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Il Padrino

Di

Editore: Corbaccio

4.5
(2102)

Lingua:Italiano | Numero di pagine: 451 | Formato: Paperback | In altre lingue: (altre lingue) Russo , Inglese , Chi semplificata , Spagnolo , Chi tradizionale , Tedesco , Francese , Svedese , Portoghese , Olandese , Sloveno , Polacco , Ceco , Ungherese

Isbn-10: 8879724061 | Isbn-13: 9788879724067 | Data di pubblicazione:  | Edizione 3

Traduttore: Mercedes Giordini Ozzola

Disponibile anche come: Altri , Copertina rigida , Tascabile economico

Genere: Crime , Family, Sex & Relationships , Fiction & Literature

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Descrizione del libro
Apparso nel 1969 con un successo senza precedenti, questo romanzo continua arappresentare il mondo della mafia italo-americana. I legami della "famiglia",i rituali del "rispetto", gli intrecci tra potere politico e malavita, glispietati regolamenti di conti, la vita quotidiana dei boss e dei loro sicari,la capillare organizzazione degli affari illeciti, gli amori, le vendette, imatrimoni, i funerali. Il quadro incredibilmente autentico e agghiacciante deimetodi della mafia, delle sue alleanze e connivenze, dei delitti e delle lotteintestine.
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  • 5

    Un capolavoro che non avevo mai letto pur facendo parte della libreria di mio padre da anni. Leggendo queste pagine tutte le fiction e i romanzetti che avevo letto e guardato fino ad ora mi sono sembrate delle pallide imitazioni. E al di là della ovviamente dubbia moralità di quello che si raccon ...continua

    Un capolavoro che non avevo mai letto pur facendo parte della libreria di mio padre da anni. Leggendo queste pagine tutte le fiction e i romanzetti che avevo letto e guardato fino ad ora mi sono sembrate delle pallide imitazioni. E al di là della ovviamente dubbia moralità di quello che si racconta e delle azioni dei personaggi, tutta la storia si costruisce su pilastri di valori come l'onore, la fedeltà, il senso del rispetto, che di per sé non sono affatto sbagliati, ma anzi costituiscono le basi di ogni buona famiglia. Una storia coinvolgente e affascinante che senza dubbio va riletta per coglierne i particolari che forse a una prima lettura sono sfuggiti.

    ha scritto il 

  • 4

    Peccato per la traduzione (Giardini Ozzola)

    Si va dal "non do una merda", presumibilmente pessima traduzione letterale di "I don't give a shit", alla traduzione del nome delle due franchigie MLB dei Giants e dei Pirates in "Giganti e Pirati", degna di un match della Melevisione, passando per gli "States" che diventano "Stati." e per numer ...continua

    Si va dal "non do una merda", presumibilmente pessima traduzione letterale di "I don't give a shit", alla traduzione del nome delle due franchigie MLB dei Giants e dei Pirates in "Giganti e Pirati", degna di un match della Melevisione, passando per gli "States" che diventano "Stati." e per numerose altre imprecisioni e traduzioni letterali che non hanno alcun senso in italiano. Pur non avendo a disposizione per confronto la versione originale, la traduzione sembra fatta parola per parola anche in alcune costruzioni sintattiche e nell'uso di molti pronomi che potrebbero essere sottintesi e vanno invece ad appesantire e rendere "goffa" la narrazione. Peccato.

    Libro voto 10: Cult
    Traduzione voto 3: Google Translate.

    ha scritto il 

  • 5

    Uno dei libri da leggere nella vita!

    L'abilità di Mario Puzo a scrivere è incredibile. Rende scorrevole, appassionante e incredibilmente "facile" leggere questo libro. Uno dei migliori che io abbia mai letto. Incredibile, stupendo. Mi mancheranno Mike e il Don.

    ha scritto il 

  • 4

    La vendetta è un piatto che si gusta meglio freddo

    "A Don Vito Corleone tutti si rivolgevano per aiuto senza mai venire delusi. Non faceva vane promesse e neppure avanzava scuse vili di aver le mani legate da forze più potenti. Non era necessario che fosse amico, e neppure avere i mezzi con cui ripagarlo. Una sola cosa era fondamentale. Che il su ...continua

