Il Gattopardo

Edizione conforme al manoscritto del 1957

Di

Editore: Universale Economica Feltrinelli

4.1
(10390)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Catalano , Danese , Galego , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000203830 | Data di pubblicazione:  | Edizione 20

Disponibile anche come: Tascabile economico , Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Siamo in Sicilia, all'epoca del tramonto borbonico / è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi / Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, lirico e critico insieme, il romanzo nulla concede all'intreccio e al romanzesco tanto cari a tutta la narrativa europea dell'ottocento / L'immagine della Sicilia che invece ci offre è un'immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica e letteraria contemporanea / Tradotto in tutte le lingue, "Il Gattopardo", ormai un classico della nostra letteratura, giunge con questa - conforme al manoscritto del 1957 - alla centoundecima edizione per oltre un milione di copie complessive.
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  • 5

    Saga del cerchiobottismo all'italiana

    I nostri governanti avranno letto attentamente o saranno stati gli ispiratori do questo romanzo, splendido in tutto??? Un capolavoro, ma di un'amarezza incommensurabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Se il nostro Gep di Lampedusa fosse morto qualche anno più tardi, sarebbe stato uno dei primi a fiondarsi nelle sale all'uscita di quel colossal che è l'adattamento viscontiano del Gattopardo, e tante ...continua

    Se il nostro Gep di Lampedusa fosse morto qualche anno più tardi, sarebbe stato uno dei primi a fiondarsi nelle sale all'uscita di quel colossal che è l'adattamento viscontiano del Gattopardo, e tante grazie. Me lo immagino seduto tra le ultime file di un cinema qualsiasi della provincia siciliana, uno di quelli alla Nuova Cinema Paradiso, defilato da qualsiasi genere di contatto umano: lacrimante per la commozione nel corpo, urlando “ al capolavoro” nell'anima: la vittoria del linguaggio cinematografico.

    Ormai non si possono più spendere troppe parole sul romanzo e il suo contenuto; credo che si possa dare per assodato che tutti, anche coloro che ne hanno ingurgitato a forza qualche riga a scuola, sappiano di cosa parla. Ma se risulterebbe ridondante e pleonastico parlare della trama, di sicuro lo è anche discutere della forma, ma chissenefrega.

    Leggere il Gattopardo è stato come passare ore interminabili ad osservare assorti una tenda mossa dal vento: sinuosa scorre e riscorre, creando onde dall'ampiezza impercettibile o immani cavalloni a seconda dell'intensità delle sferzate; questi, gli unici sintomi visivi del movimento d'aria, il cui lavorio sarebbe altrimenti invisibile all'occhio umano. La mano dell'autore è così vento, che si nasconde tra righe e righe di preziose descrizioni di luoghi, cose, persone. Sentivo la zampa felina di Don Fabrizio sulla faccia mentre Gep me la descriveva appoggiata sulla spalla di Tancredi.

    Non voglio sicuramente risultare troppo lusinghiera nei confronti di un autore da me scoperto solo adesso, leggere il Gattopardo non è certo come leggere le vignette dei Peanuts. Nel contempo, anche una toccata come me può accorgersi che ogni parola non è messa a caso, ogni espressione trova la sua giusta collocazione, onestamente credo che non ci sia neanche un articolo fuori posto. C'è chi taccia il testo di vecchiaia proprio per una certa prolissità d'epoca, ma ragazzi, non mi esprimo.

    Così come l'autore struttura la sua opera partendo da fondamenta solide a livello stilistico narrativo, cosi Visconti realizza l'adattamento: non c'è inquadratura che avanzi, non c'è movimento di macchina superfluo: l'accuratezza nel posizionare cinemi, nel creare ambienti interni, nell'incorniciare con occhio attento un albero, un corpo, una baionetta o un frac risulta decisamente efficace ai fini della trasposizione del testo. Il linguaggio cinematografico è all'altezza di quello letterario, anzi, forse lo supera. Ci sto pensando ancora, ma forse questo è davvero un caso in cui l'adattamento supera il testo di partenza; nel film, la fedeltà sia di senso che forma è assoluta, e si impone con umiltà attraverso la cura di ogni minimo particolare.

