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Il Giorno della Civetta

Di

Editore: Giulio Eunaudi

4.0
(8155)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 184 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Francese , Tedesco

Isbn-10: 8806593579 | Isbn-13: 9788806593575 | Data di pubblicazione: 

Disponibile anche come: Copertina rigida , Altri , Tascabile economico , Copertina rinforzata scuole e biblioteche , eBook

Genere: Crime , Fiction & Literature , Mystery & Thrillers

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Descrizione del libro
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  • 0

    Il romanzo è famosissimo, rappresenta un pezzo della nostra storia e del nostro paese. Sciascia ha saputo descrivere non solo e non tanto la mafia e i suoi meccanismi, quanto soprattutto la cultura e ...continua

    Il romanzo è famosissimo, rappresenta un pezzo della nostra storia e del nostro paese. Sciascia ha saputo descrivere non solo e non tanto la mafia e i suoi meccanismi, quanto soprattutto la cultura e l'anima del Sud e dell'Italia intera. La storia è un giallo, un giallo in cui però il colpevole è noto a tutti. Il mistero da svelare è rappresentato dai complessi meccanismi culturali e sociali che permettono al male di esistere indisturbato, perchè sono questi ormai i tempi in cui "la civetta appare di giorno", tempi cioè così disgraziati che il giorno si è fatto oscuro, come la notte più profonda. Non è solo letteratura,è morale, è senso profondo del vivere e anche del morire, in una terra in cui la quotidianeità è molto più complessa di quanto possa apparire a uno sguardo superficiale.

    ha scritto il 

  • 4

    Racconto perfetto, che radiografa la mafia in modo secco, succinto, preciso. La postfazione di Sciascia è illuminante: levare, levare, levare. Un lavoro di sottrazione. Per lasciare solo l'essenziale. ...continua

    Racconto perfetto, che radiografa la mafia in modo secco, succinto, preciso. La postfazione di Sciascia è illuminante: levare, levare, levare. Un lavoro di sottrazione. Per lasciare solo l'essenziale. Perfetto.

    ha scritto il 

  • 4

    Cos'è la "mafia"? Esiste davvero?
    E gli uomini, valgono tutti alla stessa maniera?

    Indubbiamente un "racconto", come Sciascia stesso lo definisce, che mira ad essere più un saggio che un romanzo. ...continua

    Cos'è la "mafia"? Esiste davvero?
    E gli uomini, valgono tutti alla stessa maniera?

    Indubbiamente un "racconto", come Sciascia stesso lo definisce, che mira ad essere più un saggio che un romanzo.

    ha scritto il 

  • 5

    "E poi: che cos’è la mafia?... Una voce anche la mafia"

    E poi: che cos’è la mafia?... Una voce anche la mafia: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessuno lo sa… Voce, voce che vaga: e rintrona le teste deboli, lasciatemelo dire.
    La dialettica. Questa è l ...continua

    E poi: che cos’è la mafia?... Una voce anche la mafia: che ci sia ciascun lo dice, dove sia nessuno lo sa… Voce, voce che vaga: e rintrona le teste deboli, lasciatemelo dire.
    La dialettica. Questa è l’arma migliore di una qualche persona illustre, non ben identificata.
    E da buon siciliano, lui, all’esistenza della mafia non ci crede.
    Il periodo storico in cui è ambientato il racconto è molto vicino al secondo dopoguerra: ancora è vivida nella memoria il ricordo dell’esperienza fascista. In particolare di Cesare Mori, inviato in Sicilia da Mussolini per sconfiggere la mafia. Il capitano Bellodi indaga sull’omicidio di Giuseppe Colasberna, imprenditore edile ucciso a colpi di lupara. I fratelli della vittima guardando l’ufficiale pensano: “continentale, i continentali sono gentili ma non capiscono niente.”

    Poco dopo una donna denuncia la scomparsa del marito, uscito di casa poco dopo che i colpi che hanno ucciso Colasberna erano stati sparati.
    Bellodi sceglie di non seguire la pista del delitto passionale, e con metodo e giudizio incastra i vari pezzi del puzzle.

    da http://pausalibro.blogspot.it/2015/01/delitti-di-mafia-il-giorno-della.html

    ha scritto il 

  • 4

    Risate a denti stretti...

    Con stile stringato ed essenziale l'autore descrive tramite questo romanzo, uno spaccato dell'epoca, ma che risulta ancora attuale, perchè la Mafia è una piovra, un'organizzazione malavitosa che tutto ...continua

