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Igiene dell'assassino

Di

Editore: Voland

3.7
(2903)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8888700587 | Isbn-13: 9788888700588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Philosophy

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Descrizione del libro
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi divita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma loscrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solocinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il genialeromanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui simescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personalesia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenerglitesta e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poiduello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di PrétextatTach del tutto inedito.
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  • 2

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, ...continua

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, decisamente troppo lungo e ininterrotto. Cambiano i temi, i toni, gli argomenti, la trasformazione è poco logica, complessivamente anche la conclusione. Direi pretestuoso nella seconda parte, vivace e stuzzicante nella prima.

    ha scritto il 

  • 3

    il personaggio principale è fantastico. simpaticissimo. il libro, boh, è il primo della Nothomb, non so dire se mi sia piaciuto o meno. però mi spinge a leggerne alri, ecco.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumib ...continua

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumibilmente dovrà morire entro un paio di mesi. Tach si rimpinza da sessantasei anni con tutto ciò che è commestibile e nauseante, è quindi obeso, invalido, misantropo, insopportabile, disgustoso, spietato, misogino e geniale. .

    Tach ha sempre evitato interviste, non ha nemmeno ritirato il premio Nobel, quindi il mondo rischia di perdere la sua testimonianza sul suo lavoro. Il suo segretario decide dunque di selezionare cinque giornalisti che avranno il compito di intervistarlo.

    Tach però non è un uomo facile da intervistare. Con abile dialettica, con logica spietata, con una notevole supremazia intellettuale, distrugge i primi quattro poco a poco, spaventandoli e disgustandoli facendoli scappare o cacciandoli dalla sua casa. Il primo affoga nell'alcol la brutta figura, il secondo vomita nel primo cespuglio, il terzo rimprovera gli altri per la loro incapacità ma alla fine farà anche peggio, il quarto dura un po’ di più ma alla fine fallisce anche lui. Ma il quinto giornalista non è un lui. E' uno degli esseri più brutti, stupidi e inutili di questo mondo: una donna.

    Nina è sicura, brillante, documentata e dotata della stessa logica di Tach. Comincia un gioco di battute, insulti, sofismi, finte, colpi bassi, mentre si fa strada una verità tenuta per anni nascosta nel posto più impensabile, vale a dire sotto gli occhi di tutti. E riesce quindi a ribaltare i ruoli e a dominare la scena.

    Per prima cosa devo complimentarmi con Amelie Nothomb. E’ molto brava e ha le idee ben chiare. E’ intelligente, ironica, è originale, sa stupire e usare benissimo la sua penna.

    Molti i temi: la figura della donna ed il suo ruolo nella società, la superficialità del giornalismo, cosa e’ disposto a sacrificare un uomo pur di ottenere l’eternità e la gloria?

    Il clou si raggiunge però quando il libro parla di lettori, letteratura e premi letterari.

    La Nothomb fa dire a Tach che il lettore medio è incapace di comprendere un libro nella sua profondità e di andare più a fondo della mera superficie della trama.

    “Il sommo della raffinatezza è vendere milioni di copie e non essere letto”

    Nel libro si parla di letterati che premiano i libri quasi senza leggerli, di giornalisti che addirittura parlano di libri senza averli mai aperti, di scrittori che hanno bisogno di autocelebrarsi per sentirsi tali. E questo non può non farci pensare alle recensioni tutte uguali che si leggono sui giornali che gridano al capolavoro anche se si tratta di puro pattume.

    Spesso, sostiene la Nothomb, giudichiamo bello o brutto ciò che leggiamo senza domandarcene la ragione, proprio perché raramente cerchiamo di capire quello che lo scrittore ci comunica ma leggiamo in funzione della chiave di lettura suggerita da qualcun altro. La scrittrice sostiene tra le righe che la lettura è una attività che si fa in proprio e che necessita di senso critico e attenzione. Dobbiamo evitare che questa attività, assolutamente personale e dipendente dalla nostra esperienza, sia influenzata da altri. La lettura è un momento privato con l'autore, lui si impegna a raccontare e noi giudichiamo. Se non svisceriamo, se non andiamo oltre e se non siamo completamente sinceri e attenti con il mondo delle parole la lettura perde significato. C’è molta differenza tra leggere e comprendere, ahimè….

