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Il Budda delle periferie

Di

Editore: Bompiani

3.8
(1309)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 397 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Chi tradizionale , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Polacco , Chi semplificata , Lettone , Sloveno

Isbn-10: 8845254437 | Isbn-13: 9788845254437 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Ivan Cotroneo

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Social Science

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Descrizione del libro
"Mi chiamo Karim Amir e sono un vero inglese, più o meno." Comincià così "IlBudda delle periferie", romanzo con il quale Hanif Kureishi esordiva nellanarrativa nel 1990, dopo aver scritto le sceneggiature di "My beautifulLaundrette" e "Sammy and Rosie Get Laid" e dopo aver scritto e diretto "LondonKills Me". Il libro è un racconto di formazione che narra le peripeziesentimentali e le avventure di vita di Karim, adolescente metà inglese e metàindiano nella periferia londinese degli anni Settanta.
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  • 1

    E quindi?

    Ma che emerita schifezza! Il libro più brutto letto quest'anno! Detto in due parole è l'ingresso di Karim nella vita dalla periferia alla città di Londra corredato da varie tematiche sociali che si perdono strada facendo..
    L'inizio è partito già nel peggiore dei modi, per quanto mi riguarda ...continua

    Ma che emerita schifezza! Il libro più brutto letto quest'anno! Detto in due parole è l'ingresso di Karim nella vita dalla periferia alla città di Londra corredato da varie tematiche sociali che si perdono strada facendo..
    L'inizio è partito già nel peggiore dei modi, per quanto mi riguarda: una cosa che non sopporto è trovare i marchi dei prodotti mentre leggo un libro, che siano reali o inventati non importa, e non so quale sia il caso di questi. Se sono fini a se stessi, se non hanno nessuna utilità nella storia mi danno un fastidio enorme. E allora, c'era bisogno di dire che la mamma mangia cioccolato X e non cioccolato e basta? Dopo la marca del cioccolato, dei jeans, del sapone, del maglione ecc ecc a nemmeno 15 pagine di libro ho iniziato a diventare insofferente.
    Cercando di ragionarci su non trovo nessun motivo valido per cui dover consigliare questo libro, non ha proprio niente per cui valga la pena leggerlo. A fine lettura, a parte un gigantesco "E quindi", perchè non ho capito il senso di riempire 400 pagine di questa roba, il primo pensiero è stato "ma che schifezza". Quanto è vero che i quarti di copertina dicono solo baggianate: non mi ha divertita, non mi ha commossa, non mi ha lasciato niente. Vorrei tanto avere un Tardis per andare nella Londra degli anni 70 e vedere quanta percentuale della popolazione giovanile corrisponde a quella descritta qui, in questo "romanzo di formazione della nuova generazione".
    Il posto giusto per questo libro è sul bancone di uno dei peggiori bar de Caracas.

    Ah, e poi perchè mai chiamarlo Il Budda delle periferie? Questo fantomatico Budda altri non è che il padre di Karim, richiesto per i suoi "corsi" di meditazione. Se ne parla all'inizio ma dopo la cosa diventa piuttosto marginale..perchè mai dare il titolo al libro

    ha scritto il 

  • 4

    Funny peculiar and funny ha-ha.

    "Come farà a piacerti Keruac, povera anima innocente? Sai che disse di lui Truman Capote?"
    "No".
    "Disse: 'Quello non è scrivere, è battere a macchina.'"

    Mhmm... mi sa che questo libro mi piacerà...
    E infatti...

    Londra anni '70.
    La musica di Dylan, dei Jeffers ...continua

    "Come farà a piacerti Keruac, povera anima innocente? Sai che disse di lui Truman Capote?"
    "No".
    "Disse: 'Quello non è scrivere, è battere a macchina.'"

    Mhmm... mi sa che questo libro mi piacerà...
    E infatti...

