Il Gattopardo

Di

Editore: Feltrinelli ( Vintage )

4.1
(10331)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 232 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Tedesco , Spagnolo , Francese , Finlandese , Portoghese , Catalano , Danese , Galego , Ceco , Olandese

Isbn-10: 8807830175 | Isbn-13: 9788807830174 | Data di pubblicazione:  | Edizione 1

Disponibile anche come: Tascabile economico , Paperback , Altri , Rilegato in pelle , CD audio , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Storia , Politica

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Descrizione del libro
Don Fabrizio, principe di Salina, all'arrivo dei Garibaldini sente inevitabile il declino e la rovina della sua classe. Approva il matrimonio del nipote Tancredi, senza più risorse economiche, con la figlia di Calogero Sedara, un astuto borghese. Don Fabrizio rifiuta però il seggio al Senato che gli viene offerto, ormai disincantato e pessimista sulla possibile sopravvivenza di una civiltà in decadenza e propone al suo posto proprio il borghese Calogero Sedara. Il romanzo è riproposto in un'edizione speciale per i cinquant'anni di Giangiacomo Feltrinelli Editore.
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  • 5

    "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi"

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicat ...continua

    Romanzo basato sulla biografia degli ascendenti ed antenati dell'Autore, Giuseppe Tomasi di Lampedusa (1896-1957), nobile siciliano, alla sua prima ed unica esperienza di romanziere, romanzo pubblicato postumo nel 1958 che divenne subito un grande successo editoriale.

    https://it.wikipedia.org/wiki/Giuseppe_Tomasi_di_Lampedusa

    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo
    -
    Il romanzo e' superlativo per gli aspetti narrativi: vicenda narrata, stile e quel velato, ma non tanto, ironico umorismo al cui confronto il "english sense of humour" sembra banale, del resto la Sicilia ben si presta a questo, metafore ed allegorie di ogni tipo comprese.

    - Narrazione di grande eleganza formale ed espressiva, grande senso di partecipazione dell'Autore nei fatti, non tanto perche' riguardano il suo casato bensi' la sua terra, la Sicilia, sempre ineffabile, misteriosa, solare, immutabile.

    - Superlativo pure per l'interesse storico/sociale: la Sicilia (e l'Italia) intorno al 1860, tempo di plebescito, per terminare nel primo decennio del '900.

    I nobili ed il popolo (ed il clero), gli usi, le gerarchie, i riti: tutto descritto con grande finezza ed incisivita' nei dialoghi/monologhi (magnifici quello tra Don Fabrizio e Chevalley, plenipotenziaro per proporgli la carica di senatore, e quello tra Padre Pirrone ad un annoiato e poi addormentato villico, e molti altri):
    -
    Il romanzo e' legato a doppio filo con il film capolavoro di Luchino Visconti (1963):
    https://it.wikipedia.org/wiki/Il_Gattopardo_(film)
    forse il piu' perfetto binomio libro/film.

    Se letto prima il libro e poi visto il film, nel film stesso si "vede" il romanzo, perfetta sceneggiatura.
    Se visto prima il film e poi letto il romanzo si "legge" il film; impossibile, leggendo il romanzo (dopo il film) non vedere quei grandi attori perfettamente "in ruolo" ad iniziare da Burt Lancaster, perfetto Principe Salina.
    Se poi letto il libro, visto il film, riletto (in Sicilia) il libro... il massimo.

    Esiste anche un bel film:
    https://www.youtube.com/watch?v=LdnCPo-yhoM

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa rimane oggi di tutta la polemica che seguì la pubblicazione di questo romanzo? La sinistra lo giudicò di destra: conservatore, disimpegnato o perfino reazionario. La destra, specialmente i cattol ...continua

    Cosa rimane oggi di tutta la polemica che seguì la pubblicazione di questo romanzo? La sinistra lo giudicò di destra: conservatore, disimpegnato o perfino reazionario. La destra, specialmente i cattolici più agguerriti, lo considerarono al limite della pornografia (altri tempi, lo so) e pessimista. Per la critica più puntigliosa era scritto male, il ritmo era discontinuo, l’analisi storica insufficiente ed era di stampo ottocentesco, quindi rappresentava un passo indietro rispetto la letteratura del ‘900.... Vittorini, che ne rifiutò la pubblicazione per Einaudi, disse che era “vecchiotto” e prolisso. Leggersi la lettera di rifiuto, alla luce del successo del libro, oggi suona perfino spassoso. Per fortuna, sebbene solo dopo la morte dell’autore, nel novembre del 1958 Feltrinelli lo pubblicò. Fece il botto: molte critiche furono positive, ma soprattutto il pubblico ne decretò un successo incredibile. In pochi mesi furono venduti moltissimi libri e, a botta di poche migliaia di copie alla volta, per una sorta di incredulità della stessa casa editrice che dubitava il successo sarebbe stato duraturo, uscì una quantità di ristampe pazzesca. I miei genitori possiedono una ventottesima edizione, uscita nei primi del ’59 e in casa ne ho una ingiallitissima del dicembre ’60: è una sessantatreesima edizione. Oggi, lontani da quelle prese di posizione ideologiche, rimane un grandissimo romanzo, scritto in maniera fantastica, trascinante e coinvolgente come pochi in Italia e, modestamente aggiungerei, in Europa. Leggetelo dunque se non l’avete letto e rileggetelo se l’avete già fatto. A distanza di trent’anni dalla mia prima lettura, per me è stata una nuova folgorazione.

