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Il Maestro e Margherita

Ediz. integrale

Di

Editore: Newton Compton (Grandi Tascabili Economici, 51)

4.4
(14582)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 352 | Formato: Tascabile economico | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Russo , Spagnolo , Francese , Tedesco , Svedese , Ungherese , Sloveno , Portoghese , Farsi , Greco , Polacco

Isbn-10: 885411927X | Isbn-13: 9788854119277 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Salvatore Arcella ; Prefazione: Mauro Martini

Disponibile anche come: Altri , Paperback , Copertina rigida , eBook

Genere: Fiction & Literature , Religion & Spirituality , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Satana in persona, giunto a Mosca sotto le spoglie di un mago insieme con un bizzarro corteo di aiutanti, sconvolge la pigra routine della capitale sovietica. Alle tragicomiche sventure di piccoli funzionari e mediocri burocrati della vita e dell’arte, fa da contrappunto la storia d’amore tra uno scrittore, il maestro appunto, e Margherita, la sua inquieta e tenera amante. Pubblicato per la prima volta sulla rivista «Moskva» solo nel 1967, questo romanzo eccezionale, ironico, poetico, originalissimo ebbe subito un grande successo, conquistandosi a pieno diritto un posto tra i classici della letteratura del Novecento.

«Vieni con me, lettore! Chi ti ha detto che non esiste sulla terra un amore vero, fedele, eterno? Venga tagliata la ripugnante lingua al mentitore! Vieni con me, mio lettore, soltanto con me, e ti mostrerò questo amore!»
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  • 5

    Assurdamente Meraviglioso

    Sicuramente uno dei libri più strani che abbia letto. Molto bello l'atteggiamento di Margot nei confronti del maestro.
    Bella la critica alla cosiddetta intellighenzia letteraria russa.
    Divertente lo scompiglio che provocano gli assistenti di Woland.
    Pesante secondo me il senso d ...continua

    Sicuramente uno dei libri più strani che abbia letto. Molto bello l'atteggiamento di Margot nei confronti del maestro.
    Bella la critica alla cosiddetta intellighenzia letteraria russa.
    Divertente lo scompiglio che provocano gli assistenti di Woland.
    Pesante secondo me il senso di colpa di Pilato sul quello che si doveva o poteva fare ma non si è fatto per viltà...

    ha scritto il 

  • 5

    Seguimi, lettore! Sia recisa la lingua infame al mentitore che ha negato l'esistenza di un amore autentico, fedele ed eterno sulla terra!

    Da brava strega mi limito a sgraffignare una citazione di Eugenio Montale:
    "Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione".
    ----
    Avrei anche trovato un file musicale adatto. Qui (Titolo: Я не колдунья, Non sono una strega)

    https://www.youtube.com/watch?v=cV3UyEES_ ...continua

    Da brava strega mi limito a sgraffignare una citazione di Eugenio Montale:
    "Un miracolo che ognuno deve salutare con commozione".
    ----
    Avrei anche trovato un file musicale adatto. Qui (Titolo: Я не колдунья, Non sono una strega)

    https://www.youtube.com/watch?v=cV3UyEES_3s

    ha scritto il 

  • 4

    Una favola noir...

    Quando ho letto per la prima volta questo libro ne ho avuto un'impressione di entusiasmo misto a stupore...
    Mai come in questa occasione uno scrittore ha saputo concepire un'opera così bizzarra e pur nel suo genere interessante.
    Un'opera che lascia una traccia indelebile nel cuore del ...continua

