Crea la tua biblioteca Iscriviti

Insieme troveremo i libri migliori

[−]
  • Cerca Conteggio caratteri ISBN valido ISBN non valido Codice a barre valido Codice a barre non valido loading search

Il Fuoco della Fenice

Di

Editore: La Corte Editore

3.7
(41)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 250 | Formato: Paperback

Isbn-10: 8896325021 | Isbn-13: 9788896325025 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Genere: Science Fiction & Fantasy

Ti piace Il Fuoco della Fenice?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
“In un remoto futuro, in cui il Sole, che è diventato così grande da riempire il cielo, è adorato come un Dio e la Terra è ridotta a uno sterile deserto, l’umanità è costretta a vivere in una grande megalopoli dove il divario tra le classi sociali è altissimo. In un collegio per orfani, nella parte più povera della città, è nascosta Twil, la ragazza dagli occhi rossi, che è tormentata da inspiegabili incubi, che non ricorda niente del suo passato e che non sa di essere la prescelta per un antico rito da cui dipendono le sorti dell’intero pianeta. Dentro la ragazza si cela infatti un potere enorme, immenso, come quello del Sole che sovrasta la Terra; e Twil, durante le mille peripezie e attraverso l’aiuto del giovane Alcor, con il quale instaurerà una profonda amicizia, dovrà decidere in quale modo utilizzarlo.”
Ordina per
  • 1

    Terribile

    In una parola: terribile! La storia è piatta e priva di qualsiasi spunto interessante. E' la solita storia fantasy scritta senza un minimo di impegno. In più, come se non bastasse, l'edizione è ...continua

    In una parola: terribile! La storia è piatta e priva di qualsiasi spunto interessante. E' la solita storia fantasy scritta senza un minimo di impegno. In più, come se non bastasse, l'edizione è vergognosa. Ci sono errori in ogni riga e leggerlo è quasi impossibile. Mi sono fatta violenza per riuscire a finirlo.

    ha scritto il 

  • 4

    4 stellette e mezzo!

    Un'opera prima di tutto rispetto! Un modo di scrivere sintetico ai limiti dell'essenziale ma non per questo povero... anzi! Personaggi ben caratterizzati. Ritmo della storia ben ...continua

    Un'opera prima di tutto rispetto! Un modo di scrivere sintetico ai limiti dell'essenziale ma non per questo povero... anzi! Personaggi ben caratterizzati. Ritmo della storia ben congeniato. Ambientazioni descritte quel "tanto quanto basta". Insomma un piccolo gioiellino: vi consiglio vivamente di procurarvelo e leggerlo; ne vale veramente la pena!

    ha scritto il 

  • 4

    Il fantasy è un genere che può risultare particolarmente difficile da scrivere. Perché? Semplice, la ripetività. Probabilmente anche per gli altri generi il problema è lo stesso, ma essendo io ...continua

    Il fantasy è un genere che può risultare particolarmente difficile da scrivere. Perché? Semplice, la ripetività. Probabilmente anche per gli altri generi il problema è lo stesso, ma essendo io più appassionato di letteratura fantastica, mi rendo particolarmente conto di questo problema in questo ambito. Il rischio è sempre quello di ridire, per l'ennesima volta, le stesse cose e in una maniera spesso poco originale, e questo lo noto specialmente nei fantasy di stampo classico, e infatti non li leggo mai molto volentieri. Perché faccio questo discorso per parlare del romanzo di Luca Azzolini? Beh, perché il suo libro, almeno per quanto riguarda le mie conoscenze, vive di vita propria e non è affato l'ennesima ripresa del già sentito. Al di là del fatto che Luca scrive bene, ha uno stile 'leggero', scorrevole, che non stanca, che non rallenta... al di là del fatto che i personaggi incuriosiscono e sono ben tracciati... al di là di questo, Il fuoco della fenice è un prodotto (scusate se lo chiamo così) che mi è piaciuto molto per il suo mescolamento di generi e per la sua capacità di ricreare le creature.

