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Il Duca degli Abruzzi e Filippo De Filippi nell'Himalaya

Di

Editore: White Star - National Geographic (I classici dell'avventura)

4.0
(4)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 398 | Formato: Copertina rigida

Isbn-10: 8854003387 | Isbn-13: 9788854003385 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Fotografo: Vittorio Sella

Genere: Science & Nature

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Descrizione del libro
Il 18 luglio 1909 un gruppo di alpinisti italiani giunse a 150 metri dalla vetta del K2, individuando per la prima volta la via normale di salita alla cima. A capo di quella memorabile ascensione era Luigi Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, una delle figure più significative dell'alpinismo di tutti i tempi. Quella straordinaria avventura nell'Himalaya e nel Karakorum è raccontata in questo libro da Filippo De Filippi (1869-1938), compagno di tante imprese del Duca, ed è testimoniata visivamente da alcune tra le più spettacolari immagini realizzate da Vittorio Sella, fotografo della spedizione.
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  • 4

    E tutto questo accadeva 100 anni fa!!

    Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette p ...continua

    Iniziato più che altro per curiosità su un argomento che mi affascina parecchio (scalate in montagna = gran belle foto) e che so che non potrò mai affrontare personalmente (soffro di vertigini a guardare dal sesto piano), questo 'report' sull'avventura del Duca degli Abruzzi & Co. tra le vette più alte del mondo si è fatto leggere bene, senza intoppi, conquistandosi la mia piena attenzione.

    La descrizione del viaggio, iniziando dall'organizzazione pre-partenza e arrivando sino al post-ritorno, è ben ragionata e scritta in un italiano forbito ma non esageratamente "antiquato": le descrizioni, minuziose e spesso molto schematiche, aiutano anche i non addetti ai lavori anche se ogni tanto l'autore si perde in lunghi elenchi e/o descrizioni di luoghi così dettagliate che si tende a perdere un poco il filo.

    Anche non guardando al puro lato "montagnesco" della vicenda (mica cazzi, tra l'altro), lo straordinario di questa opera consiste nel valore della testimonianza storica che si legge tra le righe: le descrizioni delle popolazioni, delle loro usanze e dei luoghi incontrati durante il lungo viaggio (più di 500km), tutti elementi ben poco conosciuti all'epoca (si parla del 1909), valgono anche da soli la lettura e mi ha stupito, devo essere sincero, il fatto che questi vengano trattati in maniera oggettiva e mai col tono di superiorità tipica dell'uomo occidentale che arriva in paesi dove povertà e semplicità regnano sovrane!

    Uniche pecche, a mio parere, la mancanza di un mini-glossario alla fine del volume che spieghi i molti termini tecnici (alcuni li conoscevo per "passione geologica" mia ma altri non li avevo neanche mai sentiti) e la presenza di poche foto di Sella (mica un pirla qualsiasi) a testimonianza della spedizione: da una edizione White Star, per quanto economica, mi sarei aspettato di più in tal senso...

    Da leggere se interessati alla montagna ma non solo!

    ha scritto il