Igiene dell'assassino

Di

Editore: Voland

3.7
(2988)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8888700587 | Isbn-13: 9788888700588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi divita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma loscrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solocinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il genialeromanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui simescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personalesia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenerglitesta e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poiduello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di PrétextatTach del tutto inedito.
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  • 4

    Interessante per la forma, sviluppato in un continuo dialogo tra il protagonista, un premio Nobel per la letteratura, e quarto giornalisti a cui ha concesso di rilasciare un'intervista prima di morire ...continua

    Interessante per la forma, sviluppato in un continuo dialogo tra il protagonista, un premio Nobel per la letteratura, e quarto giornalisti a cui ha concesso di rilasciare un'intervista prima di morire.

    ha scritto il 

  • 3

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnat ...continua

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnative.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Inquietante

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e s ...continua

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e sull'amore, e i suoi interlocutori è rapido, tagliente, sottile, profondo, mai banale sebbene spesso rasenti l'assurdo. Ed è sul dialogo serrato che si gioca tutto: il concetto di odio e di amore, di vita e di morte, di giusto e ingiusto, di libertà e costrizione, di possesso e di condivisione, di Bene e di Male.
    Sì, il Male, quello che ha davvero mille forme: nell'opera ha le fattezze flaccide, eteree ed imberbi di un uomo ossessionato da ciò che ha consapevolmente distrutto mentre creava (o che ha languidamente creato mentre distruggeva?) ma anche quelle di una donna bruttina e geniale, che diverrà, con sommo piacere, la sua inquietante e degnissima discepola.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che un romanzo è un lungo dialogo di impostazione teatrale, fatto di botta e risposta taglienti e affilatissimi, due personaggi stupendi, anche se il finale non mi ha convinto del tutto.

    ha scritto il 

  • 4

    Sono sconvolta...

    Ho iniziato questo libro e sono andata avanti spedita; ma più mi addentravo nella storia più mi chiedevo come sarebbe potuta finire... ....e a quella fine ci arrivai!

    Mi ritrovo ancora incredula, ma ...continua

    Ho iniziato questo libro e sono andata avanti spedita; ma più mi addentravo nella storia più mi chiedevo come sarebbe potuta finire... ....e a quella fine ci arrivai!

    Mi ritrovo ancora incredula, ma allo stesso tempo incantata da tale scrittura.

    Incredibilmente, LaFra.

    ha scritto il 

  • 0

    Vale, un libro corto y entretenido pero bien pasable. Había leído críticas de gente que vamos, lo ponía por las nubes y nada más lejos de la realidad, calificar así este libro es de haber leído muy po ...continua

    Vale, un libro corto y entretenido pero bien pasable. Había leído críticas de gente que vamos, lo ponía por las nubes y nada más lejos de la realidad, calificar así este libro es de haber leído muy poco.
    Lo dicho, un libro para pasar un ratillo pero que no te va a dejar marca.

    ha scritto il 

  • 4

    Aggressivo e inquietante, ironico e dissacrante, mistero e intrigo si svelano con grazia perfida, è arzigogolato il finale, è un romanzo lucido, schietto e crudo. La storia verte molto sui dialoghi, s ...continua

    Aggressivo e inquietante, ironico e dissacrante, mistero e intrigo si svelano con grazia perfida, è arzigogolato il finale, è un romanzo lucido, schietto e crudo. La storia verte molto sui dialoghi, su delle interviste che rivelano essere un pretesto per far emergere un segreto, sepolto molti anni prima… L'A. restituisce una morale sul valore della lettura e degli scritti, condannando un'epoca e rimanendo valido anche nella successiva. Un piccolo gioiello di retorica, un esercizio di stile!

    ha scritto il 

  • 1

    S’io fossi Nina

    “Da quando dagli atomi a caso
    fu generata questa cosa che chiamiamo mondo”

    banalità (recitata in testa o in coda, non ricordo, al suo “Jekill e mister Hyde” da Albertazzi, uomo e autore banale peral ...continua

    “Da quando dagli atomi a caso
    fu generata questa cosa che chiamiamo mondo”

    banalità (recitata in testa o in coda, non ricordo, al suo “Jekill e mister Hyde” da Albertazzi, uomo e autore banale peraltro) che mi frulla in testa da stamattina in tandem con “perculamento”, superneologismo della mia amica anobina, da quando ho pensato di scrivere di questo libello che il caso (il cerchio si chiude e la frammentazione schizofrenica svanisce) ha voluto lei avesse letto e commentato quando a me era stato appena affibbiato in una sfida, e ero ancora ancora alle prese con” Nothomb chi era costei?”, e le sue foto da dark lady sul web, da sembrarmi una che con la perculatio (traduco. Non resisto allo sfoggio di aulicismi!) non ci andava leggera.
    (Respirate. Il periodo è finito ma per quanto lo rilegga, non ho trovo un punto, dove metterci un punto.)
    Sposo tutto il già detto dalla mia amica. Perculamento in primis.
    Perculatio palese: erudizione (è Voltaire e Diderot, Celine e Queneau) impastata in polpettine di sarde, roba mainstream, perché la grande cuisine la fanno gli ingredienti di prima qualità!
    E quando l’ho finito (protesto: gli ebook fanno schifo e non valgono i sei euro che spensieratamente paghi per quell’impaginamento a pene di cane! ) l’Amelie mi ha fatto pena.
    Si affida nelle mani di Nina (l’ultima dei giornalisti ad avere il privilegio dell’intervista con l’ottuagenario terminale genio della letteratura). E quella scema superficiale non riesce a sfuggire al controllo della narratrice, e non fa l’unica cosa che la Nothomb aveva bisogno facesse: indagare su di lei, Amelie, la povera bambina che non sarebbe voluta diventare donna e che in quel primo sangue mestruale aveva visto l’opera di Nosferatu per trasformarla in non morta, nientemeno!
    Se fossi stata Nina avrei smascherato Prétextat Tacht, (trucco da premio a Tale e Quale Show), scrittore obeso da far schifo ad ogni anoressica che si rispetti come Ameliè, vecchio in menopausa di ispirazione da trent’anni, immeritato premio nobel per libri non letti da nessuno (i lettori rana, mamma mia che metafora! Ho il brivido caldo!) ma andati a ruba.
    Se fossi stata Nina, con il mio vero malo carattere a differenza del finto suo, le avrei detto, con una smorfietta di sprezzo, di farla finita con la perculatio (e l’autoperculatio soprattutto), chè di bambine così – quelle che negano il menarca per anni, vanno in giro con i calzini gettando le calze lunghe nella pattumiera, fasciandosi il seno e facendo le babbe se si parla di ciclo - ce ne sono milioni al mondo e non tritano i cabbasisi con pseudo letteratura (più che meta letteratura, come si picca di fare la tipa. Non è che sia impossibile: Leopardi era gobbo ma non tutti i gobbi scrivono l’Infinito.) Se fossi stata Nina l’avrei portata da un buon terapista, lei e la sua autobiografia mascherata (quante ne leggono quei poveretti prima di finire essi stessi in manicomio).
    Non sono Nina o meglio, lei non è me: scrivo scarso ma leggo pregiato. Una stellina una*

    ha scritto il 

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