Ik dood

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Uitgever: House of Books B.V.

3.8
(14635)

Language: Nederlands | Number of Pages: 544 | Format: Paperback | In other languages: (other languages) Spanish , Italian , Chi traditional , German , French , English , Portuguese , Swedish , Danish , Czech

Isbn-10: 9044311344 | Isbn-13: 9789044311341 | Publish date: 

Category: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Book Description
Tijdens zijn nachtprogramma krijgt een diskjockey van Radio Monte Carlo plotseling een waanzinnig telefoontje. Een vreemde met een vervormde stem onthult dat hij een moordenaar is. Aanvankelijk wordt het afgedaan als een van slechte smaak getuigende grap. Maar de dag daarna worden een Formule 1-coureur en zijn vriendin, de dochter van een Amerikaanse generaal, dood en gruwelijk verminkt op hun boot aangetroffen. Het is het startsein van een
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  • 5

    Faletti riesce a scrivere oltre 500 pagine senza mai perdere la verve. La prosa è piacevole e ricca di dettagli estremamente tecnici (a tratti cyber) nella descrizione degli omicidi; l'ambientazione i ...doorgaan

    Faletti riesce a scrivere oltre 500 pagine senza mai perdere la verve. La prosa è piacevole e ricca di dettagli estremamente tecnici (a tratti cyber) nella descrizione degli omicidi; l'ambientazione in Costa Azzurra è intrigante e meravigliosa; pregevole anche l'attitudine dell'autore a plasmare il dialogo dei personaggi (prevalentemente francesi e americani) in modo perfettamente caratterizzato dalla nazionalità.
    Assolutamente da leggere

    gezegd op 

  • 2

    • IO UCCIDO di Giorgio Faletti
    Montecarlo. Un serial killer che agisce con estrema lucidità, premeditando e preparando i vari omicidi nei minimi dettagli (segno caratteristico: asporta completamente l ...doorgaan

    • IO UCCIDO di Giorgio Faletti
    Montecarlo. Un serial killer che agisce con estrema lucidità, premeditando e preparando i vari omicidi nei minimi dettagli (segno caratteristico: asporta completamente la pelle della testa delle sue vittime), che chiama una trasmissione radiofonica dando indizi musicali sulle sue prossime prede, che firma ogni suo delitto con una particolare scritta, "Io uccido..."
    Ad occuparsene sono un agente speciale dell'FBI, Frank Ottobre, in congedo temporaneo e rifugiatosi a Montecarlo dopo il suicidio della moglie, tormetato dai sensi di colpa, e il commissario Nicolas Hulot.

    Ho avuto la sensazione di leggere qualcosa di già letto, la trama non è per nulla originale (soprattutto per una come me che legge prevalentemente gialli/thriller), ed è proprio per questo che ho proseguito nella lettura abbastanza a rilento.
    La storia segue un andamento di alti e bassi, la tensione narrativa è piuttosto altalenante, infatti dopo un inizio molto interessante, nel quale si inizia ad avere familiarità con l'assassino e coloro che gli danno la caccia, segue una situazione di calma, un punto morto che prepara il lettore al prossimo "colpo di scena".
    A questo punto avrei preferito meno pagine (si tratta di un libro di 700 pagine), e dunque evitato dilungamenti inutili ed eccessivi, descrizioni infinite, che fanno perdere decisamente ritmo alle vicende, e avrei optato per una maggiore concentrazione dei fatti.
    I personaggi sono tutti ben delineati e caratterizzati. Lo stile è comunque scorrevole e avvincente, cattura l'attenzione del lettore e suscita una discreta curiosità.
    Nonostante qualche nota negativa, è un libro che consiglio.

    gezegd op 

  • 3

    A dispetto dell'ambientazione un po' troppo stucchevole nella Montecarlo dei vip e dei (per fortuna rari) momenti romantici che mi hanno ricordato un po' Liala , il giallo ha un suo ritmo e la lettura ...doorgaan

    A dispetto dell'ambientazione un po' troppo stucchevole nella Montecarlo dei vip e dei (per fortuna rari) momenti romantici che mi hanno ricordato un po' Liala , il giallo ha un suo ritmo e la lettura è risultata gradevole. Come prima prova dell'autore direi apprezzabile. Mi hanno solo un po' irritato alcune frasi palesemente create ad hoc per fare effetto sul lettore ma slegate dal resto della prosa.

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  • 3

    Offelee, fa el tò mestee... con simpatia.

    Non sono un giallista, e questo mi ha permesso di godere forse più di altri di una trama che alla fine si rivela, per me inesperto, solida e avvincente pur se forse poco realistica. Ho sofferto però, ...doorgaan

    Non sono un giallista, e questo mi ha permesso di godere forse più di altri di una trama che alla fine si rivela, per me inesperto, solida e avvincente pur se forse poco realistica. Ho sofferto però, specie all'inizio, il tono 'ne-so-tante' delle mille descrizioni ridondanti e forse un pizzico presuntuose che sostanzialmente suppliscono ad una mancanza di spessore letterario. In pratica, l'impressione è quella di aver condiviso un onesto e appassionato sforzo cui però mancavano le basi profonde necessarie, che non si possono inventare. Uno sforzo che senza la passione messa nello scrivere sarebbe forse stato solo un 'instant book', ma che invece merita comunque simpatia e il giusto apprezzamento.

