Ieri

Di

Editore: Einaudi (ET Scrittori; 1704)

4.0
(2079)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 100 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Chi tradizionale , Francese , Inglese , Tedesco , Catalano , Spagnolo

Isbn-10: 8806211234 | Isbn-13: 9788806211233 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Marco Lodoli

Disponibile anche come: Tascabile economico

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

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Descrizione del libro
Tobias Horvath è una creatura del niente. Del passato non gli è rimasto neppure il nome: ha trascorso l'infanzia nella miseria, all'ombra di una madre ladra e puttana, e l'ha accoltellata assieme al padre, per poi fuggire in un altro paese. Il presente è monotono quanto il lavoro nella fabbrica di orologi, con la sua ripetizione di gesti inutili. E il futuro? Il futuro è Line, la donna immaginaria che Tobias aspetta da sempre. E che si materializza con la prepotenza di un'ossessione, confondendo ogni cosa.
Con Ieri Agota Kristof ci consegna la storia di un amore impossibile, che non ci si può lasciare alle spalle. «Una lezione di stile, - come l'ha definita Marco Lodoli, - un grido assoluto che ci solleva fin dove l'aria è fredda e trasparente e tutto si vede piú chiaramente».
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  • 4

    Ieri. Un tempo lacerato. Di soli ellittici rappresi nello spazio nero.

    Una scrittura tagliente come pezzi di vetro.
    Un romanzo breve inquieto e inquietante.

    "Dove ritrovare il cammino che oscilla nel vuoto?
    Le stagioni hanno perduto il loro significato.
    Domani, ieri,
    ...continua

    Una scrittura tagliente come pezzi di vetro.
    Un romanzo breve inquieto e inquietante.

    "Dove ritrovare il cammino che oscilla nel vuoto?
    Le stagioni hanno perduto il loro significato.
    Domani, ieri, che vogliono dire queste parole?
    Non c'è che il presente.
    Una volta nevica.Un'altra volta piove.
    Poi c'è un po' di sole,un po' di vento.
    Tutto ciò è adesso.
    Non è stato
    non sarà.
    È.
    Sempre.
    Tutto insieme.
    Perché le cose vivono in me e non nel tempo.
    E in me tutto è presente."

    Immagini sgranate, sfuggenti ,enigmatiche ,ma anche delicate tra incertezze e nostalgie

    Ieri tutto era più bello
    la musica tra gli alberi
    il vento nei miei capelli
    e nelle tue mani tese
    il sole

    ha scritto il 

  • 4

    Letteratura della sottrazione

    «Ieri | tutto era più bello | la musica tra gli alberi | il vento tra i miei capelli | e nelle tue mani tese | il sole»

    Dopo Trilogia della città di K., anche Ieri conferma il talento e la forza di Ag ...continua

    «Ieri | tutto era più bello | la musica tra gli alberi | il vento tra i miei capelli | e nelle tue mani tese | il sole»

    Dopo Trilogia della città di K., anche Ieri conferma il talento e la forza di Agota Kristof. Le tematiche sono sempre le stesse: la menzogna che sorregge l'intero impianto dell'esistenza, la disaffezione alla vita, l'infanzia che condiziona irreversibilmente l'età adulta... e qui si aggiunge anche l'amore.

    Tobias Horvath è figlio di nessuno.
    Sua madre era la prostituta del villaggio, suo padre uno dei tanti uomini che - in cambio di qualche ora con lei - le davano da vivere.
    Così anche lui poteva andare a scuola con quaderni, libri e vestiti dignitosi. Fino a che la sua compagna di banco, Line, si rende conto che i vestiti da lui indossati non sono altro che quelli dismessi dal fratello maggiore.
    Viene deriso ed additato da tutti come il figlio della puttana di paese, mentre solo Line gli riserva qualche piccola attenzione, che tuttavia non basta a rendere la sua esistenza degna di essere vissuta.
    Decide quindi di accoltellare il padre e la madre, e fugge in un altro Paese dove rinasce con una seconda identità.
    Nel nuovo Paese, Sandor (il nome che sceglie per la sua nuova vita) lavora in una fabbrica e a volte fa il mediatore nei tribunali durante i processi ai suoi connazionali. Ma si tratta di una vita monotona, basata sulla ripetizione di gesti fini a se stessi, ormai automatici.

    «Ormai mi restano poche speranze. Prima cercavo, mi spostavo continuamente. Attendevo qualcosa. Che cosa? Non ne sapevo niente. Ma pensavo che la vita non poteva essere se non quello che era, vale a dire niente. La vita doveva essere qualcosa, e aspettavo che questo qualcosa arrivasse, lo cercavo. Ora penso che non c'è niente da aspettare, così resto nella mia stanza, seduto su una sedia, e non faccio niente. Penso che c'è una vita là fuori, ma in quella vita non succede niente. Niente per me.»

