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Il Miglio Verde

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.4
(4899)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 552 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Olandese , Sloveno , Greco , Ceco , Svedese , Polacco , Russo , Portoghese , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 888274129X | Isbn-13: 9788882741297 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
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  • 5

    Un capolavoro che non definisco horror...pagine e pagine di emozioni e temi impegnativi, come la morte, il senso di giustizia, la malattia, la vecchiaia...la malvagità del cuore umano. Un King gigante, come non mi era mai capitato prima

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se non sono una grande fan di S. King, devo ammettere che questo libro ha lasciato in me il segno. Emozionanti le vicende dei condannati, toccante la descrizione della senilità del protagonista, toccante la storia del topino Mister Jingles. Un intreccio di piccole e grandi storie raccontate ...continua

    Anche se non sono una grande fan di S. King, devo ammettere che questo libro ha lasciato in me il segno. Emozionanti le vicende dei condannati, toccante la descrizione della senilità del protagonista, toccante la storia del topino Mister Jingles. Un intreccio di piccole e grandi storie raccontate con un mix di salti temporali ricco di suspense. Lo consiglio vivamente!

    ha scritto il 

  • 5

    La vicenda si svolge nel braccio della morte di un penitenziario dei primi anni '30. I protagonisti principali sono 3 detenuti e le loro guardie carcerarie.
    Paul, il capo delle guardie, è un uomo buono e gentile, perfettamente integrato nel sistema ed estremamente capace nel gestire detenu ...continua

    La vicenda si svolge nel braccio della morte di un penitenziario dei primi anni '30. I protagonisti principali sono 3 detenuti e le loro guardie carcerarie.
    Paul, il capo delle guardie, è un uomo buono e gentile, perfettamente integrato nel sistema ed estremamente capace nel gestire detenuti consapevoli di dover cavalcare la sedia della morte, o come viene chiamata nel Romanzo, "La Vecchia Scintillante".
    Stephen King con la sua maestrìa, costruisce da un ambiente oscuro e monotono come quello di un carcere una trama incalzante, piacevole, struggente. Utilizza come spesso accade la narrazione in flash-back, partendo dal protagonista anziano che racconta ad una donna la sua incredibile avventura vissuta 60 anni prima.
    La straordinaria figura di John Coffey, l'enorme nero accusato di stupro e omicidio di due gemelline del Maine, è a mio parere la perla più pregiata del Romanzo, ma anche la più fragile. Scorrendo le pagine ci si avvicina così tanto a quest'uomo perduto e malinconico, che quasi il lettore riesce a scorgerne la profondità, la bontà e l'ingenuità infantile. Le sue parole sono semplici, le sue frasi banali e timide, la sua voce quasi un canto. Il suo dono invece è qualcosa di divino racchiuso nel più bambino degli uomini, l'unico in grado di contenerlo.
    Ma John Coffey non vuole più vivere con quel dono, la capacità di sentire, ascoltare e far suo il dolore degli altri, la possibilità di curare il male risucchiandolo dentro di sé. Rinchiuso innocente nel braccio della morte, la vita di John Coffey si mescolerà indissolubilmente con quella di Paul, fino all'epilogo triste dell'intero romanzo.
    Nel Miglio Verde ritroviamo lo Stephen King narratore drammatico, senza la compagnia delle sue creature soprannaturali o di eventi alieni. Un'altra storia di uomini e di tutto l'abisso che li circonda.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, come al solito King non smentisce, sa sempre scrivere bene e gia' solo per il tema trattato questo libro si presta molto a numerosi spunti di riflessione, ma onestamente comincio un po' a stufarmi di questa visione manicheista bene-vs-male che deve mettere in tutti i suoi romanzi anche qua ...continua

    Bello, come al solito King non smentisce, sa sempre scrivere bene e gia' solo per il tema trattato questo libro si presta molto a numerosi spunti di riflessione, ma onestamente comincio un po' a stufarmi di questa visione manicheista bene-vs-male che deve mettere in tutti i suoi romanzi anche quando non ce n'e' bisogno (e che anzi, magari fa solo danno). In piu' non ho molto apprezzato la storia parallela nella casa di riposo (mi sembrava messa li' solo come riempitivo che riannodasse i fili tra un capitolo e l'altro) e non sono nemmeno riuscita a empatizzare molto con Coffey. Sinceramente sono stata molto piu' presa dalle vicende di Delacroix e mister Jingles che da quanto avviene dopo la loro uscita di scena.
    Una cosa che mi ha invece favorevolmente colpito e' lo strano rapporto che si viene a creare tra guardie carcerarie e condannati a morte e avrei preferito un approfondimento di quest'aspetto piu' che la virata sul fantastico che non mi ha trasmesso molto.
    Voto: 7

    ha scritto il 

  • 4

    Worth reading...

