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Igiene dell'assassino

Di

Editore: Voland

3.7
(2919)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8888700587 | Isbn-13: 9788888700588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi divita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma loscrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solocinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il genialeromanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui simescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personalesia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenerglitesta e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poiduello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di PrétextatTach del tutto inedito.
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  • 4

    Al vetriolo

    Lo stile, assolutamente caustico, che contraddistingue la Nothomb è incomparabile, unico nel suo genere. Le arguzie si sprecano, l'originalità domina incontrastata dall'inizio alla fine. Unica pecca i ...continua

    Lo stile, assolutamente caustico, che contraddistingue la Nothomb è incomparabile, unico nel suo genere. Le arguzie si sprecano, l'originalità domina incontrastata dall'inizio alla fine. Unica pecca il finale, gravemente collusivo.

    ha scritto il 

  • 2

    Sembrava un libro

    Per otto pagine, a circa tre quarti del libro, ho pensato che Amelie Notomb avesse scritto qualcosa di interessante. Poi, alla nona pagina, sono ripiombata in una melassa noiosa e scontata.

    ha scritto il 

  • 2

    Non so perchè Amelie abbia scritto questo romanzo. Se dietro alla trama si possa leggere anche una nota polemica per come vengono assegnati i premi letterari, ad esempio il Nobel, per come è il mondo ...continua

    Non so perchè Amelie abbia scritto questo romanzo. Se dietro alla trama si possa leggere anche una nota polemica per come vengono assegnati i premi letterari, ad esempio il Nobel, per come è il mondo della letteratura e del giornalismo e della critica letteraria, per come spesso la gente non legge i libri che si vanta di conoscere, soprattutto chi si muove in certi ambienti (letterari).
    Il suo premio Nobel, il protagonista della storia, tronfio e antipatico ottuagenario, è certamente un tipo improbabile. Improbabile come Nobel per il suo cinismo, perchè se un difetto bisogna trovarlo al Nobel, è che spesso (o così mi pare) è assegnato non solo in base al merito letterario ma anche allo spessore dell'autore, sulla cui unità di misura si potrebbe trovare da discutere.
    Il romanzo è un ibrido tra braccio di ferro di intelligenze a tavolino e favola di Peter Pan e Wendy, con i soliti ragazzini che non vogliono crescere ( se non di peso) compreso il nostro Nobel, ottuagenario ma adolescente o preadolescente di testa benchè cinico.
    Dal punto di vista stilistico a me questo romanzo non piace molto per il dialogo così serrato, solo dialogo e troppo serrato. Troppo ping pong. Preferisco che ci sia un po' di respiro, di luce come in Stupore e tremori che mi sembra molto, molto superiore come qualità letteraria.
    Anche il contenuto è un po' così, un interessante esercizio di fraseggio, tanto per non essere troppo volgari. Certo, una donna intelligente come Amelie, si legge sempre volentieri.
    Interessante il consiglio agli scrittori su come diventare un classico della letteratura, per chi voglia seguirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Esordio di Amélie Nothomb, un romanzo che usa come forma di scrittura preponderante il dialogo. Protagonista di quest'opera è il premio nobel per la letteratura Prétextat Tach, il quale, prossimo orma ...continua

    Esordio di Amélie Nothomb, un romanzo che usa come forma di scrittura preponderante il dialogo. Protagonista di quest'opera è il premio nobel per la letteratura Prétextat Tach, il quale, prossimo ormai alla morte, partecipa ad una serie di interviste. Prétextat Tach è un misantropo, un genio, un cinico, che non risparmierà insulti e realtà crude e nauseabonde a tutti i giornalisti che si presenteranno davanti a lui. Una nota negativa di questo romanzo è, a parer mio, il finale; sembra messo lì giusto per concludere la storia, ma non è stato particolarmente entusiasmante, forse mi aspettavo di più.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    4

    “L'oblio è un oceano gigantesco sul quale naviga un solo naviglio che è la memoria “

    Confesso che se non fosse stato per la calda “sponsorizzazione” di una convinta ammiratrice Anobiiana di Amélie Nothomb probabilmente non l'avrei mai presa neppure in considerazione.
    Sarebbe stato un ...continua

