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Il Maestro e Margherita

La biblioteca di Repubblica - Novecento, 8

By Mikhail Bulgakov

(2457)

| Hardcover | 9788481304572

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Book Description

Ultimato da Bulgakov nel 1940, pochi giorni prima che lo scrittore morisse, Il Maestro e Margherita vide la luce solo nel 1966, nel clima di timido disgelo che nella cultura sovietica si accompagnava a un’altrettanto timida “destalinizzazione” politi Continue

Ultimato da Bulgakov nel 1940, pochi giorni prima che lo scrittore morisse, Il Maestro e Margherita vide la luce solo nel 1966, nel clima di timido disgelo che nella cultura sovietica si accompagnava a un’altrettanto timida “destalinizzazione” politica. E il mondo intero ebbe immediatamente cognizione di quanto fino a quel momento gli era stato arbitrariamente sottratto. Il romanzo, infatti, era ben più di un semplice pamphlet satirico contro il regime stalinista, la cui persecuzione sarebbe stata presto archiviata come l'ennesima stupida oppressione della libertà di pensiero nell’Urss postbellica; era, invece, un capolavoro nel quale la fantasia, l’ironia, la satira sociale e politica, le inquietudini metafisiche, i conflitti fra ragione e fede, gli spessori della psiche, i fantasmi onirici, la visionarietà ora ansiogena, ora abbacinante, ora irresistibilmente comica, riuscivano a fondersi in un incredibile e meraviglioso equilibrio, non lasciando al lettore un attimo di pausa, né per annoiarsi né per riflettere; rifletterà dopo, e molto, perché Il Maestro e Margherita, come tutti i grandi romanzi, non gli uscirà più di mente.
Qual è l’idea, è presto detto: il diavolo, celato sotto il nome di Woland, arriva con la sua corte nella Mosca degli anni Venti, per affermare i valori del Male autentico, e quindi del Bene autentico, a fronte dell’ottusa sordità che alligna nella morta gora priva sia di valori che di disvalori cui è ridotta la società sovietica. Per farlo, sarà costretto ad aiutare il Maestro, rinchiuso in manicomio per aver scritto una vita di Ponzio Pilato in cui affermava che Gesù Cristo era realmente esistito. E nel frattempo costringerà la bellissima Margherita, che ama riamata il Maestro, a farsi strega e a guidare il gran Sabba, condizione ineludibile per ottenere la liberazione dell’amato. E via via così, di invenzione in invenzione, di sarcasmo in sarcasmo, fino a un gatto che spara revolverate all’impazzata, e a tre cavalli neri che scalpitano nella notte… Grande letteratura, e nient’altro.

1814 Reviews

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    Un libro estremamente divertente, certo, ma non uno dei capolavori del XX secolo, come molti vorrebbero. La parte vitale del romanzo è rappresentata dalla sarabanda di misfatti sovrannaturali causata da Satana e dal suo seguito, in visita a Mosca. Qu ...(continue)

    Un libro estremamente divertente, certo, ma non uno dei capolavori del XX secolo, come molti vorrebbero. La parte vitale del romanzo è rappresentata dalla sarabanda di misfatti sovrannaturali causata da Satana e dal suo seguito, in visita a Mosca. Qui l'umorismo di Bulgakov – anche se talvolta leggermente meccanico – risulta ancora perfettamente godibile (in particolare con l'irresistibile gatto Behemot). La storia-nella-storia di Ponzio Pilato funziona già meno bene: molte delle differenze rispetto al dettato evangelico sembrano del tutto arbitrarie, anche se il racconto mantiene comunque un certo interesse; se la parte umoristica sembra scritta da una versione noir di Lewis Carroll, qui siamo più dalle parti di Anatole France. Dove invece il romanzo cede clamorosamente è nella caratterizzazione dei protagonisti umani, il Maestro e Margherita. Privi di qualsiasi spessore, le loro azioni seguono un banale stereotipo romantico, e il loro mescolarsi con il mondo ultraterreno abbassa ogni volta il tono altrove tanto vivace del racconto. Infine, la critica minuziosa del nascente regime sovietico, con la sua nomenklatura di letterati privilegiati, l'incubo della coabitazione, la ricerca spasmodica di valuta straniera, etc., comincia oramai a perdere per i lettori di oggi una parte del suo significato, e si scioglie tutt'al più in un ritratto dell'eterno uomo russo. Forse sono ingeneroso, ma parte della fortuna del libro forse si spiega proprio col fatto che questo è stato usato in funzione antisovietica.

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    Achero said on Sep 23, 2014 | Add your feedback

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    Ho letto questo romanzo diversi anni fa e confesso che, nella mia memoria, la vicenda si è molto sbiadita col tempo. Pertanto mi limito a condividere soltanto due impressioni, quelle che il romanzo mi suscita ogni volta che ci penso; la prima è che l ...(continue)

    Ho letto questo romanzo diversi anni fa e confesso che, nella mia memoria, la vicenda si è molto sbiadita col tempo. Pertanto mi limito a condividere soltanto due impressioni, quelle che il romanzo mi suscita ogni volta che ci penso; la prima è che la trama è così complessa (e andando avanti con la lettura sempre più avvincente) che non stupiscono gli oltre dieci anni impiegati per la sua stesura; la seconda è che si tratta di uno di quei capolavori che non vanno solo letti, ma anche riletti una seconda volta nel corso della vita.

