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Il Miglio Verde

By Stephen King

(4073)

| Paperback | 9788882741297

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Book Description

Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista Continue

Nel penitenziario di Cold Mountain, lungo lo stretto corridoio di celle noto come "Il Miglio verde", i detenuti come lo psicopatico "Billy the Kid" Wharton o il demoniaco Eduard Delacroix aspettano di morire sulla sedia elettrica, sorvegliati a vista dalle guardie. Ma nessuno riesce a decifrare l'enigmatico sguardo di John Coffey, un nero gigantesco condannato a morte per aver violentato e ucciso due bambine. Coffey è un mostro dalle sembianze umane o un essere in qualche modo diverso da tutti gli altri?

482 Reviews

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  • 1 person finds this helpful

    Uno dei migliori libri di King. Bellissimo ed emozionante!

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    Sevy said on Jul 23, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    Una storia che emoziona

    Stanotte ho terminato la lettura de Il miglio verde. Un libro da 5 stelle se non fosse per la traduzione che in alcuni punti (per fortuna pochi) non è ben svolta.
    Ho amato moltissimo il film (che ho visto prima di leggere il libro), visto e rivisto p ...(continue)

    Stanotte ho terminato la lettura de Il miglio verde. Un libro da 5 stelle se non fosse per la traduzione che in alcuni punti (per fortuna pochi) non è ben svolta.
    Ho amato moltissimo il film (che ho visto prima di leggere il libro), visto e rivisto più volte e che rispecchia moltissimo la storia narrata da King. Bel film, bellissimo il libro.
    Non sono una lettrice dei libri di King . Di lui ho letto solo On writing e Il miglio verde e tanto è bastato perché mi incantasse con il suo modo di scrivere e descrivere.
    La storia è fantastica, surreale e nello stesso tempo credibile. Pur nella crudeltà della vicenda, King riesce a catturare il lettore, che si ritrova a vivere vicende a lui lontane ma assolutamente reali.
    La storia è un susseguirsi di emozioni, colpi di scena, continui flash back che dilatano la storia piano piano, conducendo per mano chi legge e portandolo a vivere la storia a fianco dei personaggi.
    Meravigliosa la figura di John Coffey, un uomo che viveva le sofferenze altrui sulla propria pelle e che per questo non “riusciva” più a stare al mondo.
    Il miglio verde è una bellissima storia che si svolge nel braccio della morte di Cold Mountain.
    Voto: 5 stelle.

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    Viola said on Jul 3, 2014 | 1 feedback

  • 1 person finds this helpful

    Consiglio di lettura di Luglio

    Ho sempre considerato King un grande scrittore, con una fantasia impressionante e non ho mai avuto riserve riguardo il suo successo, secondo me meritato. Due anni fa, mi pare, lessi Shining e nonostante non abbia trovato lo stile così scorrevole, mi ...(continue)

    Ho sempre considerato King un grande scrittore, con una fantasia impressionante e non ho mai avuto riserve riguardo il suo successo, secondo me meritato. Due anni fa, mi pare, lessi Shining e nonostante non abbia trovato lo stile così scorrevole, mi impressionò la sua capacità di esprimere emozione, mi spiego meglio: credo che sia un maestro nel trasmettere al lettore ogni sentimento che traspare dai suoi libri, mi ricordo l'angoscia che provai per tutto il tempo, dall'inizio alla fine ogni parola e ogni frase erano immersi in un'atmosfera fitta di ansia e inquietudine.
    Così è anche ne Il Miglio verde, con la differenza che ho provato mille altre emozioni.

    Particolare fin da subito perchè, come ci spiega l'autore nell'introduzione, in realtà il libro fu concepito come un romanzo a puntate e scritto in corso di pubblicazione; questo aspetto e un altro piccolo collegamento al racconto "Canto di Natale" presente nella prima parte del libro, li ho considerati come un piccolo omaggio a Charles Dickens, che fu il maggior esponente dei romanzi a puntate.
    Questa particolarità non passa inosservata: il romanzo è diviso in sei parti, ognuna delle quali è aperta da un capitolo in cui Paul Edgecombe all'età di 104 anni ricorda gli anni passati nel Braccio E, in particolare i fatti successi nei 1932; questi capitoli iniziali fanno da filo conduttore alle altre parti.

    Non voglio raccontare la trama perchè chi non ha letto il libro, come minimo avrà visto il film e quindi immagino sia superfluo parlarne. Ho apprezzato moltissimo il fatto che la parte, diciamo, "horror", costituisca solo una piccola briciola dell'intero romanzo perchè credo che se si fosse osato di più si sarebbe rovinato qualcosa. La storia è fantastica, ma io amo tutto ciò che è ambientato nelle prigioni; quello che mi ha colpita è l'importanza data al rapporto umano, sia tra guardie carceriere che tra guardie e prigionieri. Ho amato tutti i momenti intensi in cui l'umanità di Paul, Brutal, Dean o Harry l'ha vinta sulla ragione, o meglio sul dovere, e li ha costretti a rendersi conto che quando si percorre l'ultimo miglio è lecito avere paura ed è lecito chiedere perdono per i peccati commessi (anche quando sono imperdonabili).

