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Il Medioevo fantastico

Antichità ed esotismi nell'arte gotica

By Jurgis Baltrušaitis

(470)

| Paperback | 9788845909634

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Book Description

Origini e trasformazioni - dall'Oriente estremo fino all'arte gotica e a Bosch - di ciò che fu chiamato il "mostruoso", il "macabro", il "fantastico", il "demoniaco". Un'opera capitale di storia delle immagini - e quindi non solo di storia dell'arte, Continue

Origini e trasformazioni - dall'Oriente estremo fino all'arte gotica e a Bosch - di ciò che fu chiamato il "mostruoso", il "macabro", il "fantastico", il "demoniaco". Un'opera capitale di storia delle immagini - e quindi non solo di storia dell'arte, ma di civiltà.
Il Medioevo fantastico è stato pubblicato per la prima volta nel 1955, diventando rapidamente una indispensabile opera di riferimento.

15 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Originale visione dei rapporti occidente-oriente

    Va assolutamente letto accanto ad un computer per la ricerca delle immagini citate! Un testo che definirei geniale, frutto di anni di ricerche, che delinea una nuova visione delle influenze artistiche (culturali e sociali) del medioevo occidentale. E ...(continue)

    Va assolutamente letto accanto ad un computer per la ricerca delle immagini citate! Un testo che definirei geniale, frutto di anni di ricerche, che delinea una nuova visione delle influenze artistiche (culturali e sociali) del medioevo occidentale. E' uno di quei testi che vanno letti.

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    Christian Berti said on Sep 4, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    gli occhi al buio

    le inquietudini dello spirito non hanno forma ma un linguaggio che nella storia dell’umanità ha assunto forme e tratti che la sola visione apriva comparti meccanismi di identificazione.
    a leggere questo libro sembra che il surrealismo non abbia scope ...(continue)

    le inquietudini dello spirito non hanno forma ma un linguaggio che nella storia dell’umanità ha assunto forme e tratti che la sola visione apriva comparti meccanismi di identificazione.
    a leggere questo libro sembra che il surrealismo non abbia scoperto granché nelle leghe marine dei nostri animi. nell’abisso delle forme, le bizzarrie hanno da sempre , quando il cervello s’oscura, preso profili che ingaggiavano paure per sostituirle in seguito con l’arte. l’horror vacui delle persone ha creato paesaggi d'acqua e di rocce, le bestie e le battaglie che nascono dalle crepe di un muro, le ali di pipistrello applicate agli uomini volanti, dedali dei rosoni intrecciati mostruosità che si eleggono a sagome del carattere umano.
    il libro di baltrušaitis è straordinariamente illustrato, dedica poche parole alle immagini ma le sa riconoscere per infilarle dentro la storia del medioevo inconsapevole di esserlo.
    la chiusura dentro le paure, i monasteri , dentro i ‘non si può dire’, esplodono in forme plastiche che inventano i caratteri umani dell’epoca lasciando spazio minimo alle usanze, e privilegiando le oscure forme che prendevano il posto della voglia fare delle radici la profondità della loro storia.
    anche adesso accade una rinuncia del genere, si evita il ripristino della figura umana come centro dell’attenzione per imporre protesi che ne sostituiscono la sua efficacia, per entrare dentro un flusso dove sembra scorrere qualcosa ma i piedi sono fermi e le teste sembrano muoversi.
    le figure oggi sono mostruose altrettanto, ma quelle di baltrušaitis avevano come retaggio la l’antichità greco-romana, la figura mistica, rūmī, araba e le forme gotico orientali dei draghi cinesi, hanno avuto la possibilità di immergere i loro turbamenti dentro il classico mondo della perfezione.
    la metamorfosi delle forme ha scatenato bosch nei suoi dipinti e ancora oggi appare evidente che quelle forme spingono ad una visione più profonda, dove il carattere selvatico insito in ognuno di noi si scatena in una iconografia che minaccia il nostro benessere.
    questi artisti invece controllano la loro pulsione, lasciandoci in eredità le forme nascoste della nostra indispensabile voglia di fantastica combinazione fra il buio e l’alba che tarda ad arrivare.

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    giovanni milone said on Jun 27, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    Un libro sulla storia del "immaginifico" medioevale, soprattutto sull'influsso che le immagini dell'antichità ellenistica, dell'Islam ma anche delle civiltà indiane e cinesi hanno avuto nella costruzione dell'immaginario fantastico medioevale. Alcune ...(continue)

    Un libro sulla storia del "immaginifico" medioevale, soprattutto sull'influsso che le immagini dell'antichità ellenistica, dell'Islam ma anche delle civiltà indiane e cinesi hanno avuto nella costruzione dell'immaginario fantastico medioevale. Alcune chicche veramente interessanti e da approfondire.

