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Il Miglio Verde

Di

Editore: Sperling & Kupfer

4.4
(4970)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 552 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Inglese , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Chi semplificata , Francese , Olandese , Sloveno , Greco , Ceco , Svedese , Polacco , Russo , Portoghese , Ungherese , Coreano

Isbn-10: 888274129X | Isbn-13: 9788882741297 | Data di pubblicazione: 

Traduttore: Tullio Dobner

Disponibile anche come: Copertina rigida , Tascabile economico , eBook

Genere: Fiction & Literature , Mystery & Thrillers , Science Fiction & Fantasy

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Descrizione del libro
Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?
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  • 5

    stupendo

    Premessa: non ho visto il film.
    Ho deciso di leggere questo libro visto che non conosco nessuno a cui non piaccia il film. il libro è bellissimo, coinvolgente e commuovente.
    Consigliatissimo!!! ...continua

    Premessa: non ho visto il film.
    Ho deciso di leggere questo libro visto che non conosco nessuno a cui non piaccia il film. il libro è bellissimo, coinvolgente e commuovente.
    Consigliatissimo!!!

    ha scritto il 

  • 5

    Capolavoro

    Non c'è nient'altro da dire. Uno dei libri più belli del Re e uno dei romanzi più belli che abbia mai letto. Non ci sono parole per descriverlo: dovete leggerlo. Punto.

    ha scritto il 

  • 5

    Ho procrastinato la lettura di questo libro per qualcosa come almeno sette/otto anni perché ero praticamente certa che sarei potuta rimanerne in qualche modo delusa dopo aver amato così tanto il film ...continua

    Ho procrastinato la lettura di questo libro per qualcosa come almeno sette/otto anni perché ero praticamente certa che sarei potuta rimanerne in qualche modo delusa dopo aver amato così tanto il film che ne è stato tratto.
    Oh, come mi sbagliavo.
    Questo libro è coinvolgente, emozionante e toccante dalla prima all'ultima pagina, e ogni personaggio è così ben caratterizzato che per tutta la lettura mi è sembrato di essere al fianco di Paul Edgecombe nel penitenziario di Cold Mountain, anno 1932, a far la conoscenza, fra gli altri, di John Coffey, Eduard Delacroix e il suo fantastico Mr Jingles.

    È un libro bellissimo, dove l'amore, il dolore, la morte e la vita stessa prima e dopo di essa sono soltanto alcuni dei grandi temi attraverso i quali il Re ci guida e accompagna, con mano salda e passo deciso, con una prosa scandita da un ritmo perfetto. E, chiusa l'ultima pagina, non ci si può non sentire un po' più ricchi.

    "Il tempo si prende tutto, che tu lo voglia o no. Il tempo si prende tutto, il tempo lo porta via, e alla fine c'è solo oscurità. Talvolta incontriamo altri in quell'oscurità, e talvolta lì perdiamo di nuovo là dentro."

    ha scritto il 

  • 5

    Tutti dobbiamo percorrere il nostro Miglio Verde

    1932. Paul Edgecombe è capo guardiano nel carcere di Cold Mountain, Georgia. Ragazzi difficili, quelli che percorrono il Miglio Verde x andare a morire in braccio a Old Sparky, la sedia elettrica. Com ...continua

    1932. Paul Edgecombe è capo guardiano nel carcere di Cold Mountain, Georgia. Ragazzi difficili, quelli che percorrono il Miglio Verde x andare a morire in braccio a Old Sparky, la sedia elettrica. Compito di Paul è seguire i prigionieri nei loro ultimi giorni, in cui anche un topolino ammaestrato può essere di conforto. Il carcere è un microcosmo dove s’incrociano le vite dei secondini e dei condannati, dove anche la morte diventa routine, e non sempre sono le sbarre a dividere i buoni dai cattivi. John Coffey, però, un gigante nero condannato per lo stupro e l’uccisione di due bambine, è diverso: ha il dono di leggere nel pensiero e di guarire con il contatto delle mani un topolino o una donna moribonda. E forse è innocente. Capolavoro assoluto che nella crudezza delle descrizioni induce a riflettere sulla pena di morte, ma soprattutto sull’animo umano, sull’episodio che in un attimo cambia la vita di vittima e carnefice. E sulla vecchiaia e la morte, il fine ultimo di ogni uomo, perché tutti dobbiamo percorrere il nostro Miglio Verde, siamo tutti in attesa di esecuzione, dal giorno del nostro concepimento, solo non ne conosciamo la data. Pubblicato a puntate, ne ho letto tre in italiano, una in francese e due in inglese, perché trovandomi all’estero, proprio non potevo fare a meno di terminare questo romanzo, da cui è stato tratto un bellissimo film, magistralmente interpretato da T. Hanks e M. Clarke Duncan, che x il cinema rinunciò al football professionistico.

    ha scritto il 

  • 5

    Che vuoi che siano poche ore in una bara?