    "Ma mi creda: anche nel caso che i giurati mi abbiano letto, questo non cambia nulla alla mia teoria. C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere. Come uomini-rana, attraversano i libri senza prendere una goccia d’acqua.” "Sono i lettori-rana. Costituiscono la stragrande maggioranza dei lettori umani, e tuttavia ne ho scoperto l'esistenza molto tardi. Sono così ingenuo. pensavo che tutti leggessero come me; io leggo, come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale; allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ce ne scampi) o Queneau. In realtà, quando dico ‘si' dovrei dire 'io e qualche altro', in uno stato identico, senza aver perduto una briciola di in più. Hanno letto, ecco tutto: nel migliore dei casi, sanno di 'cosa parla'. Non pensi che esagero. Quante volte ho domandato a persone intelligenti: 'Questo libro vi ha cambiato?' E mi hanno guardato, gli occhi sgranati, con l'aria di dire: 'Perché avrebbe dovuto cambiarmi?’"

    Il romanzo è molto ricco di metafore, di significati nascosti, di rimandi letterari, di frasi latine, di filosofia; ed è scritto molto bene. Molto carino, molto interessante! Considerato poi che la Nothomb aveva venticinque anni quando l’ha scritto e che è il primo suo romanzo….

    ha scritto il 

  • 2

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita ...continua

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita a "staccarmi".

    ha scritto il 

  • 0

    Senza voto

    Per i primi 2/3 mi è piaciuto, l'ultima parte mi ha fatto storcere il naso. Tirando le somme non riesco a capire se mi è piaciuto oppure no.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Ho letto recentemente della stessa autrice un altro libro: Barbablù. Colpisce la somiglianza dei temi tra quello e questo. Da un lato, un personaggio maschile, isolato dal mondo, perverso e che ha all ...continua

    Ho letto recentemente della stessa autrice un altro libro: Barbablù. Colpisce la somiglianza dei temi tra quello e questo. Da un lato, un personaggio maschile, isolato dal mondo, perverso e che ha alle sue spalle uno o piu' assassini di donne, che teorizza quali assassini fatti per amore. Dall'altro, l'antagonista, una giovane donna, che non ha timore alcuno a sfidarlo e a tenergli testa, ne ottiene la capitolazione, ma, alla fine, ne assume la medesima logica, sicche' resta alla fine il dubbio se il vero vincitore non sia l'uomo, pure apparente sconfitto. L'ambiguita' dell'esito si rafforza perche' in entrambi i casi la storia, giunta al suo culmine, termina e resta quindi la domanda se l'assimilazione tra la donna, vincitrice in apparenza, e l'uomo, sempre in apparenza soccombente, sia da ritenere accidentale e contingente o strutturale e definitiva.

    ha scritto il 

  • 3

    Locomotiva o bufalo: 3 o 4 stelle.

    Mi sto chiedendo se in questo caso il genio – che senza dubbio è folle – sia una locomotiva o un bufalo.
    Da un lato vorrei che fosse un bufalo, solo che - lo sappiamo tutti - il bufalo può scartare di ...continua

    Mi sto chiedendo se in questo caso il genio – che senza dubbio è folle – sia una locomotiva o un bufalo.
    Da un lato vorrei che fosse un bufalo, solo che - lo sappiamo tutti - il bufalo può scartare di lato, ma può anche cadere.

    ha scritto il 

  • 4

    Per lungo tempo mi sono lamentata del fatto che la maggior parte dei romanzi che leggevo era scritta da uomini, e che conoscevo pochissime autrici donne interessanti. Fortunatamente, ne ho trovata una ...continua

    Per lungo tempo mi sono lamentata del fatto che la maggior parte dei romanzi che leggevo era scritta da uomini, e che conoscevo pochissime autrici donne interessanti. Fortunatamente, ne ho trovata una che ne vale dieci: Amelie Nothomb. Che abbia scritto 'Igiene dell'assassino' a 25 anni quasi mi terrorizza...

    ha scritto il 

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