Il Gattopardo

Di

Editore: Feltrinelli (Universale Economica 416)

4.1
(10414)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 187 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Catalano , Danese , Galego , Ceco , Olandese

Isbn-10: A000093048 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Paperback , Copertina rigida , Altri , Rilegato in pelle , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

Ti piace Il Gattopardo?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ordina per
  • 5

    Classico imperdibile

    Libro di rara bellezza che ha segnato in maniera indelebile la mia adolescenza. Personaggi finemente descritti, situazioni umane dolorosamente reali, e che dire poi delle ambientazioni cariche di fasc ...continua

    Libro di rara bellezza che ha segnato in maniera indelebile la mia adolescenza. Personaggi finemente descritti, situazioni umane dolorosamente reali, e che dire poi delle ambientazioni cariche di fascino decadente? Grazie Sig. Tomasi!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Piccolo gioiello

    Un romanzo colmo di raffinatezza e sfumature che racconta i cambiamenti della Sicilia e dell'Italia intera e conseguentemente della famiglia Salina in un periodo che va dal 1860 al 1910.
    A ben vedere ...continua

    Un romanzo colmo di raffinatezza e sfumature che racconta i cambiamenti della Sicilia e dell'Italia intera e conseguentemente della famiglia Salina in un periodo che va dal 1860 al 1910.
    A ben vedere però i cambiamenti non sono poi tali di fronte all'immobilismo secolare di questa regione splendida e troppo orgogliosa per adeguarsi all'evolversi del mondo, viceversa è quest'ultimo che si vede sempre costretto a piegarsi allo status quo dell'isola.
    Celebre la frase di Tancredi, nipote del Gattopardo, all'arrivo dei garibaldini: "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."
    Nel corso del libro vi sono picchi di alta letteratura, ho amato molto il dialogo tra il principe e il delegato del nuovo Re d'Italia per la nomina a senatore e diversi altri momenti. Emerge per lo più in tutto il libro una ricerca per i dettagli che fanno tutta la differenza del mondo nelle raffinatissime elucubrazioni del Principe, il Gattopardo, un personaggio meravigliosamente complesso e inevitabilmente l'ultimo di una generazioni di "Gattopardi".
    Ci sarebbe da sviscerare decine di situazioni che Tomasi di Lampedusa ha mirabilmente descritto ma non è questo il luogo per un'analisi che richiederebbe pagine e pagine.
    Il Gattopardo è un libro da leggere perché tocca l'anima di ognuno di noi, il nostro intimo, con delicatezza e sobrietà e non ultimo razionale pragmatismo.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Il malinteso del Gattopardo

    I termini Gattopardo e gattopardesco sono entrati a far parte del lessico comune, come sinonimi di trasformismo politico. Mi domando se chi ha deciso di usare così queste parole lo abbia mai letto, il ...continua

    I termini Gattopardo e gattopardesco sono entrati a far parte del lessico comune, come sinonimi di trasformismo politico. Mi domando se chi ha deciso di usare così queste parole lo abbia mai letto, il Gattopardo. Sì perché, a ben vedere, di molte cose può essere accusato il principe di Salina (il Gattopardo, appunto), ma non di essere un trasformista. Non per niente, chi pronuncia la famosa frase "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi" è il nipote Tancredi, l'arrivista; e sicuramente della stessa schiatta è Calogero Sedara, l'arrampicatore sociale. Il principe Gattopardo no, senza ombra di dubbio; lui rifiuta titoli e onorificenze, disdegna la nomina a Senatore del Regno e conclude dicendo "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni; quelli che ci sostituiranno saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti Gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra."
    I Gattopardi sono quindi in via di estinzione, anzi, si sono estinti da un pezzo, altro che trasformismo!
    Credo che il termine gattopardesco avrebbe un più corretto utilizzo se fosse usato per indicare un acume superiore alla media.
    E per capire tutto ciò, se proprio non si ha voglia di leggere il libro, basterebbe guardare l'eccelsa trasposizione cinematografica di Visconti, complementare al romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    Saga del cerchiobottismo all'italiana

    I nostri governanti avranno letto attentamente o saranno stati gli ispiratori do questo romanzo, splendido in tutto??? Un capolavoro, ma di un'amarezza incommensurabile.

    ha scritto il 

  • 4

    Se il nostro Gep di Lampedusa fosse morto qualche anno più tardi, sarebbe stato uno dei primi a fiondarsi nelle sale all'uscita di quel colossal che è l'adattamento viscontiano del Gattopardo, e tante ...continua

    Se il nostro Gep di Lampedusa fosse morto qualche anno più tardi, sarebbe stato uno dei primi a fiondarsi nelle sale all'uscita di quel colossal che è l'adattamento viscontiano del Gattopardo, e tante grazie. Me lo immagino seduto tra le ultime file di un cinema qualsiasi della provincia siciliana, uno di quelli alla Nuova Cinema Paradiso, defilato da qualsiasi genere di contatto umano: lacrimante per la commozione nel corpo, urlando “ al capolavoro” nell'anima: la vittoria del linguaggio cinematografico.

