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Il Maestro e Margherita

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 8

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.4
(14775)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 446 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Ungherese , Sloveno , Portoghese , Farsi , Greco , Polacco

Isbn-10: 8481304573 | Isbn-13: 9788481304572 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vera Dridso

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Ultimato da Bulgakov nel 1940, pochi giorni prima che lo scrittore morisse, Il Maestro e Margherita vide la luce solo nel 1966, nel clima di timido disgelo che nella cultura sovietica si accompagnava a un’altrettanto timida “destalinizzazione” politica. E il mondo intero ebbe immediatamente cognizione di quanto fino a quel momento gli era stato arbitrariamente sottratto. Il romanzo, infatti, era ben più di un semplice pamphlet satirico contro il regime stalinista, la cui persecuzione sarebbe stata presto archiviata come l'ennesima stupida oppressione della libertà di pensiero nell’Urss postbellica; era, invece, un capolavoro nel quale la fantasia, l’ironia, la satira sociale e politica, le inquietudini metafisiche, i conflitti fra ragione e fede, gli spessori della psiche, i fantasmi onirici, la visionarietà ora ansiogena, ora abbacinante, ora irresistibilmente comica, riuscivano a fondersi in un incredibile e meraviglioso equilibrio, non lasciando al lettore un attimo di pausa, né per annoiarsi né per riflettere; rifletterà dopo, e molto, perché Il Maestro e Margherita, come tutti i grandi romanzi, non gli uscirà più di mente.Qual è l’idea, è presto detto: il diavolo, celato sotto il nome di Woland, arriva con la sua corte nella Mosca degli anni Venti, per affermare i valori del Male autentico, e quindi del Bene autentico, a fronte dell’ottusa sordità che alligna nella morta gora priva sia di valori che di disvalori cui è ridotta la società sovietica. Per farlo, sarà costretto ad aiutare il Maestro, rinchiuso in manicomio per aver scritto una vita di Ponzio Pilato in cui affermava che Gesù Cristo era realmente esistito. E nel frattempo costringerà la bellissima Margherita, che ama riamata il Maestro, a farsi strega e a guidare il gran Sabba, condizione ineludibile per ottenere la liberazione dell’amato. E via via così, di invenzione in invenzione, di sarcasmo in sarcasmo, fino a un gatto che spara revolverate all’impazzata, e a tre cavalli neri che scalpitano nella notte… Grande letteratura, e nient’altro.
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  • 0

    Fusione e confusione tra male e bene

    Non penso sia possibile riassumere un racconto così pieno di suggestioni ed invenzioni. Inverosimili storie di personaggi inverosimili. Talmente inverosimili da essere credibili proprio perché riconos ...continua

    Non penso sia possibile riassumere un racconto così pieno di suggestioni ed invenzioni. Inverosimili storie di personaggi inverosimili. Talmente inverosimili da essere credibili proprio perché riconoscibili nel nostro immaginario... O forse sono la causa quasi atavica del nostro immaginario? Tutto sembra scritto e preordinato dal destino ... allora dov'è il senso del tutto? In noi naturalmente. Buona lettura ;)

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro. Un turbine di immagini, di storie, di piani narrativi che si intrecciano e si sviluppano via via, lasciando il lettore estasiato a riflettere sui mille significati di un'opera concettua ...continua

    Un capolavoro. Un turbine di immagini, di storie, di piani narrativi che si intrecciano e si sviluppano via via, lasciando il lettore estasiato a riflettere sui mille significati di un'opera concettualmente densissima.

    ha scritto il 

  • 5

    Una sorta di geniale giudizio universale a Mosca (una cittá, in fondo, può diventare l'universo).
    Il peccato di viltá di Ponzio Pilato.
    L'amore eterno tra il Maestro e Margherita.
    Il male che suo malg ...continua

    Una sorta di geniale giudizio universale a Mosca (una cittá, in fondo, può diventare l'universo).
    Il peccato di viltá di Ponzio Pilato.
    L'amore eterno tra il Maestro e Margherita.
    Il male che suo malgrado opera il bene.
    E poi il primo capitolo...

    La letteratura russa è immensa.

    ha scritto il 

  • 0

    Letto a 16 anni e odiato. Ma poiché a quell'età vivevo tutto in modo assoluto (poi nel tempo non sono cambiato molto, il che potrebbe essere un pregio ma anche un grande difetto), ho deciso di ricompr ...continua

    Letto a 16 anni e odiato. Ma poiché a quell'età vivevo tutto in modo assoluto (poi nel tempo non sono cambiato molto, il che potrebbe essere un pregio ma anche un grande difetto), ho deciso di ricomprarlo, cambiare edizione, dare aria alle pagine e rileggerlo.
    In generale, ogni volta che qualcuno parla del diavolo nei libri fuggo a gambe levate. Il diavolo, persino nel Faust di Goethe, appare come una macchietta, un personaggio colorito, quasi da farsa. Per sentire tutto il terribile che la parola diavolo evoca, bisogna affidarsi alle descrizioni di Dio, da quella biblica a quelle dei poeti. Ricordo infatti questi versi del poeta americano E.E.Cummings:
    God's terrible face, brighter than a spoon, 
    collects the image of one fatal word...