    Cosa intendo con mescolamento di generi? Questa storia la vedo con uno stampo molto classico: c'è una sorta di prescelta, c'è il cattivo di turno, c'è la fuga, la vittoria sul 'male', ecc. Però c'è un contesto molto diverso: se gli eventi fanno pensare ad uno stampo classico, l'ambientazione è urban fantasy. C'è poi l'aspetto mitologico e la presenza di divinità. C'è fantascienza, perché siamo nel futuro. C'è storia. C'è antropologia, mi verrebbe da dire. E' un bel misto mare ma niente è fuori posto, anzi. Le creature, invece, sono quelle che più mi hanno stupito, colpito, affascinato. Luca ha saputo rimettere in gioco tutta una serie di creature mitologiche, anche di varie 'nazionalità', e ha saputo anche innovarle. L'utilizzo della fenice in questo contesto è del tutto originale e, davvero, mi è piaciuto moltissimo questo aspetto del libro. Aspetto che credo sia proprio una particolarità dell'autore; ho avuto modo di leggere la sua prima storia all'interno di Sanctuary e, anche lì, riesce a re-inventare le razze. Davvero, questo è il punto che più mi piace. Mi è piaciuto anche l'uso che viene fatto delle divinità, due divinità che, in genere, vengono poco usate in letteratura. E ho molto amato il ripercorrere la storia, anche se veloce, di queste divinità.

    Praticamente, di questo libro ho davvero apprezzato l'originalità dell'autore che, pur rimanendo dentro certi canoni del genere, ha saputo davvero re-inventare. Come accennavo prima, poi, tutto questo è ben supportato da una buona scrittura, da ritmo, da una storia valida, da sentimenti veri e da situazioni in cui il lettore si può riconoscere. Io, in particolare, ho sentito molto vera la situazione 'sociale' di Twil e l'amicizia instaurata con Alcor.

    In somma, una lettura davvero piacevole che mi ha fatto venir voglia di leggere altro dell'autore.

    ha scritto il 

  • 4

    Il destino della fenice

    Nell'antologia fantasy "Sanctuary", i racconti di confine di Luca Azzolini(uno all'inizio, l'altro alla fine della raccolta) sono stati quelli che ho apprezzato di più, quindi era da un po' che ...continua

    Nell'antologia fantasy "Sanctuary", i racconti di confine di Luca Azzolini(uno all'inizio, l'altro alla fine della raccolta) sono stati quelli che ho apprezzato di più, quindi era da un po' che avevo intenzione di leggere questa sua prima opera "completa". Le aspettative sono state appagate.

    La storia narrata è piuttosto semplice e lineare - a parte qualche salto nel passato - e si caratterizza quindi per un ritmo rilassante, capace d'immergerci nel piacere della lettura, in un mondo di fantasia allo stato puro. O almeno, questo sembra all'inizio.

    Certamente si tratta di fantasia allo stato puro, eppure ad un certo punto si cominciano a notare diversi riferimenti alla realtà quotidiana, fino a comprendere che quel che si racconta, potrebbe essere in effetti la storia del nostro futuro. Fantasticamente parlando, s'intende. Questo passo fa sì che la lettura diventi d'un tratto più avvincente e coinvolgente, e non a caso, il ritmo va in crescendo fino a rendersi conto che si ha letteralmente divorato l'ultimo centinaio di pagine.

    Impossibile staccarsi; dopo un'inizio tranquillo, dove sono presentati i protagonisti Twil e Alcor (introversa e fragile lei, estroverso e determinato lui) nonché la loro storia tra presente e passato (utile per caprie i caratteri a tutto tondo), la parte successiva è un susseguirsi di eventi e di preziose rivelazioni, dove la curiosità è insaziabile fino all'ultima pagina.

    Ci sono diverse scene che sanno di magia, quasi da favola, come il diario della Predicatrice, Alcor e le sue mutazioni, l'incontro con la sfinge dalle ali così ampie e candide che mi è parso di sentirne la morbidezza, oltre a, naturalmente, il doloroso processo di trasformazione di Twil nella fenice.

