Il Cerchio

Di

Editore: Mondadori (Scrittori italiani e stranieri)

3.5
(716)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 391 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco

Isbn-10: 8804643706 | Isbn-13: 9788804643708 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Vincenzo Mantovani

Disponibile anche come: eBook

Genere: Computer & Tecnologia , Narrativa & Letteratura , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il Cerchio?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis

ACQUISTA LIBRO
Acquisto non disponibile
per questo libro
Descrizione del libro
Mae Holland crede di aver fatto il colpo della vita quando viene assunta al Cerchio, la più influente azienda nella gestione di informazioni web (un incrocio tra Facebook e Google). Inizialmente Mae è eccitata dal nuovo lavoro: gli open space avveniristici, le palestre e le piscine distribuite ai piani, la zona riposo con i materassi per chi si trovasse a passare la notte al lavoro, le feste organizzate e le gare sportive, i club e perfino un acquario con rarissimi pesci tropicali... Mae continua a considerarsi fortunata anche quando la vita al di fuori del Cerchio non è più altro che un miraggio lontano, anche quando un ex collega cerca di farla riflettere su qualche operazione di cui le sfuggiva il senso, anche quando la sua stessa vita inizia a diventare sempre più pubblica, trasparente al mondo esterno. Presto quella che sembrava la storia delle idealiste ambizioni di una donna diventa una storia di suspense, un'indagine a tutto campo sulle questioni della memoria, della privacy, della democrazia e dei limiti (valicabili o meno) posti alla conoscenza umana.
Ordina per
  • 3

    molto superiore al film

    Se avete visto il film e non vi ha convinto, date una chance al romanzo che è nettamente superiore, più intrigante e sfaccettato. Il film ha tolto o asciugato le parti migliori.

    ha scritto il 

  • 3

    La meravigliosa epigrafe diceva già molto, di questo libro, interessante, si, ma per il quale non riesco davvero ad andare oltre alle tre stellette. Fortemente sconsigliata invece la visione del film. ...continua

    La meravigliosa epigrafe diceva già molto, di questo libro, interessante, si, ma per il quale non riesco davvero ad andare oltre alle tre stellette. Fortemente sconsigliata invece la visione del film.

    "Non c'erano limiti, né confini, al futuro. E un uomo non avrebbe saputo dove mettere la sua felicità."
    John Steinbeck, La valle dell'eden

    ha scritto il 

  • 3

    Nuove distopie: interessante, ma troppo scontato

    Idea interessante e di estrema attualità, un'esplorazione della nuova frontiera del genere distopico, del quale però non richiama nemmeno lontanamente le più alte vette.
    Nonostante lo stile piuttosto ...continua

    Idea interessante e di estrema attualità, un'esplorazione della nuova frontiera del genere distopico, del quale però non richiama nemmeno lontanamente le più alte vette.
    Nonostante lo stile piuttosto leggero e scorrevole infatti il principale difetto è che, proprio vista la delicatezza e complessità delle tematiche trattate, tutto pare troppo semplice e lineare, quasi didascalico.

    ha scritto il 

  • 4

    In principio era 1984. In principio erano il Grande Fratello e Winston Smith rifugiato in una nicchia del muro a scrivere il suo diario.
    Oggi sono Mae Holland e Il Cerchio.

    Mae ha poco più di vent'ann ...continua

    In principio era 1984. In principio erano il Grande Fratello e Winston Smith rifugiato in una nicchia del muro a scrivere il suo diario.
    Oggi sono Mae Holland e Il Cerchio.

    Mae ha poco più di vent'anni ed un breve trascorso professionale in un noiosissimo ufficio di assistenza clienti quando la sua amica Annie, con cui ha studiato all'università, le procura un impiego al Cerchio, una società di recente costituzione basata sulle tecnologie più all'avanguardia, impegnatissima nell'offrire ai suoi dipendenti ogni tipo di servizio, dall'assicurazione sanitaria alle attività ricreative, in modo da creare un cerchio del quale tutti si sentano parte.
    Per Mae, abituata a tutt'altro stile di vita, inizialmente è difficile. Condividere ogni attività della sua giornata non le viene naturale, e mantiene l'abitudine di recarsi per il weekend dai suoi genitori (senza nemmeno condividere una foto sui social network!) e facendo lunghe gite in kayak delle quali non registra alcunché.
    Questa invisibilità è oltraggiosa per il Cerchio, che subito si impegna a coinvolgere Mae in modo più intenso e a capire perché non provi il desiderio di condividere pubblicamente le proprie esperienze. La sua riservatezza è dunque egoismo, realizza Mae, mentre la condivisione è prendersi cura degli altri!

