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Il Giorno della Civetta

(Manchester New Italian Texts)

By Leonardo Sciascia

(72)

| Paperback | 9780719045509

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Book Description

Il giorno della civetta, set in the early 1960s, tells the story of a carabinieri captain investigating the mafia killing of a local building contractor in a small town in western Sicily. Captain Bellodi pursues his enquiries hones Continue

Il giorno della civetta, set in the early 1960s, tells the story of a carabinieri captain investigating the mafia killing of a local building contractor in a small town in western Sicily. Captain Bellodi pursues his enquiries honestly and intelligently, without realizing that his intervention will stir up a hornets' nest. There are powerful figures who have a vested interest in making sure not only that Bellodi's inquiries will come to nothing, but that the very existence of the mafia itself can be denied. Leonardo Sciascia shows us not only the police operations but how shadowy, unidentified figures combine to frustrate Bellodi's investigation. Sciascia's intention in writing the book was to bring to as wide an audience as possible an awareness of the problem of the mafia and its hold, not only on Sicily, but on important areas of public life: the police, the judiciary, politics and even the Catholic Church. He succeeds brilliantly in this picture of his own beloved island.

570 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Forse le cose oggi sono unpoco cambiate, ma forse neanche così tanto. Avrei dovuto leggerlo vent'anni fa.

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    Eleonora said on Aug 9, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    In alcuni passaggi Sciascia fotografa esattamente l'essenza della mentalità siciliana. Riporto uno di quelli che più mi ha colpito.
    E ciò discendeva dal fatto, pensava il capitano, che la famiglia è l’unico istituto veramente vivo nella coscienza ...(continue)

    In alcuni passaggi Sciascia fotografa esattamente l'essenza della mentalità siciliana. Riporto uno di quelli che più mi ha colpito.
    E ciò discendeva dal fatto, pensava il capitano, che la famiglia è l’unico istituto veramente vivo nella coscienza del siciliano: ma vivo più come drammatico nodo contrattuale, giuridico, che come aggregato naturale e sentimentale. La famiglia è lo Stato del siciliano. Lo Stato, quello che per noi è lo Stato, è fuori: entità di fatto realizzata dalla forza; e impone le tasse il servizio militare, la guerra, il carabiniere. Dentro quell’istituto che è la famiglia, il siciliano valica il confine della propria naturale e tragica solitudine e si adatta, in una sofistica contrattualità di rapporti, alla convivenza. Sarebbe troppo chiedergli di valicare il confine tra la famiglia e lo Stato. Magari si infiammerà dell’idea dello Stato o salirà a dirigerne il governo: ma la forma precisa e definitiva del suo diritto e del suo dovere sarà la famiglia, che consente più breve il passo verso la vittoriosa solitudine.

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    Ekox said on Aug 3, 2014 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    E' da romanzi come questo che capisci che di scrittori così ce ne saranno sempre di meno.
    Forse nessuno.
    O perlomeno, potrà esserci qualcuno bravo, anche bravissimo, ma comunque incapace di raggiungere la potenza di Sciascia. Il suo sguardo sempre ...(continue)

    E' da romanzi come questo che capisci che di scrittori così ce ne saranno sempre di meno.
    Forse nessuno.
    O perlomeno, potrà esserci qualcuno bravo, anche bravissimo, ma comunque incapace di raggiungere la potenza di Sciascia. Il suo sguardo sempre qualche anno avanti, c'è poco da fare; e tuttora "Il giorno della civetta" resta una lettura obbligatorio.

    Basterebbero i contenuti: ma qui non conta solo il cosa, conta anche il "come"; perché questo è un racconto che dice tutto pur essendo ridotto all'essenziale; e perché Sciascia meriterebbe un monumento solo per come usa la punteggiatura. O per come inserisce personaggi di finzione in un contesto maledettamente reale e schifosamente amaro.

    Fondamentale.

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    Marco Renzi [costello89] said on Jul 30, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo ...(continue)

    La paura gli stava dentro come un cane arrabbiato: guaiva, ansava, sbavava, improvvisamente urlava nel suo sonno; e mordeva, dentro mordeva, nel fegato nel cuore. Di quei morsi al fegato che continuamente bruciavano e dell'improvviso doloroso guizzo del cuore, come di un coniglio vivo in bocca al cane.

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    Dumbledore said on Jul 25, 2014 | Add your feedback

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