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Il Demone

Magdeburg

Di

Editore: Corbaccio

3.9
(445)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 664 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8879728857 | Isbn-13: 9788879728850 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback

Genere: Fiction & Literature , History , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nazione germanica, Anno Domini 1631. L'illusione della pace svanisce con lenevi dell'inverno. Una primavera improvvisa e cruda tramuta la terra tedescain una desolazione desertica. Venti torridi flagellano vallate e altopiani.Orde di corvi sono in attesa del banchetto a venire. Non dovranno attendere alungo. La guerra eterna torna a esplodere. Magdeburg, città del destino edella dannazione, è nuovamente sull'orlo dell'abisso. A disperata difesa, leforze luterane sostenute dal Re di Svezia, ma ancora prive dell'appoggiomilitare dei principi germanici contrari all'assolutismo asburgico. In feroceattacco, l'esercito dell'Impero cattolico, migliaia di uomini allo stremo acausa di stenti, pestilenze, diserzioni. Un esercito ridotto a una macabratorma barbarica. Da ambo le parti, dominano niente altro che desiderio dimorte e voglia di strage. Reinhardt von Dekken, un tempo temuto, rispettatoprincipe di Turingia, è ormai un reietto. Il suo declino tra i pari diGermania appare inarrestabile. Il suo disegno di potere assoluto è disgregato.Perfino la sua terra, troppo a lungo risparmiata dalla furia del conflitto, sitrova ora sotto una minaccia incombente. Quella di Albrecht von Wallenstein,signore della guerra eterna, teso alla ricerca di una torbida riscossaegemonica. Sordo a ogni appello di ragione, preda di un'ossessione demente,Reinhardt von Dekken compie la scelta estrema. Abbandonare il suo castello,trascinare il suo esercito, e se stesso nell'abisso della guerra eterna.
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  • 5

    "Nessuna carne verrà risparmiata". Frase assolutamente riassuntiva di questa trilogia. Perchè Altieri con la sua cupa descrizione della natura umana non risparmia una critica dura e impietosa all'avidità umana in ogni sua forma. L'umanità vista nella sua più cruda bestialità, nella sua versione p ...continua

    "Nessuna carne verrà risparmiata". Frase assolutamente riassuntiva di questa trilogia. Perchè Altieri con la sua cupa descrizione della natura umana non risparmia una critica dura e impietosa all'avidità umana in ogni sua forma. L'umanità vista nella sua più cruda bestialità, nella sua versione più infame. A fare da contorno storico, la guerra dei trent'anni, che però non basta a giustificare lo spogevole comportamento delle fiugure che ne tirano le fila. Ed è in questo infernale affresco che però si muovono i personaggi della speranza, i cinque puri e la Madre, uniti dal viandante in nero, l'uomo della spada. Una luce in mezzo a tutte le tenebre.

    ha scritto il 

  • 5

    ora, senza tanti giri di parole, la fine della trilogia è una figata pazzesca!
    il cerchio si chiude, le ultime 150 pagine hanno fatto in modo che non rispondessi al cellulare, non andassi in bagno e non bevessi manco un caffè. le altre 500 pagine venivano solo intervallate da incombenze imp ...continua

    ora, senza tanti giri di parole, la fine della trilogia è una figata pazzesca!
    il cerchio si chiude, le ultime 150 pagine hanno fatto in modo che non rispondessi al cellulare, non andassi in bagno e non bevessi manco un caffè. le altre 500 pagine venivano solo intervallate da incombenze impellenti.
    leggi ma vedi quello che succede, leggi e senti la puzza della guerra, leggi e ascolti l'assordante caos. meglio di un film!
    letto nell'arco di 24h ed ora una birrozza, però, non me la toglie nessuno: cheers Altieri!

    ha scritto il 

  • 1

    Come i tre volumi precedenti, cupo e violento. Sistematicamente, ineluttabilmente, prevedibilmente cupo e violento. Solo che il primo volume possedeva almeno l’originalità. Il secondo era ormai diventato banale nella sua ripetizione. E il terzo ormai è semplicemente stucchevole.
    Un sussegui ...continua

    Come i tre volumi precedenti, cupo e violento. Sistematicamente, ineluttabilmente, prevedibilmente cupo e violento. Solo che il primo volume possedeva almeno l’originalità. Il secondo era ormai diventato banale nella sua ripetizione. E il terzo ormai è semplicemente stucchevole.
    Un susseguirsi di panorami post-apocalittici tutti uguali fra loro, di duelli identici l’uno all’altro, di battaglie intercambiabili una con l’altra. Caratterizzazione dei personaggi: scarsa, molto scarsa. Ricchezza lessicale: modesta, molto modesta. Coerenza nei tempi verbali: assente, molto assente. Intreccio storico-politico: banale, molto banale. Verosimiglianza: poca, molto poca.
    E con un po’ di intuito l’identità di Wulfgar la si azzecca con due volumi di anticipo.