    Qui incontra nuovamente Line, che gli riporta frammenti del passato, frammenti di un'altra verità.
    Line diventa l'unico punto di contatto con il reale, lontano dalle menzogne che ciascuno si racconta per rendersi l'esistenza meno amara.
    Ma alcune persone hanno bisogno della menzogna, e forse solo la scrittura, l'invenzione letteraria, può rispondere a tale esigenza.
    Quella della Kristof è una letteratura della sottrazione con l'andamento di un thriller, dove le descrizioni sono sostituite dalle evocazioni di scenari solo immaginati e tutto è accomodato in modo da celare una amara realtà che tuttavia continua a emergere prepotentemente.
    I colpi di scena, come nella vita, sono dati dallo smascheramento delle false convinzioni che ognuno si crea.
    E la felicità non è altro che la serenità di poter aspettare che la vita passi, senza avere bisogno di altro, dell'amore, di Dio.

    ha scritto il 

  • 4

    Una piccola perla di schietto realismo. Uno schiaffo a mani bagnate. Linguaggio privo di fronzoli. Penna affilata che scolpisce i personaggi come sculture appena abbozzate. Il risultato è un inquietan ...continua

    Una piccola perla di schietto realismo. Uno schiaffo a mani bagnate. Linguaggio privo di fronzoli. Penna affilata che scolpisce i personaggi come sculture appena abbozzate. Il risultato è un inquietante panorama. Inquietudine dalla prima all'ultima riga.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il tempo si lacera. Dove ritrovare i prati della mia infanzia? I soli ellittici rappresi nello spazio nero? Dove ritrovare il cammino che oscilla nel vuoto? Le stagioni hanno perduto il loro signific ...continua

    "Il tempo si lacera. Dove ritrovare i prati della mia infanzia? I soli ellittici rappresi nello spazio nero? Dove ritrovare il cammino che oscilla nel vuoto? Le stagioni hanno perduto il loro significato. Domani, ieri, che vogliono dire queste parole? Non c'è che il presente. Una volta nevica. Un'altra volta piove. Poi c'è un po' di sole, un po' di vento. Tutto ciò è adesso. Non è stato, non sarà. E'. Sempre. Tutto insieme. Perché le cose vivono in me e non nel tempo. E in me tutto è presente."

    ha scritto il 

  • 4

    Poesia in prosa. Tristezza di un amore sbagliato che diventa ossessione. Tristezza di un rifugiato che non è mai a "casa". Tristezza di un operaio che ripete sempre tutti i giorni le stesse cose. Tris ...continua

    Poesia in prosa. Tristezza di un amore sbagliato che diventa ossessione. Tristezza di un rifugiato che non è mai a "casa". Tristezza di un operaio che ripete sempre tutti i giorni le stesse cose. Tristezza di un emarginato che ha compiuto azioni nefande già da piccolo. Ma sempre con un sogno da continuare a sognare.

    ha scritto il 

  • 5

    poetry

    no, non è triste. no, non è angoscioso. nemmeno demoralizzante.
    è vero.
    è vero come lo è la solitudine ed il coraggio di chi non si spaventa di fronte all'emarginazione ma accetta la propria diversità ...continua

    no, non è triste. no, non è angoscioso. nemmeno demoralizzante.
    è vero.
    è vero come lo è la solitudine ed il coraggio di chi non si spaventa di fronte all'emarginazione ma accetta la propria diversità. se la capacità di adattamento e l'assuefazione sono le chiavi del successo, l'estraniazione e il distacco sono la ricchezza di chi si completa da sé.
    è chiaro che ci sono metafore a rotta di collo e che si raggiungono picchi di surrealismo ai limiti del kafkiano, ma fa parte del gioco.
    è uno spasmo continuo, un crampo allo stomaco.
    è l'amore incondizionato verso i sogni.

    … ci sono tante cose alle quali dovrei pensare, per esempio questo vento, adesso dovrei uscire e camminare nel vento. Non insieme a te, Line, non ti arrabbiare. Camminare nel vento è una cosa che non si può fare altro che da soli, perché c’è una tigre e un pianoforte la cui musica uccide gli uccelli, e la paura può essere dissolta solo dal vento, si sa, io è tanto che lo so...

    ha scritto il 

  • 3

    Nebbia

    Un libro piccolo ma profondo, al di là del senso, profondo come una porta dimensionale che se la guardi di lato è sottilissima ma dentro ha un mondo. Un mondo grigio, confuso, pesante. Se potessi rida ...continua

    Un libro piccolo ma profondo, al di là del senso, profondo come una porta dimensionale che se la guardi di lato è sottilissima ma dentro ha un mondo. Un mondo grigio, confuso, pesante. Se potessi ridargli un titolo lo chiamerei "Nebbia": fredda, grigia, ti entra nelle ossa, ti culla, ti sperde. Ti piace e ti da fastidio.

    ha scritto il 

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