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Il Gattopardo

Edizione conforme al manoscritto del 1957

By Giuseppe Tomasi di Lampedusa

(1160)

| Paperback

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Book Description

Siamo in Sicilia, all'epoca del tramonto borbonico / è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi / Accentrato quasi interamente intorno a un sol Continue

Siamo in Sicilia, all'epoca del tramonto borbonico / è di scena una famiglia della più alta aristocrazia isolana, colta nel momento rivelatore del trapasso del regime, mentre già incalzano i tempi nuovi / Accentrato quasi interamente intorno a un solo personaggio, il principe Fabrizio Salina, lirico e critico insieme, il romanzo nulla concede all'intreccio e al romanzesco tanto cari a tutta la narrativa europea dell'ottocento / L'immagine della Sicilia che invece ci offre è un'immagine viva, animata da uno spirito alacre e modernissimo, ampiamente consapevole della problematica storica, politica e letteraria contemporanea / Tradotto in tutte le lingue, "Il Gattopardo", ormai un classico della nostra letteratura, giunge con questa - conforme al manoscritto del 1957 - alla centoundecima edizione per oltre un milione di copie complessive.

929 Reviews

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    "Vengono a insegnarci le buone creanze, ma non ci riusciranno, perché noi siamo dèi"*

    Splendida opera fuori dal tempo, senza per questo essere anacronistica o datata. Il respiro del romanzo Ottocentesco ricostituito con perizia filologica senza necrofilie, in uno stile ricco ma velato di ironia e consapevolezza. Un libro coraggioso ne ...(continue)

    Splendida opera fuori dal tempo, senza per questo essere anacronistica o datata. Il respiro del romanzo Ottocentesco ricostituito con perizia filologica senza necrofilie, in uno stile ricco ma velato di ironia e consapevolezza. Un libro coraggioso negli intenti artistici.

    Contenutisticamente si presenta un conflitto (credo volutamente) irrisolto tra elegia e condanna di un mondo nobile e decadente, nostalgico ma obsoleto. La lucidità della visione politica passa in secondo piano dinnanzi ad una penna così vivida e passionale.
    D'altro canto, per coerenza, in nome dell'irresolutezza della visione politica dovremmo a questo punto condannare Manzoni, Dickens,Kipling e parecchi altri...

    L'ottima trasposizione fedelmente infedele di Visconti è forse più netta su questo punto; scelta giustificabile, così come il finale falsato. Difficile, dopo averla vista, non tanto immaginarsi il principe di Salina diverso da Burt Lancaster, quanto Angelica senza le parvenze, oltre ogni aggettivo, della Cardinale...

    *Curiosamente è questa la sentenza che più in assoluto mi ha colpito nella sua pregnanza, a dispetto delle due, inflazionatissime ma pur sempre memorabili, "Che tutto cambi..." e "Noi fummo i gattopardi..."

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    Davide il Girovago said on Sep 2, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi.

    Il tramonto di una classe sociale e l'ascesa di un'altra. Magistrale la narrazione dello spirito della Sicilia con Chevalley - il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di "fare".Il sonno è ciò che i Siciliani vogliono. E ...(continue)

    Il tramonto di una classe sociale e l'ascesa di un'altra. Magistrale la narrazione dello spirito della Sicilia con Chevalley - il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di "fare".Il sonno è ciò che i Siciliani vogliono. E le ultime pagine sul Cardinale di Palermo confermano la perfetta fusione di spirito tra Don Fabrizio e la sua Sicilia.

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    Evadora said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Ringrazio la necessità che me lo ha fatto leggere..Un affascinante salto nel passato italiano..

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    Madi84 said on Aug 25, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Il racconto inizia con la recita del rosario in una delle sontuose sale del palazzo Salina, dove il principe Fabrizio, il gattopardo, abita con la moglie Stella e i loro sette figli: è un signore distinto e affascinante, raffinato cultore di studi as ...(continue)

    Il racconto inizia con la recita del rosario in una delle sontuose sale del palazzo Salina, dove il principe Fabrizio, il gattopardo, abita con la moglie Stella e i loro sette figli: è un signore distinto e affascinante, raffinato cultore di studi astronomici ma anche di pensieri più terreni e a carattere sensuale, nonché attento osservatore della progressiva e inesorabile decadenza del proprio ceto; infatti, con lo sbarco in Sicilia di Garibaldi e del suo esercito, va prendendo rapidamente piede un nuovo ceto, quello borghese, che il principe, dall'alto del proprio rango, guarda con malcelato disprezzo, in quanto prodotto deteriore dei nuovi tempi. L'intraprendente e amatissimo nipote Tancredi Falconeri non esita a cavalcare la nuova epoca in cerca del potere economico, combattendo tra le file dei garibaldini (e poi in quelle dell'esercito regolare del Re di Sardegna), cercando insieme di rassicurare il titubante zio sul fatto che il corso degli eventi si volgerà alla fine a vantaggio della loro classe; è poi legato da un sentimento, platonico, per la cugina Concetta, profondamente innamorata di lui.
    Il principe trascorre con tutta la famiglia le vacanze nella residenza estiva di Donnafugata; il nuovo sindaco del paese è don Calogero Sedara, un nuovo ricco, intelligente e ambizioso, che cerca subito di entrare nelle simpatie degli aristocratici Salina, mercé il fascino della figlia Angelica, cui il passionale Tancredi non tarderà a soccombere; quella Angelica, che pur non potendo uguagliare la grazia altera di Concetta, ha dalla sua parte la non comune bellezza e l'ingente fortuna economica, sì che Tancredi finirà per sposare lei.
    Arriva il momento di votare l'annessione della Sicilia al Regno di Sardegna: a quanti, dubbiosi sul da farsi, gli chiedono un parere sul voto, il principe, suo malgrado, risponde in maniera affermativa; e, alla fine, il plebiscito per il sì, pur non esente da trucchi, sarà unanime. In seguito, giunge a palazzo Salina un funzionario piemontese, il cavaliere Chevalley di Monterzuolo, incaricato di offrire al principe la carica di senatore del Regno, che egli rifiuta garbatamente dichiarandosi un esponente del vecchio regime, ad esso legato da vincoli di decenza. Il principe condurrà da ora in poi vita appartata fino al giorno in cui verrà serenamente a mancare, circondato dalle cure dei familiari, in una stanza d'albergo a Palermo durante il viaggio di ritorno da Napoli, dove si era recato per cure mediche. L'ultimo capitolo del romanzo, ambientato nel 1910, racconta la vita di Carolina, Concetta e Caterina, le figlie superstiti di don Fabrizio, che conducono un'esistenza dedita a una devozione religiosa consuetudinaria, coltivando l'illusione che il nome dei Salina sia ancora quello altisonante di un desiderato passato.

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    Pacchiarotti said on Aug 17, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Capolavoro ormai divenuto un classico.scrittura densa,profonda,avvolgente,mai banale,ritratto di una società,di un'epoca,di una classe sociale,di eventi storici,di psicologie dure a morire,un testo inarrivabile per caratura stilistica e profondità di ...(continue)

    Capolavoro ormai divenuto un classico.scrittura densa,profonda,avvolgente,mai banale,ritratto di una società,di un'epoca,di una classe sociale,di eventi storici,di psicologie dure a morire,un testo inarrivabile per caratura stilistica e profondità di analisi.Appassionante.

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    Monellaccio08 said on Aug 15, 2014 | Add your feedback

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