Il «problema Israele»

Diplomazia italiana e PCI di fronte allo Stato ebraico (1948-1973)

Di

Editore: Guerini e Associati

3.5
(2)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 478 | Formato: Altri

Isbn-10: 8883357760 | Isbn-13: 9788883357763 | Data di pubblicazione: 

Genere: Storia

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Descrizione del libro
Dal 1948 la diplomazia e il mondo politico italiani si trovarono aconfrontarsi con una nuova realtà internazionale: lo Stato d'Israele. Inquesto volume l'autore, utilizzando in larga parte materiale d'archivioinedito, ripercorre le reazioni suscitate dall'affermazione di questa nuovanazione. La tradizionale amicizia per i paesi arabi spinse il governo di Romaa considerare i rapporti con lo stato ebraico come un "problema", soprattuttoin occasione delle ricorrenti crisi nel Medio Oriente. Dagli anni SessantaAldo Moro, presidente del Consiglio e poi ministro degli Esteri, approfondì latendenza filo-araba dell'Italia esprimendo numerose perplessità, e qualchevolta marcati dissensi, riguardo alla politica israeliana. Sul versanteideologico opposto, anche per il PCi Israele fu un "problema". I comunistipassarono dall'entusiasmo con cui ne accolsero la nascita a una progressivafreddezza, determinata anche dagli sviluppi della politica mediorientaledell'URSS. Dalla guerra dei Sei giorni del 1967 Israele fu identificato conchiarezza come un avversario, in quanto ritenuto parte integrante del disegnoimperialista degli Stati Uniti nel Mediterraneo. Ma questa posizione sollevòun intenso dibattito all'interno del partito provocando alcune importantiprese di distanza nei militanti di origine ebraica. Da questo studio emergonoalcuni interessanti punti di contatto tra le posizioni del governo italiano edell'opposizione comunista fino alla guerra del Kippur del 1973.
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    Questo approfondito saggio storico analizza la politica tenuta dallo Stato italiano e dal Partito Comunista Italiano nei confronti di Israele e degli Stati arabi nel periodo che va dalla costituzione ...continua

    Questo approfondito saggio storico analizza la politica tenuta dallo Stato italiano e dal Partito Comunista Italiano nei confronti di Israele e degli Stati arabi nel periodo che va dalla costituzione del primo fino alla guerra del Kippur. Vengono esposte in maniera approfondita e basandosi sui documenti d'archivio le cause e le ragioni del progressivo spostamento della politica estera italiana da una posizione di "equidistanza" ad una posizione fondamentalmente filoaraba, il tutto costantemente nell'ambito di una ricerca di acquisire uno status di "interlocutore privilegiato" nei confronti di tutti i paesi dell'area mediterranea. Si tratta quindi, come si può immaginare, di un libro specialistico, per pochi cultori della materia probabilmente, che comunque pure io ho letto con interesse e senza grandi fatiche, traendone utili informazioni (si tratta di avvenimenti che non ho vissuto in prima persona e su cui avevo meno conoscenze, in fondo, che sull'impero romano, dato che la storia contemporanea a scuola non si studia, su questi delicati argomenti poi...)

    ha scritto il