sarebbe da 5 stelle se uno non sa come a a finire. Secondo me viene penalizzato proprio dal fatto che uno sa cosa succede alle idi di marzo. Quindi tutto l'entusiasmo incalzante trasmesso al lettore nel corso del libro sono in parte smorzati dal fatto che uno sa giá cosa succede dopo. Cio de ...continua

    Sarebbe da 5 stelle se uno non sa come a a finire. Secondo me viene penalizzato proprio dal fatto che uno sa cosa succede alle idi di marzo. Quindi tutto l'entusiasmo incalzante trasmesso al lettore nel corso del libro sono in parte smorzati dal fatto che uno sa giá cosa succede dopo. Cio detto, devo ammettere che comunque mi è piaciuto e ho visto un evento storico cruciale sotto un altra luce.

    ha scritto il 

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