    ha scritto il 

  • 5

    Profumo di borotalco

    Ho sempre associato il profumo del borotalco (e anche della cipria) a cose antiche. Forse perché mia nonna usava mettere sacchetti di borotalco tra la biancheria per profumarla, Quando d'estate passav ...continua

    Ho sempre associato il profumo del borotalco (e anche della cipria) a cose antiche. Forse perché mia nonna usava mettere sacchetti di borotalco tra la biancheria per profumarla, Quando d'estate passavo qualche settimana da lei aprivo i suoi cassetti e annusavo quel profumo di nonna, di cose sicure.

    Quando non associato a ricordi cari, quel profumo di borotalco può essere intrappolato in polverose tende di tappezzeria.

    Il Gattopardo è sempre rientrato in questa mia visione di mondo antico: pesante e polveroso. E invece...Il profumo di borotalco c'era, anche se non associato a ricordi cari.
    Bello. Molto bello. Elegante la prosa; poetiche le immagini; umana la storia di persone che si ritrovano a vivere cambiamenti a tutto tondo: dalla Storia, dove si illudono di avere ruolo passivo; alla Vita, dove si illudono di avere un ruolo attivo.
    E' il racconto di queste illusioni e di sentimenti e fragilità che si ripetono all'infinito -o come scrive Tomasi di Lampedusa "che si ripetono per il per sempre umano", di cui gli astri, nel loro "per sempre" astrale, ne sono testimoni.

    Cullami tu, e raccontami le storie di ieri, che saranno simili a quelle di domani
    http://www.senigallianotizie.it/articoli/image/2011/01-03/20110105-eclissi-curzi-g.jpg

    ha scritto il 

  • 5

    Libro consigliatissimo da leggere a tutti. Bella storia di una famiglia nobile che vive da dentro l'unificazione di un'Italia che si va formando. Fa capire anche meglio di un libro di storia i veri ru ...continua

    Libro consigliatissimo da leggere a tutti. Bella storia di una famiglia nobile che vive da dentro l'unificazione di un'Italia che si va formando. Fa capire anche meglio di un libro di storia i veri ruoli degli unificatori. Belle le descrizione dei personaggi e degli ambienti siciliani. La descrizione di un mondo che cambia per non cambiare nulla.

    ha scritto il 

  • 4

    non lo saprei riassumere

    Un buon libro sicuramente, uno spaccato della Sicilia al tempo dello sbarco visto con gli occhi di un nobile che pian piano vede diminuire la sua fortuna e il suo potere.

    Vale la pena di leggerlo. ...continua

    Un buon libro sicuramente, uno spaccato della Sicilia al tempo dello sbarco visto con gli occhi di un nobile che pian piano vede diminuire la sua fortuna e il suo potere.

    Vale la pena di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    "Il Gattopardo" è il grande romanzo della letteratura italiana del secondo Novecento che, raccontando con nostalgia e malinconia la fine dell'epoca borbonica in Sicilia, mette in luce alcuni dei mali ...continua

    "Il Gattopardo" è il grande romanzo della letteratura italiana del secondo Novecento che, raccontando con nostalgia e malinconia la fine dell'epoca borbonica in Sicilia, mette in luce alcuni dei mali che da secoli affliggono l'isola, come l'immobilismo e il trasformismo.
    Il gattopardo è il principe Fabrizio Salina, straordinario personaggio letterario, il quale assiste con disincantata e rassegnata lucidità alla dissoluzione del suo mondo e il cui pessimismo è condensato nel memorabile colloquio con il funzionario sabaudo Chevalley.
    In tale colloquio il principe dichiara che il male incurabile della Sicilia è il sonno in cui da secoli è sprofondata l'isola, quindi l'indolenza, il "non fare" dei siciliani. "In Sicilia non importa far male o far bene: il peccato che noi Siciliani non perdoniamo mai è semplicemente quello di fare".
    Se il Principe di Salina rappresenta l'immobilismo della Sicilia, l'amato nipote Tancredi Falconeri è l'emblema del trasformismo. Egli infatti, a differenza dello zio, si adatterà perfettamente al nuovo corso storico, nella convinzione che questo comporterà dei mutamenti solo apparenti alla loro classe sociale; è sua la celeberrima frase "Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi".