    Quando ho letto per la prima volta questo libro ne ho avuto un'impressione di entusiasmo misto a stupore...
    Mai come in questa occasione uno scrittore ha saputo concepire un'opera così bizzarra e pur nel suo genere interessante.
    Un'opera che lascia una traccia indelebile nel cuore del lettore, che sa avvincere, incuriosire e in certe parti racappricciare...
    La vicenda è la seguente: due amici stanno discutendo in una piazza sull'esistenza di Dio, quando uno strano personaggio, intromettendosi nei loro discorsi, afferma che senza dubbio Dio esiste, e ne nasce un'animata discussione che si conclude con una fosca previsione da parte del misterioso personaggio a uno dei due amici: " Tu morirai prima del tramonto"...
    Quell'uomo verrà scambiato dai due amici per una spia e inseguito per tutta la città da uno di loro, che poi a causa di questo si troverà in grossi guai...
    Che dire? La vicenda non segue un filo logico, senonchè da una parte ci presenta la passione di Cristo, dall'altra le prodezze del diavolo che preso alloggio in un appartamento dell'uomo morto sotto le rotaie del treno, si diverte a complicare la vita degli uomini e a irretirli con denaro che poi il giorno seguente si trasforma in cartaccia..."La farina del diavolo va in crusca".
    Il filo conduttore di questa storia è forse la capacità dell'autore di galleggiare mirabilmente fra realtà e fantasia,
    con un atteggiamento favolistico e surreale, che affascina e conquista il lettore dall'inizio alla fine.
    Ne consiglio la lettura agli amanti del genere horror.
    Saluti.
    Ginseng666

    ha scritto il 

  • 4

    "L'amore ci si parò dinanzi come un assassino sbuca fuori in un vicolo, quasi uscisse dalla terra, e ci colpì subito entrambi."

    "Il Maestro e Margherita" è un romanzo surreale, onirico, grottesco, divertente, dolce, malinconico. E' un romanzo su più livelli narrativi, in cui si intrecciano tra loro le storie di una miriade di rispettabili e borghesi cittadini moscoviti, sconvolti dall'incontro con il misticismo e il sopra ...continua

    "Il Maestro e Margherita" è un romanzo surreale, onirico, grottesco, divertente, dolce, malinconico. E' un romanzo su più livelli narrativi, in cui si intrecciano tra loro le storie di una miriade di rispettabili e borghesi cittadini moscoviti, sconvolti dall'incontro con il misticismo e il soprannaturale. Ma è anche la storia di Pilato, Gesù e Levi Matteo, un viaggio nel tempo che ben si amalgama con la Russia di inizio '900. E' un'esperienza di lettura in cui prima o poi ogni buon lettore dovrebbe perdersi. E l'amore magico ed eterno tra il Maestro e Margherita e le scorribande dei malefici e adorabili Korov'ev, Behemot e Azazello non si dimenticheranno facilmente.

    ha scritto il 

  • 3

    Letto su innumerevoli mezzi di trasporto, tra Italia e Francia, e forse un po' troppo distratta per apprezzarlo a pieno. Il libro è molto denso, scritto su piani temporali e spesso anche linguistici diversi, ma costellato di intuizioni e battute di spirito geniali.


    Interessante è il retros ...continua

    Letto su innumerevoli mezzi di trasporto, tra Italia e Francia, e forse un po' troppo distratta per apprezzarlo a pieno. Il libro è molto denso, scritto su piani temporali e spesso anche linguistici diversi, ma costellato di intuizioni e battute di spirito geniali.

    Interessante è il retroscena storico, il regime totalitario che ha assediato lo stesso Bulgakov. Durante la lettura, ci si ritrova a immaginare lo scrittore, attorniato da censori e oscurantisti e deluso dalla ristrettezza del suo pubblico, sfuggire alla realtà attraverso le sue fantasticherie di diavoli, gatti e streghe su scope volanti.

    ha scritto il 

  • 4

    Perchè: Il Maestro e Margherita?

    Quando ho finito di leggere questo libro – ma in realtà già prima della metà del libro – ho subito pensato “Perché: Il Maestro e Margherita?” In fondo la loro storia è marginale, insomma, tutti quelli che hanno letto il libro sanno bene che Woland e la sua combriccola di simpatici demoni sono mol ...continua

    Quando ho finito di leggere questo libro – ma in realtà già prima della metà del libro – ho subito pensato “Perché: Il Maestro e Margherita?” In fondo la loro storia è marginale, insomma, tutti quelli che hanno letto il libro sanno bene che Woland e la sua combriccola di simpatici demoni sono molto più presenti nel libro.
    Trovo questo libro affascinante e coinvolgente. Non puoi non finirlo, ogni singola frase ti spinge a continuare fino alla fine.
    Ho trovato scene divertenti e grazie alla descrizione dettagliata facilmente ho immaginato gli episodi nella mia mente.
    A volte il linguaggio diventa un po’ più complesso e allora ho dovuto rileggere con più attenzione.
    E’ facile perdersi però, a causa degli innumerevoli personaggi presenti in questo racconto e a causa della trama così elaborata e intrecciata. C’è da dire che tuttavia senza tutto questo intreccio e tutto questo marasma il libro perderebbe di gran lunga il suo fascino.
    Il mio ultimo pensiero da inguaribile romantica è stato che chi ama, per amore, venderebbe l’anima al diavolo.

    ha scritto il 

  • 5

    Ci vuole il Diavolo per salvare l'uomo..