    Confesso che se non fosse stato per la calda “sponsorizzazione” di una convinta ammiratrice Anobiiana di Amélie Nothomb probabilmente non l'avrei mai presa neppure in considerazione.
    Sarebbe stato un errore.
    Il romanzo appena letto , che è anche il primo scritto dall'autrice oltre che quello che l'ha segnalata all'attenzione della critica , è sviluppato con un tono decisamente giornalistico su cinque interviste .
    L'idea di sviluppare un canovaccio del genere in sé non è nuova perché anche (il grande) Philip Roth , nel suo “Chiacchiere di bottega”, ha realizzato qualcosa di analogo , ma ciò che rende quest'opera diversa risiede proprio nella particolare “asciuttezza” del linguaggio adottato .
    Infatti il disgustoso (in tutti i sensi) protagonista Prétextet Tach , premio Nobel per la letteratura al quale una rara forma di cancro alle cartilagini concederà solo due mesi di vita , liquida con una scortesia , tanto irritante ed odiosa da rasentare la brutalità , i primi quattro giornalisti da costringerli , non solo ad abbandonare l'impresa , ma ad uscirne mentalmente e fisicamente provati .
    Ma il tono della storia cambia, così come lo stile espositivo , quando entra in scena Nina , l'unica giornalista donna ammessa fra gli intervistatori , e come in un gioco diabolico e perverso , le parti vengono ad invertirsi per giungere così ad un finale , forse prevedibile , ma comunque di grande effetto.
    Una lettura non entusiasmante dal punto di vista meramente stilistico , né poteva esserlo data la “bruttezza” del personaggio ed il taglio impresso alla narrazione , ma ho trovato invece notevole il tratto dell'autrice , la sua capacità di esprimersi al di fuori di canoni tradizionali , non rinunciando tuttavia ad offrire momenti di grande intensità nel delineare , appunto nella seconda parte , i contorni di un “amore” malato, innaturale , perverso oltre che criminale.

    ha scritto il 

  • 2

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, ...continua

    Che dire, comincia piuttosto bene, è divertente, i dialoghi affilati e l'acume tachiano stuzzicante.
    Quattro capitoli così, poco meno di metà del libro.
    Il quinto capitolo arriva alla fine del libro, decisamente troppo lungo e ininterrotto. Cambiano i temi, i toni, gli argomenti, la trasformazione è poco logica, complessivamente anche la conclusione. Direi pretestuoso nella seconda parte, vivace e stuzzicante nella prima.

    ha scritto il 

  • 3

    il personaggio principale è fantastico. simpaticissimo. il libro, boh, è il primo della Nothomb, non so dire se mi sia piaciuto o meno. però mi spinge a leggerne alri, ecco.

    ha scritto il 

  • 4

    C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumib ...continua

    Questo romanzo, basa quasi interamente su dialoghi, parla dell’ottantatreenne premio Nobel della Letteratura, Pretextat Tach, a cui viene diagnosticato un rarissimo cancro della cartilagine e presumibilmente dovrà morire entro un paio di mesi. Tach si rimpinza da sessantasei anni con tutto ciò che è commestibile e nauseante, è quindi obeso, invalido, misantropo, insopportabile, disgustoso, spietato, misogino e geniale. .

    Tach ha sempre evitato interviste, non ha nemmeno ritirato il premio Nobel, quindi il mondo rischia di perdere la sua testimonianza sul suo lavoro. Il suo segretario decide dunque di selezionare cinque giornalisti che avranno il compito di intervistarlo.

    Tach però non è un uomo facile da intervistare. Con abile dialettica, con logica spietata, con una notevole supremazia intellettuale, distrugge i primi quattro poco a poco, spaventandoli e disgustandoli facendoli scappare o cacciandoli dalla sua casa. Il primo affoga nell'alcol la brutta figura, il secondo vomita nel primo cespuglio, il terzo rimprovera gli altri per la loro incapacità ma alla fine farà anche peggio, il quarto dura un po’ di più ma alla fine fallisce anche lui. Ma il quinto giornalista non è un lui. E' uno degli esseri più brutti, stupidi e inutili di questo mondo: una donna.

