Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il Collegio di Santa Lucia

Per giovinette allevate dai lupi

Di

Editore: Elliot

3.6
(157)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 302 | Formato: Altri | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Francese

Isbn-10: 8861920314 | Isbn-13: 9788861920316 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Traduttore: Chiara Brovelli ; Illustrazione di copertina: Maurizio Ceccato

Genere: Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature , Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il Collegio di Santa Lucia?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Karen Russell è nata nel 1981 a Miami, in Florida. Ha iniziato a scrivere da giovanissima e i suoi racconti sono presto apparsi su «Granta», «Oxford Magazine», «New Yorker», «Zoetrope» e sono stati inclusi nelle maggiori antologie letterarie, tra cui United Stories of America (in Italia pubblicata da minimum fax, 2007). Attualmente sta lavorando al primo romanzo, che uscirà per Elliot Edizioni.
Ordina per
  • 3

    Peccato,peccato,peccato....
    I racconti trasudano fantasia ed originalità,sono scritti benissimo e creano nel lettore una strana sensazione di ritorno alle atmosfere misteriose dell'infanzia,ma...si interrompono tutti senza essere finiti,e non si tratta di lasciare un finale aperto alla fant ...continua

    Peccato,peccato,peccato....
    I racconti trasudano fantasia ed originalità,sono scritti benissimo e creano nel lettore una strana sensazione di ritorno alle atmosfere misteriose dell'infanzia,ma...si interrompono tutti senza essere finiti,e non si tratta di lasciare un finale aperto alla fantasia del lettore.Pare piuttosto che ad un certo punto la scrittrice non sapesse più come continuare ed abbia mollato lì.Forse l'unica eccezione è il racconto che dà il titolo alla raccolta,il cui finale ci può stare.
    Peccato,peccato,peccato....

    ha scritto il 

  • 3

    Per quanto le atmosfere create dalla penna di Karen Russell siano affascinanti e ben tratteggiate, non me la sento di dare più di tre stelline a questi suoi racconti.
    I personaggi sono tutti meravigliosi, l'autrice scrive davvero bene, ma le storie sono troppo incompiute per entusiasmarmi. ...continua

    Per quanto le atmosfere create dalla penna di Karen Russell siano affascinanti e ben tratteggiate, non me la sento di dare più di tre stelline a questi suoi racconti.
    I personaggi sono tutti meravigliosi, l'autrice scrive davvero bene, ma le storie sono troppo incompiute per entusiasmarmi. Insomma, non puoi crearmi una situazione incredibilmente suggestiva, presentarmi personaggi stravaganti, far salire la suspence, stregarmi e poi non risolvere la trama e mollarla proprio sul più bello. Ogni volta. Certo, qui il punto non è "cosa succede" ma "come succede", solo che a me piace sapere che cosa viene dopo. Forse il problema è che odio i finali troncati, per piacermi devono essere in qualche modo risolutivi, cosa che qui manca.
    Detto questo, però, se vi affascinano le ragazze-lupo, gli alligatori, il minotauro, gli incubi, i luoghi strambi come la Mongolfiera dell'Insonnia, la Città delle Conchiglie, Paludelandia, il Palazzo delle Nevi Artificiali, il Campo di Zorba per i disturbi del sonno e così via, questi racconti fanno sicuramente per voi. Atmosfere bizzarre, tra il fantasy e il surreale, descritte con grande abilità.
    Mi sarebbe piaciuto davvero molto se solo i racconti fossero stati un po' più compiuti, ma è evidentemente una scelta dell'autrice lasciare che sia l'immaginazione del lettore a indovinare cosa succederà dopo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ero piuttosto indecisa riguardo al numero di stelline da dare a questo libro. Tre o quattro? Poi, nella speranza di non essere smentita dal prossimo lavoro della Russell, ho optato per un voto di manica larga ed ho assegnato 4 stelline. L'autrice è davvero giovane, quindi è verosimile supporre ch ...continua