    ha scritto il 

  • 5

    Cosa si può aggiungere a proposito di un capolavoro che è già stato letto e commentato da così tante persone (oltre che citato da tante altre che forse non lo hanno letto mai)? Grazie alla penna arist ...continua

    Cosa si può aggiungere a proposito di un capolavoro che è già stato letto e commentato da così tante persone (oltre che citato da tante altre che forse non lo hanno letto mai)? Grazie alla penna aristocratica ma mai leziosa di Tomasi di Lampedusa ci si ritrova magicamente immersi nel paesaggio e nel clima della Sicilia, ed attraverso il fatalismo e l’ironico distacco del principe Fabrizio Salina, consapevole e rassegnato testimone del declino dell’aristocrazia siciliana, si conoscono vizi e virtù di un popolo abituato a subire il proprio destino anziché viverlo, raccontati con la poetica, lucida, spietata e perciò pietosa profondità che può appartenere solo a chi alla propria terra è profondamente legato.

    ha scritto il 

  • 5

    Del miele guasto e della morte

    Capolavoro imperdonabile (nel senso che a questo termine attribuiva Cristina Campo), Il Gattopardo è una sublime, ininterrotta elegia funebre: con l'indolente, ironica e finissima sprezzatura che è s ...continua

    Capolavoro imperdonabile (nel senso che a questo termine attribuiva Cristina Campo), Il Gattopardo è una sublime, ininterrotta elegia funebre: con l'indolente, ironica e finissima sprezzatura che è solo sua, Tomasi di Lampedusa rimpiange e compiange la fine di un mondo di tradizioni ataviche e bellezza sul punto di essere calpestato e distrutto dalla neounitaria borghesia arrembante; il proprio inesorabile declino e il paragone impietoso col nipote Tancredi, fascinoso di gloria e di sventura agli splendidi occhi verdi di Angelica Sedara;il fuggire via della propria vita, prima a gocce, poi a fiotti, infine a ondate; e la dolorosa consapevolezza, ultima demum necessitate cogente, che tutto ciò che ha amato morirà con lui, l'ultimo della sua specie, perché a tutti ormai incomprensibile e irrilevante.
    Nessun monumento gli sopravvive :dolorosa l'allusione alla bomba fabbricata in Pensylvania destinata a distruggere nel 1943 la dimora dei Salina, e purtroppo, nella realtà, lo stesso palazzo di famiglia del principe a Palermo.
    Sola quiete e speranza l'annientamento, il ritorno allo stato di polvere cosmica e libera finalmente di vagare inerte ed eterna tra gli spazi siderali di quelle stelle da lui tanto amate.

    ha scritto il 

  • 3

    - "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra."
    - " Se vogliamo c ...continua

    - "Noi fummo i Gattopardi, i Leoni: chi ci sostituirà saranno gli sciacalletti, le iene; e tutti quanti, gattopardi, sciacalli e pecore, continueremo a crederci il sale della terra."
    - " Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi."

    L'essenza del libro in due frasi. Altri commenti sarebbero superflui. Unica annotazione : tre stelline solo per le particolareggiate descrizioni (non mi vanno giù in nessun tipo di libro,ahimè) e i pochi eventi che accadono,lo avrei preferito un po' più movimentato ; ma è comunque d'obbligo leggerlo.

    ha scritto il 

  • 5

    Sono una delle poche persone a cui questo libro non è stato imposto al liceo, e dico menomale! Non credo che qualche anno fa l'avrei apprezzato a pieno..
    Più che un romanzo storico, si è rivelato un r ...continua

    Sono una delle poche persone a cui questo libro non è stato imposto al liceo, e dico menomale! Non credo che qualche anno fa l'avrei apprezzato a pieno..
    Più che un romanzo storico, si è rivelato un romanzo quasi psicologico: il principe Fabrizio Corbera di Salina prende vita dalle pagine e il lettore è suo compagno in questo periodo di grandi cambiamenti sociali.

    Mi sono vista anche il film di Visconti che con le sue tre ore e passa è una trasposizione abbastanza fedele..Tancredi è figo al punto giusto, il principe di Salina ha il perfetto fascino aristocratico e c'è pure Terence Hill con la erre moscia XD

    ha scritto il 

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