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    Il genio dei pensieri said on Sep 22, 2014 | Add your feedback

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    La mia capacità di apprezzare questo libro è stata sicuramente influenzata negativamente dal poco tempo a disposizione, infatti leggendo poche pagine al giorno si fa fatica a ricordare tutti i personaggi (sono tantissimi!) e a cogliere i riferimenti ...(continue)

    La mia capacità di apprezzare questo libro è stata sicuramente influenzata negativamente dal poco tempo a disposizione, infatti leggendo poche pagine al giorno si fa fatica a ricordare tutti i personaggi (sono tantissimi!) e a cogliere i riferimenti ad avvenimenti raccontati in precedenza. In più sono un po’ allergica ai libri in cui abbondano elementi surreali (e qui abbondano decisamente!)
    è stata comunque una lettura interessante, anche perché credo che l’idea di base di questo libro abbia in seguito ispirato molte altre trame, mi vengono in mente per esempio “Tutta colpa dell’angelo” di Moore e “L’allegra apocalisse” di Pratchett.
    Le parti migliori sono secondo me le prime 60 pg e l’epilogo.

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    Monique e Filippo said on Sep 19, 2014 | Add your feedback

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    *** This comment contains spoilers! ***

    Capolavoro della letteratura novecentesca russa, “Il maestro e Margherita” si apre con l’arrivo nella Mosca degli anni Venti di Woland, consulente straniero dietro cui si cela il Diavolo, e i suoi servitori. Sarà proprio Satana a stravolgere la vita ...(continue)

    Capolavoro della letteratura novecentesca russa, “Il maestro e Margherita” si apre con l’arrivo nella Mosca degli anni Venti di Woland, consulente straniero dietro cui si cela il Diavolo, e i suoi servitori. Sarà proprio Satana a stravolgere la vita dell’élite intellettuale della capitale, spedendone la maggior parte in manicomio in seguito ai suoi trucchi di magia nera. Dietro questa trama si cela la condanna di Bulgakov verso gli intellettuali del suo tempo, considerati cinici, mediocri e ipocriti.
    Solo Ivan Bezdomnyj, giovane poeta autore di versi di scarsa qualità, diventerà alla fine discepolo spirituale del maestro. Quest’ultimo, protagonista presentato soltanto a circa metà dell’opera, è autore di un romanzo incentrato sulla condanna da parte di Ponzio Pilato del predicatore Jehoshua. Vittima della censura del suo tempo, il maestro aveva bruciato il manoscritto che però alla fine gli viene restituito dallo stesso Woland, con la celebre citazione “I manoscritti non bruciano”. Questo fatto è autobiografico, in quanto Bulgakov bruciò la prima stesura de “Il maestro e Margherita” per lo stesso motivo.
    Quanto a Satana, Bulgakov non lo presenta come forza maligna opposta a Dio, ma come un demone che porta scompiglio tra coloro che dovrebbero essere considerati i buoni ma che si rivelano i reali antagonisti, punendone la corruzione. Proprio gli intellettuali hanno rifiutato la pubblicazione del manoscritto del maestro, che avrà per questo un esaurimento nervoso che lo porterà in manicomio, da cui verrà salvato dall’amata Margherita.
    Quest’ultima è la protagonista femminile dell’opera, ma compare soltanto nella seconda parte. Sposata con un uomo che non ama, si innamora del maestro e diventa sua amante. Con l’aiuto di Woland e dei suoi servi riesce a liberare il maestro dal manicomio e insieme i due ottengono la pace.
    Definirei il romanzo “surreale”, quasi il racconto di un sogno da cui ci si sveglia dopo che il maestro e Margherita (insieme a Ponzio Pilato) ottengono il riposo, paragonabile a un quadro di Dalì. La magia e l’irrazionale sono sempre presenti, una magia nera capace di smascherare la meschinità e l’avidità degli intellettuali di Mosca.