    Ero piuttosto indecisa riguardo al numero di stelline da dare a questo libro. Tre o quattro? Poi, nella speranza di non essere smentita dal prossimo lavoro della Russell, ho optato per un voto di manica larga ed ho assegnato 4 stelline. L'autrice è davvero giovane, quindi è verosimile supporre che ancora non sia completamente formata dal punto di vista dello stile, ed è quindi probabile che le cose miglioreranno col tempo, perché la ragazza di idee originali e di spunti narrativi ne ha eccome, ne ha da vendere.
    Di certo questi racconti partono da buoni presupposti, ma danno l'impressione di essere ancora in fase embrionale, in attesa di essere definiti come appartenenti a qualche genere. Ora come ora, non si capisce se quanto narrato sia fantasy, horror, semplicemente sinistro oppure solo un po' strano, peggio mi sento per i finali lasciati in sospeso senza eccezione per nessuno, magari con l'intenzione di lasciare la scelta al lettore o forse per aggiungere un tocco di mistero al tutto, ma lo stile non è abbastanza ben definito per capire quale delle ipotesi sia quella giusta, col risultato che il racconto sembra troncato e non sia stata scritta la fine. Mantengo comunque l'ottimismo: se Karen Russel crescerà coi suoi libri migliorando lo stile e chiarendosi le idee sul filone da seguire, di certo non avrà problemi a trovare delle ispirazioni davvero interessanti. Allora si che di stelline ne avrà cinque e più.

    ha scritto il 

  • 3

    più che dei racconti brevi a me son sembrati degli incipit per altrettanti romanzi. lasciano un po' troppo in sospeso alla fine, ed è davvero un peccato, perché sono interessanti e ben scritti ma questo non basta a dargli quattro stelline piene...

    ha scritto il 

  • 4

    Accidenti! Dopo un inizio che mi ha un po' spaventata, ma nel senso che ha toccato una paura atavica della possessione, gli altri racconti che nutrono questo libro, girano tutti attorno ad una comunità di un paese sicuramente localizzato nel paese dell'autrice, Florida, tra alligatori, paludi, mo ...continua

    Accidenti! Dopo un inizio che mi ha un po' spaventata, ma nel senso che ha toccato una paura atavica della possessione, gli altri racconti che nutrono questo libro, girano tutti attorno ad una comunità di un paese sicuramente localizzato nel paese dell'autrice, Florida, tra alligatori, paludi, moli, conchiglie e tutto ciò possa caratterizzare tale stato americano.
    Un po' orridi, un po' sognanti. Mi hanno a volte lasciato un senso di sospeso, anche perchè i finali che completano non mi pare siano nel dna dell'autrice, a volte un senso di bagnato/freddo... non so bene come spiegarlo... comunque mi sono proprio piaciuti!

    ha scritto il 

  • 4

    Prego spezzare le catene

    Giovani Lupe gradirebbero tornare a rotolarsi nell'erba


    Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi è un'antologia che raccoglie i primi 10 racconti fantasy della "giovane promessa della letteratura" Karen Russell (n.1981). Una smorfiosetta che, dopo questo "e ...continua

    Giovani Lupe gradirebbero tornare a rotolarsi nell'erba

    Il collegio di Santa Lucia per giovinette allevate dai lupi è un'antologia che raccoglie i primi 10 racconti fantasy della "giovane promessa della letteratura" Karen Russell (n.1981). Una smorfiosetta che, dopo questo "esordio sfolgorante" (2006), è stata letteralmente sommersa di lodi pubbliche e inserita dalla National Book Foundation fra i cinque migliori scrittori americani under 35.
    E questo ci porta alla famosa formula lettero/matematica:

    giovane promessa +
    esordio col botto +
    letteratura fantasiosa x
    antologia di racconti =
    ________________
    CAG*TA PAZZESCA

    Fine della storia?
    Non proprio.