    Un libro scritto da un grande scrittore, ma questo è il minimo.
    Un libro che è tanti libri insieme e forse sono troppi per capirli tutti.
    Mi sono divertita con le mirabolanti avventure di Woland e dei suoi aiutanti; ho ascoltato Pilato, vittima di un destino che gli affibbiò il ruolo ...continua

    Un libro scritto da un grande scrittore, ma questo è il minimo.
    Un libro che è tanti libri insieme e forse sono troppi per capirli tutti.
    Mi sono divertita con le mirabolanti avventure di Woland e dei suoi aiutanti; ho ascoltato Pilato, vittima di un destino che gli affibbiò il ruolo di carnefice; ho sognato con Margherita e il Maestro un amore senza condizioni; ho compianto i personaggi finiti in manicomio, con la malattia di aver visto "ciò che non esiste". Ho vissuto molto, ma probabilmente non tutto, ed è giusto che sia così, com'è con i migliori romanzi.

    ha scritto il 

  • 5

    Fuoco e libri

    Sembra proprio che questo sia un binomio inscindibile,come testimoniano altri autori come Orwell e Ray Bradbury.
    In ogni regime totalitario ci sono stati roghi di libri non in linea con l'ortodossia :siano essi regimi religiosi,come per es. quello cattolico del Medioevo e dell'età della Co ...continua

    Sembra proprio che questo sia un binomio inscindibile,come testimoniano altri autori come Orwell e Ray Bradbury.
    In ogni regime totalitario ci sono stati roghi di libri non in linea con l'ortodossia :siano essi regimi religiosi,come per es. quello cattolico del Medioevo e dell'età della Controriforma oppure regimi politici come quelli nazisti.
    Attraverso la citazione "I manoscritti non bruciano" B.sembra voler sfidare questa consapevolezza e voler sovvertire l'ideologia comunista.
    Inoltre,ho molto apprezzato l'impianto storico del romanzo.
    L'autore cita molte fonti storiche.
    Quindi credo che questo romanzo non sia totalmente costruito su castelli in aria,come,apparentemente,potrebbe sembrare da elementi grotteschi e surreali.
    Al contrario,il grottesco e il surreale,oltre a rappresentare la concezione di B. del "destino",filtrano dati che cercano sempre di tendere a una verità storica,seppur sia essa sempre una verità religiosa.

    ha scritto il 

  • *** Attenzione: di seguito anticipazioni sulla trama (SPOILER) ***

    5

    Un libro difficile, molto complesso, scritto su piani diversi e con registri diversi, dal vaudeville all'horror, dal lirismo alla parodia, dal dramma religioso alla satira politica. Leggere un autore come Bulgakov, vissuto sotto un regime totalitario come quello sovietico, aggiunge ...continua

    Un libro difficile, molto complesso, scritto su piani diversi e con registri diversi, dal vaudeville all'horror, dal lirismo alla parodia, dal dramma religioso alla satira politica. Leggere un autore come Bulgakov, vissuto sotto un regime totalitario come quello sovietico, aggiunge una ulteriore difficoltà perché oltre a ciò che ha scritto bisogna sempre tenere presente quel che non ha potuto scrivere ma soltanto far capire per accenni e sottintesi.

    Ecco perché Il Maestro e Margherita è accessibile nella sua totalità soltanto ai lettori molto versati nella storia dell'URSS dalla Rivoluzione fino ai tempi di Stalin, e probabilmente anche oltre (in URSS l'opera fu pubblicata nel 1965, ben venticinque anni dopo la morte dell'Autore, appena in tempo per approfittare degli ultimi echi del “disgelo” chrusheviano).

