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Il Cristo elettrico

By Lello Voce

(24)

| Others | 9788889155165

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Book Description

Il Cristo elettrico fonde i due primi scritti di Lello Voce (Eroina, Transeuropa 1999, e Cucarachas, DeriveApprodi 2001) in un nuovo e violento grido di dissenso nei confronti della realtà contemporanea. Il protagonista è sempre lui, "l'Enrico", toss Continue

Il Cristo elettrico fonde i due primi scritti di Lello Voce (Eroina, Transeuropa 1999, e Cucarachas, DeriveApprodi 2001) in un nuovo e violento grido di dissenso nei confronti della realtà contemporanea. Il protagonista è sempre lui, "l'Enrico", tossicodipendente intellettuale, che con il suo tono insieme delirante e disperatamente lucido inchioda il lettore davanti alle ferite del mondo di oggi, grazie ad un linguaggio indisciplinato e dirompente, surreale e filosofico. Un intreccio giallo dove il tempo scorre a ritroso, inseguendo nella memoria del protagonista il mistero della morte di una prostituta, sullo sfondo di un universo sconsolatamente corrotto, che ha bisogno di lui, come di un Cristo in chiave presente, per espiare le sue colpe.

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    Il senso del tempo del "tossico-tipo"

    Adoro questo libro. A chi vi si avvicina, a suo rischio e pericolo, è bene far sapere che:
    1. comprende due romanzi di Lello Voce, Eroina e Cucarachas
    2. parla del tempo più che dell'eroina, e lo fa in maniera invertita e circolare
    3. fa riflettere ...(continue)

    Adoro questo libro. A chi vi si avvicina, a suo rischio e pericolo, è bene far sapere che:
    1. comprende due romanzi di Lello Voce, Eroina e Cucarachas
    2. parla del tempo più che dell'eroina, e lo fa in maniera invertita e circolare
    3. fa riflettere

    Si sente che è scritto da un poeta, è un delirio linguistico ottimo per adattamenti cinematografici. Un libro che spacca, che si accosta senza nulla perdere coi grandi classici internazionali della distruzione, e che in Italia è passato quasi del tutto sotto silenzio. Da leggere assolutamente. Graffia.

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    Andrea Blu said on Mar 22, 2012 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Inverso

    Due storie capovolte, che poi sono la stessa o magari la speranza che siano diverse. Un oggetto narrativo indefinibile generato dai due romanzi precedenti eppure qualcosa si ancora diverso, unico e di una levatura sopraffina.
    Intanto la scimmia sull ...(continue)

    Due storie capovolte, che poi sono la stessa o magari la speranza che siano diverse. Un oggetto narrativo indefinibile generato dai due romanzi precedenti eppure qualcosa si ancora diverso, unico e di una levatura sopraffina.
    Intanto la scimmia sulle spalle è dietro che urla!! E non va via..
    La storia di Enrico. Chiudi il libro e senti una voce che proviene da qualche parte: "Mi vuoi stare vicino?"

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    Ucronico said on May 4, 2010 | Add your feedback

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    piccola antologia cannibale

    In fondo, se ci pensi bene, cara mamma, in una società dove per essere reale devi diventare la virtualità catodica di una fulminea scarica di pixel, avere a disposizione una telecamera tutta per sé è un gran privilegio.

    Vi vedo: dall'alto siete tutt ...(continue)

    In fondo, se ci pensi bene, cara mamma, in una società dove per essere reale devi diventare la virtualità catodica di una fulminea scarica di pixel, avere a disposizione una telecamera tutta per sé è un gran privilegio.

    Vi vedo: dall'alto siete tutti buffe piramidi di testa tette culo semoventi... Altro che laboriose formiche... sembrate branchi di termiti extraterrestri.... perniciosissime.... tendenzialmente parassitarie....