    Nina è sicura, brillante, documentata e dotata della stessa logica di Tach. Comincia un gioco di battute, insulti, sofismi, finte, colpi bassi, mentre si fa strada una verità tenuta per anni nascosta nel posto più impensabile, vale a dire sotto gli occhi di tutti. E riesce quindi a ribaltare i ruoli e a dominare la scena.

    Per prima cosa devo complimentarmi con Amelie Nothomb. E’ molto brava e ha le idee ben chiare. E’ intelligente, ironica, è originale, sa stupire e usare benissimo la sua penna.

    Molti i temi: la figura della donna ed il suo ruolo nella società, la superficialità del giornalismo, cosa e’ disposto a sacrificare un uomo pur di ottenere l’eternità e la gloria?

    Il clou si raggiunge però quando il libro parla di lettori, letteratura e premi letterari.

    La Nothomb fa dire a Tach che il lettore medio è incapace di comprendere un libro nella sua profondità e di andare più a fondo della mera superficie della trama.

    “Il sommo della raffinatezza è vendere milioni di copie e non essere letto”

    Nel libro si parla di letterati che premiano i libri quasi senza leggerli, di giornalisti che addirittura parlano di libri senza averli mai aperti, di scrittori che hanno bisogno di autocelebrarsi per sentirsi tali. E questo non può non farci pensare alle recensioni tutte uguali che si leggono sui giornali che gridano al capolavoro anche se si tratta di puro pattume.

    Spesso, sostiene la Nothomb, giudichiamo bello o brutto ciò che leggiamo senza domandarcene la ragione, proprio perché raramente cerchiamo di capire quello che lo scrittore ci comunica ma leggiamo in funzione della chiave di lettura suggerita da qualcun altro. La scrittrice sostiene tra le righe che la lettura è una attività che si fa in proprio e che necessita di senso critico e attenzione. Dobbiamo evitare che questa attività, assolutamente personale e dipendente dalla nostra esperienza, sia influenzata da altri. La lettura è un momento privato con l'autore, lui si impegna a raccontare e noi giudichiamo. Se non svisceriamo, se non andiamo oltre e se non siamo completamente sinceri e attenti con il mondo delle parole la lettura perde significato. C’è molta differenza tra leggere e comprendere, ahimè….

    "Ma mi creda: anche nel caso che i giurati mi abbiano letto, questo non cambia nulla alla mia teoria. C'è gente così sofisticata da leggere senza leggere. Come uomini-rana, attraversano i libri senza prendere una goccia d’acqua.” "Sono i lettori-rana. Costituiscono la stragrande maggioranza dei lettori umani, e tuttavia ne ho scoperto l'esistenza molto tardi. Sono così ingenuo. pensavo che tutti leggessero come me; io leggo, come mangio: questo non significa solo che ne ho bisogno. significa soprattutto che entra nelle mie componenti e che le modifica. Non si è gli stessi che si mangi sanguinaccio o caviale; allo stesso modo non si è gli stessi se si è appena letto Kant (Dio ce ne scampi) o Queneau. In realtà, quando dico ‘si' dovrei dire 'io e qualche altro', in uno stato identico, senza aver perduto una briciola di in più. Hanno letto, ecco tutto: nel migliore dei casi, sanno di 'cosa parla'. Non pensi che esagero. Quante volte ho domandato a persone intelligenti: 'Questo libro vi ha cambiato?' E mi hanno guardato, gli occhi sgranati, con l'aria di dire: 'Perché avrebbe dovuto cambiarmi?’"

    Il romanzo è molto ricco di metafore, di significati nascosti, di rimandi letterari, di frasi latine, di filosofia; ed è scritto molto bene. Molto carino, molto interessante! Considerato poi che la Nothomb aveva venticinque anni quando l’ha scritto e che è il primo suo romanzo….

    ha scritto il 

  • 2

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita ...continua

    Buona la scrittura, i personaggi sono, come dire, antipatici, se si riesce ad effettuare una lettura a prescindere da questo credo si possa essere più imparziali di me che da questo non sono riuscita a "staccarmi".

    ha scritto il 

  • 0

    Senza voto

    Per i primi 2/3 mi è piaciuto, l'ultima parte mi ha fatto storcere il naso. Tirando le somme non riesco a capire se mi è piaciuto oppure no.

    ha scritto il 

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