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Il Domenicano Bianco

Un romanzo da incubo ispirato alla dottrina taoista della soluzione del cadavere

By Gustav Meyrink

(13)

| Paperback

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8 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Che delusione.....

    Ero partito con grandi aspettative nella lettura di questo romanzo che sulla carta aveva tutte le carte per colpirmi favorevolmente.

    Invece la letture si è trasformata in una delusione:la trama, oltre ad essere troppo lineare mescola in maniera pede ...(continue)

    Ero partito con grandi aspettative nella lettura di questo romanzo che sulla carta aveva tutte le carte per colpirmi favorevolmente.

    Invece la letture si è trasformata in una delusione:la trama, oltre ad essere troppo lineare mescola in maniera pedestre elementi di esoterismo, magia nera, massoneria, fede Cristiana e l'immancabile storia d'amore......

    Meyrink poi ha la brillante idea di inserire massicce dosi di infodump e ci fa tenere dai personaggi stessi una bella lezioncina sulla cultura esoterica, al termine del quale ero più annoiato che mai e prossimo al sonno profondo....

    Le idee ci sarebbero anche state ma gli ingredienti secondo me sono stati mescolati in dosi eccessive e nei momenti sbagliati....cuoco Meyrink....il piatto ha un gusto troppo strano per il mio palato....

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    H. P. Lovecraft said on Oct 24, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Meyrink bello e bravo...ma quanto esoterico... troppo esoterico..

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    Tristano said on May 14, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia recensione per Ver Sacrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d… Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia ...(continue)

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d…

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

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    Julius said on Jan 10, 2013 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La mia recensione per Ver SAcrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d… Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia ...(continue)

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d…

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

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    Julius said on Jan 10, 2013 | Add your feedback

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    La mia recensione per Ver Sacrum

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d… Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia ...(continue)

    http://www.versacrum.com/vs/2013/01/gustav-meyrink-il-d…

    Torna disponibile, grazie alle Edizioni Bietti e a cura di Gianfranco de Turris, storico critico di Lovecraft e Tolkien – autori che ha fatto conoscere per primo in Italia – un classico della letteratura fantastica e esoterica ovvero Il Domenicano bianco del grande Gustav Meyrink (1868-1932) , esperto di occultismo e filosofie orientali oltre che notevole scrittore. Meyrink, noto per il celeberrimo Der Golem, romanzo capolavoro da cui sono stati tratti 3 film, è stato lodato da nomi come Kafka e J.L..Borges e, qui in Italia, da esperti di esoterismo come Julius Evola (esponente della destra radicale) e Elemire Zolla (anch’egli celebre studioso di esoterismo). Evola, negli anni ’30, si interessò molto di Meyrink e tradusse – per i Romanzi dell’occulto dei Fratelli Bocca – alcuni libri dello scrittore austriaco fra cui appunto Il Domenicano bianco, indubbiamente il romanzo di Meyrink in cui la parte simbolica e spirituale è più profonda. Si tratta di un capolavoro del fantastico in cui la componente di “immaginazione” si intreccia mirabilmente con quella occulta. Il romanzo si basa sulla filosofia del Tao, dottrina di cui Meyrink era a conoscenza essendo un esperto studioso e praticante di discipline orientali oltre ad essere affiliato alle numerose sette e confraternite che pullulavano in Austria e Germania all’inizio del XX secolo. Meyrink era una personalità straordinaria e aveva “la visione delle cose”: i suoi studi lo portarono a far incontrare, come si può constatare leggendo i suoi libri, le tradizioni spirituali orientali e occidentali. Il Domenicano bianco è ambientato in un’enigmatica cittadina dai contorni grigi che può far ricordare la mitica Perla del romanzo di Alfred Kubin L’altra parte. Il protagonista principale è Cristoforo Colombaia, personaggio mistico, erede di una stirpe che ha seguito nei secoli gli insegnamenti del taoismo per raggiungere l’immortalità attraverso “la dissoluzione del cadavere” e “la dissoluzione della spada”. Cristoforo Colombaia, “svegliato” dalla singolare figura del Domenicano bianco – modellata forse sulla setta dei “Monaci bianchi” del Tibet – si propone così di portare a compimento il percorso della sua progenie. Riuscirà infine a raggiungere l’obiettivo attraverso numerose difficoltà: dovrà lottare con la Testa della Medusa” – simbolo della pseudospiritualità moderna – e unirsi, in una sorta di “metafisica del sesso”, con l’elemento femminile rappresentato da Ophelia. Il Domenicano bianco, attraverso i suoi arcani simbolismi e la sua atmosfera sospesa fra sogno e realtà, sfiora spesso la poesia ed è uno dei romanzi più riusciti di Meyrink.

    Il volume si avvale inoltre di un apparato critico di assoluto rispetto – “Gustav Meyrink e l’esoterismo. Testimonianze (1934-1976)” – che comprende diversi contributi di studiosi e esperti di Meyrink come Massimo Scaligero, Julius Evola, Serge Hutin, Jean-Pierre Bayard e Gèrard Heym. E’stata inoltre mantenuta la prefazione originale di Julius Evola e inserito un contributo critico dello stesso Gianfranco de Turris.

    Gustav Meyrink “Il domenicano bianco” – Edizioni Bietti – L’Archeometro – 290 pagine – Euro 19,00 – 2012 – a cura di Gianfranco de Turris

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    Julius said on Jan 10, 2013 | Add your feedback

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    Mmmmmmm.... la storia di superficie non mi è neanche dispiaciuta, il romanzo non mi ha annoiata da quel lato, ma non avendo compreso/ non sapendo nulla, dei riferimenti "esoterici" poco ho capito ... forse se ci fossero state note, indicazioni biblio ...(continue)

    Mmmmmmm.... la storia di superficie non mi è neanche dispiaciuta, il romanzo non mi ha annoiata da quel lato, ma non avendo compreso/ non sapendo nulla, dei riferimenti "esoterici" poco ho capito ... forse se ci fossero state note, indicazioni bibliografiche dove andarsi ad informare... sarebbe stato meglio...per me.
    Diciamo che come i bimbi piccoli ho apprezzato il lato palese della storia senza capire il resto sotteso...

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    Amarillide said on Nov 30, 2012 | Add your feedback

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