    Ormai non si possono più spendere troppe parole sul romanzo e il suo contenuto; credo che si possa dare per assodato che tutti, anche coloro che ne hanno ingurgitato a forza qualche riga a scuola, sappiano di cosa parla. Ma se risulterebbe ridondante e pleonastico parlare della trama, di sicuro lo è anche discutere della forma, ma chissenefrega.

    Leggere il Gattopardo è stato come passare ore interminabili ad osservare assorti una tenda mossa dal vento: sinuosa scorre e riscorre, creando onde dall'ampiezza impercettibile o immani cavalloni a seconda dell'intensità delle sferzate; questi, gli unici sintomi visivi del movimento d'aria, il cui lavorio sarebbe altrimenti invisibile all'occhio umano. La mano dell'autore è così vento, che si nasconde tra righe e righe di preziose descrizioni di luoghi, cose, persone. Sentivo la zampa felina di Don Fabrizio sulla faccia mentre Gep me la descriveva appoggiata sulla spalla di Tancredi.

    Non voglio sicuramente risultare troppo lusinghiera nei confronti di un autore da me scoperto solo adesso, leggere il Gattopardo non è certo come leggere le vignette dei Peanuts. Nel contempo, anche una toccata come me può accorgersi che ogni parola non è messa a caso, ogni espressione trova la sua giusta collocazione, onestamente credo che non ci sia neanche un articolo fuori posto. C'è chi taccia il testo di vecchiaia proprio per una certa prolissità d'epoca, ma ragazzi, non mi esprimo.

    Così come l'autore struttura la sua opera partendo da fondamenta solide a livello stilistico narrativo, cosi Visconti realizza l'adattamento: non c'è inquadratura che avanzi, non c'è movimento di macchina superfluo: l'accuratezza nel posizionare cinemi, nel creare ambienti interni, nell'incorniciare con occhio attento un albero, un corpo, una baionetta o un frac risulta decisamente efficace ai fini della trasposizione del testo. Il linguaggio cinematografico è all'altezza di quello letterario, anzi, forse lo supera. Ci sto pensando ancora, ma forse questo è davvero un caso in cui l'adattamento supera il testo di partenza; nel film, la fedeltà sia di senso che forma è assoluta, e si impone con umiltà attraverso la cura di ogni minimo particolare.

    Visconti ha vinto, ma se Gep avesse potuto vedere la sua pellicola, chissà cosa avrebbe detto in realtà.

    ha scritto il 

  • 5

    In Sicilia impazza lo spirito Garibaldino, l'epoca borbonica è al tramonto, così come i privilegi per la sola aristocrazia.
    Tutto scorre sotto gli occhi del principe Fabrizio Salina -discendente di un ...continua

    In Sicilia impazza lo spirito Garibaldino, l'epoca borbonica è al tramonto, così come i privilegi per la sola aristocrazia.
    Tutto scorre sotto gli occhi del principe Fabrizio Salina -discendente di una delle famiglie più nobili dell'isola- che per gli smacchi subiti, cerca consolazione tra le stelle e la matematica.
    Mi sono avvicinata al Gattopardo spinta da molta curiosità, ma con la consapevolezza di iniziare una lettura che sarebbe potuta essere a tratti polverosa, difficile e pesante da affrontare. Nulla di più sbagliato.
    Il Gattopardo è il romanzo delle sorprese; lo stile la modernità e la sorniona ironia sono le caratteristiche che contraddistinguono il romanzo, ma che non ti aspetti.
    Questo libro è quanto di più lontano ci possa essere dall'immagine imbalsamata e tarlata -come il povero Bendicò- che può trasmettere.
    Il Gattopardo è ancora vivo, pronto a tirare le sue zampate e a lasciare il segno.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    3

    Tante attese per per questo romanzo famigliare e storico, ambientato nella bella Sicilia di metà ottocento.
    Da una parte c'è stata delusione: la scrittura ha avuto il suo peso, il dilungarsi in cert ...continua

