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Il Conte di Montecristo - Volume I

I grandi romanzi, 28

Di

Editore: RCS - Corriere della Sera

4.6
(229)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 557 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: A000032250 | Data di pubblicazione: 

Genere: Fiction & Literature

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Descrizione del libro
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  • 5

    FINE PRIMO TEMPO

    La prima parte è finita e mancando una metà da leggere non è possibile dare un giudizio completo.L'unica cosa che posso dire è di leggerlo.Non è una cosa originale da dire ma nella sua semplicità è un consiglio davvero valido.Il conte di Montecristo è uno di quei classici immortali di cui tutti c ...continua

    La prima parte è finita e mancando una metà da leggere non è possibile dare un giudizio completo.L'unica cosa che posso dire è di leggerlo.Non è una cosa originale da dire ma nella sua semplicità è un consiglio davvero valido.Il conte di Montecristo è uno di quei classici immortali di cui tutti consocono la trama pur non avendolo mai aperto.Tante sono state le trasposizioni cinematografiche o televisive che è impossibile non sapere di cosa si sta parlando.Ma leggerlo ha tutto un altro sapore.La traboccante felicità iniziale di un giovane e ingenuo Edmond Dantes,la sua ingiusta incarcerazione, gli odi e le invidie di parte dei vari Danglars,Villefort e Fernando, la sua pena e la sua sofferenza nei quattordici anni di prigionia, dolore mitigato dalla conoscenza con l'abate Faria,suo maestro e suo salvatore, sia dal punto di vista emotivo che successivamente materiale.Per poi arrivare all'evasione dal carcere ed alla nascita del rispettato e temuto conte di Montecristo.In questa prima parte si narrano delle prime mosse del conte per compiere la sua vendetta nei confronti di chi l'ha tradito.Nella seconda parte che mi appresterò a leggere si vedrà finalmente il compimento di questa vendetta.La cosa che ho notato in Dumas è una certa sfiducia nelle qualità dell'essere umano.Quell'uomo che Dio ha fatto a sua immagine e somiglianza, l'essere considerato capolavoro del creato viene qui dipinto come avido,invidioso,traditore,con una coscienza addirittura meno sviluppata di quella degli animali.E spesso mi viene da dire: come dargli torto?

    ha scritto il 

  • 5

    Per un titolo del genere non c'e' molto da recensire che non sia già stato detto, tra appassionati, critici e detrattori.


    Sarebbe interessante allora focalizzarsi su quello che viene taciuto, o tenuto in disparte; ovvero che ad esclusione della recente riedizione di Donzelli, con un corpo ...continua

    Per un titolo del genere non c'e' molto da recensire che non sia già stato detto, tra appassionati, critici e detrattori.

    Sarebbe interessante allora focalizzarsi su quello che viene taciuto, o tenuto in disparte; ovvero che ad esclusione della recente riedizione di Donzelli, con un corposo contenuto critico e un altrettanto ingente prezzo, quasi tutte edizioni italiane derivano tutte da una traduzione del tardo ottocento, influenzata dalle critiche non troppo entusiaste di Benedetto Croce, mancante di alcune parte in cui i personaggi vengono paragonati a dei e di alcuni cruenti particolari della mazzolata nel capitolo dedicato.

    Ma perchè un simile capolavoro del romanzo storico non è presentato in edizione integrale? Per un sentimento di sufficienza con cui si affronta Dumas padre in Italia: pur essendo riconosciuto mondialmente accanto a nomi come Hugo e Manzoni come un grande del suo secolo letterario, e non solo, nel nostro paese le sue opere principali sono state snobbate sin dalla loro uscita, ridotta a mera letteratura popolare. Popolare come sinonimo di volgare, priva di valore artistico, ispirazione, puro divertissement per le folle. Mentre in questo caso "popolare" nel senso di "universale", condivisibile nella sua analisi dell'umanità nelle sue piccolezze e nel suo eroismo, sarebbe una definizione perfetta, tanto il romanzo appassiona ed intriga ad ogni latitudine.

    Il termine popolare in chiave spezzante non si adatta all'opera di Dumas, specie per questo libro; se infatti la trilogia de "I tre moschettieri" era coronata nei primi due capitoli da un positivismo e un umorismo incrollabili, in quest'epopea di vendetta e perdono, nata dall'idea di un'antologia di notizie curiose su terre straniere, si trova una ramificazione di provvidenza divina e fatalismo orientale. Ogni volta che il Conte esprime la propria opinione, Dumas estende la sua narrazione in campo filosofico, condendo il romanzo di una cupa vena riflessiva sulla condizione dell'uomo, all'ombra delle vicende storiche della fine del Bonapartismo.

