Il Maestro e Margherita

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 8

Di

Editore: Gruppo Editoriale L'Espresso

4.4
(15232)

Lingua: Italiano | Numero di pagine: 446 | Formato: Copertina rigida | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Ungherese , Sloveno , Portoghese , Farsi , Greco , Polacco

Isbn-10: 8481304573 | Isbn-13: 9788481304572 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Vera Dridso

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Tascabile economico , eBook

Genere: Narrativa & Letteratura , Religione & Spiritualità , Fantascienza & Fantasy

Ti piace Il Maestro e Margherita?
Iscriviti ad aNobii per vedere chi dei tuoi amici lo ha letto, e scopri libri simili!

Registrati gratis
Descrizione del libro
Ultimato da Bulgakov nel 1940, pochi giorni prima che lo scrittore morisse, Il Maestro e Margherita vide la luce solo nel 1966, nel clima di timido disgelo che nella cultura sovietica si accompagnava a un’altrettanto timida “destalinizzazione” politica. E il mondo intero ebbe immediatamente cognizione di quanto fino a quel momento gli era stato arbitrariamente sottratto. Il romanzo, infatti, era ben più di un semplice pamphlet satirico contro il regime stalinista, la cui persecuzione sarebbe stata presto archiviata come l'ennesima stupida oppressione della libertà di pensiero nell’Urss postbellica; era, invece, un capolavoro nel quale la fantasia, l’ironia, la satira sociale e politica, le inquietudini metafisiche, i conflitti fra ragione e fede, gli spessori della psiche, i fantasmi onirici, la visionarietà ora ansiogena, ora abbacinante, ora irresistibilmente comica, riuscivano a fondersi in un incredibile e meraviglioso equilibrio, non lasciando al lettore un attimo di pausa, né per annoiarsi né per riflettere; rifletterà dopo, e molto, perché Il Maestro e Margherita, come tutti i grandi romanzi, non gli uscirà più di mente.Qual è l’idea, è presto detto: il diavolo, celato sotto il nome di Woland, arriva con la sua corte nella Mosca degli anni Venti, per affermare i valori del Male autentico, e quindi del Bene autentico, a fronte dell’ottusa sordità che alligna nella morta gora priva sia di valori che di disvalori cui è ridotta la società sovietica. Per farlo, sarà costretto ad aiutare il Maestro, rinchiuso in manicomio per aver scritto una vita di Ponzio Pilato in cui affermava che Gesù Cristo era realmente esistito. E nel frattempo costringerà la bellissima Margherita, che ama riamata il Maestro, a farsi strega e a guidare il gran Sabba, condizione ineludibile per ottenere la liberazione dell’amato. E via via così, di invenzione in invenzione, di sarcasmo in sarcasmo, fino a un gatto che spara revolverate all’impazzata, e a tre cavalli neri che scalpitano nella notte… Grande letteratura, e nient’altro.
Ordina per
  • 5

    Chagall e Stravinsky

    Un caleidoscopio luccicante di personaggi e situazioni. Un mosaico dove ogni pagina ha il fascino di un dipinto di Chagall e il gusto per la favola e il fantastico tipicamente russo.
    Colorato, vivido ...continua

    Un caleidoscopio luccicante di personaggi e situazioni. Un mosaico dove ogni pagina ha il fascino di un dipinto di Chagall e il gusto per la favola e il fantastico tipicamente russo.
    Colorato, vivido e bellissimo.
    Vi si intrecciano in ritmi sincopati storia e invenzione, narrazione fantastica e situazioni reali di una città come Mosca. Il tutto in pagine dove il comico, il tragico il grottesco e il reale si intrecciano sino alla vertigine.
    Un romanzo profondo e complicato ma allo stesso tempo leggero e libero da risvolti psicologi o moralistici.
    La vicinanza per affinità elettive alla pittura di Chagall e alla musica di Stravinsky viene davvero naturale.

    p.s. esiste anche un vecchio film con Ugo Tognazzi nei panni del Maestro... non l'ho visto ma per curiosità prima o poi...

    ha scritto il 

  • 3

    Certamente un libro particolare e sui generis. Complicato starci dietro.
    Tuttavia i tratti grotteschi e comico-tragici delle vicende e dei personaggi riescono a renderlo a tratti avvincente.
    Personale ...continua

    Certamente un libro particolare e sui generis. Complicato starci dietro.
    Tuttavia i tratti grotteschi e comico-tragici delle vicende e dei personaggi riescono a renderlo a tratti avvincente.
    Personalemte adoravo quando arrivava il gatto nero a sconquassare tutti gli equilibri nelle più disparate situazioni.
    Bella anche la rivisitazione della figura di Gesù e di Ponzio Pilato.

    ha scritto il 

  • 4

    Non è facile imbattersi in un romanzo che, almeno nel primo dei due volumi, sfrutta la tecnica dell'entrelacement. Per quanto le maglie siano ben più larghe di quelle tessute dall'Ariosto, anche qui l ...continua