    Un romanzo che vale la pena leggere. Rende bene anche su pellicola.
    La solita nota dolente è il finale tirato per le lunghe: lo stacco dal 1932, con l'epilogo di Coffey, al 1956, mi sembra del tutto superfluo.
    In questo romanzo il Re Idiota sembra essersi documentato molto meglio.
    ...continua

    Un romanzo che vale la pena leggere. Rende bene anche su pellicola.
    La solita nota dolente è il finale tirato per le lunghe: lo stacco dal 1932, con l'epilogo di Coffey, al 1956, mi sembra del tutto superfluo.
    In questo romanzo il Re Idiota sembra essersi documentato molto meglio.
    La storia si apre e si chiude con tutti i personaggi che vanno al loro posto: Wharton che viene ucciso dal "male" che Coffey ha estratto dalla moglie del direttore del penitenziario, attraverso Percy.
    Per fortuna non ci sono "ritorni" sul finale.

    ha scritto il 

  • 5

    The Green Mile

    Questo testo inizialmente era nato come romanzo a puntate, successivamente fu ristampato in volume unico.
    Prima di leggere il libro avevo visto il film dove il ruolo di protagonista principale viene interpretato da Tom Hanks.
    La storia è interamente narrata da Paul Edgecombe, il prota ...continua

    Questo testo inizialmente era nato come romanzo a puntate, successivamente fu ristampato in volume unico.
    Prima di leggere il libro avevo visto il film dove il ruolo di protagonista principale viene interpretato da Tom Hanks.
    La storia è interamente narrata da Paul Edgecombe, il protagonista principale che lavorava come capo delle guardie nel braccio della morte del celeberrimo carcere di Cold Mountain.
    Paul decide di scrivere questa storia dall’ospizio ricordando la sua gioventù in questo luogo pieno di morte ed anche molte ingiustizie.
    La narrazione parte quando in questo penitenziario hanno appena giustiziato due criminali ed arriva un nuovo assassino francese di nome Delacroix. Quest’ultimo verrà preso di mira da una delle guardie, la quale farà di tutto per rendergli la vita impossibile.
    Il prigioniero che ha destato più interesse in me è stato John Coffey, un tipo apparentemente molto calmo ed innocuo anche se la sua mole è a dir poco normale.
    Questo uomo però è accusato dello stupro e dell’omicidio di due bambine ed inoltre possiede dei poteri paranormali.

    È un libro davvero molto bello, ricco di emozioni forti ed anche di qualche momento un po’ macabro, ma d’altronde l’ambientazione richiama perfettamente questo tipo di scenari.
    L’autore è riuscito ad unire i tratti di una storia verosimile con qualcosa di fantastico e davvero particolare.
    Questo testo è riuscito a toccarmi il cuore e far capire che l’aspetto non è quello che può farci decidere se una persona è buona oppure no anche se i fatti la giudicano male.
    Inoltre devo dire che il film tratto da questo libro è stato fatto davvero molto bene e rispecchia quasi alla perfezione quello che viene narrato nel testo.

    Ogni altro commento è a dir poco superfluo per cui vi incito a leggerlo perché ne vale proprio la pena.

    Buona lettura!

    ha scritto il 

  • 5

    Non solo uno dei libri di King più belli, ma anche uno dei migliori romanzi che abbia mai letto in generale.
    Inizialmente Il Miglio Verde è stato un esperimento dell'autore di cimentarsi con una storia a puntate che, guardando un po' di forum, pare sia stata riuscitissima. Per fortuna però ...continua

    Non solo uno dei libri di King più belli, ma anche uno dei migliori romanzi che abbia mai letto in generale.
    Inizialmente Il Miglio Verde è stato un esperimento dell'autore di cimentarsi con una storia a puntate che, guardando un po' di forum, pare sia stata riuscitissima. Per fortuna però la Sperling ha deciso di unire tutti gli episodi e farci un libro unico.