    I quattro personaggi sono veri e umani (scusate le ripetizioni) hanno sentimenti che difficilmente riescono a reprimere, hanno problemi, speranze e dubbi, sono intelligenti e spesso spiritosi; ovviamente c'è sempre un'eccezione no?! Percy Wetmore, giovane e arrogante è una persona cattiva e sleale, uno sbruffone che gode nel ferire le persone ma che in realtà si dimostrerà pauroso e vigliacco e subirà la giusta punizione.
    Infine, non posso non parlare dei tre principali carcerati: Delacroix, l'istruttore del famosissimo Mr. Jingles, ha una personalità eccentrica, non ne vediamo mai la "parte oscura", ovviamente sappiamo il motivo della sua permanenza nel braccio ma l'ho visto più come una persona sola e bisognosa di attenzione, un uomo psicologicamente malato che si aggrappa all'unica cosa che può avere, il rapporto con un topolino; William Wharton è invece la malvagità e la schizzofrenia in persona, sporco dentro e fuori, viscido e pericoloso è capace di simulare attacchi improvvisi alternandoli a momenti di calma piatta ma solo apparente; infine manca il buon John Coffey, grande e grosso ma buono come il pane è dotato di un vero e proprio dono ma allo stesso tempo è una maledizione che lo logora dentro, è rispettoso e silenzioso, non causa guai e tira fuori nel lettore ogni sentimento positivo che si può provare.

    Ammetto di aver amato molti personaggi: Paul, ma anche sua moglie che nonostante giochi una parte secondaria l'ho trovata fondamentale e di un' intelligenza sopraffina, ho adorato le battute e la schiettezza di Brutal, ho adorato anche Del con il suo atteggiamento "bambinesco", ho amato John e giuro che la scena sulla sedia di questi ultimi due mi ha davvero colpito.

    Insomma un libro di cui ho amato quasi tutto tra personaggi, ambientazione e storia, un libro che ha rafforzato la mia idea assolutamente contraria alla pena di morte, un libro emozionante e che consiglio a tutti, soprattutto a quelli che hanno amato il film.

    Ultimo punto, non potevo non ricordare lo splendido film del 1999, diretto da Frank Darabont e con protagonisti Tom Hanks e Michael Clarke Duncan. Me lo sono voluta riguardare il giorno dopo aver finito il libro per notare le differenze e secondo me è stato fatto un lavoro eccezionale, non manca assolutamente nulla di importante. Veramente un capolavoro!

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    (P)ila said on Jun 28, 2014 | Add your feedback

  • 17 people find this helpful

    Bellissimo!

    Un romanzo che sicuramente si discosta dal consueto canone King ma non per questo meno bello!

    La storia è molto semplice: la vita e il viaggio verso la fine di un condannato a morte per un crimine che, inspiegabilmente, non ha minimamente com ...(continue)

    Un romanzo che sicuramente si discosta dal consueto canone King ma non per questo meno bello!

    La storia è molto semplice: la vita e il viaggio verso la fine di un condannato a morte per un crimine che, inspiegabilmente, non ha minimamente commesso: uno sbaglio per il quale è troppo difficile (o forse solo impegnativo) trovare una spiegazione razionale. Magistrale la descrizione della prigione, della sensazione di prigionia e dei compagni di cella di un uomo che resta inspiegabile e inspiegato fino al climax finale.

    Uno dei più chiari esempi della maestria del Re come Scrittore tout-court e non solo nel campo horror al quale viene troppo spesso associato in maniera quasi esclusiva: qui di horror non ce n'è neanche un filo!

    Consigliato anche ai "non addetti ai lavori"...

    ps. ho letto e possiedo la versione divisa in 6 libricini! :)

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    Gio said on May 28, 2014 | 2 feedbacks

  • 1 person finds this helpful

    non ricordo tutte le emozioni suscitate dai romanzi di Stephen King letti finora - alcuni si riferiscono ai primi anni adolescenziali, se non ancora prima - ma forse Il Miglio Verde è il romanzo migliore di King.

    Vi ho ritrovato tutta la scioltezza ...(continue)

    non ricordo tutte le emozioni suscitate dai romanzi di Stephen King letti finora - alcuni si riferiscono ai primi anni adolescenziali, se non ancora prima - ma forse Il Miglio Verde è il romanzo migliore di King.

    Vi ho ritrovato tutta la scioltezza stilistica e narrativa dei suoi racconti lunghi, una forma in cui, a mio parere, eccelle come pochi altri (come Poe?), e allo stesso tempo la compiutezza di un grande romanzo.

    Il Miglio Verde è un concentrato di atrocità e bellezza portate a livello altissimo, in cui, a differenza di tanti altri suoi romanzi, la sensazione che ti lascia è soprattutto quella del brivido di commozione (e non tanto di orrore).

    in questo romanzo si raggiungono apici di bellezza e di umanità mai toccati, certo anche grazie al contesto in cui si svolgono le vicende, un contesto in cui King ha potuto dare il meglio nell'esprimere, tutte insieme, la fatalità, l'ingiustizia, la bontà e addirittura la santità con la figura di John Coffey: un idiota alla Dostoevskij in cui non è certo difficile vedere un ipotetico Cristo nell'ambiente cupo e straziante di un braccio della morte.

    Un aspetto non di poco conto è la carica morale, oltre che orrorifica, che percorre - come una corrente elettrica - tutto il romanzo dalla prima all'ultima pagina.
    e francamente è la prima volta che mi è capitato di piangere con un romanzo di King, tralasciando forse qualche suo racconto lungo.

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    PolSheilo said on May 13, 2014 | Add your feedback

  • 1 person finds this helpful

    letto quando era uscito in edicola a puntate (6 libri) poi acquistato da tenere il libro con la versione attuale,

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    Patrizia Tisiot said on May 4, 2014 | Add your feedback

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