    Con stile stringato ed essenziale l'autore descrive tramite questo romanzo, uno spaccato dell'epoca, ma che risulta ancora attuale, perchè la Mafia è una piovra, un'organizzazione malavitosa che tuttora opera nel tessuto di una regione ferita come la Sicilia, ma non solo lì.
    Ho apprezzato questa lettura anche per l'ironia intelligente dell'autore che in alcuni momenti è riuscito a farmi ridere per le descrizioni accurate che sono presenti nel libro.
    Ma sono risate a denti stretti per la condizione dei personaggi, che sono vivi e perfettamente credibili, in quella situazione di terrore in cui sono calati.
    Ad esempio l'uscita dei passeggeri del Pulman con "le facce dissepolte dal silenzio dei secoli" e ci rende una visione estremamente efficace dell'omertà di coloro che dovrebbero essere testimoni dell'omicidio avvenuto sotto i loro occhi.
    Quando giungono i carabinieri i passeggeri sono già scesi tutti e anche il bigliettaio (presente) non si ricorda perchè lui è pagato per staccare i biglietti, l'autista non si ricorda (lui è pagato per guardare la strada)...
    Allora il Maresciallo manda a chiamare il Panellaro che ogni mattina vende il pane davanti al Pulman, ma lui addirittura non
    si è accorto dell'omicidio.
    Insomma un capolavoro e una rovente denuncia alla Mafia.
    Complimenti all'autore.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 5

    "Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si svil ...continua

    "Ma la mafia era, ed è, altra cosa: un «sistema» che in Sicilia contiene e muove gli interessi economici e di potere di una classe che approssimativamente possiamo dire borghese; e non sorge e si sviluppa nel «vuoto» dello Stato (cioè quando lo Stato, con le sue leggi e le sue funzioni, è debole o manca) ma «dentro» lo Stato. La mafia insomma altro non è che una borghesia parassitaria, una borghesia che non imprende ma soltanto sfrutta."
    Basta anche solo questa citazione per comprendere la straordinaria attualità (ahimé) dell'opera di Sciascia. Il linguaggio poetico e folkloristico accompagna (e ,in nessun caso, disperde), l'amarezza della coscienza. Lo raccomando a chiunque non abbia ancora trovato il tempo di leggerlo.

    ha scritto il 

  • 4

    Un libro d’attualità

    Anche se questo libro è stato scritto nel 1960 possiamo definirlo una lettura attuale, infatti il terrorismo continua a mietere vittime sia in Italia, sia nel resto del mondo

    Passiamo alla trama del l ...continua

    Anche se questo libro è stato scritto nel 1960 possiamo definirlo una lettura attuale, infatti il terrorismo continua a mietere vittime sia in Italia, sia nel resto del mondo

    Passiamo alla trama del libro.

    Il presidente di una piccola impresa edile viene assassinato mentre sale su un autobus che portava a Palermo. Mentre arrivano i carabinieri tutti i passeggeri si dileguano e rimangono solamente l’autista ed il controllore sulla scena del delitto.
    Il caso viene affidato al capitano Bellodi, il quale conosce un doppiogiochista molto noto alla mafia che gli darà un aiuto su questo caso.
    La vicenda farà scoprire una realtà intricata piena di favori elettorali, pizzi pagati per vincere gare d’appalto e diatribe politiche.

    L’autore ci fa incantare di fronte alla sua bravura nello scrivere, una certezza che ci da dopo poche righe diventerà un nuovo grande dubbio.
    Questo è il primo libro in cui noto questo legame stretto tra il personaggio e l’autore per la lotta contro la mafia.

    Consiglio questo libro a tutti perché le tematiche che affronta (mafia e omertà) tuttora sono molto diffuse in Italia ed anche nel resto del mondo.
    Inoltre questo testo ci fa capire che fin quando esisterà la corruzione esisterà anche la mafia.

    Buona lettura!

    “Io ho una certa pratica del mondo; e quella che diciamo l’umanità, e ci riempiamo la bocca a dire umanità, bella parola piena di vento, la divido in cinque categorie: gli uomini, i mezz’uomini, gli ominicchi, i (con rispetto parlando) pigliainculo e i quaquaraquà…[…]”

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    2

    Una storia di mafia ammantata di vaghezza

    Ho letto Il giorno della civetta subito dopo A ciascuno il suo e non ho potuto fare a meno di comparare i due romanzi; per quanto mi riguarda, dal confronto ne è uscito vincitore il secondo. Senza nul ...continua

    Ho letto Il giorno della civetta subito dopo A ciascuno il suo e non ho potuto fare a meno di comparare i due romanzi; per quanto mi riguarda, dal confronto ne è uscito vincitore il secondo. Senza nulla togliere al talento e all'impegno civile di Sciascia, Il giorno della civetta mi ha fatto indignare, ma in maniera fredda e distaccata, forse proprio a causa dell'accurato lavoro di cavare a cui è stato sottoposto dall'autore. Quasi un'autocensura che ha gettato sulla storia un velo di vaghezza e anonimato; e lo stesso protagonista, il capitano Bellodi, personaggio interessante e affascinante, resta sempre sullo sfondo.
    In tutto ciò, però, ho apprezzato molto il finale: il capitano, infatti, messo di fronte alla conclusione all'italiana delle sue indagini (ossia all'impunità dei colpevoli) non si dà per vinto e dichiara a voce alta: "Mi ci romperò la testa".
    Da notare, infine, che la ragazza che Bellodi incontra a Parma si chiama Livia, proprio come la storica fidanzata del commissario Montalbano, che sia un omaggio di Camilleri al suo maestro?

    ha scritto il 

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