    ha scritto il 

  • 4

    Ed eccomi alla fine di questa Epopea chiamata la 'Guerra dei Trentanni'...o 'La Guerra Eterna'. Libro molto forte per immagini e descrizioni...l'Autore non ci risparmia nulla in fatto di violenze e massacri...molto realistico.
    Tutto sommato anche la storia mi è piaciuta...il lungo e inevita ...continua

    Ed eccomi alla fine di questa Epopea chiamata la 'Guerra dei Trentanni'...o 'La Guerra Eterna'. Libro molto forte per immagini e descrizioni...l'Autore non ci risparmia nulla in fatto di violenze e massacri...molto realistico.
    Tutto sommato anche la storia mi è piaciuta...il lungo e inevitabile declino del Dekken...la sorpresa finale.
    Ma evito di spoilerare. Belli i personaggi...molto ben descritti sia quelli storici che quelli di fantasia. Certo che si tratta pur sempre di una trilogia abbastanza 'corposa' che mi ha impegnato e fatto compagnia per più di due mesi...e la questione che sempre mi si pone in queste situazioni è:
    ...-"ed ora cosa leggerò?!?"

    ha scritto il 

  • 5

    "Sono l’Osservatore. Il mio nome è Jean Jacques Donatien, Cavaliere de la Deveraux. Ho attraversato molte vite. Ho varcato molte morti. Venni allevato per essere un guerriero, comandante di guerrieri. Ma questo appartiene a un tempo perduto, a un luogo svanito. Tutti i guerrieri che ho avuto al m ...continua

    "Sono l’Osservatore. Il mio nome è Jean Jacques Donatien, Cavaliere de la Deveraux. Ho attraversato molte vite. Ho varcato molte morti. Venni allevato per essere un guerriero, comandante di guerrieri. Ma questo appartiene a un tempo perduto, a un luogo svanito. Tutti i guerrieri che ho avuto al mio comando sono scomparsi. Nomi cancellati, su liste dimenticate. La guerra, qualsiasi guerra, ha cessato di appartenermi. Ora mi limito ad osservare. Senza interferire."
    Guerra dei trent’anni, Germania.
    Il terzo e conclusivo capitolo della trilogia di “Magdeburg”, vede nuovamente raccontate e portate a conclusione le vicende di Wulfgar, cavaliere risorto dalle tenebre e da un passato oscuro e misterioso. Insieme a lui ritroveremo Caleb Stark, ora maggiore della Legione Nera, una delle compagnie di ventura al soldo del malvagio Reinhardt von Dekken, signore di Kragberg, nemesi di Wulfgar. E tanti altri memorabili personaggi, da Jean Jacques Donatien, che per ordine del Cardinale Richelieu continua la sua missione in terra germanica, ad Alessandro Colonna, cardinale e guerriero. Da von Wallenstein, comandante supremo dell’esercito imperiale caduto in disgrazia a von Falkenberg, perfido e violento difensore della libera città di Magdeburg. Si conclude la trilogia e le pagine dell’ultimo libro sono adrenalina pura, tra scontri ed epiche battaglie, delitti efferati e personaggi eroici ed odiosi.

    ha scritto il 

  • 4

    Il Matrimonio di Magdeburg

    Giunto alla fine della trilogia: finale che non ti aspetti...Globalmente bella la trilogia, un po' pesante soprattutto l'ultimo capitolo. Mi ci vuole un po' di pausa dopo tutto il sangue, la putrefazione, la decadenza che mi ha investito in pieno!
    ......

    ha scritto il 

  • 3

    luci e ombre

    Nel complesso una trilogia molto godibile, se i tre tomi vengono "affrontati" (uso questa parola non a caso) l'uno a distanza dell'altro. Viceversa - come ho fatto io - è una tortura.
    La trama ci può stare se lo consideriamo un romanzo di intrattenimento; però ambisce un po' troppo alla ric ...continua

    Nel complesso una trilogia molto godibile, se i tre tomi vengono "affrontati" (uso questa parola non a caso) l'uno a distanza dell'altro. Viceversa - come ho fatto io - è una tortura.
    La trama ci può stare se lo consideriamo un romanzo di intrattenimento; però ambisce un po' troppo alla ricostruzione storica per non fare dire che abbia delle pretese. In realtà è più una contaminazione, e Alan si salva bene il culo nella postilla finale del libro.
    Riguardo ai personaggi e all'ambientazione. I "cattivi" sono tutti uguali. Le guerre sono tutte uguali. Il protagonista vince sempre lui. Potessi farlo, chiederei all'autore: "Alan, ma tu quei passaggi li hai riletti?". Non che ci siano imprecisioni, sia chiaro. Non che stilisticamente non vadano bene (il linguaggio truce e diretto è anzi più giustificato nelle scene di violenza che nel resto del romanzo). Ma per Dio (Sì, ok, non c'è nessun dio, e nessuna carne verrà risparmiata...), come hai fatto a cimentarti nella stesura mentale, nella scrittura della bozza, nelle varie revisioni con i dovuti salti temporali per eliminare le incongruenze di un'accozzaglia di battaglie una uguale all'altra?!

    ha scritto il 

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