    Citazioni:
    • Sì, i versi… aveva trentadue anni! in effetti che cosa gli riservava il futuro? In futuro avrebbe composto poesie ogni anno. Fino ala vecchiaia? Sì, fino alla vecchiaia. E che cosa gli avrebbero portato queste poesie? La gloria? Sciocchezze! Non ingannare te stesso. Mai viene la gloria a chi compone stupidi versi. […] Un quarto d’ora più tardi Rjuchin, in totale solitudine, se ne stava rannicchiato davanti a un piatto di pesce e beveva un bicchierino dopo l’altro, comprendendo e riconoscendo che non era più possibile mettere ordine nella sua vita e che si poteva solo dimenticare. […] Bastava sollevare la testa della lampada, in alto verso il cielo, per capire che la notte era irrimediabilmente perduta. […] Sul poeta cadeva, inarrestabile, il giorno.
    • “Ci credo!”, esclamò finalmente l’attore e spense il suo sguardo. “Ci credo! Questi occhi non mentono. Quante volte vi ho detto che sottovalutate l’importanza degli occhi umani. Capite, la lingua può nascondere la verità, ma gli occhi – mai! Vi pongono una domanda improvvisa, voi non muovete muscolo, per un secondo vi dominate, sapete che cosa bisogna dire per nascondere la verità e parlate con grande capacità di persuasione e nemmeno una piega appare sul vostro viso; ma purtroppo la verità, che la domanda ha suscitato dal profondo dell’anima, per un attimo balena negli occhi e tutto è finito. Viene notata e vi siete traditi!”
    • “Malissimo”, concluse il padrone di casa, “qualcosa di male, mi permetta, si nasconde in coloro che evitano il vino, il gioco, la compagnia di leggiadre fanciulle, le conversazioni conviviali. Questa gente o è gravemente malata oppure segretamente odia il prossimo.“
    • Vieni con me, lettore! Chi ti ha detto che non esiste sulla terra un amore vero, fedele, eterno? Venga tagliata la ripugnante lingua al mentitore! Vieni con me, mio lettore, soltanto con me, e ti mostrerò questo amore!
    No! Il maestro sbagliava quando, in ospedale, mentre la notte superava la mezzanotte, diceva a Ivanuska che lei lo aveva dimenticato. Non poteva essere andata in questo modo. Lei naturalmente non lo aveva dimenticato. […] Margherita Nikolaevna non aveva bisogno di denaro. Margherita Nikolaevna poteva comprare tutto ciò che le piaceva. Tra i conoscenti di suo marito c’era gente interessante. Margherita Nikolaevna non si era mai accostata al fornello a petrolio. Margherita Nikolaevna non conosceva gli orrori della coabitazione. In breve… era felice? Nemmeno per sogno! […] Che cosa mancava a questa donna?! Che cosa mancava a una donna nei cui occhi bruciava un inspiegabile fuocherello, che cosa mancava a quella strega con un leggero strabismo a un occhio che in quella giornata primaverile si era ornata di mimose? Non lo so. Non mi è noto. Evidentemente diceva la verità, le mancava lui, il maestro, e non un villino gotico, non un proprio giardino, non il denaro. Lei lo amava, aveva detto la verità. Anche a me, fedele narratore ma estraneo, si stringe il cuore al pensiero di ciò che provò Margherita quando il giorno dopo giunse nella casetta del maestro, ma fortunatamente senza aver parlato col marito, che non era arrivato all’ora fissata, e aveva appreso che il maestro non c’era più.
    • “Sii tanto cortese da riflettere su questa domanda: che cosa sarebbe il tuo bene se non ci fosse il male, e come apparirebbe la terra se non ci fossero le ombre? Le ombre nascono dagli oggetti e dalle persone. Ecco l’ombra della mia spada. Ma ci sono le ombre degli alberi e degli esseri viventi. Non vorrai per caso sbucciare tutto il globo terrestre buttando via tutti gli alberi e tutto ciò che è vivo per godere nella tua fantasia della nuda luce? Sei uno sciocco.”

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    Greta said on Sep 18, 2014 | Add your feedback

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    Tanto fumo e poco arrosto

    Non si tratta di un capolavoro, quindi non aspettatevi qualcosa al livello dei romanzi russi dell'800, altrimenti rimarrete delusi.
    Quello che si può dire, è che sia scritto molto bene.
    Quello che non si può dire, è che presenti grosse novità nell'am ...(continue)

    Non si tratta di un capolavoro, quindi non aspettatevi qualcosa al livello dei romanzi russi dell'800, altrimenti rimarrete delusi.
    Quello che si può dire, è che sia scritto molto bene.
    Quello che non si può dire, è che presenti grosse novità nell'ambito della letteratura: il patto col diavolo l'abbiamo già visto. Possiamo riconoscere una certa originalità nella rivisitazione, fatta dal protagonista scrittore, della vicenda della passione di Cristo.
    Per il resto, solo la soddisfazione di leggere qualcosa scritto decentemente, cosa che sta diventando rara.

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    Mariceli said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

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    "Ecco, uomo, questo è un libro".
    Così sarebbe apparsa quest'opera nella realtà de-evangelizzata di Pilato, nella realtà sognata di una Mosca impossibile, sulla faccia della terra sotto ogni latitudine e tempo.

    L'opera di Bulgakov contiene tutti gli ...(continue)

    "Ecco, uomo, questo è un libro".
    Così sarebbe apparsa quest'opera nella realtà de-evangelizzata di Pilato, nella realtà sognata di una Mosca impossibile, sulla faccia della terra sotto ogni latitudine e tempo.

    L'opera di Bulgakov contiene tutti gli ingredienti giusti.
    Ironia, profondità, dimensione storica, critica sociale, fantasia.
    Fantasia, molta fantasia.
    Che mentre scorrono le pagine, chissà, per qualcuno potrebbe chiamarsi "capacità di percepire un po' più in là".

    Ecco, un po' più in là.

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    Baltic Man said on Sep 17, 2014 | Add your feedback

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