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Ieri

Di

Editore: Einaudi (ET Scrittori; 1704)

4.0
(1937)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Inglese , Tedesco , Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8806211234 | Isbn-13: 9788806211233 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Lodoli

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Tobias Horvath è una creatura del niente. Del passato non gli è rimasto neppure il nome: ha trascorso l'infanzia nella miseria, all'ombra di una madre ladra e puttana, e l'ha accoltellata assieme al padre, per poi fuggire in un altro paese. Il presente è monotono quanto il lavoro nella fabbrica di orologi, con la sua ripetizione di gesti inutili. E il futuro? Il futuro è Line, la donna immaginaria che Tobias aspetta da sempre. E che si materializza con la prepotenza di un'ossessione, confondendo ogni cosa.
Con Ieri Agota Kristof ci consegna la storia di un amore impossibile, che non ci si può lasciare alle spalle. «Una lezione di stile, - come l'ha definita Marco Lodoli, - un grido assoluto che ci solleva fin dove l'aria è fredda e trasparente e tutto si vede piú chiaramente».
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  • 5

    La costante fusione di realtà e finzione caratterizza anche questo romanzo di Agota Kristof, definitivamente la mia scrittrice preferita. La sua abilità nel raccontare, attraverso la voce dei suoi pro ...continua

    La costante fusione di realtà e finzione caratterizza anche questo romanzo di Agota Kristof, definitivamente la mia scrittrice preferita. La sua abilità nel raccontare, attraverso la voce dei suoi protagonisti, i dettagli di una vita vera e immaginaria, lasciano sempre il lettore libero, o confuso, nella sua interpretazione.

    ha scritto il 

  • 4

    La Kristof e la sua penna così scarna e poetica

    Secondo incontro con la Kristof, che con questo libro di appena 99 pagine si dimostra una dolorosa conferma. Nulla a che vedere con la più ambiziosa Trilogia della città di K. eppure ritroviamo la ste ...continua

    Secondo incontro con la Kristof, che con questo libro di appena 99 pagine si dimostra una dolorosa conferma. Nulla a che vedere con la più ambiziosa Trilogia della città di K. eppure ritroviamo la stessa atmosfera cupa e difficile, in cui si muove un giovane uomo intento a lottare coi suoi fantasmi - quelli passati, lasciati nel paesino da cui fuggì molto tempo prima, e quelli presenti, che cerca a tentoni nelle nebbie della sua esistenza. Neanche qui la Kristof lascia della speranza o del sollievo: la vita dà degli scossoni, spinge avanti, rimanda indietro; alla fine, però, non abbiamo molte possibilità di scelta.

    ha scritto il 

  • 3

    Nella testa tutto si srotola senza difficoltà. Ma, una volta scritti, i pensieri si trasformano, si deformano, e tutto diventa falso. A causa delle parole.

    2013:
    Essere come Tobias significa essere niente, vivere nel gelo, nella tristezza, nell’umido incessante della pioggia. Tobias, sospeso fra una realtà frustrante, e una fantasia malata, abitata da pr ...continua

    2013:
    Essere come Tobias significa essere niente, vivere nel gelo, nella tristezza, nell’umido incessante della pioggia. Tobias, sospeso fra una realtà frustrante, e una fantasia malata, abitata da presenze agognate, da un amore idealizzato e impossibile, da uccelli feriti che giocano con la morte e amano la morte degli altri. Tobias che attende qualcosa… ”Ma cosa? “Non ne sapevo niente, ma pensavo che la vita doveva essere qualcosa e aspettavo che quel qualcosa arrivasse, lo cercavo.”

    ha scritto il 

  • 5

    Libro che ricalca il vissuto della sua autrice: Lo straziante sradicamento dalla sua Patria, l'alienante lavoro in fabbrica, la pulsione alla scrittura. Il tutto romanzato alla maniera della Kristof.
    ...continua