    Non che seguisse un programma... si cercava le pause, Enrico, smanopolava, telecomendeggiava fino a fulminare il brusio, sintonizzava sul nulla, sulla frenesia dei puntini biancogrigi, degli scratch. Non gli interessava il contenuto: solo la pura potenzialità del mezzo... Immobile, nel suo infinito replicarsi in miliardi e bismiliardi di aleatorietà puntute e baluginanti che riempivano via via lo schermo vuoto. Si labirintizzava, disperso tra cumuli di fruscii e scariche che riempivano il nulla del canale.
    Era allora che godeva, Enrico: quando la tele rassomigliava a un fiume... e lui ci poteva annegare dentro.

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    Dod said on Feb 3, 2010 | Add your feedback

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    Wu Ming 1 su Il Cristo elettrico

    Abbiamo tra le mani un mostro. Una trilogia in un unico volume, la trilogia dell'Enrico, tossicomane sui generis, amante della poesia e amico delle blatte. Lello Voce ha cucito insieme i suoi due romanzi Eroina (Transeuropa, 1999) e Cucarachas (Deri ...(continue)

    Abbiamo tra le mani un mostro. Una trilogia in un unico volume, la trilogia dell'Enrico, tossicomane sui generis, amante della poesia e amico delle blatte. Lello Voce ha cucito insieme i suoi due romanzi Eroina (Transeuropa, 1999) e Cucarachas (DeriveApprodi, 2001), ottenendo un'opera che è molto, molto più della somma delle sue parti. Ha montato i due romanzi a capitoli alternati, dimodocché a ciascun atto della tragicommedia di Eroina segue una delle lettere dal carcere che componevano Cucarachas, solo che queste ultime sono disposte a rovescio: si parte dall'ultima, dal suicidio dell'Enrico per elettrocuzione (così sappiam già come va a finire!), e si procede fino alla prima, con l'Enrico che entra al gabbio. Man mano che procediamo a ritroso, sulla corsia sbagliata, dobbiamo fare lo slalom per scansare i capitoli di Eroina che, loro sì, corrono nell'usuale senso di marcia. Si rischia l'incidente, si rischia, ma questo è vraiment génial, tutto diventa relativo, i progetti dell'Enrico, i piani, le fughe, le fighe, perché la fine è nota...
    Del resto, è comunque troppo tardi. Da piccolo l'Enrico mica voleva fare il tossico, figurarsi: voleva fare il macellaio, passeggiarsi la giornata tra mezzene, quarti anteriori, quarti posteriori, lame che decidono dove segare, tagliare, sezionare, recidere, e invece programma assalti alle farmacie, cerca un misero ago e la bellabianca da spararsi in vena, bang!, bang!, di colpo lei... Si sbatte tutto il dì, con altri o in solitudine ("Tossico solo, la trova al volo"), ma si ritrova sempre coi dolori dell'astinenza, col corpo che protesta e rivendica e lui deve andare alla vertenza:
    "Con i sindacati suoi l'Enrico aveva sempre scelto la strada della trattativa, aveva preferito che salisse l'inflazione-assuefazione... Evviva un'esistenza tutta a Scala Mobile. Tutto meglio che lo scontro sociale. Era un berlingueriano dello sballo morto... un erede del gramscianesimo della robazza bianca... Un ragazzo responsabile, insomma." (pag.78)
    Ma quando la rivoluzione ritarda tutta la merda ricomincia daccapo (Marx), ed è comunque troppo tardi, perché l'unico modo di fuggire da un luogo che l'Enrico conosce è attraversarlo tutto quanto, e quel luogo è la dipendenza, e lui la percorre, o corre per lei... Ché forse non è il tempo a passare, siamo noi a passarci dentro, "branchi di asini dietro cascate di carote"...
    E' comunque troppo tardi, perché non c'è rimedio al delitto, la pena non risolve non rieduca non raddrizza, "chi rompe paga e i cocci e tutti i cazzi conseguenti sono suoi. Ma di qui a ricomporre il vaso ce ne passa..."
    [La recensione integrale è qui: http://www.wumingfoundation.com/italiano/Giap/nandropau… ]

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    Wu Ming Foundation said on Dec 3, 2009 | Add your feedback

Book Details

  • Rating:
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  • ISBN-10: 8889155167
  • ISBN-13: 9788889155165
  • Publisher: No Reply
  • Publish date: 2006-01-01
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