    "A Don Vito Corleone tutti si rivolgevano per aiuto senza mai venire delusi. Non faceva vane promesse e neppure avanzava scuse vili di aver le mani legate da forze più potenti. Non era necessario che fosse amico, e neppure avere i mezzi con cui ripagarlo. Una sola cosa era fondamentale. Che il supplicante, lui, lui stesso, proclamasse la sua amicizia. E allora, non aveva importanza quanto povero o quanto debole fosse, Don Corleone avrebbe preso a cuore i guai di quell'uomo. Nulla avrebbe lasciato di intentato per risolverne il caso. La sua ricompensa? Amicizia, il rispettoso titolo di «Don», e qualche volta il più affettuoso omaggio di «Padrino». Forse solamente in segno di rispetto, ma mai per interesse, qualche umile regalo: un bottiglione di vino genuino o un cestino di taralli pepati preparati apposta per allietare la sua tavola natalizia. Era sottinteso, era una mera questione di buone maniere, che ci si doveva proclamare suoi debitori e che egli aveva il diritto in qualsiasi momento di chiedere di estinguere il debito con qualche piccolo servizio."

    ha scritto il 

  • 4

    Libro excelente, donde se cuentan los tejemanejes y el código de la Mafia italiana, representada en la familia Corleone. No obstante, es de las pocas excepciones, donde me gustó más la adaptación cinematográfica que el libro.

    ha scritto il 

  • 4

    Ho aspettato, non per scelta,...

    ... di leggerlo fino ad oggi.
    Non so perché, ma non l'ho mai comprato. Non ne ho mai avuto il desiderio. Forse il film, era stato troppo presente fin dalla mia infanzia, per farmi incuriosire dal libro, oppure non so perché.
    Poi qualche tempo fa, un amico mi fa vedere la prima edizion ...continua

    ... di leggerlo fino ad oggi.
    Non so perché, ma non l'ho mai comprato. Non ne ho mai avuto il desiderio. Forse il film, era stato troppo presente fin dalla mia infanzia, per farmi incuriosire dal libro, oppure non so perché.
    Poi qualche tempo fa, un amico mi fa vedere la prima edizione. Dall'Oglio Editore, 1970. La prendo tra le mani, la guardo e gli dico: " CHE SPETTACOLO!"
    Qualche settimana fa, quel mio amico, mi porge un pacchetto, che solo lui già è un regalo. Un libro avvolto tra le pagine, dedicate ai libri, di un giornale. Mi dice: " Anto, mi sono sempre dimenticato di dartelo, è il mio regalo per il tuo compleanno (11/04 ndr)." Un po' stupito, un po' divertito, un po' imbarazzato, apro il pacchetto e...non posso esclamare che: "CHE SPETTACOLO!"
    Finito di leggere e la domanda che mi sono posto é stata: " perchè ho aspettato così tanto?"
    Buone letture,
    BUONAVITA!

    ha scritto il 

  • 5

    di piacevole lettura, esalta questi uomini di statura tale da non poter essere soggiogati a regole scritte da altri. un saggio sulla politica e sulla relazione. da leggere.

    ha scritto il 

  • 4

    ottimo libro, ma non all'altezza del grande film di coppola...

    ...il romanzo racconta l'epopea criminale di don vito corleone e dei suoi figli. coppola diede al romanzo di puzo un tono da tragedia greca e shakespeariana, del tutto assente nel libro del romanziere italo americano. la differenza è evidente nella scena nella quale micheal corleone (al pacino ne ...continua

    ...il romanzo racconta l'epopea criminale di don vito corleone e dei suoi figli. coppola diede al romanzo di puzo un tono da tragedia greca e shakespeariana, del tutto assente nel libro del romanziere italo americano. la differenza è evidente nella scena nella quale micheal corleone (al pacino nel film) annuncia di essere pronto ad uccidere il corrotto mccluscky e il "turco" sollozzo. in puzo la scena, pur essendo un punto di svolta cruciale per la vicenda, non riesce ad essere particolare. nel film man mano che micheal spiega la sua determinazione omicida, la camera si avvicina a pacino, inquadrandolo con una lenta carrellata, da un campo lungo, ad un primissimo piano. in questo modo coppola ci dice che da quel momento micheal è un altra persona e che il dramma al centro del film, sarà soprattutto il suo dramma. la differenza non sta solo nel mezzo usato, ma è drammaturgica e di potenza espressiva. del tutto assente in puzo il gran montaggio che nel finale del film alterna le scene dei delitti, a micheal che innanzi al fonte battesimale rinuncia più volte a satana.
    ad ogni modo il libro di puzo svela particolari sconosciuti a chi ha visto solo il film che non sono solo gustosi, ma anche rivelatori. molti personaggi ed episodi trascurati nel film qui vengono narrati con largo respiro. è difficile stabilire dove finisce il fascino del libro e cominci quello del film, certo è che puzo raccontò una storia immortale.

    ha scritto il 

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