    Paul è il responsabile del braccio della morte di una prigione, Cold Mountain, dove ancora negli anni 30 si era dedicato un capannone alla sedia elettrica, che tra le pagine prenderà il nome di Old Sparky.
    Insieme a Paul conosceremo i suoi colleghi, gente di campagna che ogni giorno si chiede cosa avrebbe detto al cospetto di Dio un giorno, se la scusa del lavoro potesse bastare per giustificare tutte le morti a loro carico.
    Ebbene, incontriamo vari pluriomicidi che entrano dalla porta principale ed escono dal retro dentro un lettino, senza più un cervello che si possa dire tale.
    Poi arriva Coffey, una montagna d'uomo, un angelo custode.
    Il problema è che a Coffey è stata prenotata una seduta su Old Sparky e per tutto il romanzo si spera possa cambiare qualcosa e che la verità prima o poi venga a galla.

    La bravura, la maestria e il genio di King sono esaltati da:
    1) il personaggio di Coffey. Coffey è reale. Coffey esiste davvero. E' l parte buona di ciascuno di noi e l'autore è riuscito a dargli un volto.
    2) Il signor Jingles. Solo un maestro della narrazione avrebbe potuto concentrarsi così a fondo su un topo, dargli così importanza fino a renderlo un personaggio normale, alla pari di tutte le persone del Miglio
    3) La narrazione in senso lato. Come sempre King rapisce ed emoziona.

    Nel Miglio Verde si troveranno pagine commoventi e altre disgustose per la quantità di ignoranza che muove le azioni umane. Pagine da tachicardia compulsiva e pagine esaltanti, dove ci si trova a supportare Paul nei suoi gesti.
    Non si potrebbe desiderare altro da un romanzo. E' un esempio per il quale avviene una magia unica, un coso di 500 pagine che ci sta in uno zaino che esplode, cattura il lettore e lo risputa indietro nel tempo, a 80 anni prima, a migliaia di km di distanza. E il bello è che il passaggio dal letto a una cella buia è velocissimo.

    ha scritto il 

  • 5

    "Anche un orologio fermo è giusto due volte al giorno"

    Il miglior King letto finora.
    "Old Sparky mi appare come un tale ordigno di perversità, quando torno con la memoria a quei giorni, una così micidiale invenzione della follia. Fragili come vetro soffiato, siamo noi, anche nelle condizioni migliori. Ammazzarci l'un l'altro con il gas e l'elet ...continua

    Il miglior King letto finora.
    "Old Sparky mi appare come un tale ordigno di perversità, quando torno con la memoria a quei giorni, una così micidiale invenzione della follia. Fragili come vetro soffiato, siamo noi, anche nelle condizioni migliori. Ammazzarci l'un l'altro con il gas e l'elettricità e a sangue freddo? Che follia. Che orrore."

    ha scritto il 

  • 5

    Certe volte non c'è assolutamente differenza tra salvezza e dannazione.

    Mi trovo in difficoltà a scrivere questa recensione, perchè la lettura de "Il Miglio Verde" mi ha colpito in un modo in cui quasi nessun libro mi aveva colpita prima, ed è difficile esprimere a parole ciò che questo immenso e intenso romanzo mi ha fatto provare.
    Mi limiterò a dire che grazi ...continua

    Mi trovo in difficoltà a scrivere questa recensione, perchè la lettura de "Il Miglio Verde" mi ha colpito in un modo in cui quasi nessun libro mi aveva colpita prima, ed è difficile esprimere a parole ciò che questo immenso e intenso romanzo mi ha fatto provare.
    Mi limiterò a dire che grazie a questa lettura ho scoperto King e la sua meravigliosa scrittura, che rasenta la perfezione. Forse tra qualche giorno riproverò a scrivere una recensione che sia degna di questo nome, ma in questo momento ho terminato la lettura da troppo poco per riuscire ad esprimermi come vorrei. Concludo quindi con una sola parola: meraviglioso.

    ha scritto il 

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