    Mentre Mae trascorre notti e serate ad accrescere il proprio punteggio di popolarità, le tecnologie del Cerchio si sviluppano sempre di più grazie a nuovi progetti e nuove idee. Molte di esse non sono lontane da tecnologie che già oggi utilizziamo, e questo fa riflettere: condividiamo grandi quantità di dati senza pensarci un momento.
    Mi sono fermata ad esaminare tutte le tracce che quotidianamente lascio: gli acquisti su Internet, i pagamenti senza contante attraverso l'home banking, le proroghe dei prestiti ed i prestiti digitali in biblioteca, il fascicolo sanitario elettronico, le conversazioni sui social network.
    Non è così lontano il Cerchio dal nostro mondo, ma di certo lo porta alle estreme conseguenze: la salute dei suoi membri è monitorata 24/7, continui sondaggi di mercato e d'opinione vengono riproposti in cuffia, ogni attività viene condivisa con gli altri ed anche la politica ne viene investita, imponendo a tutti l'obbligo di votare ed attraverso l'iniziativa della trasparenza: le personalità politiche vengono riprese 24/7, e le poche che non si prestano a tale coinvolgimento vengono immediatamente investite dall'onda del sospetto -cosa avranno mai da nascondere?

    Come Winston però si sottraeva agli occhi del Grande Fratello, anche nel mondo del Cerchio c'è chi cerca di sottrarsi, di rivendicare la propria privacy -nonostante essa, per il Cerchio, sia un reato. Ci sono innanzitutto i genitori di Mae, e poi il suo ex fidanzato, disposto a tutto pur di mantenere la propria libertà, il proprio anonimato. C'è anche "Kalden", un misterioso personaggio che si aggira all'interno del Cerchio e ne mette in discussione i principi.
    Non è difficile supporre che dopo di loro ne verranno altri, ma Mae non se ne preoccupa e nel frattempo è diventata trasparente anche lei, in un fanatico crescendo di consenso e sottomissione alla dittatura della pubblica condivisione.

    Questo romanzo mi è piaciuto molto, perché il mondo distopico in cui ci trasporta ha molti punti in comune con il nostro contemporaneo ed ha il pregio di farci considerare alcuni aspetti di esso che tendiamo a dare per scontati.
    Se la trama mi ha appassionata e convinta devo muovere però anche una critica alla costruzione dei personaggi, che restano un po' piatti, compresa Mae -anche se Eggers fa un ottimo lavoro nel trasmetterci le sue ansie. Kalden, il misterioso amante nei bagni del Cerchio, è a mio parere il personaggio meno riuscito, ed anche la rivelazione sulla sua identità mi è sembrata un po' raffazzonata -in un simile contesto è davvero plausibile che abbia potuto tenerla nascosta a Mae così a lungo?

    ha scritto il 

  • 4

    Amici?

    Non un capolavoro letterario ma terrificante nel suo essere visionario. Un libro che dovrebbero leggere quelli che sono assorbiti dal mondo dei social network (come 'sta roba che ospita il mio comment ...continua

    Non un capolavoro letterario ma terrificante nel suo essere visionario. Un libro che dovrebbero leggere quelli che sono assorbiti dal mondo dei social network (come 'sta roba che ospita il mio commento) e quelli che ancora non si sono fatti incantare. Eggers immagina, portandolo all'estremo, l'evoluzione nei prossimi anni del fenomeno, fino a... fino alla chiusura del cerchio (meglio rimanere un po' criptici per non svelare troppo!). Immaginazione estrema ma non inverosimile, molto già si sta facendo per realizzare quello che qualche anno fa Eggers raccontava. Pensiamo, per esempio, a dove ci porterà il confluire di network inizialmente separati e concorrenti in società che li controllano tutti...