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    Antos73 said on Jul 24, 2013 | Add your feedback

  • 3 people find this helpful

    Curiosità eccelse

    Da questo magnifico libro, tra i tanti motivi di meraviglia, ho imparato pure che il "grillo" non è solo un insetto o un comico che si improvvisa uomo politico, ma una delle più belle espressioni dell'arte medievale.

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    Una giornata particolare said on Jan 28, 2013 | 1 feedback

  • 6 people find this helpful

    Mi ha aperto un mondo. Consigliato a tutti coloro che a causa di una pessima prassi scolastica continuano a pensare al Medioevo solo ed esclusivamente come ad un secolo buio e privo di contatti con il resto del mondo allora conosciuto. Ah, e soprattu ...(continue)

    Mi ha aperto un mondo. Consigliato a tutti coloro che a causa di una pessima prassi scolastica continuano a pensare al Medioevo solo ed esclusivamente come ad un secolo buio e privo di contatti con il resto del mondo allora conosciuto. Ah, e soprattutto a coloro che non hanno mai visto un dipinto di Hieronymus Bosch.

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    Maulchiara said on Nov 9, 2012 | 2 feedbacks

  • 6 people find this helpful

    Il saggio di Jurgis Baltrušaitis non sarebbe tanto rilevante, e nemmeno di tanto interesse alla lettura se consistesse, come pare a primo acchito quando lo si comincia a leggere, in un puro regesto di temi figurativi e di forme più o meno bizzarre o ...(continue)

    Il saggio di Jurgis Baltrušaitis non sarebbe tanto rilevante, e nemmeno di tanto interesse alla lettura se consistesse, come pare a primo acchito quando lo si comincia a leggere, in un puro regesto di temi figurativi e di forme più o meno bizzarre o mostruose ricorrenti nel’arte figurativa medievale, sia in lavori di gran dimensioni, come le sculture delle cattedrali gotiche o romaniche, nelle tavole o negli affreschi, sia nelle piccole opere di oreficeria, negli avorî e soprattutto nelle miniature, dove anzi la presenza di questi elementi teratomorfi è particolarmente abbondante. In realtà il merito maggiore di questo lavoro di vasta ed accurata erudizione sta nel ricollegare tali raffigurazioni ad un continuum culturale che in parte affonda le radici nella civiltà ellenistica e romana, e dunque in una cultura di cui il Medioevo è anche retaggio diretto, ma in ampia misura trae origine da iconografie arabe, indiane, e addirittura cinesi. Se i contatti del Medioevo europeo con gli Arabi sono ovvî e risaputi, può sorprendere invece che dal secolo XIII in poi vi facciano ingresso con tanta dovizia motivi provenienti dalla Cina e dal Tibet, i quali addirittura in molti casi sono citati, per così dire, alla lettera. In realtà, l’autore dimostra che i contatti dell’Europa col Catai dopo il periodo delle invasioni mongole furono tutt’altro che deboli e sporadici, e il caso di Marco Polo, a noi più familiare, è solo uno dei tanti. Quelle dunque che certi osservatori frettolosi o ignari si figurano come frutto di allucinazioni dei singoli artisti (penso in ispecie alle pitture deliranti e ghiribizzose di Bosch o di Bruegel), indotte magari da pozioni psicotrope, in realtà erano elementi iconografici colti, tramandati nelle scuole di pittori e miniatori, e familiari al pubblico del tempo assai più di quanto non siano all’uomo d’oggi. E ciò spiega, secondo me, anche il fatto che simili bizzarrie fossero tranquillamente accettate da committenti religiosi e poste nelle chiese a scopi devozionali. Baltrušaitis mostra perfino che nelle “tentazioni di Sant’Antonio”, dipinte con speciale frequenza nel basso Medioevo, le creature demoniache non erano raffigurate in base alle agiografie dell’anacoreta egiziano allora diffuse, fossero quelle antiche, più sobrie, o quelle più fantasiose redatte in quel periodo, bensì sulla scorta degl’influssi orientali, tanto nel disegno quanto nella tipologia dei personaggi, oltretutto desunti anche da un’altra fonte, stavolta scritta, che circolava in un profluvio di traduzione e copie, quel Romanzo di Barlaam e Josaphat il quale, com’è noto, altro non era in realtà se non un travestimento bizantino della vita del Buddha. Peccato solo che il ricco apparato iconografico sia tutto in bianco e nero, il che rende, in particolare, spesso pressoché incomprensibili le riproduzioni di molti dipinti orientali.

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    Asclepiade said on Oct 26, 2012 | 2 feedbacks

Book Details

  • Rating:
    (470)
    • 5 stars
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    • 2 stars
    • 1 star
  • Paperback 376 Pages
  • ISBN-10: 8845909638
  • ISBN-13: 9788845909634
  • Publisher: Adelphi
  • Publish date: 1993-03-01
  • Also available as: Softcover
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