Igiene dell'assassino

Di

Editore: Voland

3.7
(3075)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 155 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Francese , Spagnolo , Tedesco , Catalano , Olandese , Inglese , Portoghese

Isbn-10: 8888700587 | Isbn-13: 9788888700588 | Data di pubblicazione:  | Edizione 4

Disponibile anche come: Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Famiglia, Sesso & Relazioni , Narrativa & Letteratura , Mistero & Gialli

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Descrizione del libro
Al premio Nobel per la letteratura Prétextat Tach restano solo due mesi divita. La stampa di tutto il mondo gli implora un'ultima intervista ma loscrittore, feroce misantropo, si è chiuso da anni in un silenzio segreto. Solocinque giornalisti riusciranno a incontrarlo. Dei primi quattro, il genialeromanziere si prenderà sadicamente gioco e con una dialettica in cui simescolano logica e malafede riuscirà ad annientarli sia sul piano personalesia su quello professionale. Il quinto invece, una donna, riuscirà a tenerglitesta e avere la meglio su di lui: l'intervista diventerà interrogatorio e poiduello senza respiro. Ne verrà fuori, poco a poco, un ritratto di PrétextatTach del tutto inedito.
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  • 3

    Tempi glaciali

    La trama de "L'igiene dell'assassino" (il libro nel libro) viene successivamente richiamata
    in "Tempi glaciali" un romanzo del commissario Adamsberg scritto da Fred Vargas, forse un omaggio. ...continua

    La trama de "L'igiene dell'assassino" (il libro nel libro) viene successivamente richiamata
    in "Tempi glaciali" un romanzo del commissario Adamsberg scritto da Fred Vargas, forse un omaggio.

    ha scritto il 

  • 2

    Di questa autrice ammiro soprattutto il dono della sintesi asciutta eppure limpida, tanto che nei suoi libri brevissimi riesce a condensare temi elevati non solo senza rischiare la banalità, non solo ...continua

    Di questa autrice ammiro soprattutto il dono della sintesi asciutta eppure limpida, tanto che nei suoi libri brevissimi riesce a condensare temi elevati non solo senza rischiare la banalità, non solo risultando originale, ma addirittura slittando verso un'eccentricità brillante e sorprendente.
    Se insegnassi filosofia all'università, obbligherei i miei studenti a un seminario su questi volumetti sagaci, convinta che imparerebbero l'arte antica della dialettica e della retorica più che dagli stessi sofisti che l'avevano inventata.
    Mi piacciono i lunghissimi dialoghi, consequenziali a questa sua felice disposizione speculativa.
    Mi piacciono le scelte lessicali, precise, personali, mai scontate, mai tronfie.
    Questo è il suo debutto, perciò forse si può comprendere come non avesse ancora acquisito consapevolezza del fatto che la sua misura ideale si aggiri intorno alle cento-centoventi pagine.
    Questo, infatti, è un libro prolisso, benché non raggiunga le duecento. La seconda metà è ridondante, pretestuosa, pedante, con quel continuo corteggiare la morte, fino al cedimento conclusivo, frettoloso e incoerente.
    Avendo ormai alle spalle un discreto numero di libri nothombiani, posso asserire che i migliori, i meno artefatti, sono quelli a sfondo autobiografico: sfrontati, divertenti, commoventi, insomma: superbi.

    ha scritto il 

  • 3

    Amélie è proprio matta... che storia assurda...
    Ma, come sempre, non riesco a staccare gli occhi dalle pagine...
    Un libro fatto di discorsi... Intensi, pazzeschi... a volte al limite del "vomitevole". ...continua

    Amélie è proprio matta... che storia assurda...
    Ma, come sempre, non riesco a staccare gli occhi dalle pagine...
    Un libro fatto di discorsi... Intensi, pazzeschi... a volte al limite del "vomitevole"... ma è sempre Amélie!!

    ha scritto il 

  • 4

    Ha un certo fascino, se si riesce a starle dietro

    Uno scrittore ottuagenario vincitore di un premio Nobel scopre di essere prossimo alla morte per una malattia rara. Dopo anni vissuti da misantropo, sempre rinchiuso in appartamento e nascondendosi al ...continua