    Riporto alcuni brani:

    "Tu e i tuoi simili vivrete allegramente e di buon grado sotto continua sorveglianza, guardandovi tra voi, scambiandovi commenti su di voi, votando per voi e mostrando simpatie e antipatie per questi o per quelli tra voi, ora con uno smile ora con un frown, ma per il resto facendo ben poco" (pag. 291)

    "Sono davvero terrorizzato per tutti noi" (pag. 342)

    "Sai, qualche anno fa mi venne l'idea che sarei riuscito, nel corso della vita, a conoscere tutti gli abitanti della terra" (pag. 367)

    Ecco, l'ultimo è un pensiero angosciante: chi parla pensa che CONOSCERE le persone sia venire in contatto con esse, un contatto che può durare pochi secondi. Da sempre mi fa specie che i contatti in Facebook si chiamino "amici". Probabilmente questo era lo spirito iniziale: uno strumento per recuperare amici (in un senso più vicino a quella che ne è -almeno finora- la definizione consueta). Ora "amico" è qualunque sconosciuto ti mandi un messaggio di richiesta di "amicizia" (le disquisizioni da liceali su philia, agape, eros spazzate via da un click). E così, sì, puoi "conoscere" tutte le persone del mondo. Anzi, fartele "amiche".

    Altro tema che attraversa "Il cerchio" è quello della "democratizzazione" della conoscenza: la maggioranza che si esprime su un concetto, qualunque concetto, ne dà la spiegazione più "vera". In fondo, è questo che fa funzionare le famigerate "fake news": lo riportano in tanti, sarà vero. Come se non bastassero pochi secondi per "condividere" acriticamente qualsiasi cosa appaia in rete.

    Dostoevskij o Phil Roth sono un'altra cosa. Ma questo romanzo mi ha dato vere emozioni, emozioni a volte violente, emozioni luddiste. Ha rafforzato una consapevolezza che già era in me radicata.

    ha scritto il 

  • 4

    Uscita dalla sala cinematografica dopo aver visto The Circle avevo solo un pensiero in testa: DOVEVO leggere il libro che aveva ispirato questa pellicola, per me, davvero interessante.
    Così dopo qualc ...continua

    Uscita dalla sala cinematografica dopo aver visto The Circle avevo solo un pensiero in testa: DOVEVO leggere il libro che aveva ispirato questa pellicola, per me, davvero interessante.
    Così dopo qualche giorno feci.
    Non sto ad elencare le differenze tra libro e film, ormai ne siamo abituati, ma voglio dire che tutto sommato ritengo il film ben fatto.
    Non è uno dei classici libri distopici che mi è capitato di leggere, dove tutto va male e il lettore si ritrova inevitabilmente un senso di nausea continuo e questo mi è piaciuto molto. Il libro descrive delle situazioni e sta alla sensibilità del lettore decidere se sono fonti di disagio o di rassicurazione.
    L'esempio più esaustivo deriva dalla creazione di ChildTrack. Quanti genitori sarebbero contentissimi di avere i propri figli sempre sotto controllo, sempre tracciati, sempre al sicuro? O ancora, se tutto il mondo fosse in streaming grazie a SeeChange, quanti reati verrebbero evitati? Pensateci, è assolutamente vero che se sappiamo di essere ripresi ci comportiamo in modo diverso, più onesto o semplicemente più educato.
    Dove sta quindi il problema? Al di là della privacy violata, a me è subito giunto alla mente il Grande Fratello di Orwell. Fintanto che si è in una democrazia e in pace è tutto rosa e fiori, ma ponendo che al potere ci fosse un dittatore, la situazione sarebbe completamente ribaltata. Penso all'impossibilità di nascondere il proprio figlio dalle persecuzioni; penso a tutte le persone che durante le guerre si nascondono per salvarsi la vita. Con SeeChange o ChildTrack, sarebbe impossibile, un dittatore avrebbe pieno controllo su tutto e tutti. Questa prospettiva fa rabbrividire, vero? Eppure quanto siamo distanti dall'essere tracciati 24h/24h? Abbiamo tutti un cellulare con GPS insieme a noi, per fare un esempio. O ancora, siamo talmente abituati a condividere tutto che tutti i nostri followers possono sapere dove siamo e cosa facciamo, perché glielo diciamo direttamente noi! A quanti eventi avete partecipato dove vi hanno ripreso in foto o video e pubblicati su internet? Sotto quante telecamere di sorveglianza passiamo ogni giorno? Tutto va bene finché non c'è niente da nascondere o finché non abbiamo bisogno di nasconderci.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per