    Tante attese per per questo romanzo famigliare e storico, ambientato nella bella Sicilia di metà ottocento.
    Da una parte c'è stata delusione: la scrittura ha avuto il suo peso, il dilungarsi in certe descrizioni mi è sembrato superfluo. Il protagonista meglio delineato è proprio il principe di Salina, Don Fabrizio, intorno al quale girano le vicende del nipote Tancredi, delle figlie e della bella Angelica, sullo sfondo dell'Italia in fermento.
    Mentre alcuni passi mi hanno colpito fortemente, come le ultime ore di vita del principe nelle quali ripercorre i suoi oltre settant'anni: le insoddisfazioni, a suo parere tante e le gioie poche che hanno costellato la sua esistenza.
    Un bell'affresco di una Sicilia antica, ma con riferimenti ancora attuali.

    ha scritto il 

  • 3

    Ad essere sincera non so proprio dire se mi sia piaciuto o meno: sicuramente Tomasi di Lampedusa scrive bene, ma tutti i personaggi meno uno mi stavano fortemente antipatici, e QUELL'UNICO PERSONAGGIO ...continua

    Ad essere sincera non so proprio dire se mi sia piaciuto o meno: sicuramente Tomasi di Lampedusa scrive bene, ma tutti i personaggi meno uno mi stavano fortemente antipatici, e QUELL'UNICO PERSONAGGIO (a differenza di tutti gli altri, persone in certi casi orribili - tanto per citarne uno, il padre, che preferisce una nipote rispetto alle sue stesse figlie) ha vissuto una vita orribile e solitaria, costellata di tristezza e di rimpianti.
    Senza contare che certe parti le ho trovate piuttosto noiose.
    Mi sa che propendo decisamente per il no.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro che ho rifiutato di leggere per anni, come rappresaglia in quanto consigliato da una professoressa del liceo odiosa. Mi è ricapitato fra le mani da adulta e sin dalle prime pagine mi sono res ...continua

    Un libro che ho rifiutato di leggere per anni, come rappresaglia in quanto consigliato da una professoressa del liceo odiosa. Mi è ricapitato fra le mani da adulta e sin dalle prime pagine mi sono resa conto di quanta bellezza mi fossi persa. Incredibilmente ironico, modernissimo nell'interpretazione dei personaggi, bellissimo nella sua aria stanca, dismessa e decadente di un'epoca in definitivo tramonto.

    ha scritto il 

  • 5

    "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicat ...continua

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicato postumo nel 1958 che divenne subito un grande successo editoriale.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tomasi_di_Lampedusa

    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo
    -
    Il romanzo e' superlativo per gli aspetti narrativi: vicenda narrata, stile e quel velato, ma non tanto, ironico umorismo al cui confronto il "english sense of humour" sembra banale, del resto la Sicilia ben si presta a questo, metafore ed allegorie di ogni tipo comprese.

    - Narrazione di grande eleganza formale ed espressiva, grande senso di partecipazione dell'Autore nei fatti, non tanto perche' riguardano il suo casato bensi' la sua terra, la Sicilia, sempre ineffabile, misteriosa, solare, immutabile.

    - Superlativo pure per l'interesse storico/sociale: la Sicilia (e l'Italia) intorno al 1860, tempo di plebescito, per terminare nel primo decennio del '900.

    I nobili ed il popolo (ed il clero), gli usi, le gerarchie, i riti: tutto descritto con grande finezza ed incisivita' nei dialoghi/monologhi (magnifici quello tra Don Fabrizio e Chevalley, plenipotenziaro per proporgli la carica di senatore, e quello tra Padre Pirrone ad un annoiato e poi addormentato villico, e molti altri):
    -
    Il romanzo e' legato a doppio filo con il film capolavoro di Luchino Visconti (1963):
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo_(film)
    forse il piu' perfetto binomio libro/film.

    Se letto prima il libro e poi visto il film, nel film stesso si "vede" il romanzo, perfetta sceneggiatura.
    Se visto prima il film e poi letto il romanzo si "legge" il film; impossibile, leggendo il romanzo (dopo il film) non vedere quei grandi attori perfettamente "in ruolo" ad iniziare da Burt Lancaster, perfetto Principe Salina.
    Se poi letto il libro, visto il film, riletto (in Sicilia) il libro... il massimo.

    Esiste anche un bel film:
    https://www.youtube.com/watch?v=LdnCPo-yhoM

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per