    Non è facile imbattersi in un romanzo che, almeno nel primo dei due volumi, sfrutta la tecnica dell'entrelacement. Per quanto le maglie siano ben più larghe di quelle tessute dall'Ariosto, anche qui la storia esplode in un aster di vicende di tanti personaggi e personaggetti che hanno una sola cosa in comune: aver incontrato Satana. E a ben pensarci, non poteva esserci tecnica migliore: se si pensa alla sua etimologia, la si riconduce al sardo "intrallazzu" che indica un imbroglio, qualcosa che allarga le sue maglie per insinuarsi in faccende poco "pulite". Qui lo usiamo anche per indicare qualcuno qualcuno cerca la cosiddetta "spintarella", per dire. E questi elementi sono ben presenti anche nel libro, e non potrebbe essere altrimenti. Le influenze culturali son quelle del Faust di Goethe, del poeta Puskin (che non è solo il soprannome facebookiano di un bravo ragazzo sarrocchese) e del realismo ottocentesco, e alla luce dei primi due, patti e inganni demoniaci non possono che essere una componente fondamentale del romanzo.
    L'intento di Bulgakov, in questo romanzo, è molto chiaro: usare la sua fantasia sfegatata per fare satira sociale e politica. È un super romanzo, per usare un termine calviniano, che vuole far divertire, ma anche attaccare esplicitamente lo stalinismo (non può, ma tanto i russi son diventati bravi a dire non dicendo), senza la pretesa di cambiarlo. Riflette il suo tempo, lo prende in giro e lo ridicolizza. Gli inganni di Woland/Satana permettono di cogliere gli aspetti salienti della società russa degli anni trenta, come l'impossibilità di tenere valuta straniera, l'aria di terrore che il vicino potesse denunciarti alle autorità per una qualsivoglia sciocchezza, un'intellighenzia completamente asservita allo stato che, in modo subdolo, porta a scrivere solo ciò che si vuole far credere alla gente; che poi è la causa scatenante del nucleo tematico del libro.
    Ma poi, con uno straniamento degnissimo del suo nome, non riusciamo a non affezionarsi al diavolo e ai suoi scagnozzi. Da antagonista diventa protagonista, e siamo costretti a tifare per lui, se vogliamo che l'amore dei due amanti trionfi. E non bastano neanche le vicende di Ponzio Pilato, Gesù e l'evangelista Matteo, raccontate come estratti di un altro romanzo scritto dal Maestro, a pulirci la coscienza.
    A me è piaciuto molto, per quanto ci siano alcuni errori con gli orari, all'inizio, e sia veramente difficile non perdere il filo nella marea di nomi russi dei personaggi (ne hanno tre, più un soprannome, più le varianti!) e dei luoghi. Mi ha molto divertito, anche se l'impianto realistico di un narratore che pretende di raccontare tutta la verità di tutti, non è credibile, e l'ho odiato. Con che pretesa assumi più volte che ti abbiano raccontato tutte le storie, se alcuni personaggi son morti prima di poterla rivelare a qualcuno? Capisco il voler scegliere un espediente di questo tipo, ma poi lo si deve quantomeno giustificare nella struttura e nella trama. In ogni caso, leggerlo è stata una bellissima esperienza, e lo consiglio a tutti.

    ha scritto il 

  • 4

    Il maestro e margherita

    Adoro quando mi aspetto un libro e leggendo scopro tutt'altro. Complice l'ignoranza credevo di trovarmi di fronte un mattone della letteratura classica e invece ho scoperto un libro del tutto diverso. ...continua

    Adoro quando mi aspetto un libro e leggendo scopro tutt'altro. Complice l'ignoranza credevo di trovarmi di fronte un mattone della letteratura classica e invece ho scoperto un libro del tutto diverso. Consigliato assolutamente

    ha scritto il 

  • 4

    La capacità descrittiva di Bulgakov è incredibile. La storia è molto avvincente, per quanto verso metà abbia cominciato ad annoiarmi. Un libro che bisogna leggere nella vita.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci sono quei libri che ti lasciano un'impronta nel cuore, e "Il Maestro e Margherita" è uno di questi. Woland, incarnazione di Satana, capita nella Mosca degli anni '20: con interventi magici sconvolg ...continua

    Ci sono quei libri che ti lasciano un'impronta nel cuore, e "Il Maestro e Margherita" è uno di questi. Woland, incarnazione di Satana, capita nella Mosca degli anni '20: con interventi magici sconvolge l'ambiente teatrale e letterario, smascherando soprusi e favoritismi. In questo libro c'è tutto: fantasia, satira, politica, magia, fede, ironia; gli ingredienti ideali per un capolavoro. Bulgakov scrivi così maledettamente bene che a leggere del mal di testa di Ponzio Pilato quasi allunghiamo la mano alla ricerca di un analgesico.

    ha scritto il 

Ordina per
Ordina per