    Uno scrittore ottuagenario vincitore di un premio Nobel scopre di essere prossimo alla morte per una malattia rara. Dopo anni vissuti da misantropo, sempre rinchiuso in appartamento e nascondendosi alla stampa, decide di concedere 5 interviste ad altrettanti giornalisti. Per i primi quattro si rileverà un' esperienza umiliante, saranno vittime di scherzi, sarcasmo e insulti da parte del diabolico vecchietto. La quinta giornalista però ha con se' un asso nella manica. Ho faticato non poco, troppo in alcuni parti, a seguire il filo del discorso, a cercare di capire questi dialoghi macchinosi... Bisogna riconoscere però che l'idea di base ha qualcosa di geniale.

    ha scritto il 

  • 4

    Quattro stelle e mezzo

    Non do il massimo perché il finale è pretestuoso, tuttavia il romanzo è geniale.
    Più che un romanzo, sembra una pièce teatrale, in effetti, con dialoghi serrati ed estenuanti. I toni sono piuttosto ac ...continua

    Non do il massimo perché il finale è pretestuoso, tuttavia il romanzo è geniale.
    Più che un romanzo, sembra una pièce teatrale, in effetti, con dialoghi serrati ed estenuanti. I toni sono piuttosto accesi e il linguaggio è crudo e spesso triviale. Quindi è comprensibile che possa non incontrare i gusti di tutti. Eppure, se ci si abbandona, non si può fare a meno di riconoscerne la genialità.
    Bravo.

    ha scritto il 

  • 2

    Giungo all'opera d'esordio della dolce Amélie dopo oltre 20 libri suoi letti, e mi imbatto in un romanzo certamente ingegnoso ma anche macchinoso, e talmente irritante da diventare a tratti detestabil ...continua

    Giungo all'opera d'esordio della dolce Amélie dopo oltre 20 libri suoi letti, e mi imbatto in un romanzo certamente ingegnoso ma anche macchinoso, e talmente irritante da diventare a tratti detestabile. Credo che se avessi iniziato a leggere da qui, forse non mi sarei spinto oltre.

    ha scritto il 

  • 4

    Interessante per la forma, sviluppato in un continuo dialogo tra il protagonista, un premio Nobel per la letteratura, e quarto giornalisti a cui ha concesso di rilasciare un'intervista prima di morire ...continua

    Interessante per la forma, sviluppato in un continuo dialogo tra il protagonista, un premio Nobel per la letteratura, e quarto giornalisti a cui ha concesso di rilasciare un'intervista prima di morire.

    ha scritto il 

  • 3

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnat ...continua

    Prétextat Tach è uno dei personaggi più odiosi mail letti, lessico "gustoso", dalla trama mi aspettavo qualcosa di più.
    Ad ogni modo piacevole lettura per intervallare narrative più impegnate/impegnative.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Inquietante

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e s ...continua

    Un lungo dialogo che non fa mai rimpiangere la mancanza, quasi totale, del narratore. Lo scambio di battute tra il protagonista, sofisticato dispensatore di farneticazioni sul piacere, sulla morte e sull'amore, e i suoi interlocutori è rapido, tagliente, sottile, profondo, mai banale sebbene spesso rasenti l'assurdo. Ed è sul dialogo serrato che si gioca tutto: il concetto di odio e di amore, di vita e di morte, di giusto e ingiusto, di libertà e costrizione, di possesso e di condivisione, di Bene e di Male.
    Sì, il Male, quello che ha davvero mille forme: nell'opera ha le fattezze flaccide, eteree ed imberbi di un uomo ossessionato da ciò che ha consapevolmente distrutto mentre creava (o che ha languidamente creato mentre distruggeva?) ma anche quelle di una donna bruttina e geniale, che diverrà, con sommo piacere, la sua inquietante e degnissima discepola.

    ha scritto il 

  • 4

    Più che un romanzo è un lungo dialogo di impostazione teatrale, fatto di botta e risposta taglienti e affilatissimi, due personaggi stupendi, anche se il finale non mi ha convinto del tutto.

    ha scritto il 

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