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  • *** This comment contains spoilers! ***

    1

    un thriller sentimentaloide

    Premessa: ultimamente mi sto dando alla lettura dei thriller, e ovviamente questo mi è stato consigliato caldamente, e nonostante sia un librone imponente di quasi 700 pagine mi hanno assicurato che s ...doorgaan

    Premessa: ultimamente mi sto dando alla lettura dei thriller, e ovviamente questo mi è stato consigliato caldamente, e nonostante sia un librone imponente di quasi 700 pagine mi hanno assicurato che si leggono in fretta (ci ho messo quasi 2 settimane, il che la dice lunga sulla valutazione del libro).
    Altra breve premessa: non amare uno stile di scrittura non significa che non possa piacere a qualcun altro, il mondo è bello perché è vario, no?

    E ora, da 12 giorni me lo tenevo dentro: non capisco la notorietà di questo libro. No, davvero: PESSIMO. Si vede che è il suo libro d'esordio, ma qualcosa mi dice che anche gli altri suoi libri avranno lo stesso andazzo. E il fatto che sia un successo editoriale incredibile mi permetto di far notare: anche le 50 sfumature hanno fatto sold out al botteghino.

    Dialoghi surreali, nomi pomposi e frasi ad effetto, che ormai a me effetto non fanno mica più:

    "Perché una ragazza proprietaria di una testa così bella decide di tenerla china ore e ore su una scacchiera?"
    "Perché un uomo proprietario di una testa così interessante decide di nasconderla in quella specie di pentola che vi mettete su voi piloti?"

    Dove mai avete sentito una frase da rimorchio così? Dove mai avete sentito qualcuno nella vita reale dire una roba così? Ma nemmeno raccontando una barzelletta, andiamo!
    Poi, perché tu, Giorgio Faletti, nome più italiano di così se more, mentre tutti i protagonisti hanno nomi altisonanti come "Jean-Loup", "Frank Ottobre" o "Pierrot". E solo perché "Alessandro Prestianni", "Daniele Luoni" o "Giovanni Muciaccia" suonavano troppo banali, diciamolo pure.

    "C'è un anticipo d'estate nell'aria, con quel particolare aroma che solo le città di mare hanno. Odore di salmastro, pini, rosmarino e nulla di fatto. Promesse e scommesse. Non mantenute le prime, perse le seconde"

    Sbem. Eccovi schiaffate davanti due punti della mia critica in un unico paragrafetto. Ditemi voi cosa sarebbe il profumo "nulla di fatto" o cosa starebbe a dire. Nulla, ve lo dico da scrittrice. Serve di svolazzo, abbellimento, una frase vuota di adorno messa a casaccio per fare sentire lo scrittore più scrittore, e il lettore più lettore. Una scorreggetta ad effetto. Che a me però continua a non voler dire nulla, boh, sarò io che sono poco poetica. E pensare che era partita bene la descrizione con il salmastro, pini e rosmarino, ma, come per "Alessadnro Prestianni", limitarsi a quello sarebbe sembrato troppo banale. "Ma sì, mettiamoci pure qualcosa sulle scommesse! Una città piena di promesse come la primavera!".
    A me non la fai, Giorgione.
    E non ditemi che è "poetico", che di poetico ci ho visto ben poco. Il solito artifizio retorico degli scrittori in erba per far sospirare le donnine quando si leggono gli harmony. Un harmony, ripeto. Il dilemma qui è che gli hamony mi piacciono, e se ne voglio leggere uno, prendo un harmony, non uno pseudothriller.

    Fino all'ultimo ho sperato in un colpo di coda dopo una sequela di personaggi dallo spessore di una pozzanghera visti e rivisti (il poliziotto belloedannato con un passato truce dal quale non si riesce a liberare e la bella gnocca triste e sconsolata che gli cade tra le braccia al primo appuntamento con un dolore inconfondibile. Ditemi voi se non è da hamony, poi), ma niente, oh. Quasi 700 pagine a pregare che si concludesse in fretta, con un finale scamuffo col cattivo che dal nulla si rivela un tosto che neanche John Rambo.

    Mi spiace, ma non sperate di convincermi a leggere un suo secondo romanzo.

    gezegd op 

  • 4

    Ottimo! Per gli appassionati dei gialli e della buona musica

    Di norma prima di leggere un libro mi informo un po' sull'autore per contestualizzare la storia e avere un'idea molto generica anche di quello che potrei trovare nel libro. Documentandomi sulla vita d ...doorgaan

    Di norma prima di leggere un libro mi informo un po' sull'autore per contestualizzare la storia e avere un'idea molto generica anche di quello che potrei trovare nel libro. Documentandomi sulla vita di Faletti, immaginavo il tipico personaggio che si butta un po' su tutto con faciloneria e di conseguenza un romanzo scadente. E invece "Io uccido" mi ha sorpreso: scritto in maniera elegante e lineare, storia ben costruita. Poi come non apprezzare la vasta cultura musicale contenuta nel libro o la visione della musica stessa? Ma anche solo i vari spunti disseminati nel romanzo per conoscere musicisti, film, attori del grande schermo... Sono rimasta lietamente affascinata da questo giallo. Lo consiglio agli appassionati del genere e agli amanti della buona musica.

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