    Londra anni '70.
    La musica di Dylan, dei Jefferson Airplane, Ummagumma dei Pink Floyd.
    I libri di Keruac, di Capote, le poesie di Sylvia Plath.
    Negli anni '70 avevo dai 6 ai 16 anni e in quel periodo quelli più grandi partivano dal paesello per andare a Londra.
    Di mestiere facevano quello di ricevere sussidi dalla social security e la vita in comune negli squat:"misticismo, alcol, promesse sessuali, persone intelligenti e droghe", sintetizza bene, qui, Hanif Kureishi...
    Dall'Hippy ya ye al Punk.
    Poi, ogni tanto, tornavano giù con i cilum, i capelli rosa sopra l'aria sfatta mandando in tilt mamme, nonne e vecchi del paese, ma portando a noi più piccoli le storie di Londra, quei dischi e quei libri laddove Carlo Sgorlon era il massimo dell'avanguardia.
    Così siamo cresciuti, in quell'isola beat di riflesso, appollaiata fra le terre alte all'ombra dei Monti pallidi, con tutte le conseguenze, spesso inconcludenti, del caso: vite dissolte in una pozza di irresolutezza, direbbe Banville.
    Questo libro è proprio lo specchio perfetto dello spirito, dell'incoscienza e delle illusioni di quella generazione: Generazione X - ma non siamo andati in pareggio.
    Da Holden a Garp passando per Portnoy e Kravitz continuare ad imbattermi in romanzi di formazione mentre sono in pieno processo di de-formazione, non può che risolversi in un nostalgico tuffo del passato of the way we were, nonché un tuffo al cuore... credo di poter suscitare la comprensione o forse la compassione di qualche mio coetaneo.
    A Londra ci sono stata tre volte, ma ci sono arrivata tardi, quella Londra lì non esisteva più, ma era magnifica lo stesso.
    A parte tutto ciò, che con la storia di come se la passavano gli immigrati indiani a Londra c'entra poco ma è stata proprio questa storia a riportarmi là, anche se nella parte centrale perde un po' di smalto, era da tempo che non me la ridacchiavo così con un libro: bella scrittura, linguaggio easy e divertente.

    Frasetta significativa su cui c'è (ben poco) da meditare:
    "In fondo le donne sono diverse da noi. Non hanno bisogno di farlo in continuazione. A loro interessa solo se il tizio gli piace. Per noi invece la persona non ha importanza"... Possibile?... No, ci dev'essere per forza un errore di traduzione...

    ha scritto il 

  • 2

    Deludente, strappa qualche risata (..ina) ma sia come trama sia come tecnica di scrittura è stato una delusione. Tratta il tema della formazione e delle peripezie sentimentali di un adolescente metà inglese e metà indiano nella periferia londinese degli anni settanta. Qualche volta banale. Non v ...continua

    Deludente, strappa qualche risata (..ina) ma sia come trama sia come tecnica di scrittura è stato una delusione. Tratta il tema della formazione e delle peripezie sentimentali di un adolescente metà inglese e metà indiano nella periferia londinese degli anni settanta. Qualche volta banale. Non ve lo consiglio

    ha scritto il 

  • 4

    Romanzo di formazione ambientato nell'oscurità del periodo post Swinging London. La città è densa di razze, culture, ambizioni, ma l'integrazione è ben lontana. Karim ha tanto sangue indiano quanto inglese e prova di tutto nel tentativo di trovare la sua strada: l'esito è spesso buffo, altre amar ...continua

    Romanzo di formazione ambientato nell'oscurità del periodo post Swinging London. La città è densa di razze, culture, ambizioni, ma l'integrazione è ben lontana. Karim ha tanto sangue indiano quanto inglese e prova di tutto nel tentativo di trovare la sua strada: l'esito è spesso buffo, altre amaro come l'incomprensione. Merita.

    ha scritto il 

  • 1

    Il libro racconta le vicende di Karim Amir, giovane indiano, nella Londra degli anni Settanta. Tutto qui. Né più né meno di questa frase per riassumere il libro. Assolutamente insignificante, non si capisce dove l'autore voglia andare a parare. Vorrebbe parlare della difficoltà di integrazione, m ...continua

    Il libro racconta le vicende di Karim Amir, giovane indiano, nella Londra degli anni Settanta. Tutto qui. Né più né meno di questa frase per riassumere il libro. Assolutamente insignificante, non si capisce dove l'autore voglia andare a parare. Vorrebbe parlare della difficoltà di integrazione, ma si sofferma su aspetti che non hanno niente a che vedere. Non mi è piaciuto per niente, non ve lo consiglio.

    ha scritto il 

  • 5

    bello guardare il mondo, e vederlo cambiare, con gli occhi di Karim... quanto più disincantato e ironico il suo sguardo, tanto più struggente la tenerezza dell'immagine che restituisce

    ha scritto il 

  • 4

    Iniziato un po' in sordina, mentre avevo ancora nelle orecchie Queneau... poco alla volta questo romanzo di formazione un po' sbandato mi ha colpita e alla fine non posso che dargli 4 stelle, ampiamente meritate.
    "Pensavo a che casino era stata la vita finora, e che non sarebbe andata sempr ...continua

    Iniziato un po' in sordina, mentre avevo ancora nelle orecchie Queneau... poco alla volta questo romanzo di formazione un po' sbandato mi ha colpita e alla fine non posso che dargli 4 stelle, ampiamente meritate.
    "Pensavo a che casino era stata la vita finora, e che non sarebbe andata sempre così". Lunga vita agli scrittori inglesi (o "più o meno" inglesi :P)!

    ha scritto il 

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