    Un capolavoro assoluto. Riletto a distanza di una decina d'anni dalla prima volta, quando ero alle superiori e divoravo King senza dormire la notte, ho scoperto che il passare del tempo mi ha resa più ...continua

    Un capolavoro assoluto. Riletto a distanza di una decina d'anni dalla prima volta, quando ero alle superiori e divoravo King senza dormire la notte, ho scoperto che il passare del tempo mi ha resa più permeabile: conservavo un vivido ricordo dell'esecuzione di Delacroix e del crudele atto di Percy che schiaccia il signor Jingle, ma non avevo pianto come oggi calde lacrime sulla riapparizione del topolino a distanza di oltre sessant'anni, acciaccato ma ancora entusiasta del suo rocchetto, né per il piangere incessante di John Coffey che non vuole andare nel buio.

    Un dono di Dio, John Coffey (che si legge come la bevanda, ma scritto diverso). Guarisce il dolore, la malattia, ed infonde la vita. Eppure sta lì, condannato ingiustamente per l'omicidio di due bambine, nel braccio della morte ad aspettare il momento in cui la sedia elettrica lo ucciderà, e lascerà la consapevolezza a tutte le guardie carcerarie di essersi avvicinate di un passo all'Inferno.
    King ha realizzato un'opera eccezionale: l'umanità pervade tutti, dall'anziano narratore Paul Edgecombe che il soffio di vita di Coffey ha reso ultracentenario, al meraviglioso e magico signor Jingle, passando per le altre guardie che soffrono per John con assoluta sincerità. E i cattivi, beh... Per i cattivi arriva il momento della resa dei conti, anche se nessuna giustizia sembra tale, quando è un dono di Dio a finire così.

    Aggiungerei che per una riflessione sulla pena di morte questo romanzo offre un ottimo spunto iniziale.

    ha scritto il 

  • 5

    Un libro appassionante, un libro commovente, un libro forte e appassionte. Un libro nato come un serial è solo successivamente raggruppato in un unico libro, un libro che ha ispirato un grande film.
    I ...continua

    Un libro appassionante, un libro commovente, un libro forte e appassionte. Un libro nato come un serial è solo successivamente raggruppato in un unico libro, un libro che ha ispirato un grande film.
    Il miglio verde catapulta il lettore all'interno di un carcere penitenziario in quella zona dove sono giunti alla fine del loro percorso le persone che hanno commesso i peggior fatti e ora stanno solo aspettando la ora ultima ora. Ma qui un giorno appare Jhon Coffey che accusato del peggior delitto di possa commettere risulterà essere invece un dono di Dio, ma nonostante ciò il destino non può essere riscritto, deve fare il suo corso e nonostante 'ingiustizia è la sofferenza bisogna andare avanti perché indietro non si può tornare. Molte saranno le vite toccate da Jhon chi più e chi meno sentirà la sua forza è ne trarrà beneficio, fino ad arrivare alla triste conclusione della sua vita.
    Una storia raccontata in prima persona da Paul Edgecombe il capo carceriere del miglio verde che ci catapulta ulteriormente all'interno di queste pagine, lasciandoci addosso le più varie sensazioni ( è facile addirittura commuoversi su queste pagine).
    Un King che supera se stesso inserendo lo stesso il fascino del mistero riesce a raccontare una storia che non é così lontana dalla realtà quindi di facile immedesimazione.
    Libro adatto a tutti, chi per la prima volta vuole avvicinarsi all'autore o chi ha voglia di un libro appassionante e commovente.

    ha scritto il 

  • 3

    Bello, come al solito King non smentisce, sa sempre scrivere bene e gia' solo per il tema trattato questo libro si presta molto a numerosi spunti di riflessione, ma onestamente comincio un po' a stufa ...continua