    I due grandi piani su cui si muove il libro sono la Palestina ai tempi di Ponzio Pilato e la Mosca degli ultimi anni '20 o primi anni '30. Due sono i personaggi che raccordano piani così diversi e incomunicabili: il Maestro, che ha scritto la storia di quanto accadde tra Cristo e Pilato il giorno del processo e della crocifissione (Bulgakov intercala i capitoli sulla Palestina a quelli sulla Mosca dei suoi giorni), e il mago illusionista Woland, che altro non è se non Satana in persona, presente anche lui a quell'avvenimento e venuto a Mosca... per fare cosa?

    Per scatenare una serie di eventi del tutto surreali, a volte burleschi ma il più delle volte sinistri e terrificanti: annuncia la morte a un alto funzionario del regime (cosa che gli accadrà puntualmente entro pochi minuti), compie mostruosi giochi di prestigio al teatro Varieté, fa vivere vicende da incubo ai dirigenti e al personale di quel teatro, costretti a fuggire in preda alla follia o “sparati” in un istante a centinaia di chilometri di distanza.

    Come mai la presenza del Diavolo in una città da cui Cristo era stato scacciato “definitivamente” dalla Rivoluzione, e ogni idea del soprannaturale doveva essere stata bandita una volta per tutte? E come mai proprio il Diavolo va alla ricerca di Margherita, l'amante del Maestro ricoverato in manicomio? Perché Margherita accetta di diventare una strega, di partecipare come regina del grande ballo di Satana (una storia nella storia, che regge il confronto con la Walpurgisnacht nel Faust), pur di poter liberare il Maestro? E perché poi il Maestro e Margherita, dopo essere tornati brevemente nella casetta dei loro amori, devono morire avvelenati dagli stessi demòni che li hanno liberati? E cosa c'entra la storia del loro amore con il rimorso eterno, la disperazione cieca di Ponzio Pilato, mai realmente morto dopo quel fatale 14 Nisan?

    Cominciamo innanzitutto dal ruolo del Diavolo. Attraverso Woland e i suoi tirapiedi (come dimenticare Azazello il suo sicario e Benemoth, il gatto nero?) Bulgakov raggiunge un duplice scopo: da un lato ricorda ai razionalisti che il mondo non si esaurisce nei loro calcoli e nelle loro previsioni. Dall'altro, i poteri sovrumani di Woland mandano a gambe all'aria la soffocante, sterile routine della Mosca sovietica dove tutto è documentato, registrato, organizzato, prevedibile, e soprattutto sorvegliato. Di quei documenti, dei certificati, dei permessi, dei passaporti dai quali il cittadino sovietico era quotidianamente vessato e ingabbiato, Woland si fa beffe: li fa comparire quando vuole e con altrettanta disinvoltura li fa sparire – e con essi ogni traccia della propria esistenza. La satira della burocrazia culmina con l'immagine geniale del vestito vuoto seduto alla scrivania che continua imperterrito a firmare pile su pile di pratiche anche se il suo proprietario... è andato al diavolo! Ancora più Benemoth si fa beffe della polizia: la scena della sparatoria nell'appartamento n.50 andrebbe letta tenendo presenti le retate della Ceka e della GPU contro gente inerme e condannata a sparire nella Lubianka o nei Gulag. In un certo senso, paradossalmente Woland è a Mosca per fare giustizia, con la sua comparsa comincia a soffiare un vento di anarchica, inquietante libertà.

    La cosa è ancora più chiara quando Margherita fa la sua comparsa. Il libro allora decolla – letteralmente! - verso il piano onirico, verso livelli di poesia meravigliosamente lirica. Non riesco a leggere queste pagine senza pensare alle figure degli amanti in volo di Chagall. Margherita vola al di sopra della città nella quale agli uomini non era più permesso guardare in alto, nel silenzio della notte lunare che illumina boschi e fiumi millenari, scopre le meschinità della vita quotidiana sovietica, si vendica delle angherie subite dal Maestro (che altri non è che lo stesso Autore, ma è la figura più debole del romanzo) devastando il palazzo di lusso riservato agli scrittori di regime (anche qui bisogna leggere in filigrana la condanna delle disuguaglianze più presenti che mai nel paese dove le distinzioni di classe erano state abolite...). Il tema del volo assume sempre più importanza come anelito di libertà, come struggimento di nostalgia verso un mondo autentico, incorrotto, verso una bellezza primigenia. Nemmeno è un caso che, in quasi tutte le pagine in cui compare, Margherita sia nuda. Una nudità che non ha nulla di osceno ma è anch'essa rivendicazione di libertà, di poesia, di grazia.