    Però è il finale che mi ha affascinata di più, tanto che mi stimola delle considerazioni. Evitando di fare spoiler, scrivo solo che la conclusione del romanzo, oltre a rappresentare il cerchio che si chiude, ha l'abilità, decisamente più stupefancente, di dare una sensazione di déja vue, come se fosse una storia che si ripete, presentandoci ambientazione e figure che vanno a creare lo stesso scenario di poco prima del momento in cui le cose sono cambiate, e dove la donna della nuova generazione sceglie una strada diversa, come a voler dire che se in passato quell'altra avesse agito diversamente, anche il destino sarebbe stato diverso. Oppure, che la nuova generazione è riuscita a redimere gli errori di quella passata. E come si può riassumere questo concetto? Con una parola sola: fenice! L'essere che rinasce dalle proprie ceneri.

    Va notato, inoltre, che questo romanzo è studiato anche nei minimi dettagli e nell'impaginazione. La storia è divisa in Atti, e ciascuno d'essi ha un titolo, ma soprattutto, un sottotitolo, costituito da delle frasi famose che ben riassumono il contenuto di quell'atto in particolare. Riguardo al titolo di questi atti, poi, si potrebbe dire che già di per sé formano la storia: ne "Il sangue della fenice" si narra l'origine di Twil, la sua infanzia; ne "Il volo della fenice" Twil è finalmente libera di vivere un'amicizia, e qui "volo" potrebbe essere inteso anche come "primo innamoramento"; ne "Le fiamme della fenice" invece (la frase riportata come sottotitolo è stupenda), c'è dolore, smarrimento, dubbi... il preludio a qualcosa di scatenante; infine, c'è l'epilogo, "Le ceneri della fenice". Nell'ultimo atto, inoltre, la prima lettere del 26° capitolo è una "O", scritta in modo che sia metà nera e metà bianca, come una mezza luna e un mezzo sole. Non a caso, se si considera che Twil è il sole e Alcor la luna...

    Come si dovrebbe comprendere a questo punto della recensione, si tratta anche di una storia d'amore incredibilmente romantica, anch'essa capace di fare sognare.

    Un buon esordio!

    Questa e altre recensioni su: http://valentinabellettini.blogspot.com/

    ha scritto il 

  • 5

    OTTIMO ESORDIO !!

    Ho letto questo libro perchè mi aveva incuriosito la copertina e la prefazione. Quando l'ho iniziato anche se non amo molto il genere urban Fantasy, sono rimasto estasiato. Una storia toccante. ...continua

    Ho letto questo libro perchè mi aveva incuriosito la copertina e la prefazione. Quando l'ho iniziato anche se non amo molto il genere urban Fantasy, sono rimasto estasiato. Una storia toccante. Personaggi magnifici e l'ambientazione è a dir poco stupenda. Se questo è l'inizio, non vedo l'ora di leggere un seguito. Sono rimasto incolllato alle pagine e in tre giorni ho finito il romanzo a cui ho dato 5 stellette. Luca sei stato davvero bravo. Te le meriti tutte le stellette. Un consiglio. Leggetelo.

    ha scritto il 

  • 3

    Bella l'idea generale del libro, l'ambientazione fantascientifica in un futuro in qui è rimasta solo una grande città e dove c'è una commistione di popoli che rimandano invece al fantasy. Bella ...continua

    Bella l'idea generale del libro, l'ambientazione fantascientifica in un futuro in qui è rimasta solo una grande città e dove c'è una commistione di popoli che rimandano invece al fantasy. Bella l'idea dei "fanatici" adoratori del Sole. Quello che non mi ha convinto a pieno è che ho trovato il libro un po' freddo, sembrava quasi che il cercare di scrivere bene fosse più importante del riuscire a trasmettere emozioni. Alcor mi è piaciuto di più di Twil che ho trovato eccessivamente distante, forse perchè l'autore è riuscito a "entrare" meglio in lui, descrivendoci il suo passato.

    ha scritto il