    Se non fosse una tale opera, avrei dato qualche stelletta in meno, perchè quest'edizione del Corriere è letteralmente infarcita di errori di battitura e lettering, che aumentano di capitolo in capitolo; anche se acquisto un libro in allegato con un quotidiano, mi merito un'edizione corretta!

    -Pagina di Wikipedia con l'elenco dei tagli e censure dell'edizione italiana:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_conte_di_Montecristo

    -Articolo di approfondimento sulla storia dell'edizione italiana:
    http://www.ilgiornale.it/cultura/la_vera_storia_conte_montecristo/09-07-2010/articolo-id=459604-page=0-comments=1

    -Se amate questo romanzo, consiglio questa versione futurista, un anime disponibile anche in edizione italiana:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Il_conte_di_Montecristo_%28anime%29

    ha scritto il 

  • 5

    Storia fantastica e chi se lo aspettava da uno di quei libri che giacciono incustoditi nella mia libreria casalinga e aspettando tra i tanti di essere finalmente letti? Chi è il conte di Montecristo per me??? Una favola più ricca e più incredibili che io abbia letto nel panorama ottocentesco roma ...continua

    Storia fantastica e chi se lo aspettava da uno di quei libri che giacciono incustoditi nella mia libreria casalinga e aspettando tra i tanti di essere finalmente letti? Chi è il conte di Montecristo per me??? Una favola più ricca e più incredibili che io abbia letto nel panorama ottocentesco romanzato. In un miscellaneo che va tra le Mille e una notte e le più grandi tragedie, o teatrali parti mentali di Shakespear, nasce Edmondo Dantès e la sua storia!
    Una storia che meriterebbe di essere rappresentata nei teatri, che meriterebbe di essere vista e conosciuta per la ricchezza dei particolari e della carica espressiva che possiede, una storia che ho ancor più voglia di proseguire nella sua seconda parte e che mi ha incollato tra i tanti libri che lo hanno attorniato in questi tempi.

    E’ stato ingiusto da parte mia leggerlo come accompagnamento di tanti e tanti libri, ma non sapevo a cosa andassi incontro fino al momento in cui non mi sono ritrovata a penare per il povero Dantès e sono divenuta succube della sa disavventura e del suo genio metaforista…io stessa non so nemmeno se esistano o no Busoni & co. Ma sta di fatto che la voglia di scoprirne i mille volti e i mille anni e retroscena è forte come non mai. Per chi non sapevo nemmeno che Dumas padre meritasse o esistesse, per chi non voleva osare col padre cos’ come aveva fatto col figlio, per chi non voleva osare avvicinarsi al “tomone” XDD di Montecristo e alle asperità se ne pentirà se non cede al suo fascino e ne partecipa alla viva lettura.

    Comunque 4**** stelle e mezzo ci stanno tutte con tutto il cuore!! Leggeteloooooo

    ha scritto il 

  • 5

    E'possibile accennare la trama di questo romanzo in poche parole: il giovane marinaio Edmond Dantes viene ingiustamente accusato e imprigionato, alla sua uscita dal carcere (e che uscita) il suo unico pensiero è la vendetta nei contronti di chi gli ha tolto gli anni della sua giovinezza.
    Fi ...continua

    E'possibile accennare la trama di questo romanzo in poche parole: il giovane marinaio Edmond Dantes viene ingiustamente accusato e imprigionato, alla sua uscita dal carcere (e che uscita) il suo unico pensiero è la vendetta nei contronti di chi gli ha tolto gli anni della sua giovinezza.
    Fin qui niente di particolare e forse nemmeno di particolarmente avvincente ma ciò che colpisce di questo sono due aspetti fondamentali.
    I personaggi: un numero cospiquo che riesce a coprire una serie di tipi umani con pregi e difetti universali che si possono ritrovare anche negli uomini di oggi.
    La modernità dell'intreccio narrativo; il cinema, la televisione hanno preso a piene mani da questo romanzo. Il marinaio divenuto conte è un fine stratega e burattinaio, se in alcuni casi si possono intuire i suoi piani rimane comunque un piacere leggere l'effetto che questi producono sui personaggi.

    ha scritto il 

  • 4

    Inizio molto lento, poi dopo le prime cento pagine si legge agilmente, anche se il primo incontro con Epinay è abbastanza noioso da leggere. Fine prevedibile ma carina

    ha scritto il 

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