    (La faccia terribile di Dio, risplendente più di un cucchiaio,
    raccoglie l'immagine di una parola fatale)
    Qui c'è l'immagine del volto di Dio che raccoglie come in un cucchiaio tutto quel che succede attorno, ma in questo spazio così stretto la realtà si deforma, diventa mostruosa. Ah, quanto sarebbe stato bello vedere al posto di Dio la faccia di Satana raccogliere la realtà come un cucchiaio. Invece qui lo troviamo che si beve uno Spritz su una panchina. A 16 anni, lo disprezzai.
    Ritentar non nuoce.
    Che Dio (non certo Woland) me la mandi buona.

    ha scritto il 

  • 2

    Pur riconoscendone la genialità e l'umorismo non sono riuscita ad apprezzare questo classico della letteratura russa, così profondamente allegorico e a mio avviso ostico. L'ho trovato ripetitivo ai li ...continua

    Pur riconoscendone la genialità e l'umorismo non sono riuscita ad apprezzare questo classico della letteratura russa, così profondamente allegorico e a mio avviso ostico. L'ho trovato ripetitivo ai limiti dell'insostenibile e veramente faticoso da portare avanti nella lettura, sperando in una svolta che lo facesse decollare, che però, per me, non è mai arrivata. Nessun personaggio che lo rendesse un minimo coinvolgente ad esclusione forse di Behemoth e Woland, e l'impaginazione a caratteri piccoli di questa edizione che possiedo non ha sicuramente aiutato.
    Mi sembra ancora incredibile averlo finalmente concluso… Mi dispiace dissentire da tutti coloro che lo reputano un capolavoro, ma io l'ho trovato un romanzo davvero pesante in cui la seconda parte e Margherita non sono riuscite a riscattarlo nemmeno un po'.

    ha scritto il 

  • 5

    bellissimo!

    appena acquistato non sapevo cosa aspettarmi e poi si è rivelato uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi tempi!
    visionario, romantico, allucinato, divertente, noir... mai trovato tanti ge ...continua

    appena acquistato non sapevo cosa aspettarmi e poi si è rivelato uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi tempi!
    visionario, romantico, allucinato, divertente, noir... mai trovato tanti generi in un solo libro.
    ho amato il racconto, lo stile, i personaggi.
    un libro che m'ha preso dalla prima all'ultima pagina.

    ha scritto il 

  • 5

    Contemporaneo

    Ho letto questo libro, ormai, più di qualche anno fa. Il ricordo, però, è ancora decisamente molto intenso e profondo. L'impressione più forte, è quella che ho deciso di inserire proprio nel titolo di ...continua

    Ho letto questo libro, ormai, più di qualche anno fa. Il ricordo, però, è ancora decisamente molto intenso e profondo. L'impressione più forte, è quella che ho deciso di inserire proprio nel titolo di questa breve recensione, ovvero, contemporaneo. Pensare che questo libro è stato scritto in passato e non ieri, è davvero strano, essendo un volume così moderno per modalità di scrittura e per contenuti. Non conoscevo nulla sulla sua trama prima di iniziarne la lettura, e proprio per questo, me ne sono stupita immediatamente. E, posso soltanto immaginare l'accoglienza di un volume con queste caratteristiche.

    ha scritto il 

  • 5

    Un'ora dopo averlo finito, già più non lo ricordiamo; perché leggerlo è come essere ubriachi - il mondo appare incandescente e carico di un significato di assoluta importanza e meraviglia e urgenza, c ...continua

    Un'ora dopo averlo finito, già più non lo ricordiamo; perché leggerlo è come essere ubriachi - il mondo appare incandescente e carico di un significato di assoluta importanza e meraviglia e urgenza, che disgraziatamente svanirà del tutto quando si tornerà sobri; le parole sono d'argento vivo, la Storia perde di colpo la sua consueta regolarità, e dietro ogni angolo si nasconde un arcano, millenario e innocente come un bambino. Ricordiamo però Margherita e il Maestro in viaggio nell'alba verso la loro casa eterna, dove li aspettano un servo e infiniti libri e candele accese per poterli leggere. Dev'essere così - stanchi e liberi, e in due - che si arriva alla fine; o almeno, così vorremmo che fosse.

    ha scritto il 

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