    Qualche giorno fa, nonostante le complicate ma necessarie profilassi con cui m'introduco in libreria, girando fra gli scaffali stracolmi di gialli in dialetto siculo, vampiri con l'acne e thriller storici, questo tomo s'è come catapultato fra le mie mani. Il suo aspetto dismesso, obsolescente prima ancora d'essere acquistato, i misteri celati nella bellissima copertina - per non parlare poi del titolo, così evocativo e al contempo palesemente assurdo - mi hanno convinto a rischiare.
    Non ero ancora arrivato a casa che avevo già letto la prima storia: un breve resoconto di una strana iniziazione con due sorelle svalvolate, Ava e Osceola, uno spirito Lussurioso, possessioni e lugubri notti in terre paludose infestate dagli alligatori.
    Devo dire la sincera verità, finito il racconto ero un po' sgomento. Inquieto per la ricchezza di linguaggio della scrittrice, per le trame e sottotrame intrecciate in poche pagine, per il senso caldo e surreale di perdizione celato in un mondo infantile di cui Karen Russell non lesina alcuna sfaccettatura, anche le più improbabili (e forse proprio per questo le più vere). Così, nel proseguire della lettura, lo sgomento s'è mescolato a un piacere crescente, e le due emozioni mi hanno accompagnato per ogni racconti, fino al capolavoro finale, il brano che dà il titolo all'opera St. Lucy's Home for Girls Raised by Wolves.
    Qui il dramma e il grottesco si uniscono creando un anello che sembra quasi trasportare gli orfanelli di Dickens nel Paese delle meraviglie di Alice, in un tripudio di idee che altri scrittori avrebbero spennellato in uno o più romanzi.

    Che dire dunque? Quest'opera mi ha sorpreso, mi ha emozionato, spesso mi ha fatto riflettere... non chiedevo tanto, e non potevo volere di più...

    cit.: I primi tempi, bevevamo litri d’acqua del bagno nello sforzo collaborativo di segnare il nostro territorio. […] Ma poi, quando tornavamo in camera, eravamo costernate nello scoprire che ogni traccia muschiata del branco era svanita. […] Ogni mattina spruzzavamo pipì ovunque e ogni sera ci trovavamo di fronte al medesimo sradicamento a base di ammoniaca. Non riuscivamo a rendere permanente il nostro odore, e questa situazione ci faceva sentire invisibili. […] Mirabella era in un angolo buio, e portava la museruola. La sua gonna-pantalone della festa era fissata alle ginocchia con un nastro adesivo. Le suore avevano legato dei nastrini alla museruola per darle un aspetto più festaiolo."

    ha scritto il 

  • 5

    Sono dieci racconti fantasiosi e visionari, alcuni riusciti meglio, altri leggermente meno, ma mi sono piaciuti tutti. Il primo, "Ava lotta con l'alligatore" porta subito nelle atmosfere da fiaba acida che si ritrovano per tutto il libro, l'isola dove la piccola Ava vive e dove c'è Paludelandia! ...continua

    Sono dieci racconti fantasiosi e visionari, alcuni riusciti meglio, altri leggermente meno, ma mi sono piaciuti tutti. Il primo, "Ava lotta con l'alligatore" porta subito nelle atmosfere da fiaba acida che si ritrovano per tutto il libro, l'isola dove la piccola Ava vive e dove c'è Paludelandia! il parco di divertimenti in cui vedere spettacoli con gli alligatori che appartiene alla famiglia della bambina. Poi c'è sua sorella che ha come amante uno spirito, tale Lussurioso, che la possiede.
    Anche gli altri hanno ambientazioni simili, o comunque viste attraverso lo stesso sguardo che potrebbe essere quello di un bambino geniale. Ma non sono puri deliri nonsense i personaggi hanno la propria psicologia ben resa e arrivano al lettore, sono quasi tutti ragazzini i protagonisti e la scrittrice sa cogliere le giuste sfumature.
    Fattore puramente estetico, ma la copertina è anch'essa bellissima.

    ha scritto il 

Ordina per