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Il Domenicano Bianco

Un romanzo da incubo ispirato alla dottrina taoista della soluzione del cadavere

Di

Editore: La bussola (Le pietre)

3.9
(36)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 202 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Tedesco , Spagnolo , Olandese , Inglese , Francese

Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Altri

Genere: Horror , Mystery & Thrillers , Religion & Spirituality

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Descrizione del libro
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  • 4

    Un classico che non teme smentite

    Gustav Meyrink (1868-1932) è un atuore famoso, sopratutto nei circoli esoterici. Io ne scrivo quindi indegnamente poiché, a parte qualche breve escursione giovanile nella letteratura di genere, non posso certo dirmi un'intenditrice. Eppure credo di fare buona cosa a consigliarvi la lettura del su ...continua

    Gustav Meyrink (1868-1932) è un atuore famoso, sopratutto nei circoli esoterici. Io ne scrivo quindi indegnamente poiché, a parte qualche breve escursione giovanile nella letteratura di genere, non posso certo dirmi un'intenditrice. Eppure credo di fare buona cosa a consigliarvi la lettura del suo " Il domenicano bianco ". Innnazi tutto perchè il libro si legge bene, grazie anche alla vena poetica che in alcuni tratti ne allegerisce e sovrasta l'ambizione filosefeggiante. Anche chi è estraeno alla materia in ogni caso non può sottrarsi al forte afflato spirituale che permea di sé queste pagine. Come egregiamente spiega l'autore nella prefazione al romanzo, all'origine di questo testo visionario e molto ispirato sta la tradizione spirituale orientale, la via del Tao e in particolare le leggende e le novelle che trattano della "dissoluzione del cadavere" e della "dissoluzione della spada". Si parla quindi del modo in cui gli iniziati si liberano delle spoglie mortali per divenire puro spirito ed esercitarsi nella maestranza accanto e a favore dei loro accoliti, sostendendoli nell'avventura terrena, fino alla conquista dell'immortalità. Così ci troviamo a seguire la sorte di Cristoforo Colombaio il protagonista di questo singolare fantasy. Egli se da un canto si vede costretto a onorare il destino impresso nel nome che porta, dall'altro può contare sul percorso iniziatico a cui viene risvegliato proprio dal domenicano bianco. I temi che vengono affrontati non son infine così lontani da quelli a cui ci ha abituato la letteratura gotica. A cosa penso? Per esempio al tema del doppio,di come esso si materliazza nei sogni e ancora al tema dei non morti e a quello della loro liberazione, spesso legata alle sfide con cui devono misurarsi i loro protetti. Fino al topos ancora oggi attuale dell'amore impossibile e maledetto che viene e deve essere letto in chiave simbolica. Anche,straziante e perverso, il peccato dell'orgoglio dell'iniziato, consapevole della propria predestinazione,compare in queste pagine,così come la tentazione del patto con Satana che vela e mistifica la realtà, fino ad impedire l'accesso alle verità supeiori.
    Certo la mia lettura, come quella di tanti altri, rimane estranea al nocciolo duro di questa filosofia,ma ciò non toglie che un barlume di questa scienza occulta possa essere colto con godimento. Così è successo a me e spero succeda agli altri che vorranno leggerlo

    ha scritto il 

  • 2

    Che delusione.....

    Ero partito con grandi aspettative nella lettura di questo romanzo che sulla carta aveva tutte le carte per colpirmi favorevolmente.


    Invece la letture si è trasformata in una delusione:la trama, oltre ad essere troppo lineare mescola in maniera pedestre elementi di esoterismo, magia nera, ...continua

    Ero partito con grandi aspettative nella lettura di questo romanzo che sulla carta aveva tutte le carte per colpirmi favorevolmente.

    Invece la letture si è trasformata in una delusione:la trama, oltre ad essere troppo lineare mescola in maniera pedestre elementi di esoterismo, magia nera, massoneria, fede Cristiana e l'immancabile storia d'amore......

    Meyrink poi ha la brillante idea di inserire massicce dosi di infodump e ci fa tenere dai personaggi stessi una bella lezioncina sulla cultura esoterica, al termine del quale ero più annoiato che mai e prossimo al sonno profondo....

    Le idee ci sarebbero anche state ma gli ingredienti secondo me sono stati mescolati in dosi eccessive e nei momenti sbagliati....cuoco Meyrink....il piatto ha un gusto troppo strano per il mio palato....

    ha scritto il 

  • 4

    La mia recensione per Ver Sacrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html


    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantasti ...continua

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

    ha scritto il 

  • 4

    La mia recensione per Ver SAcrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html


    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantasti ...continua

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

    ha scritto il 

  • 4

    La mia recensione per Ver Sacrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html


    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantasti ...continua

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-domenicano-bianco.html

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

    ha scritto il 

  • 3

    Mmmmmmm.... la storia di superficie non mi è neanche dispiaciuta, il romanzo non mi ha annoiata da quel lato, ma non avendo compreso/ non sapendo nulla, dei riferimenti "esoterici" poco ho capito ... forse se ci fossero state note, indicazioni bibliografiche dove andarsi ad informare... sarebbe s ...continua

    Mmmmmmm.... la storia di superficie non mi è neanche dispiaciuta, il romanzo non mi ha annoiata da quel lato, ma non avendo compreso/ non sapendo nulla, dei riferimenti "esoterici" poco ho capito ... forse se ci fossero state note, indicazioni bibliografiche dove andarsi ad informare... sarebbe stato meglio...per me.
    Diciamo che come i bimbi piccoli ho apprezzato il lato palese della storia senza capire il resto sotteso...

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    0

    Il fantastico Meyrink

    Il Domenicano Bianco, nella traduzione ormai datata del 1944, è un romanzo dove il visionario Meyrink mescola fantasia, esoterismo e grande analisi dell'umana mente.
    Ci sono pagine stupende dove il confine tra realtà, superstizione, simbologia esoterica sono talmente labili che è difficile ...continua

    Il Domenicano Bianco, nella traduzione ormai datata del 1944, è un romanzo dove il visionario Meyrink mescola fantasia, esoterismo e grande analisi dell'umana mente.
    Ci sono pagine stupende dove il confine tra realtà, superstizione, simbologia esoterica sono talmente labili che è difficile distinguire i passaggi da l'uno all'altro campo.
    Un susseguirsi di sensazioni sempre sospese come visioni di lucida follia, che in realtà non è così scandiscono i ritmi del romanzo.
    Pubblicato nel lontano 1944 e ripreso nel 2007 è forse tra i romanzi di Meyrink meno famoso del Golem e della Faccia verde, ma secondo me meriterebbe una più assidua attenzione da parte dei lettori e degli addetti ai lavori.
    Meyrink con la sua lucida follia rappresenta idealmente il presente, come Lovecraft il futuro e Tolkien il passato. Una triade senza ombra di dubbio che ha dominato le scene del novecento nel mondo della fiction o del fantasy.

    ha scritto il