    Libro che ricalca il vissuto della sua autrice: Lo straziante sradicamento dalla sua Patria, l'alienante lavoro in fabbrica, la pulsione alla scrittura. Il tutto romanzato alla maniera della Kristof.
    Ovvero: con assoluta, implacabile, irriscattabile disperazione.
    Ovvero/bis: "L'impotenza è il più terribile dei sentimenti".
    Ovvero/ter: "Lugano addio cantavi" mentre la mano mi tenevi "addio" cantavi e non per falsa ingenuità tu ci credevi e adesso anch’io che sono qua.

    ha scritto il 

  • 4

    "Io ti amo, ma è solo un sogno"

    Anche questo romanzo breve della Kristof si presenta tagliente e ruvido, come nel suo stile. Peccato forse per la brevità del racconto, che è si incisivo, ma molto meno complesso rispetto alla "Trilog ...continua

    Anche questo romanzo breve della Kristof si presenta tagliente e ruvido, come nel suo stile. Peccato forse per la brevità del racconto, che è si incisivo, ma molto meno complesso rispetto alla "Trilogia della città di K.", per cui le stelle sono 4 e non 5

    ha scritto il 

  • 5

    incisivo

    Agota Kristof ci sa proprio fare con le parole!
    Capitoli brevi costruiti con frasi brevi danno vita ad un libro duro, intenso, toccante.
    Il tutto risulta molto incisivo e regala al lettore belle emozi ...continua

    Agota Kristof ci sa proprio fare con le parole!
    Capitoli brevi costruiti con frasi brevi danno vita ad un libro duro, intenso, toccante.
    Il tutto risulta molto incisivo e regala al lettore belle emozioni.

    ha scritto il 

  • 3

    Speravo...

    ... in qualcosa di più e di meglio, dopo la trilogia della città di K.
    Invece la Kristòf, delude un pò.
    Sì, la scrittura è quella, la fotografia scarna e disadorna dei luoghi, i passati sempre pesanti ...continua

    ... in qualcosa di più e di meglio, dopo la trilogia della città di K.
    Invece la Kristòf, delude un pò.
    Sì, la scrittura è quella, la fotografia scarna e disadorna dei luoghi, i passati sempre pesanti e oppressivi... gli elementi caratteristici ci sono tutti.
    Tuttavia la storia è debole, forse più intimista, minima;ne è stato tratto un film di Soldini:vediamo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Ieri ho vissuto un istante di felicità inattesa, immotivata. E' venuta verso di me attraverso la pioggia e la nebbia, sorrideva, fluttuava al di sopra degli alberi, mi danzava davanti, mi circondava. ...continua

    "Ieri ho vissuto un istante di felicità inattesa, immotivata. E' venuta verso di me attraverso la pioggia e la nebbia, sorrideva, fluttuava al di sopra degli alberi, mi danzava davanti, mi circondava.
    Io l'ho riconosciuta.
    Era la felicità d'un tempo remoto, quando il bambino e io eravamo tutt'uno. Io ero lui, avevo solo sei anni e la sera nel giardino sognavo guardando la luna".

    Primo libro della Kristof.
    Ogni pagina è un concentrato di poesia ed esasperazione all'ennesima potenza.
    Consigliatissimo

    ha scritto il 

  • 5

    Novantanove pagine di pura poesia.

    È la seconda volta che scrivo questa recensione e non verrà mai bene come la prima >.< ma tralasciando questo....è il mio primo approccio a questa scrittrice, della quale tutti mi avevano parlato estr ...continua

    È la seconda volta che scrivo questa recensione e non verrà mai bene come la prima >.< ma tralasciando questo....è il mio primo approccio a questa scrittrice, della quale tutti mi avevano parlato estremamente bene, ma che non avevo mai "toccato" con mano, ed è stata una vera e propria folgorazione. Questo racconto lungo, nelle sue apparentemente misere cento pagine è un capolavoro, vuoi per lo stile, secco, conciso e sincero pur mantenendosi elegante, vuoi per la storia, che nella sua incompiuta felicità diventa straziante, quasi più per il lettore che per il protagonista. La vita non è perfetta, nè ha un lieto fine, vuole urlarci attraverso Ieri la nostra Kristof, siamo noi che per andare avanti dobbiamo accomodare le cose in modo che ci facciano meno male.

    ha scritto il 

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