    Bello, come al solito King non smentisce, sa sempre scrivere bene e gia' solo per il tema trattato questo libro si presta molto a numerosi spunti di riflessione, ma onestamente comincio un po' a stufarmi di questa visione manicheista bene-vs-male che deve mettere in tutti i suoi romanzi anche quando non ce n'e' bisogno (e che anzi, magari fa solo danno). In piu' non ho molto apprezzato la storia parallela nella casa di riposo (mi sembrava messa li' solo come riempitivo che riannodasse i fili tra un capitolo e l'altro) e non sono nemmeno riuscita a empatizzare molto con Coffey. Sinceramente sono stata molto piu' presa dalle vicende di Delacroix e mister Jingles che da quanto avviene dopo la loro uscita di scena.
    Una cosa che mi ha invece favorevolmente colpito e' lo strano rapporto che si viene a creare tra guardie carcerarie e condannati a morte e avrei preferito un approfondimento di quest'aspetto piu' che la virata sul fantastico che non mi ha trasmesso molto.
    Voto: 7

    ha scritto il 

  • 5

    Un capolavoro che non definisco horror...pagine e pagine di emozioni e temi impegnativi, come la morte, il senso di giustizia, la malattia, la vecchiaia...la malvagità del cuore umano. Un King gigante ...continua

    Un capolavoro che non definisco horror...pagine e pagine di emozioni e temi impegnativi, come la morte, il senso di giustizia, la malattia, la vecchiaia...la malvagità del cuore umano. Un King gigante, come non mi era mai capitato prima

    ha scritto il 

  • 5

    Anche se non sono una grande fan di S. King, devo ammettere che questo libro ha lasciato in me il segno. Emozionanti le vicende dei condannati, toccante la descrizione della senilità del protagonista, ...continua

    Anche se non sono una grande fan di S. King, devo ammettere che questo libro ha lasciato in me il segno. Emozionanti le vicende dei condannati, toccante la descrizione della senilità del protagonista, toccante la storia del topino Mister Jingles. Un intreccio di piccole e grandi storie raccontate con un mix di salti temporali ricco di suspense. Lo consiglio vivamente!

    ha scritto il 

  • 5

    La vicenda si svolge nel braccio della morte di un penitenziario dei primi anni '30. I protagonisti principali sono 3 detenuti e le loro guardie carcerarie.
    Paul, il capo delle guardie, è un uomo buo ...continua

    La vicenda si svolge nel braccio della morte di un penitenziario dei primi anni '30. I protagonisti principali sono 3 detenuti e le loro guardie carcerarie.
    Paul, il capo delle guardie, è un uomo buono e gentile, perfettamente integrato nel sistema ed estremamente capace nel gestire detenuti consapevoli di dover cavalcare la sedia della morte, o come viene chiamata nel Romanzo, "La Vecchia Scintillante".
    Stephen King con la sua maestrìa, costruisce da un ambiente oscuro e monotono come quello di un carcere una trama incalzante, piacevole, struggente. Utilizza come spesso accade la narrazione in flash-back, partendo dal protagonista anziano che racconta ad una donna la sua incredibile avventura vissuta 60 anni prima.
    La straordinaria figura di John Coffey, l'enorme nero accusato di stupro e omicidio di due gemelline del Maine, è a mio parere la perla più pregiata del Romanzo, ma anche la più fragile. Scorrendo le pagine ci si avvicina così tanto a quest'uomo perduto e malinconico, che quasi il lettore riesce a scorgerne la profondità, la bontà e l'ingenuità infantile. Le sue parole sono semplici, le sue frasi banali e timide, la sua voce quasi un canto. Il suo dono invece è qualcosa di divino racchiuso nel più bambino degli uomini, l'unico in grado di contenerlo.
    Ma John Coffey non vuole più vivere con quel dono, la capacità di sentire, ascoltare e far suo il dolore degli altri, la possibilità di curare il male risucchiandolo dentro di sé. Rinchiuso innocente nel braccio della morte, la vita di John Coffey si mescolerà indissolubilmente con quella di Paul, fino all'epilogo triste dell'intero romanzo.
    Nel Miglio Verde ritroviamo lo Stephen King narratore drammatico, senza la compagnia delle sue creature soprannaturali o di eventi alieni. Un'altra storia di uomini e di tutto l'abisso che li circonda.

    ha scritto il 

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