Idi di marzo

Di

Editore: Mondadori

3.5
(2022)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 259 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Spagnolo , Inglese

Isbn-10: 8804579714 | Isbn-13: 9788804579717 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Roma, riunione plenaria del Senato, Idi di marzo del 44 a.C.: Gaio Giulio Cesare viene trafitto da ventitré pugnalate e ucciso. Con lui viene troncato per sempre il più grandioso progetto di trasformazione del mondo antico che mai sia stato concepito. Un assassinio, quello di Cesare, che pur essendo per molti aspetti prevedibile resta per altri versi, a tutt'oggi, totalmente inesplicabile: Valerio Massimo Manfredi ne esplora ogni mistero, ricompone con rigore le tessere di un puzzle angoscioso e intricatissimo. Dalla sinistra profezia dell'augure Spurinna ("Guardati dalle Idi di marzo!") alla decisione di Cesare di rinunciare alle sue guardie del corpo proprio qualche giorno prima dell'agguato, dalle trame dei congiurati alla incredibile corsa contro il tempo del fedelissimo Publio Sesto Baculo per salvare il suo capo, attraverso duelli e codici cifrati, amori appassionati e vili vendette.
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  • 3

    Bello

    Un bel romanzo sulle note Idi di marzo e la scomparsa di uno dei più grandi personaggi della storia, Giulio Cesare.
    Una storia interessante, con i fedeli di Cesare che si battono e corrono al fine di ...continua

    Un bel romanzo sulle note Idi di marzo e la scomparsa di uno dei più grandi personaggi della storia, Giulio Cesare.
    Una storia interessante, con i fedeli di Cesare che si battono e corrono al fine di evitare la congiura e la morte del pontefice massimo, e i congiurati e i loro alleati che oltre ad organizzare l'assassinio, cercano di evitare che la missione dei cesaristi abbia successo.
    Particolare fascino riveste la figura di Publio Sesto, centurione leggendario e amico di Cesare, praticamente invincibile e quella di Antonio, scaltro nel non esporsi per approfittare poi della situazione successiva alla congiura.
    Per me è il primo romanzo di Manfredi, le aspettative erano alte e nonostante mi sia piaciuto, forse mi aspettavo qualcosa di più. Comunque consigliato.

    ha scritto il 

  • 4

    Ottimo: la seconda lettura di Massimo Manfredi si rivela di ben altro spessore rispetto al recente Teutoburgo. Ritmo narrativo intenso; una storia che si dipana con colpi di scena con una abile alchim ...continua

    Ottimo: la seconda lettura di Massimo Manfredi si rivela di ben altro spessore rispetto al recente Teutoburgo. Ritmo narrativo intenso; una storia che si dipana con colpi di scena con una abile alchimia tra personaggi reali , ispirati ed inventati. Nonostante la notorietà della vicenda di Cesare, il libro di Valerio Massimo Manfredi non diventa mai banale, è ricco di dettagli e spunti di conoscenza e riflessione. Da leggere per chi apprezza rivivere le vicende della storia con un pizzico di pathos in più.

    ha scritto il 

  • 1

    UROBORO

    Ci sono rimasto molto male con questo libro mi ha veramente deluso. Questo è il mio secondo romanzo di Manfredi e dopo lo stupendo "Lo scudo di Talos" le aspettative erano alte.

    Più grande è l’aspett ...continua

    Ci sono rimasto molto male con questo libro mi ha veramente deluso. Questo è il mio secondo romanzo di Manfredi e dopo lo stupendo "Lo scudo di Talos" le aspettative erano alte.

    Più grande è l’aspettativa, più grande è la delusione si dice. Secondo me ha sbagliato proprio la trama di questo libro, invece che l'ultima settimana di Cesare poteva raccontare altri momenti più interessanti e eccitanti della sua vita; prendendo solo questo lasso di tempo, il romanzo cade in descrizioni ripetitive e noiose. Lo sbaglio più grande è stato questo, la storia di Cesare la conosciamo tutti e sappiamo come va a finire. Allora che senso ha inserire tutti questi complotti che si mordono la coda come un uroboro per tutto il romanzo non portando a niente? Riscalda solo la minestra ancora, ancora e ancora e fa stagnare il romanzo perdendo di fluidità.

    Lo stile di Manfredi è da archeologo/ storico: distaccato e analitico. Questo romanzo aveva bisogno di altro. Soprattutto descrivendo questo determinato momento storico non si può usare uno stile di scrittura così freddo, proprio non si può. E’ la morte di Cesare per Diana deve avere Pathos deve trasmettere emozioni e struggerti nell’ atto del compimento dell’ azione maxima, non lasciarti indifferente, non leggerlo come se fosse un fatto su un libro di storia che ti lascia apatico, ma leggerlo con trasporto e ardore come la tragedia di Shakespeare. Non si può basare un romanzo in un periodo preciso come l 'ultima settimana di vita di cesare e descriverlo così come è stato fatto, no non esiste. E’ stato un errore grossolano. Nello “scudo di Talos la situazione è stata salvata dalla trama di supporto, che era piacevole e più ampia, ma qui la situazione non è stata supportata a dovere da uno stile adeguato al romanzo ed è crollato tutto come un castello di carte. Comprendo anche che quando uno ha un’ impronta di scrittura è difficile variare e diversificare il proprio stile.