    Visconti ha vinto, ma se Gep avesse potuto vedere la sua pellicola, chissà cosa avrebbe detto in realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    In Sicilia impazza lo spirito Garibaldino, l'epoca borbonica è al tramonto, così come i privilegi per la sola aristocrazia.
    Tutto scorre sotto gli occhi del principe Fabrizio Salina -discendente di un ...continua

    In Sicilia impazza lo spirito Garibaldino, l'epoca borbonica è al tramonto, così come i privilegi per la sola aristocrazia.
    Tutto scorre sotto gli occhi del principe Fabrizio Salina -discendente di una delle famiglie più nobili dell'isola- che per gli smacchi subiti, cerca consolazione tra le stelle e la matematica.
    Mi sono avvicinata al Gattopardo spinta da molta curiosità, ma con la consapevolezza di iniziare una lettura che sarebbe potuta essere a tratti polverosa, difficile e pesante da affrontare. Nulla di più sbagliato.
    Il Gattopardo è il romanzo delle sorprese; lo stile la modernità e la sorniona ironia sono le caratteristiche che contraddistinguono il romanzo, ma che non ti aspetti.
    Questo libro è quanto di più lontano ci possa essere dall'immagine imbalsamata e tarlata -come il povero Bendicò- che può trasmettere.
    Il Gattopardo è ancora vivo, pronto a tirare le sue zampate e a lasciare il segno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tante attese per per questo romanzo famigliare e storico, ambientato nella bella Sicilia di metà ottocento.
    Da una parte c'è stata delusione: la scrittura ha avuto il suo peso, il dilungarsi in cert ...continua

    Tante attese per per questo romanzo famigliare e storico, ambientato nella bella Sicilia di metà ottocento.
    Da una parte c'è stata delusione: la scrittura ha avuto il suo peso, il dilungarsi in certe descrizioni mi è sembrato superfluo. Il protagonista meglio delineato è proprio il principe di Salina, Don Fabrizio, intorno al quale girano le vicende del nipote Tancredi, delle figlie e della bella Angelica, sullo sfondo dell'Italia in fermento.
    Mentre alcuni passi mi hanno colpito fortemente, come le ultime ore di vita del principe nelle quali ripercorre i suoi oltre settant'anni: le insoddisfazioni, a suo parere tante e le gioie poche che hanno costellato la sua esistenza.
    Un bell'affresco di una Sicilia antica, ma con riferimenti ancora attuali.

    ha scritto il 

  • 3

    Ad essere sincera non so proprio dire se mi sia piaciuto o meno: sicuramente Tomasi di Lampedusa scrive bene, ma tutti i personaggi meno uno mi stavano fortemente antipatici, e QUELL'UNICO PERSONAGGIO ...continua

    Ad essere sincera non so proprio dire se mi sia piaciuto o meno: sicuramente Tomasi di Lampedusa scrive bene, ma tutti i personaggi meno uno mi stavano fortemente antipatici, e QUELL'UNICO PERSONAGGIO (a differenza di tutti gli altri, persone in certi casi orribili - tanto per citarne uno, il padre, che preferisce una nipote rispetto alle sue stesse figlie) ha vissuto una vita orribile e solitaria, costellata di tristezza e di rimpianti.
    Senza contare che certe parti le ho trovate piuttosto noiose.
    Mi sa che propendo decisamente per il no.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ho rifiutato di leggere per anni, come rappresaglia in quanto consigliato da una professoressa del liceo odiosa. Mi è ricapitato fra le mani da adulta e sin dalle prime pagine mi sono res ...continua

    Un libro che ho rifiutato di leggere per anni, come rappresaglia in quanto consigliato da una professoressa del liceo odiosa. Mi è ricapitato fra le mani da adulta e sin dalle prime pagine mi sono resa conto di quanta bellezza mi fossi persa. Incredibilmente ironico, modernissimo nell'interpretazione dei personaggi, bellissimo nella sua aria stanca, dismessa e decadente di un'epoca in definitivo tramonto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicat ...continua

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicato postumo nel 1958 che divenne subito un grande successo editoriale.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tomasi_di_Lampedusa

    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo
    -
    Il romanzo e' superlativo per gli aspetti narrativi: vicenda narrata, stile e quel velato, ma non tanto, ironico umorismo al cui confronto il "english sense of humour" sembra banale, del resto la Sicilia ben si presta a questo, metafore ed allegorie di ogni tipo comprese.

    - Narrazione di grande eleganza formale ed espressiva, grande senso di partecipazione dell'Autore nei fatti, non tanto perche' riguardano il suo casato bensi' la sua terra, la Sicilia, sempre ineffabile, misteriosa, solare, immutabile.

    - Superlativo pure per l'interesse storico/sociale: la Sicilia (e l'Italia) intorno al 1860, tempo di plebescito, per terminare nel primo decennio del '900.

    I nobili ed il popolo (ed il clero), gli usi, le gerarchie, i riti: tutto descritto con grande finezza ed incisivita' nei dialoghi/monologhi (magnifici quello tra Don Fabrizio e Chevalley, plenipotenziaro per proporgli la carica di senatore, e quello tra Padre Pirrone ad un annoiato e poi addormentato villico, e molti altri):
    -
    Il romanzo e' legato a doppio filo con il film capolavoro di Luchino Visconti (1963):
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo_(film)
    forse il piu' perfetto binomio libro/film.