    Si noterà che Woland, specialmente verso la fine del libro, diventa una figura via via più solenne, addirittura maestosa, perché a dispetto di se stesso deve anch'egli collaborare al disegno di Uno più grande di lui (e che nel libro non viene mai nominato, non è difficile capire il motivo). E si noterà anche che, nell'opera, Woland non odia particolarmente il genere umano e non ne causa direttamente il male, il più delle volte si limita ad annunciare quel che deve comunque avvenire. L'unico al quale procura la morte di sua mano è un noto delatore, il che rinforza l'impressione che l'Autore lo veda come l'unico possibile strumento di “giustizia” contro gli abusi e le ingiustizie del regime. Gli stessi demoni che l'accompagnano, le stesse anime dannate che compaiono nel grande ballo di Satana aspettano anch'esse il momento di una ultima redenzione, di un'ultima misericordia. Forse qui ricompare la tentazione più radicata nel pensiero religioso russo: l'apocatastasi, l'idea che tutti alla fine dei tempi saranno salvati, indipendentemente da quello che hanno commesso in vita.

    Di questa salvezza ultima è protagonista il Maestro nei confronti di Ponzio Pilato. Il suo avvelenamento e quello di Margherita sono stati in realtà una liberazione, il distacco definitivo da questo mondo per entrare nel regno della pace alla quale l'anima torturata del Maestro anelava da tutta una vita (e nel suo tormento è fin troppo facile riconoscere quello dello stesso Autore). Ma anche Pilato, l'uomo descritto così magistralmente nei capitoli a lui dedicati, deve essere liberato perché vive struggendosi dal desiderio di rivedere l'uomo buono che ha fatto crocifiggere, di camminare e di conversare con lui. L'unico che può farlo è proprio il Maestro, che gli annuncia “Puoi andare, LUI ti aspetta!”. In quel momento passato e presente si toccano, la storia trova il suo senso, il mondo intero scompare e ciascuno si avvia verso il proprio destino: Woland torna negli inferi ma non da sconfitto, Ponzio Pilato si avvia per il sentiero dove finalmente potrà ritrovare Cristo, il Maestro e Margherita verso la quieta, poetica dimora ultraterrena che era stata preparata per loro. Un'ammissione implicita che la libertà, la verità e la pace non sono cose di questo mondo. E che i poeti, gli scrittori, coloro che hanno l'animo libero per vedere quel che il potere non vede finiscono dritti in manicomio.

    Una vena di parodia e di horror era presente in Bulgakov fin dai tempi di quel piccolo capolavoro che è Le uova fatali ma qui l'elemento autobiografico, il lavoro sofferto di una creazione durata dodici anni e continuata quasi fino all'ultimo respiro, la capacità di innalzarsi fino a vette di insospettata poesia sono molto più evidenti e creano nel lettore una sensazione indimenticabile di nostalgia e struggimento.

    ha scritto il 

  • 5

    Il mio libro preferito in assoluto! Behemot, Azazel, Woland, Levi Matteo, il Maestro e Margherita stessa sono personaggi tratteggiati in modo impareggiabile dalla pena di uno Scrittore - con la "S" maiuscola -, che, devo essere sincera, con "Cuore di cane" non mi aveva fatta impazzire. Da rilegg ...continua

    Il mio libro preferito in assoluto! Behemot, Azazel, Woland, Levi Matteo, il Maestro e Margherita stessa sono personaggi tratteggiati in modo impareggiabile dalla pena di uno Scrittore - con la "S" maiuscola -, che, devo essere sincera, con "Cuore di cane" non mi aveva fatta impazzire. Da rileggere più e più volte, per cogliere sempre nuove sfumature!

    ha scritto il 

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