    Manfredi e' riuscito nell’ arduo compito di rappresentare noioso Cesare e non è da tutti. Il romanzo ha poche pagine (circa 250) ma ogni pagina è un macigno grosso come una casa e poco scorrevole . Delusione totale non lo consiglio a nessuno

    Fortunatamente tanti libri non li compro e non ci ho perso soldi su questo. Difficilmente vado alla cieca quando compro, tranne in rare occasioni. Io vi consiglio di non spendere i vostri soldi con questo libro. Compratene altri di Manfredi.

    ha scritto il 

  • 4

    I presagi si compiranno, le Idi di marzo deflagreranno e il mondo non sarà più lo stesso.

    "Ho risparmiato loro la vita
    perché potessero uccidermi!"

    Uno dei periodi storici più affascinanti d intriganti.
    Cesare, l'uomo più potente del mondo, pugnalato dalle persone a lui più vicine. 23 colt ...continua

    "Ho risparmiato loro la vita
    perché potessero uccidermi!"

    Uno dei periodi storici più affascinanti d intriganti.
    Cesare, l'uomo più potente del mondo, pugnalato dalle persone a lui più vicine. 23 coltellate gli furono inferte, ma solo una lo uccise, quella dritta al cuore.
    La storia attuale non è poi così lontana dalla grande storia romana, dalle congiure che esistevano già nel 44 a. C. Gli anni passano, la storia dovrebbe insegnarci tanto, ma noi siamo refrattari, non impareremo mai.
    Grazie Manfredi per avermi portato indietro nel tempo e fatto conoscere forse l'uomo più potente che ci sia mai stato nella storia.

    ha scritto il 

  • 4

    Il maestro dei romanzi storici

    All'inizio è un po' lento, ci sono un sacco di personaggi per cui non mi ha preso da subito. Poi man mano che i personaggi si mettono in viaggio per salvare l'aquila di Roma, l'adrenalina e la voglia ...continua

    All'inizio è un po' lento, ci sono un sacco di personaggi per cui non mi ha preso da subito. Poi man mano che i personaggi si mettono in viaggio per salvare l'aquila di Roma, l'adrenalina e la voglia di sapere cosa succederà continuano ad aumentare.
    Quando viene attuata la congiura contro Cesare, con tutta quella cattiveria e violenza inaudita, l'emozione e la pena che si prova per lui, il grande condottiero, sono forti. Mi sono veramente chiesta se un tale personaggio meritasse davvero una fine del genere, anche se sicuramente non era un santo.
    Manfredi ha mostrato Cesare come un uomo potente, ma allo stesso tempo provato da odi, invidie e dalla malattia. Insomma un uomo come tanti, pieno di dubbi e di incertezze, ma anche umile.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sorpresa

    Primo libro dell'autore che leggo; non mi aspettavo niente di eccezionale visto i commenti tiepidi che ho spesso trovato. Invece questo libro mi ha davvero stupito, fa entrare nella testa di personagg ...continua

    Primo libro dell'autore che leggo; non mi aspettavo niente di eccezionale visto i commenti tiepidi che ho spesso trovato. Invece questo libro mi ha davvero stupito, fa entrare nella testa di personaggi storici che si è abituati a considerare solo come "pedine" della storia. Non vedo l'ora di leggere altri libri di questo autore. Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 3

    storia romanzata

    corretto (dopo aver letto Canfora posso dirlo), però non ho capito perché le informazioni sulla congiura venissero da Modena, forse per presentare la corsa contro il tempo di questa specie di moschett ...continua

    corretto (dopo aver letto Canfora posso dirlo), però non ho capito perché le informazioni sulla congiura venissero da Modena, forse per presentare la corsa contro il tempo di questa specie di moschettieri. Comunque non è il mio genere, me lo hanno restituito per sbaglio.

    ha scritto il 

  • 3

    Quello che ci si può aspettare da un buon romanzo storico

    E' il secondo libro di Manfredi che leggo e devo dire che non è niente male. La grande quantità di personaggi realmente esistiti,i luoghi e gli eventi unita ad una capacità di penetrazione psicologica ...continua

    E' il secondo libro di Manfredi che leggo e devo dire che non è niente male. La grande quantità di personaggi realmente esistiti,i luoghi e gli eventi unita ad una capacità di penetrazione psicologica morigerata e mai troppo pesante, rendono la ricostruzione storica di Manfredi molto verosimile e permettono al lettore di calarsi proprio nella storia e nel libro partecipando in prima persona alla corsa contro il tempo dei personaggi che tuttavia sappiamo essere già segnata dall'inevitabale fallimento. Proprio nel conoscere già la storia su cui è costruito il libro sta l'apprezzamento della fantasia di Manfredi che ha provato a dare una sua ricostruzione degli eventi e anche al lettore permette di fare insinuare il dubbio e la curiosità su come si potessero essere realmente svolti gli eventi in quell'ultima settimana concitata di Cesare. L'unica pecca a mio avviso è stato il finale troppo risolutivo e sbrigativo,dopo che tutto il libro è stato un crescendo di pathos e tensione incessante.Mi sarei aspettata qualcosa di più nella descrizione della giornata finale della vita di Cesare e della messa in atto della congiura. Come se mancasse qualcosa.

    ha scritto il 

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