    Se letto prima il libro e poi visto il film, nel film stesso si "vede" il romanzo, perfetta sceneggiatura.
    Se visto prima il film e poi letto il romanzo si "legge" il film; impossibile, leggendo il romanzo (dopo il film) non vedere quei grandi attori perfettamente "in ruolo" ad iniziare da Burt Lancaster, perfetto Principe Salina.
    Se poi letto il libro, visto il film, riletto (in Sicilia) il libro... il massimo.

    Esiste anche un bel film:
    https://www.youtube.com/watch?v=LdnCPo-yhoM

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa rimane oggi di tutta la polemica che seguì la pubblicazione di questo romanzo? La sinistra lo giudicò di destra: conservatore, disimpegnato o perfino reazionario. La destra, specialmente i cattol ...continua

    Cosa rimane oggi di tutta la polemica che seguì la pubblicazione di questo romanzo? La sinistra lo giudicò di destra: conservatore, disimpegnato o perfino reazionario. La destra, specialmente i cattolici più agguerriti, lo considerarono al limite della pornografia (altri tempi, lo so) e pessimista. Per la critica più puntigliosa era scritto male, il ritmo era discontinuo, l’analisi storica insufficiente ed era di stampo ottocentesco, quindi rappresentava un passo indietro rispetto la letteratura del ‘900.... Vittorini, che ne rifiutò la pubblicazione per Einaudi, disse che era “vecchiotto” e prolisso. Leggersi la lettera di rifiuto, alla luce del successo del libro, oggi suona perfino spassoso. Per fortuna, sebbene solo dopo la morte dell’autore, nel novembre del 1958 Feltrinelli lo pubblicò. Fece il botto: molte critiche furono positive, ma soprattutto il pubblico ne decretò un successo incredibile. In pochi mesi furono venduti moltissimi libri e, a botta di poche migliaia di copie alla volta, per una sorta di incredulità della stessa casa editrice che dubitava il successo sarebbe stato duraturo, uscì una quantità di ristampe pazzesca. I miei genitori possiedono una ventottesima edizione, uscita nei primi del ’59 e in casa ne ho una ingiallitissima del dicembre ’60: è una sessantatreesima edizione. Oggi, lontani da quelle prese di posizione ideologiche, rimane un grandissimo romanzo, scritto in maniera fantastica, trascinante e coinvolgente come pochi in Italia e, modestamente aggiungerei, in Europa. Leggetelo dunque se non l’avete letto e rileggetelo se l’avete già fatto. A distanza di trent’anni dalla mia prima lettura, per me è stata una nuova folgorazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Profumo di borotalco

    Ho sempre associato il profumo del borotalco (e anche della cipria) a cose antiche. Forse perché mia nonna usava mettere sacchetti di borotalco tra la biancheria per profumarla, Quando d'estate passav ...continua

    Ho sempre associato il profumo del borotalco (e anche della cipria) a cose antiche. Forse perché mia nonna usava mettere sacchetti di borotalco tra la biancheria per profumarla, Quando d'estate passavo qualche settimana da lei aprivo i suoi cassetti e annusavo quel profumo di nonna, di cose sicure.

    Quando non associato a ricordi cari, quel profumo di borotalco può essere intrappolato in polverose tende di tappezzeria.

    Il Gattopardo è sempre rientrato in questa mia visione di mondo antico: pesante e polveroso. E invece...Il profumo di borotalco c'era, anche se non associato a ricordi cari.
    Bello. Molto bello. Elegante la prosa; poetiche le immagini; umana la storia di persone che si ritrovano a vivere cambiamenti a tutto tondo: dalla Storia, dove si illudono di avere ruolo passivo; alla Vita, dove si illudono di avere un ruolo attivo.
    E' il racconto di queste illusioni e di sentimenti e fragilità che si ripetono all'infinito -o come scrive Tomasi di Lampedusa "che si ripetono per il per sempre umano", di cui gli astri, nel loro "per sempre" astrale, ne sono testimoni.

    Cullami tu, e raccontami le storie di ieri, che saranno simili a quelle di domani
    http://www.senigallianotizie.it/articoli/image/2011/01-03/20110105-eclissi-curzi-g.jpg

    ha scritto il 

  • 5

    Libro consigliatissimo da leggere a tutti. Bella storia di una famiglia nobile che vive da dentro l'unificazione di un'Italia che si va formando. Fa capire anche meglio di un libro di storia i veri ru ...continua

    Libro consigliatissimo da leggere a tutti. Bella storia di una famiglia nobile che vive da dentro l'unificazione di un'Italia che si va formando. Fa capire anche meglio di un libro di storia i veri ruoli degli unificatori. Belle le descrizione dei personaggi e degli ambienti siciliani. La descrizione di un mondo che cambia per non cambiare nulla.

    ha scritto il 

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